Happy Family. Consigliatissimo!!

5 04 2010

Il filosofo greco Protagora di Abdera nacque in Tracia nel 486 avanti Cristo. Fu uno dei padri della sofistica e del pensiero relativistico. Più volte soggiornò ad Atene, divenendo amico di autori quali Euripide e politici quali Pericle. Accusato di empietà per le sue posizioni agnostiche in ambito teologico, fu condannato all’esilio e morì in un naufragio, lontano da Atene, il 411 avanti Cristo.
La sua più famosa affermazione, che un po’ racchiude tutto il suo pensiero sull’essere umano e su come questi dia un senso a quanto gli sta attorno, è : “L’uomo è misura di tutte le cose: quelle che sono, in quanto sono; e quelle che non sono, in quanto non sono”.
L’uomo è il metro del mondo, nella misura in cui il mondo sa mettere paura e sa esser meraviglioso perché lo vediamo così. Il mondo è colorato ed in bianco e nero nella misura in cui i colori li vediamo o non li vediamo. Il mondo è caldo ed è freddo, nella misura in cui lo viviamo con passione o lo viviamo con timore. Il mondo è amichevole e il mondo è ostile, nella misura in cui ci apriamo agli altri o li respingiamo sentendoci da essi a nostra volta respinti. Il mondo è bello e il mondo è brutto, nella misura in cui ci vogliamo bene, abbiamo fiducia in noi stessi e questo mondo proviamo comunque ad esplorare, oppure no. Il mondo ha un senso, oppure non lo ha, se questo senso lo cerchiamo, oppure no.
Il mondo non offre spiegazioni, aumenta solo le nostre curiosità. Se siamo curiosi.
Gabriele Salvatores costruisce un piccolo semplice film, che essenzialmente parla di questo. Un film piccolo e colorato, come i giocattoli di legno, che un po’ tutti avevamo da bambini e a rivederli ora sembrano piccoli e colorati, ma a guardarli bene si aprono a mille emozioni, a mille sapori e ricordi. La complessità insita nelle cose che appaiono semplici.
“Happy family” è un bel film davvero. Un piccolo semplice manuale che non mira a spiegare, ma semplicemente descrivere l’essere umano nelle sue paure e nella sua capacità di sorprendersi in piccole cose che nella loro semplicità contengono una grande complessità e viceversa. Strizzando l’occhio a Pirandello e ai suoi “6 personaggi in cerca d’autore” ed a Woody Allen (soprattutto “La rosa purpurea del Cairo” e “Manhattan”), parla di uno sceneggiatore che si confronta con i personaggi della trama che sta scrivendo. Chiuso nella sua stanza, impaurito dal mondo, lo scrittore (bravissimo Fabio De Luigi) scrive una storia in cui casualmente ha un incidente stradale con una signora (Margherita Buy). Per farsi perdonare, lei lo invita ad una cena in cui si incontrano due famiglie che sono unite dal fatto che i due ragazzi dei rispettivi nuclei hanno scelto di sposarsi, benché abbiano soltanto 16 anni. La prima è una famiglia borghese, composta da un padre (meraviglioso Fabrizio Bentivoglio) che sa di avere ancora pochi giorni di vita e non sa come dirlo agli altri, una madre (Margherita Buy) insoddisfatta, una figlia maggiore (Valeria Bilello) depressa, ossessionata dal silenzio, dal percepirsi incapace, e dai cattivi odori, ed un figlio minore, da tutti definito “particolare”, dai modi dandy vagamente effeminati, che si è intestardito a sposare una campagna di scuola. A ciò si aggiunge una simpatica nonna, affetta dalla sindrome di Alzheimer, che ripete costantemente le stesse cose. L’altro nucleo familiare è un pò più naif, con un padre un po’ cazzaro (un Diego Abbatantuono perfetto per il ruolo), una madre un po’ ansiosa, svampita e beverona (dolcissima Carla Signoris, sempre sempre sempre più brava), una figlia (promessa sposo del ragazzo) vagamente darkeggiante, stile cartoon di Tim Burton.
Ad un certo punto, lo scrittore, in crisi con il racconto, sceglie di lasciare la storia inconclusa, con un finale aperto, che lascia molti dubbi su quanto accadrà. I personaggi allora si ribellano, gli occupano la casa, e non gli danno tregua finché lui non chiuderà la storia con tutte le varie sottotrame. Il finale alla fine ci sarà, anche se poi lascerà spazio ad un ulteriore finale aperto, riprendendo in qualche modo quell’ altro piccolo grande film che è “I soliti sospetti”.
Intrigante l’uso dei monologhi, o “soliloqui” (per come diceva Shakespeare), che riprende in toto l’originale tessitura teatrale che aveva il lavoro (originariamente testo teatrale). Ottima l’idea di aprire e chiudere il film con un sipario. Molto bella l’idea dell’incubo raccontato dalla figlia maggiore. Interessante l’utilizzo della musica, e particolarmente quello dei colori, della fotografia, che riporta in alcuni istanti al “Favoloso mondo di Amelie”.
Un piccolo gioiello prezioso di film. Non c’è altro da dire.
Un film per chi ha paura della, e nella, vita. E per chi della, e nella, vita si meraviglia.
Quest’anno pensavo di trascorrere la Pasqua da solo, perché Simona il mese scorso mi aveva detto che per motivi di lavoro non poteva venire a Palermo e visto che avrebbe lavorato anche a Pasquetta, per recuperare un po’ di lavoro arretrato, avevo evitato di andarci. Venerdì pomeriggio mia sorella e mia madre mi chiamano dal balcone di casa, mentre ero sul divano a leggermi Dylan Dog e mi dicono che mio padre ha bisogno di me per salire un pacco. Io faccio per scendere, ma loro mi dicono “affacciati prima, vieni qua”. Mi affaccio e vedo mio padre con Simona sotto casa mia e tutti a farsi una gran risata, dicendomi che mi avevano fatto un superscherzo, organizzando da settimane questa sorpresa pasquale. Lo stupore è stato quasi più della grandissima felicità che ho provato. Insieme alla percezione di essere amato da una donna davvero speciale.
La vita può far paura, ma può anche meravigliosamente sorprendere. Perché la vita sono le persone che abbiamo intorno e il modo in cui noi le cerchiamo, le scegliamo, le coinvolgiamo, per costruire qualcosa di bello, utile, importante.
Un invito all’ottimismo, da parte mia e di Gabriele Salvatores.

happy family




La bimba e le bambole rotte

28 03 2010

C’è una bambina che gioca da sola.

C’è una bambina che gioca da sola, con tante bambole, in un salone grande grande e vuoto, che non c’entra mai nessuno, perché nessuno viene mai a fare visita in quella casa. Ed è pulito, ed è in ordine, ed è tutto a suo posto. Come se chissà chi dovesse venire un domani. E non viene nessuno. E gioca, gioca con le sue bambole e le dà vita. E le anima, e fa fare loro mille cose, mille personaggi mille storie. Vorrebbe costruire per loro mille storie e mille mondi. Ma le bambole sono leggere, sono troppo leggere, non possono fare tutte quelle storie, non possono vivere in così tanti mondi diversi e si rompono. Perché sono bambole e le bambole si rompono. E si rompono e lei le aggiusta.

Di volta in volta quelle bambole si usurano, si rompono e lei le aggiusta. Le aggiusta. Cerca la colla, cerca l’adesivo, cerca lo spago, cerca i cerotti.

E la bimba cresce e le bambole si fanno sempre più piccole. E fragili. E si rompono, si rompono, si rompono. E lei si affatica, si addanna, che le deve aggiustare, aggiustare, aggiustare, aggiustare. Ma le bambole si rompono. Non lo fanno perché sono cattive, ma solo perché sono leggere, di plastica leggera. E si rompono.

E lei cresce, cresce anche se non vuole, anche se ha paura perché le dicono che quando sarà grande le bambole non ci saranno più, i giochi, i sorrisi, le merende non ci saranno più.

E cresce, diventa ragazza, diventa donna, diventa grande. E le bambole cambiano forma, e colori, e indirizzi e tempi. Diventano amiche, diventano ragazzi, diventano sguardi, uomini, lavori, circostanze, opinioni. E si rompono, e lei le aggiusta. Le aggiusta. Le aggiusta.

E le bambole sono sempre di più, sempre più fragili. E la colla è sempre di meno, di meno, di meno. E lei che non può più guardarsi bambina, vede i suoi occhi stanchi, le sue mani nervose e si sente incapace. E cerca le bambole, e le trova disperse, e quando le vede son rotte e son tante, e non sa da dove iniziare. Che la colla non c’è. L’ha usata ormai tutta.

E che si può dire a questa bambina, che è ormai grande, ormai donna, e osserva le sue bambole rotte. Che si può dire?

Che si può dire?

Forse che le bambole sono solo giochi leggeri. Forse che troppi sono i mondi che voleva controllare, con quelle storie, con quelle bambole. E troppo l’affetto che voleva immaginare dove purtroppo non c’era. Forse che l’affetto, l’affetto, l’affetto può essere altro dal terrore che le bambole si perdano, si rompano, si distruggano. Forse che il timore che la bambole si rompano la porta ad usarle in modo sbagliato e a romperle ancor più. Forse che il tempo usato ad inseguire la colla, a cercare i cerotti, lo potrebbe meglio spendere a donare affetto a se stessa, e non pensare che per lei i cerotti e la colla non ci son più. Forse che lei è una bella persona e le bambole si rompono, ma lei resta intatta, perché in lei sta il senso di tutto, nella sua fantasia, nella sua creatività di vivere e giocare e andare avanti comunque e dovunque. E non nel suo dovere di curare le bambole rotte.

Che le bambole non si possono tutte aggiustare.

Che lei è una bella persona.

 

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le tue mani

28 05 2009

Le tue mani.

Le tue.

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oggi

2 03 2009

Oggi .

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Non gioco al superenalotto

14 10 2008

Talvolta si ragiona sul fatto che la vita è una questione di equilibrio. Forse è vero. Qualche giorno fa un professore mi faceva riflettere sulla metafora delle arti orientali, credo parlasse del judo, ma di quelle cose non so nulla, quindi non ne sono sicuro. Mi raccontava di come in terapia (ma penso sia generalizzabile a più aspetti della vita) ci confrontiamo con le persone e c’è sempre un punto di equilibrio instabile. Queste cose sono alla base delle arti marziali in cui c’è un momento in cui uno dei combattenti fa forza per tirare da un lato, ma deve stare molto attento a mantenere il baricentro, perché l’altro (proprio sfruttando la sua forza) può sbilanciarlo e portarlo dalla sua parte.

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Piaceri ossessivi ed Ossessioni piacevoli

15 07 2008

Mesi fa, credo intorno ad aprile, mi fu appioppato un meme dai signori Viola and Raz, i quali, seppur separatamente, erano interessati a saperi quali fossero secondo me "i 6 piccoli piaceri della vita". Onestamente tra una cosa e l’altra me ne ero completamente dimenticato, ed ero sfuggito all’adempimento del meme. Chiedo venia. Me ne sono accorto giusto ieri, allorchè quella bella erbivora che è la blogger Giraffa mi ha appioppato un meme leggermente diverso, forse anche complementare : "6 abitudini idiosincratiche". Di mia volontà lo cambio leggermente e lo riformulo in "6 ossessioni della mia vita". Così il tutto risulta meno gradevole, ma anche più completo: i miei 6 piaceri e le mie 6 ossessioni. Diciamo che ne viene fuori una bella globalità della mia personalità. I link ai blogfriends citati sono tutti nella colonna a destra.

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Trova il tuo nome e fallo risplendere

23 06 2008

Se in questa fottuta vita ti capita di cadere.. e ti capiterà.. perché capita a tutti.. perché la vita è fatta così.. allora devi avere il cuore.. la testa.. le palle.. e le gambe.. per rialzarti in piedi.. e ricominciare la tua strada.. riconquistare lo spazio che hai perso.. riconquistare il tuo nome..

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Diamo agli altri una seconda possibilità!

15 01 2008

Sto paese sta andando a rotoli porca miseria.. Uno cerca di essere ottimista, ma i fatti son fatti. Ormai ci si lamenta tutti.. Anche chi sembra dovrebbe star bene, anche chi sembra "non se la passi poi tanto male" in verità ha piccole sofferenze, piccole insoddisfazioni giornaliere che sommate l’una a l’altra generano alla fine delle belle frustrazioni. Insomma finisce che ci incazziamo tutti per un nonnulla.. stiamo sempre sul chi va là.. Tutti con la faccia storta.. in casa, al lavoro, con gli amici, con l’amore.. Forse sta maledetta competizione ha fatto si che ormai gli altri siano divenuti tutti nemici. Non più compagni di avventura, ma solo persone con cui confrontarci. E spesso confrontarci con paura. Non stupisce che il consumo di antidepressivi si faccia sempre più alto. Si ha sempre meno fiducia negli altri, si è sempre meno inclini a donare se stessi in modo gioioso. Donare se stessi dovrebbe essere la cosa più bella.. e invece.. Ci si guarda tutti in modo torvo, inquieti, sospettosi. E nessuno ormai è più disposto a dare una seconda chance agli altri. Nessuno più. Né al lavoro, né nella vita privata. Purtroppo è così. La seconda chance è una cosa ormai scomparsa, e fa male a pensarci.. Dare una seconda opportunità non costa nulla.. e invece.. siamo sempre là.. a trincerarci nel nostro egoismo.. nel nostro fottuto egoismo..

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7 cose che ho visto/vissuto e non avrei mai pensato mi potessero accadere

16 10 2007

Oggi non ho incontrato nessuna celebrità. Ho sentito telefonicamente Dustin che mi ha detto che sta bene e più tardi va a cena con Al e con Woody. Onde per cui, visto che non ho incontri da narrarvi, compilo il meme che mi è stato gentilmente offerto dalla compagna Infondoaimieiocchi. Di più.. non solo mi è stato girato dall’amica, ma ne sono stato financo l’ispiratore. Io, ispiratore di un meme… e chi me lo doveva dire che un giorno avrei ispirato un meme???

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Chi eravate nella vostra vita precedente?

22 08 2007

Chi eravate nella vostra vita precedente?

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Le canzoni della mia vita…

12 06 2007


Rispondo con piacere alla sfida lanciatami da Elle nel suo blog (http://louiseblog-elle.blogspot.com/).. ecco qui la mia lista! Chi vuole entrare nella disfida si accomodi pure :-)

1) Primo disco acquistato: Wild Boys dei Duran Duran (il primo disco compratomi dai miei genitori era stato “Carletto” cantata da Corrado)
2) Ultimo disco ascoltato: la colonna sonora di Kill Bill 1 (in attesa di comprare quella di Grindhouse naturalmente..)
3) Il disco che ha cambiato la mia vita: Zooropa (comprato a Parigi, da LaFayette..)
4) La mia copertina preferita: La Voce del Padrone, di Battiato (anche perchè me la sono fatta autografare da lui)
5) La miglior colonna sonora: naturalmente Pulp Fiction..che domande..
6) La peggior cantante di tutti i tempi: Anna Tatangelo
7) Il peggior cantante di tutti i tempi: Gigi D’alessio 8) Il peggior gruppo di tutti i tempi: Spandau Ballet
9) Il miglior cantante di sempre: Sinatra.. ma Johnny Cash gli sta dietro di un niente..
10) La miglior cantante di sempre: in Italia Mina, nel mondo Edith Piaff
11) Il miglior gruppo: Per la genialità e l’inventività dico Pink Floyd
12) La canzone che vorrei aver scritto: One degli U2
13) La canzone che vorrei fosse stata scritta per me: da buon egocentrico dico “sei grande grande grande.. come te sei grande esolamente tuuuuuu”
14) La canzone che mi ricorda l’infanzia: la colonna sonora di Geeg robot d’acciaio
15) La canzone che riassume la mia adolescenza: Stay degli U2
16) La canzone con cui vorrei svegliarmi: Simbiosi, di Meg
17) La canzone con cui vorrei addormentarmi: Teardrop, dei Massive Attack
18) La canzone del tramonto: Mare profumo di mare, da Love Boat
19) La canzone più brutta di tutti i tempi: le canzoni di Claudio Villa in toto
20) La canzone che non vorrei sentire mai più: Quando i bambini fanno Oh..
17) La canzone che mi mette ottimismo: “I don’t feel like dancin’ ” degli Scissor Sisters
18) La canzone che mi fa star bene: Baluba Shake, di Flabby
19) La canzone che vorrei al mio matrimonio: la sceglierà la mia fidanzata, in combutta con mia madre e mia sorella, quindi inutile starci a pensare..
20) La canzone che vorrei al mio funerale: intendo esser presente al mio funerale come fantasma e non voglio musica, altrimenti non riesco ad origliare cosa dicono parenti ed amici
21) La canzone che descrive un momento della mia vita: Home, suonata da Petrucciani al pianoforte
22) La canzone che più mi piace nella collezione dei miei genitori: Mordi la prima mela, di Branduardi
23) La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione: In generale tutte le canzoni di Samuele Bersani
24) La canzone che mi fa venire in mente la mia prima cotta: The first time, degli U2
25) La canzone che mi fa venire in mente una mia ex amante: Nel film di Verdone “Viaggi di Nozze”, il personaggio che “lo fa strano” Ivano dice a Jessica (la Gerini) “Ma dove l’avemo fatto co i Pearl Jam?”. E Jessica risponde : “Guarda che co i Pearl Jam nu l’avemo mai fatto! L’hai fatto co n’antra zoccola!”. Ecco.. se rispondessi a questa domanda, la mia vita non varrebbe più uno sputo… credo…. mi avvalgo della facoltà di non rispondere
26) La canzone che non conoscerei se non fosse per un amico: Love, e più in generale l’album “Mellon Collie and the infinite sadness” degli Smashing Pumpkins
27) La canzone che mi fa pensare al sesso: senza esitazione alcuna dico “After dark” di Tito & Tarantula, dalla colonna sonora di “Dal Tramonto all’alba”
28) La canzone che mi fa pensare alla solitudine: Hurt, di Johnny Cash, magnifica, struggente..poco prima di morire.. grandissimo..
29) La canzone più triste: Caruso, di Dalla
30) La canzone per quando sei incazz….: Senza parole, di Vasco Rossi, o anche “Portatemi Dio”, sempre sua, o anche “Stupendo”, sempre sua…insomma Vasco!
31) La canzone con il miglior inizio: Paint it black dei Rolling Stones
32) La canzone con il miglior finale: Champagne Supernova, degli Oasis
33) La canzone da ascoltare con gli amici: ricordo con piacere un viaggio in Grecia, con due amici, i Queen a palla, in una macchina affittata, tra stradine di montagna, cantavamo “We will rock you!”.
34) La canzone da suonare in spiaggia: ho sempre odiato le schitarrate in spiaggia
35) La canzone da cantare sotto la doccia: o sole mio
36) La canzone che mi fa venir voglia di ballare: You never can tell, di chuck berry, dal film “Pulp Fiction”..of course….
37) La canzone con il testo più originale: “Ho visto un re”, di Jannacci, con cochi e renato.
38) La canzone che è un’ottima cover: come cover dico One cantata da Mary J Blidge; come remix, invece dico ” little less conversation” di Elvis Presley vs JXL
39)La canzone su cui far l’amore: mi ripeto… “After dark” di Tito & Tarantula, dalla colonna sonora di “Dal Tramonto all’alba”
40) La canzone più nostalgica: You made me the thief of your heart, di Sinead O’ Connor
41) La canzone col titolo più bello: Almeno tu nell’universo, di Mia Martini (e forse è la canzone più bella di sempre)
42) La canzone da sapere a memoria: Losing my religion, dei REM
43) La canzone su un vero amore: La cura, di Battiato
44) La canzone storica per eccellenza: La marsigliese
45) La canzone che ti è stata dedicata: “Come gocce”, di Mina
46) La canzone per riflettere: Avrai, di Baglioni
47) La canzone più inquietante: tutte le canzoni dei Prodigy in “The fat of the land” (album ultrameraviglioso”
48) La canzone che ascolterei nello spazio: volare!
49) La canzone che odiavo e che adesso amo: Destinazione Paradiso, di Grignani
50) La canzone che mi estranea dalla realtà: un pirata ed un signore, di Iglesias
51) La canzone da ascoltare mentre guido: Little Green Bag, di The George Baker Selection, dalla colonna sonora del film “Le Iene”
52) La canzone che più mi fa paura al buio: la colonna sonora di “Profondo Rosso”.
53) Il miglior duetto: Bono e Sinatra in “I’ve got you under my skin”
54) La canzone da dedicare a chi non la pensa come me musicalmente: (musicalmente e non solo…) “Contesssa”…ora la canto… COMPAGNI DAI CAMPI E DALLE OFFICINEEE PRENDETE LA FALCE E IMPUGNATE IL MARTEEELLO.. SCENDETE GIù IN PIAZZA E LOTTATE PER QUELLO, SCENDETE QIù IN PIAZZA E AFFOSATE IL SISTEMAAAA!!




Il cinema.. gli U2.. la mia vita che scorre..

21 05 2007


Oggi ho visto le immagini degli U2 che hanno presentato al Festival di Cannes il loro film documentario ?U23D?. Dopo la presentazione c?è stato anche un miniconcerto sulla scalinata del teatro del Festival (il ?sacro? montée des marches) .
Guardando le foto su internet la mia mente ha iniziato a girovagare tra i ricordi.. U2 e cinema.. cinema e U2.. l?inizio della mia passione per gli U2.. l?inizio della mia passione per il cinema..
Qual è il primo film che ho visto nella mia vita?
Uhmmm.. difficile.. difficile? a prima botta potrei dire un ?Cenerentola? visto quando andavo in seconda elementare.. quindi a sei anni più o meno? se lo ricordo c?è un motivo.. mi è rimasto in mente perché al cinema incontrai una compagna di scuola.. se la memoria non mi inganna si chiamava Federica.. ma non ne sono più tanto sicuro..
E poi? E poi qualche altro cartone animato.. ?Il libro della giungla? mi pare? E poi il terribile ?Mad Max? visto con mio padre.. su questo film, e su come siano andate davvero le cose scriverò un giorno un post.. ma quella è davvero un?altra storia..
L?amore per il cinema, però.. l?amore per la regia.. bhè quello credo che sia iniziato.. anzi.. sono certo sia iniziato con il video degli U2 ?Stay (Faraway, so close)?, diretto da Wim Wenders. Inestricabilmente unito ad esso il film ?Così lontano, così vicino?, dello stesso regista tedesco. Siamo nel Natale del 1993. Nel luglio di quello stesso anno avevo fatto il mio primo viaggio all?estero. Parigi. 16 anni. Si, certo, ero pieno di brufoli e con genitori e sorella al seguito, ma era pur sempre Parigi e avevo 16 anni. E tanto basta.
Per la prima volta la sensazione di camminare in strade dove nessuno parlava la mia lingua. Ricordo la prima volta che ebbi questa sensazione. Ero in un boulevard (non chiedetemi il nome) e di fronte, così d?improvviso, mi trovai il teatro ?Olimpià?, grande, grandissimo. Dissi ai miei ?restate lì che attraverso la strada e vi faccio la foto?. Attraversai il boulevard. E per due minuti fui solo a Parigi. Ora che ripenso a quella scena mi viene da dire che in quel momento facevo un passo avanti nel mio percorso di crescita. Com?è strana la vita.. ci son momenti fondamentali che quando li vivi neppure te ne accorgi.. e poi dopo anni capisci che erano così speciali..
Ma torniamo al cinema e agli U2? devo darmi una regolata in questo post, perché potrebbe essere potenzialmente straripante se seguissi l?onda di tutti i ricordi che mi arrivano.
In quell?estate parigina del 1993 comprai il mio primo cd degli U2, ?Zooropa?, ai gloriosi ?Magazines La Fayette?, a Montparnasse. Ho ancora lo scontrino conservato. Non fu amore a prima vista. Li comprai perché ne avevo sentito parlare. Li ascoltai. Gli U2 di ?Zooropa? son U2 sperimentali, ora che conosco ogni loro canzone e ho tutti i loro dischi lo posso dire tranquillamente, ma in quel momento di loro non sapevo quasi nulla (e forse ero l?unico al mondo a non sapere nulla di loro). Nel Natale di quell?anno, complice il film di Wenders, sarebbe nato l?amore per il cinema d?autore e per gli U2.
Tra quel Luglio e quel Natale ero cresciuto di un altro passo, mollando le poche certezze scolastiche che avevo e cambiando sezione di scuola. Per uno timido come me (ebbene si.. a 16 anni ero timido e introverso da morire.. non l?egocentrico narciso di ora!!!) cambiare classe era terribile. Giunsi in una classe dove cominciai a parlare di cinema e di U2 con compagni che in alcuni casi sarebbero diventati veri e propri fratelli. Il quarto anno di liceo, il secondo liceo classico.
U2 e cinema.. quanti legami e quante foto della mia vita.. prima di ?Stay? un?altra collaborazione con Wenders per il film ?Until the end of the world?.. il più immaginifico film di Wenders.. tutto incentrato sul tema del sogno e del viaggio.. e la fine del mondo.. quante volte si pensa alla fine del mondo quando si ha 16 anni?? Taaante volte.. taaante.. la canzone faceva parte di quello che secondo me è il più bel album degli U2 ?Achtung baby?.
Pasqua 1994, il cinema americano presenta agli Oscar una delle più belle sfide a miglior attore mai viste : Tom Hanks in Philadelphia (che poi vincerà), Liam Neeson in ?Shindler?s List? e Daniel Day Lewis in ?Nel nome del padre?. ?Nel nome del padre? ha una splendida colonna sonora, curata da Bono Vox, in cui giganteggiano l?omonima ?In the name of the father?, cantata da Bono con Gavin Friday e la struggente ?You made me the thief of your heart?, scritta da Bono e cantata in modo gigante da Sinead O? Connor. Non esagero, e sono sicuro di quello che dico: questa è per me la più bella canzone che io abbia mai sentito. Una voce assoluta. Assoluta.
Nell?estate del 1995 il mio primo amore serio.. a Cefalù.. di anni adesso ne avevo 18.. quell?estate me ne andai a Praga e in giro c?era la colonna sonora del film ?Batman Forever?.. gli U2 cantavano un gran bel pezzo rock con contorno di archi ?Hold me, Thrill me, Kiss me, Kill me? . Il video era un cartone animato in cui il Bono ?The Fly? ed il Bono ?McPhysto? del ?ZooTv Tour? lottavano contro Batman . In molti, quell?estate, paragonarono quel cartone al più celebre cartone dei Beatles ?Yellow submarine?.
Poco dopo entrai all?università. Il mio mondo cambiava ancora una volta. Non più latino e greco. Non più matematica. Ero a psicologia. Studiavo qualcosa che doveva servirmi non più per cultura personale, ma per il mio futuro mestiere. Altri studi, altri obiettivi, altro metodo. E in quel momento gli U2 se ne uscirono con un piccolo strano cd, che in pochi comprammo e si chiamava ?Passengers: Original Soundtrack 1?. Una fantomatica colonna sonora con film realmente mai esistiti, che nel libretto venivano descritti nei particolari con tanto di nomi fittizi. All?interno la perla assoluta data dal duetto Bono Vox-Pavarotti nella canzone ?Miss Sarajevo?. Ancora U2 (questa volta col nomignolo di Passengers perché sono U2 + brian Eno), ancora cinema (in questo caso immaginato, trasognato), ancora un momento di svolta della mia vita.
Nel 96 gli U2 continuano a macinare film, ma dividendosi. Bono e The Edge si occupano del film di 007 ?GoldenEye? (un giorno scriverò un post sul mio odio contro il personaggio di James Bond?) e Adam Clayton e Larry Mullen si occupano di ?Mission Impossibile? .
Ancora una foto della mia vita che torna prepotente.. Mission Impossibile esce in America a giugno 96 e fa il botto. In quel momento faccio il mio primo esame all?università. Psicologia Generale. 28.
La canzone di ?GoldenEye? sarà magistralmente interpretata dalla leonessa Tina Turner.
Gli anni passano.. gli U2 fanno un disco che, a torto, apparirà di ?secondo piano? come ?Pop?. Io li vedrò per la prima volta nella mia vita dal vivo, a Roma, il 18 settembre 1997.
Nel 1999 Bono da un impulso notevole alla campagna per l?abolizione del debito dei paesi poveri. Diventa sempre più politico e forse la band ne risente un po?. Ma ancora una volta ci si mette di mezzo il cinema. E Wim Wenders. Finalmente, dopo anni, Bono esce dal cassetto una storia e ne fa una sceneggiatura. E? ?The Million Dollar Hotel?. Un film forse dai ritmi troppo lenti, nato durante la lavorazione del mitico video di ?Where the streets have no name?. Bono fa un cameo. La colonna sonora sarà interamente fatta da loro, con una canzone che ha il testo nato dalla collaborazione con Salman Rushdie .Sapevo che era un film di Wenders, sapevo che convincere i miei amici ad andarlo a vedere con me sarebbe stato duro. Li convinsi facendo leva sulla presenza di Mila Jovovich e Mel Gibson. All?uscita volevano picchiarmi.
Nel 2000 un piccolo film ?Entropy ? Disordine d?amore? in cui Bono ha una porticina, ma per il quale non scrivono nessun pezzo.
Nel 2001 la loro canzone ?Elevation? sarà utilizzata come title track del film ?Tomb Raider?.
Nel mezzo.. tanti tanti video.. alcuni belli, altri meno.. E per ognuno di essi un ricordo, un?emozione, un istante della mia vita? sino ad oggi..

U2.. cinema.. colonne sonore.. Più di ogni altro gli U2 sono stati e sono la colonna sonora della mia vita.