Uno stratega di 85 anni?.

25 01 2007


Oggi pomeriggio, per motivi di lavoro mi son recato in un centro per anziani, in centro città. Ho avuto modo di stare a contatto con un nutrito gruppo di vecchietti molto più che arzilli, che davvero mi hanno fatto bene al cuore. Non so quanto son riuscito a donare loro in un pomeriggio, di certo loro mi hanno donato tantissimo. Soprattutto tanta tanta speranza. E? sempre bello vedere dei signori ultrasettantenni che anche col brutto tempo escono di casa per recarsi in un locale dove poter chiacchierare, giocare, cantare piuttosto che stare a vegetare davanti alla tv. Sento sempre parlare di sindromi demenziali, di badanti straniere, di case di riposo e vedere dei signori anziani con il sorriso in faccia fa davvero bene. Riconcilia con la vita e da tanta tanta forza interiore.
Chiacchierando con uno di loro si è scoperto che era innamorato del gioco della dama. Gli ho proposto di fare una partita e lui tutto saltellante, urlando ?ho trovato un compagno, ho trovato un compagno? è andato da una volontaria a chiederle la scacchiera. Che tenerezza?
Detto fatto, abbiamo iniziato a giocare.
Prima partita.
Io volevo più chiacchierare che giocare, in verità, ma temevo che fare le due cose insieme fosse complicato per l?anziano signore. Naturalmente all?inizio mi son detto fra me e me ?come faccio a farlo vincere senza fargliene accorgere??. Abbiamo iniziato a giocare ed ho avuto, fortunatamente, sin da subito la percezione che il signore conosce bene il gioco. ?Meglio così?, mi son detto.
La prima partita l?ha vinta lui facilmente.
Mi son chiesto quanto avessi barato e non sono riuscito a darmi una risposta. ?Magari al prossimo giro mi impegno di più, così vediamo meglio..?.
Seconda partita.
E? durata meno della prima. Praticamente ho avuto il tempo di iniziare, che lui subito mi ha mangiato i pedoni a due a due, e si è diretto a dama, veloce e sicuro. Quasi sbeffeggiandomi.
?Il signore è bravo?, mi son detto. ?Da quanto gioca a dama??, ho chiesto. ?Da 27 anni, quasi tutti i giorni? è stata la risposta. Minchia?
Terza partita.
Il signore ha iniziato a raccontarmi di avere 85 anni e problemi di vista. Praticamente da un occhio non vede quasi nulla. Nel frattempo che raccontava vinceva come un indemoniato. Poco prima di battermi sonoramente per la terza volta ha iniziato ad impietosirsi e mi ha voluto aiutare, dandomi consigli. Io mi dicevo ?qui una devo vincerla, altrimenti crede che lo prendo per il culo?.
Oltretutto, da un punto di vista sia formativo che educativo era importante che il signore non conoscesse solo la vittoria, ma anche la sconfitta. Mi sono impegnato al massimo. Ho dato tutto. Macchè? Terza vittoria, senza se e senza ma.
Quarta partita.
Il signore ha iniziato a perdere tempo nelle giocate e a dirmi che mosse dovevo fare. In pratica lui giocava per se stesso e per me. Finché le cose sono andate così eravamo quantomeno in una situazione di pareggio. Come a dire che lui pareggiava contro se stesso. Poi ha creduto potessi ormai camminare sulle mie gambe. Illusione.. Una disfatta.
Quinta partita.
A questo punto era questione di non diventare ridicoli. Temevo che se avessi perso ancora mi avrebbe tirato il tavolo addosso. Nel frattempo un po? di signori si sono avvicinati. Con finta naturalezza li ho invogliati a sedersi al tavolo con noi, in modo da potere poi lasciare che giocassero fra di loro. Altri signori sono venuti in mio soccorso, cercando di aiutarmi a battere almeno una volta l?imbattibile anzianotto. Non c?è stato verso. Nel frattempo il bravuomo mi invitava a prestare attenzione, a non giocare a casaccio. Me lo diceva lui che praticamente non ci vedeva nulla.
Cinque partite, cinque vittorie.
Insomma il buon 85enne mezzo ciecato mi ha fatto un culo così!