"Grindhouse": Una fottuta psico-recenzione sul fottuto film di Quentin Tarantino

12 06 2007


Vi piacciono i piedi femminili? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono le auto che corrono veloce? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono 3 donne che menano un serial killer? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono le ragazze pon-pon? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono le canzoni degli anni ’70? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono le pellicole sgranate, mezze rovinate dall’usura? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono i film di Russ Meyer, Jack Hill, Jack Starrett, Harrison Marks? Tarantino ha fatto un film per voi.
Vi piacciono le ragazze non statuarie, con un pò di pancetta, che ballano sensuali e un pò sudate? Tarantino ha fatto un film per voi.
Tarantino ha fatto un film per voi. Un film feticista per voi.
“Grindhouse”.
Feticista nel vero senso della parola. Il feticismo è una gran parolona di cui tutti si riempiono la bocca (soprattutto quelli snob) senza poi sapere che cacchio sia. E poi finisce che la Jolie con un corsetto nero di pelle è il simbolo del feticismo.. Cazzate!
Allora..andiamo alla radice..così ci capiamo.
Feticismo.
Dicesi feticismo, una specifica condizione sessuale, in cui il raggiungimento del piacere è reso possibile esclusivamente dalla presenza di specifici oggetti inanimati. Freud è il primo a parlare di Feticismo, nel 1927 con lo scritto “Il Feticismo”, quindi più compiutamente nel 1938 con “La scissione dell’Io nel processo di difesa”.
In sintesi: l’angoscia principale dei pargoli è l’angoscia di castrazione. Essa viene causata dalla comprensione che loro hanno il pene, la loro madre no ed hanno paura che venga loro tolto. Tra le mille disturbanti reazioni che ciò può comportare vi è anche la possibile designazione di un oggetto “feticcio” che simbolicamente rappresenta il pene femminile. L’inconscia costruzione di un tale oggetto aiuta il bambino (che poi crescerà) a superare il trauma dell’angoscia di castrazione. Tale oggetto simboleggia sia l’affermazione della castrazione, sia la negazione della castrazione stessa, in quanto oggetto sostitutivo. Il dualismo dell’oggetto simbolico è anche dualismo della psiche del soggetto, ed in ciò si ha il concetto di scissione dell’io.
Sintesi vergognosa, perchè ho riassunto in poche righe 2 testi lunghissimi. L’ordine degli psicologi mi radierebbe. Sono comunque testi consultabili da tutti, pubblicati da anni, dunque nel sintetizzarli non commetto alcun reato, nè vengo meno ai miei doveri etici (e sembrerà strano doverlo precisare, ma è meglio farlo).
Ma andiamo avanti.
Ciò che importa è che il feticcio è un oggetto che in sè simboleggia un’assenza, un trauma, ed il tentativo di negare questa assenza e questo trauma, con un oggetto nuovo. Grazie a questo oggetto nuovo il soggetto può raggiungere un senso di interezza personale e dunque di benessere psicologico e sessuale. Da qui anche il rapporto con il narcisismo.
Dopo Freud ci son state altre 1257 teorie sul feticismo, tra cui soprattutto quella della Greenacre e quella di Kohut, ma non mi dilungo.
“Grindhouse” è un film feticista.
Non solo perchè parla di piedi. Non solo perchè parla di auto e di incidenti di auto. Non solo perchè parla di serial-killer che usano l’auto per uccidere, con chiaro intento sadico. Non solo perchè parla di ragazze con divise succinte. Questa è tutta roba da feticismo spicciolo, anche abbastanza televisivo.
C’è di più.
“Grindhouse” non è solo un film che parla di oggetti feticisti. “Grindhouse” è una pellicola feticcio. E’ un oggetto feticcio.
“Grindhouse” è uscito in U.S.A., diretto da Tarantino e Rodriguez. Era composto da due film: “Planet Terror” (diretto da Rodriguez) e “Death Proof” (diretto da Tarantino). Il film in USA è andato una schifezza. I produttori lo hanno ritirato. Lo hanno separato (vogliamo dire castrato?), buttando la parte di Rodriguez e chiedendo a Tarantino di rimpolpare la sua parte e ripresentarlo come film nuovo. Un oggetto nuovo, un oggetto a sostituzione di un altro. Un oggetto nuovo ma con legami con uno vecchio, che era finito in modo traumatico. Un oggetto feticcio, un film che simboleggia la presenza e l’assenza insieme di un altro film. Un film, un oggetto che cerca di riportare stato di benessere e completezza nel regista Tarantino dopo che lui stesso ha patito il trauma del flop. E al posto del film flop, ne propone un altro, con lo stesso nome (o leggermente storpiato.. in verità si chiama “Grindhouse:Death Proof”) che manda in gloria al Festival di Cannes per un ritrovato trionfo narcisistico.
Non so a voi, ma a me fa tanto pensare a quello che ho scritto prima sulla teoria freudiana.
“Grindhouse”, oltretutto era nato come film scisso in due parti.. due pellicole in una.. due film al prezzo di uno, come si faceva nei drive in americani degli anni ’70. Scissione. Scissione del film, scissione del regista, scissione dell’oggetto.
Ancora.
L’idea di fare questo film nasce nei due registi a partire dall’amore per un antico manifesto in cui veniva pubblicizzato uno spettacolo serale con due film. L’amore per un manifesto. Per un oggetto inanimato che rimanda ad altro.
Continuiamo.
Il film “Grindhouse” è descrizione innamorata di un genere cinematografico: il cinema anni ’70 con le donne guerriere. E’ dichiarazione di amore per “Cleopatra Jones” (’73), per “Foxy Brown” (’74) (che comunque aveva già omaggiato con “Jackie Brown”). E soprattutto per “Motorpsycho”, per “Faster Pussycat! Kill”! Kill!”, per “Beyond the valley of ultravixens”. E le bikini bandits.
Il film è soprattutto amore per pellicole rovinate, e questo amore si esplica nella costruzione di una pellicola volutamente rovinata. Ci sono voluti cambi di fotografia dal bianco e nero al colore. Il volume fa sbalzi. Taluni fotogrammi si ripetono o vanno più veloce. Una pellicola volutamente rovinata.
In questo senso non è solo una trama amorfa, ma una pellicola amorfa vera e propria.
La trama è volutamente semplice. Una prima parte in cui un serial killer uccide un gruppo di ragazze, distruggendole con un incidente stradale. Una seconda parte in cui lo stesso serial killer ci prova con un altro gruppo. Non dico come finisce. Dico solo che il pestaggio finale è una goduria.
Il film è un film onestamente minore rispetto agli altri, fatti in passato dal mio adorato Quentin.
Ma la scena della ragazza legata sul cofano, con l’auto che corre a 200 all’ora… bhè quella vale il biglietto.




Comitato " Nessuno tocchi la Fenech !!!! "

1 06 2007


( Lo dico prima. Questa è una pagina sporcacciona e godereccia. L?ho scritta il 21 Maggio, ma l?ho dovuta tenere nel cassetto per un po?, perché sono sopraggiunte cose più serie di cui parlare. Ma oggi è giunto il momento di tirarla fuori! Chi è un po? diavoletto legga, chi è troppo angelico ritorni dopo il weekend :-) ).

EH NO! EH NO! QUANDO SI SCHERZA SI SCHERZA… MA QUESTO NOOO!!!!
Passi che la politica va allo sbando e il centrodestra trionfa allegramente.. Passi che il Palermo ha iniziato il campionato alla grande e si è perso per strada come una banda di peracottari.. Passi che il lavoro scarseggia e la ricerca all’università si fa poco e male… Passi tutto.. MA QUESTO NO!! Una persona torna stanca dal lavoro, si mette su internet per passare un pò di tempo (visto che la tv non propone alcunchè di decente se non le terribili fiscion) e cosa devo leggere nella homepage di Tiscali del 21 Maggio? E dico nella homepage, nella pagina più importante? Questo!
“Sara Tommasi come la Fenech! Sara Tommasi sarà un’insegnante molto sexy come Edwige Fenech nelle commedie all’italiana degli anni ’70. Archiviata senza rimpianti l’esperienza dell’Isola dei Famosi, Sara Tommasi si appresta a esordire come attrice nel film “Ultimi della classe”. La showgirl umbra rivela i particolari del suo nuovo impegno in un’intervista al settimanale “Chi”. “Il mio ruolo è quello di una supplente, modello Edwige Fenech. Mi sto impegnando moltissimo nello studio della recitazione. Ho fatto quattro provini, è stata durissima” “.
Sara Tommasi rifà i film della Fenech ???? Sara Tommasi paragonata alla Fenech ?????
NO QUESTO NO!! QUESTO NON LO ACCETTO!!! ORA MI IMBIZZARRISCO!
Urge che io mi travesta da avvocato e proceda ad una doverosa arringa?

Signori della Corte, innanzitutto una doverosa precisazione. La suddetta Tommasi dichiara testualmente che il suo ruolo ?è quello di una supplente, modello Edwige Fenech?. Ebbene dichiara il falso. La Fenech non ha mai fatto la supplente.. è sempre stata di ruolo! Lo testimoniano i titoli. E sui titoli non si cazzeggia. La Fenech ha recitato nella “trilogia dell’insegnante”, ovverossia : L’insegnante (1975), L’insegnante viene a casa (1978) e L’insegnante va in collegio (1978)! I film sulle supplenti erano interpretati, come è noto a tutti del resto, da Carmen Villani (“La Supplente” e “La supplente va in città”). Attrice brava la Villani, per carità, ma comunque seconda al Mito Edwige. Seconda per carisma e seconda per ?curriculum vitae et studiorum?. Ma benevoli sorvoliamo sull’ignoranza grassa palesemente denotata dalla bimbetta umbra. Una confusione tra insegnanti e supplenti è accettabile (benchè si tratti di film di rango assolutamente diverso).
Ma signori miei come paragoniamo una squinzia uscita da un’isola di dementi al mito del bagnoschiuma italiano? Una poppettona da calendari comparata alla sovrana luminosa delle sale degli anni ’70? Come decide il famoso detto popolare, ?qui paragoniamo l?oro con il piombo!?. Cosa ha fatto la Tommasi per giungere a fare un ruolo da Insegnante? Vogliamo vedere i titoli! Cosa ha fatto?? Niente.. niente.. E quel poco che ha fatto era meglio non farlo.. Comparsate televisive, vallettate sgambettanti nei programmi domenicali, calendari, storielle d?amore gossipparo finite prima di iniziare. E come, come, invece, giunge al ruolo insegnantesco la Fenech? Dopo anni di lavoro.. di sudato e docciato lavoro. I fatti sono i fatti e sono storia. La documentazione su questo è trasparente. La storiografia ufficiale decreta che la Fenech è battezzata al cinema nel 1967 con una coproduzione italo- francese ?Alle dame del castello piace solo fare quello!?. Il successo è immediato, il film è visto in tutta europa e ne è testimonianza la presenza di locandine distribuite in più lingue! Italiano, spagnolo, francese, tedesco. Io queste locandine le ho a casa e son pronto a mostrarle a chi ne facesse richiesta. Andiamo avanti.. Il primo film del genere scolastico della Fenech è datato 1975, ?L?insegnate?. Nell?intermezzo sono passati 8 anni, durante i quali la Fenech è impegnata in qualcosa, e dico qualcosa, come 33 film. Dico 33 !! E non robetta, ma capolavori che chiunque di voi ha sentito nominare.. qualche titolo? ?Desideri e voglie pazze di 3 insaziabili ragazze? del 1969, ?Don Franco e don ciccio nell?anno della contestazione? del 1970 (in cui oltretutto si mette alla prova con mostri sacri come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia). E ancora, il genere thriller ?Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave? del 1972. E ancora il filone medievalesco tanto amato e ribattezzato ?decamerotico?, con titoli quali ?Quel gran pezzo dell?Ubalda? (non dico il titolo per esteso, è talmente conosciuto che chiunque di voi lo sa) del 1972. Potrei continuare ma evito perché umiliare non è mai bello. Ma la differenza è schiacciante. Non ci si improvvisa insegnanti della commedia italiana a caso. La Fenech lo ha fatto umilmente quando sapeva di avere le carte in regola per farlo.
Ciononostante la ?bimbetta umbra uscita dall’ombra? fa pure la “smargiassa”, dicendo che ha studiato tanto! Ma che ha studiato? 4 provini duri? Sui provini duri le battute si sprecherebbero e qui non ne voglio sprecare. L?argomento è serio.
Basta guardare il parallelo delle due attrici, che ho messo nella foto dell’articolo. Da un lato c?è una fierezza ed un?eleganza indiscutibili. Dall?altro una gioventù ancora da definire, nella quale però trapela già (e spiace dirlo, ma è così..) una certa pacchianeria. Signori miei lo sguardo.. confrontiamo lo sguardo. Lo sguardo della Fenech e quello della Tommasi. Da un lato la sensualità. Con la S maiuscola. Dall?altro un misto di cafonaggine ed incertezza. Per carità ( e qui voglio esser buono) incertezza dovuta soprattutto ad inesperienza. La Fenech comandava con lo sguardo il fotografo. La povera Tommasina ancora non sa che pesci prendere, non sa che deve fare e dove si deve mettere. Lo noterebbe chiunque.
La postura! La postura signori miei. Da un lato l?emblema della seduzione, una postura accattivante ma mai ridicola. Dall?altro lato.. gentili signori.. gentili signori.. le cose vanno dette, dall?altro lato una posizione sguaiata, suvvia.. inutilmente volgarotta, ecco!
E poi.. vogliamo andare al fisico? Dico.. vogliamo andare al fisico? Andiamoci! Come mettere insieme la Venere di Milo con una modella dei quadri di Botero. Signori miei la grazia non va a peso! Non si compra al supermercato! A fare la ?bona? son brave tutte, ma una, una sola E? NATA nell?isola di Bona (in Algeria) ed è la sempiterna Edwige! Il certificato anagrafico parla chiaro e fuga ogni dubbio. La Fenech è bona per nascita. Per natura. Signori miei la foto parla chiaro. Guardate con i vostri occhi. Da un lato una bellezza scultorea, dall?altro una bambola come ce ne sono 100.000 dovunque. Negli anni ?60 le tette non si rifacevano: o le avevi o non le avevi. E la Fenech inoppugnabilmente le aveva. La Tommasi ricorre palesemente ad inganni chirurgici. E? evidente. Per carità, può anche esser un bel vedere. Ma se chiamati a disputare tra plastica e natura dobbiamo avere il coraggio etico, la dirittura morale, di scegliere sempre e comunque la natura!
Attenzione, signori della Corte, non di solo corpo bisogna parlare, ma di arte e di interpretazione! Questo è cinema, mica fotoromanzi! Voglio vedere.. voglio vedere se la Tommasi avrà la capacità di dire con la stessa espressione soave certe frasi che fecero grande la divina Fenech . Una certa ricercatezza per la battuta. Pensiamo al film “La Pretora” in cui, interpretando una giudicessa, in riferimento ad un caso giudiziario dice “L’affare si è ingrossato da quando l’ho preso in mano io !”. Geniale! Pensiamo al film ?Vizio di Famiglia?, in cui davvero la Fenech suona tutte le sue corde, anche le più basse e malinconiche, come nella battuta ?Ma è possibile che tutti mi vogliano soltanto sgnaccherare??. Oppure, come dimenticare di quando Montagnani nello stracult “La soldatessa alle grandi manovre “, ammirando le grazie fenechiane dice “Quello non è un culo, è una tagliola!”. E ancora ( e qui siamo nella grandezza) che dire dello splendido dialogo che da avvio al celeberrimo ?Giovannona Coscialunga? in cui Pippo Franco dice ?Ammazzate che pompelmi e che belle cosce!?, e lei, la gigantessa, a rispondere ?Nunn è ppe fa a superbia, ma a lu paese me chiamano Giovannona Coscialunga!?. Il mito era compiuto, la leggenda iniziata.
Signori miei, ormai è chiaro. Un parallelismo tra la Fenech e la Tommasi è privo di senso. E? inaccettabile, non argomentabile, illogico ! E sennò paragoniamo tutto! Sennò è sempre festa! Domani si alza uno e dice che Fassino è come Berlinguer! Che Buttiglione è Don Sturzo! Che Moggi è Agnelli! Che Federico Moccia è Dante Alighieri! Se si comincia a giocare a ?sparaminchiate? vince chi la dice più grossa! E tutti vogliono giocare. La guerra civile, come diceva mia nonna, la guerra civile!
Auguriamo alla dolce Sara Tommasi una fulgida carriera, ma evitiamo paragoni inutili che possono solo danneggiarla, evitiamo di darle responsabilità troppo grandi che in questo momento le farebbero solo del male!
Vado a concludere. L?argomentazione è stata lunga, ma si era reso necessario. Le prove documentarie sono state esposte e rese chiare a tutti. Prove anagrafiche, prove filmiche, prove fotografiche! Concludo. E concludo dicendo che ci son momenti in cui bisogna dichiarare con fermezza il proprio ?No!?. Un ?No? culturale, un ?No? etico, un ?No? morale! Arriva il momento che bisogna alzarsi in piedi e difendere certi valori. E dire “Basta!”.. anzi.. “Abbasta!” (come dice Verdone nel suo film). E io dico ?No!? fermamente a qualsiasi tentativo di riprendere i film della Fenech, di copiarli o remakarli. ?No!? al tentativo di paragonarla con attricette di basso lignaggio, di infangare così non solo una memoria storica, ma un grande assoluto mito italiano.
La Fenech non si tocca!!!!




Spiderman 3.. cioè Spiderman vestito da "Diabolik" dentro "Beautiful"

6 05 2007


Ho visto Spiderman 3.
Il primo film era stato quasi necessario, perché era incredibile che ci fossero stati i film su superman, batman e quant?altro, e non su spiderman, che oltretutto è più di ogni altro supereroe un?icona pop di New York, in primis, e degli U.S.A. più in generale.
Il secondo film non lo si poteva considerare necessario, però tutto sommato era fatto bene e la scena del combattimento lungo i muri del grattacielo tra spiderman e dott. octopus valeva il prezzo del biglietto.
Il terzo film comincia davvero a raschiare il fondo del barile.
Ottimo nella messa in scena, ma tedioso, uggioso, diciamo anche fastidioso nei contenuti.
Come si dice nella famosa barzelletta sullo spettatore del cinema porno che urla ?In questo film c?è troppa trama!?.
Ecco, troppa trama.
Non tanto per i cattivi, che certo non sono famosi come quelli precedenti (l?uomo sabbia e vernom sono comunque cattivi minori). Né per le splendide sequenze di volo e combattimento aereo, che come accaduto nelle pellicole passate, sono certamente il pezzo forte del film. Le inquadrature ricalcano in modo perfetto certe vignette e questo va a favore del regista, ma del resto che Sam Raimi sia bravo non lo ha mai negato nessuno, anzi si è detto a gran voce.
Il problema è di contenuto. Secondo me l?asse del discorso si sta eccessivamente spostando dalle buone azioni di Spiderman alle nevrosi di Peter Parker. Troppo. Si, sono consapevole, che l?Uomoragno sia l?emblema del ?supereroe con superproblemi? (come diceva il suo creatore Stan Lee, che anche in questo film ha un cameo), però questo film è più incentrato sulle grane sentimentali di Peter, che non sulle acrobazie di Spiderman.
L?Uomoragno è l?Uomoragno! Io mi voglio vedere un film divertente ed acrobatico, mica due ore e mezzo di ?Delitto e Castigo? !! Troppa filosofia sui sensi di colpa, sul libero arbitrio nelle scelte personali, sulla capacità di perdonare.. Troooppo evangelico..
E poi sta storia del Dott. Jekill e Mr. Hide, che dovrebbe essere il punto forte, la grande novità del film. Un vermicello alieno contamina la tuta di spiderman e la fa diventare nera come diabolik, e lui quando la indossa si incarognisce di più e sente ancor più forte la sua ?metà oscura? (per dirla con Romero). Si.. va bene.. ma è un discorso che avrei preferito vedere svilupparsi maggiormente sul versante Spiderman, che non su quello Peter Parker.. Sarebbe stato bello vedere in che modo l?eroe gentile sapeva farsi contaminare dal giustiziere e uscirne fuori.. un po? come se batman penetrasse nell?uomoragno (ehi !! senza pensare male eh??) tipo un ?ultracorpo? e poi ne uscisse avendolo in qualche modo rigenerato.
Ma è una rigenerazione questo film? Ho i miei dubbi, onestamente.. mi sembra che si comincia a girare in tondo, e non sapendo più che altro aggiungere alle mille splendide acrobazie di spiderman tra i palazzi, si lavora su Peter Parker.
Ci sarà un 4? Non lo so.. ma è possibile.. In quel caso la scelta è una: o si fa un film solo basato sulle liti amorose di Peter e Mary Jane, oppure si fanno due ore (magari anche un?ora e mezzo) di supereroe che volteggia tra i palazzi. Solo e soltanto volo. Una scelta ortodossa, che forse paradossalmente sarebbe impopolare. Personalmente voterei per la seconda ipotesi, perché eviterebbe che l?epopea di ?Spiderman? tracimasse in quella di ?Beautiful?. Già sta accadendo.
Ma spero fortemente che un 4 non ci sia.




Un romanzo che colpisce: "Come Dio comanda"

2 05 2007


Ho appena finito di leggere (ma forse sarebbe più consono dire che me lo son bevuto.. anzi tracannato) l?ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, dal titolo ?Come Dio comanda?.
Complice il mega-ponte del 1 Maggio, che mi ha fatto riposare dal venerdì pomeriggio al martedì sera, mi sono immerso in queste quasi 500 pagine, in cui, per davvero, succede di tutto.
A suo modo un testo dolce e feroce, come è tipico dello stile dell?autore. Momenti di humor strepitoso (meno del solito comunque) si alternano come sempre a situazioni terrificanti, in un mix unico che in Italia forse solo Ammaniti sa padroneggiare.
Ormai parlare di lui come del giovane ?scrittore cannibale? è quantomeno sorpassato. Già con ?Ti prendo e ti porto via?, aveva fatto capire la sua stoffa. Con ?Io non ho paura? (di cui aveva curato anche la splendida riproduzione cinematografica, diretta da Salvatores) aveva dimostrato pienamente il suo valore.
?Come Dio comanda? è un libro viscerale, coinvolgente, che in alcuni momenti davvero ti cattura e ti strapazza.. ma del resto i bei libri sanno fare anche questo. Personalmente sono entrato davvero dentro il mondo descritto dal bravo Niccolò; ne ho immaginato i luoghi, i profumi, le scene.
Non voglio dire nulla sulla trama. Non sarebbe giusto per rispetto a chi magari anche nella fiducia delle mie parole lo vorrà comprare. E? un libro sull?Italia di oggi. La descrive molto meglio di tanti romanzi di cronaca vera (o nera). E? fantasia, ma (seguendo il famoso intento di Manzoni) non vero ma del tutto verosimile. Berlusconi si riempie la pancia, e così molti altri, ma alcuni restano a guardare. E arrabbiati, si sfogano con gli stranieri, con l?alcol, con la scuola.
Parla dell?Italia dell?apparire a tutti i costi. Dell?Italia di gente che a 40 anni ha un megapatrimonio racimolato dai genitori e lo manda in malora e sbattendo per le strade gli operai. Parla degli sbandati che vivono in ogni città o cittadina di questo Paese, anche nei luoghi dove la ricchezza fiorisce.
Uno dei protagonisti dice una cosa molto vera: ?Dio si accanisce con i più poveri?. E? vero. E non perché Dio è cattivo, no no. Ma perché le disgrazie, le malattie, le inondazioni, la follia, colpiranno sempre con più forza coloro che sono i più svantaggiati, gli ultimi.
A questi ultimi si rivolge l?autore. Loro descrive con perizia e sarcasmo. Il suo intento non è di farceli amare, ma di farci capire che nulla avviene per caso. Che anche la più immonda tragedia nasce da dolori feroci del passato, e così sempre, come in un tragico balletto senza fine.
Un?Italia che cerca di proteggersi nell?indifferenza, nell?insensibilità. Solo se sei insensibile, se sei una pietra, non ti fregherà nessuno. Così, pensano i protagonisti. Ma questo compromette anche la loro possibilità di capire per davvero gli altri, perché senza un minimo di sensibilità non c?è comprensione. Tutti hanno un dolore, tutti cercano una luce e forse per un secondo riescono anche a trovarla. Alcuni di loro capiscono di averla trovata. Altri non se ne accorgeranno. Altri, che è la cosa più tremenda, la percepiranno, ma la lasceranno scorrere, facendo finta di niente, per sfiducia, per timore, per rabbia contro se stessi e il mondo.
Talvolta Ammaniti è crudele, ma fa parte del suo stile, qui siamo in un mix (forse meno delirante del solito) tra i film di Pasolini e le comiche sfortune di Monicelli. ?I soliti ignoti?, ma con più rabbia per un traguardo che si merita e più rassegnazione per una sconfitta già avvenuta. Neorealismo in tecnicolor .
Rino e Cristiano Zena, Quattro Formaggi, Danilo Aprea, Beppe Trecca, Fabiana Ponticelli son personaggi duri, spietati con se stessi prima che con il mondo, terribilmente simili a tutti noi e per ognuno di loro, almeno per trenta secondi proviamo pietà e amore. E forse, qualcuno di loro avrà anche la forza di ribellarsi a tutto questo e ritrovare la propria voglia di lottare.
Come spesso accade di fare con noi stessi.
Molto meno pulp e orrorifico del solito, anzi per niente. Del resto è inutile parlare di zombie e vampiri, usando il paranormale, quando l?Italia è ormai vampirizzata e i ragazzi vivono senza sogni.




35 anni fa la "domenica di sangue" di Derry

30 01 2007


35 anni fa, il 30 Gennaio 1972, a Derry, nell?Irlanda del Nord, vi fu quella che venne storicamente chiamata la ?Bloody Sunday?, la domenica di sangue.
Era domenica ed era stata indetta una manifestazione cittadina di protesta contro l?imposizione di una legge inglese sulla carcerazione preventiva di sospetti terroristi politici irlandesi. La manifestazione pacifica fu interrotta dal sopraggiungere del 1° reggimento dei paracadutisti provenienti da Londra. I soldati iniziarono a sparare sulla folla. 13 persone morirono negli incidenti ed un?altra morì poco dopo in ospedale a causa delle ferite subite. La maggior parte di loro erano semplici ragazzi.
La giustizia inglese fu ferrea nel dire che i soldati erano innocenti e dopo tanti anni non si è ancora avuta la verità dei fatti, benché Blair abbia istituito una commissione d?inchiesta nel 1998.
Al tragico evento fu dedicata la famosissima canzone degli U2 ?Sunday Bloody Sunday? del 1985 (inserita nell?album tematico ?War?). Nel 2002 il regista Paul Greengrass ha descritto gli eventi nel commovente film ?Bloody Sunday?, che consiglio a chiunque non conosca la vicenda.
Spesso si dice di quanto sia grande la giustizia inglese rispetto a quella degli altri paesi. Bhè neppure gli inglesi son poi così innocenti. Irlandesi e scozzesi ne sanno qualcosa.

Copio l?inizio della canzone degli U2.

?Non posso credere alle notizie oggi
non posso chiudere gli occhi e mandar via tutto
per quanto, per quanto dovremo sentire questa storia?
per quanto? Stasera possiamo essere già uniti
i bambini scalzi calpestano i cocci di vetro
i cadaveri allineati per la strada senza uscita
ma non fuggirò al richiamo della lotta
mi sento, mi sento messo con le spalle al muro
Domenica, domenica di sangue
domenica, domenica di sangue?

Inserisco la foto di un murales di Derry in cui sono ritratti i visi dei civili caduti.




"La ricerca della felicità" : Muccino tu vvuò fa l?americano??

22 01 2007


Al secondo tentativo son riuscito a vedere il tanto acclamato film del mito italiano Muccino. Son cattivo? Ma nooo.. eddai su Muccino si deve pure poter scherzare altrimenti finisce come Benigni che deve esser applaudito sempre e comunque qualunque cosa faccia.. Dopo un film sui ragazzi contestatori okkupanti e urlatori, uno sui 30enni indecisi ed urlatori ed uno sulla borghesia romana insoddisfatta ed urlatrice pensavo che il prossimo film sarebbe stato un bel ?grande freddo? con 60enni urlatori.. ed invece no!! Ecco che Muccino ha fatto bye bye ed è finito in U.S.A. a fare un film con Will Smith? Qualcosa non quadra?? Bhè no.. tutto sommato quadra tutto perché anche il povero Smith è costretto ad urla familiari (con moglie in crisi tipicamente mucciniana), pianti e corse.. corse.. corse.. La corsa è un marchio di fabbrica dei film del nostro eroe nazionale, ed anche in questo film i momenti di corsa tra strada e metropolitana son davvero tanti..Non solo come trama, ma anche come stile. Bello, ad esempio, il fatto che sin dall?inizio vi siano delle presenze inquietanti (come i disperati senzatetto) che occupano uno spazio minimo e poi progressivamente invadono la scena sino a che anche il protagonista diventa uno di loro. Grande Will Smith nelle due scene da commozione che valgono da sole il prezzo del biglietto: quella in cui si trova a dormire nei bagni della metropolitana e quella dell?assunzione.
Le scene che però mi son rimaste in testa e ?nelle ossa? sono la scena in cui risolve il cubo di rubik nel taxi con il capo e quella in cui va a vedere la partita di football. In entrambe c?è una malinconia davvero struggente: il protagonista tenta il tutto per tutto per far piacere ai capi, sperando che ciò possa servire ma si scontra con l?indifferenza di una società arrivista. Attenzione, non è escluso che in buona parte anche il protagonista sia un arrivista. Ma il tutto è pervaso da una tale consapevolezza del dolore e da una tale voglia di lottare per il proprio sogno che quasi si fatica a chiamarlo arrivismo. Ed anche per lui si accenderà una luce. Anzi.. anche lui saprà accenderla per se stesso.
Bravo il bimbo (che nella realtà è il figlio di Smith)
Bella la fotografia, che riprende proprio lo stile visivo degli anni che descrive, i primi anni ?80.
Dunque per la felicità bisogna lottare. Bisogna ferirsi e rialzarsi.
Come tutti i film belli che trattano temi universali, in verità questo film descrive gli anni ?80 e parla di oggi. Delle difficoltà nel lavoro, dell?indigenza, del precariato. Non a caso un vagabondo matto è convinto che l?apparecchio che Smith porta con sé sia una macchina del tempo. Tutto il film è una macchina del tempo, usa il linguaggio ed i contenuti dell?era reaganiana per parlare dell?era bushana (che tanto diversa non è). Finge di portarci in un?altra epoca e invece siamo sempre qua, con i guai che ci portiamo addosso (un po? come fa il protagonista del film inventando per il bimbo dinosauri e grotte, laddove è solo lo squallore di una metropolitana notturna).
Bhè Muccino sa il fatto suo. Complimenti.




"Commediasexi"… sarò clemente…

14 01 2007


Ieri sera sono andato al cinema per vedere il già osannato (prima del tempo) ?La ricerca della felicità?, la nuova muccinata insomma. Visto che a Palermo hanno deciso di proiettarlo in 3 cinema piccoli, naturalmente sono arrivato che i biglietti erano tutti esauriti. Mi son guardato con la mia amica e visto che non volevamo vederlo in piedi né era ormai possibile andarlo a cercare in un altro cinema (tanto sarebbe stato tutto esaurito anche lì) abbiamo sfidato la sorte entrando nella sala accanto, dove proiettavano (ancora) ?Commediasexi?.
E dunque mi son sorbito ?Commediasexi?, di D?Alatri, con Bonolis (in veste d?attore..ebbene si..), il sempre bravo Sergio Rubini, l?ansiogena Margherita Buy, il maialone comicissimo Michele Placido, la bella Stefania Rocca e la nuova bona da copertina Elena Santarelli (biondissima e molto meno popputa di quel che sembra, benché palesemente rifatta).
C?è da esser buoni con questo film. E? un film simpatico, semplice semplice, che nulla pretende e nulla chiede se non un piccolo applauso e due risate. E lo sforzo si può fare, orsù!
Il regista ne aveva parlato come di un film che non era il famoso ?cinepanettone? (stile boldi o de sica), bensì di un ?cinepandoro?, un filmetto simpatico, che in qualche misura ambisce a far satira di costume, riprendendo una certa ?commedia all?italiana? ma senza sbracare nella volgarità pernacchiante di tanti altri film. Un film a suo modo anche zuccheroso. Bello all?inizio, quando fa rivivere la tipica atmosfera degli spettacoli stile ?bagaglino? . Ispiratissimo quando fa entrare in scena Vespa e ?Porta a porta?. Sottile nella morale finale, per cui alla fine il vero vincitore è il manager della valletta e non il politico né il falso fidanzato televisivo.
Che Bonolis copi Sordi è fuori discussione e poco c?è da dire. Fa un personaggio sordiano. Ha sempre fatto personaggi sordiani anche presentando in tv. Ci macherebbe che non scimmiottasse Sordi in questo film.
Il vero protagonista del resto è Sergio Rubini, abituato a tenere sulle sue spalle dei film molto più complicati (a proposito ho rivisto sere fa ?La Terra?, bhè.. splendido film!!). Per Rubini fare un film così è come giocare una partita amichevole contro una squadra senza portiere. Raggiunge il massimo col minimo sforzo. Bravo, ma sappiamo che è bravissimo in cose molto più difficili, quindi la sua bravura qui è scontatissima.
Certo.. inutile far paragoni.. Senza scomodare Sordi, diciamo che negli anni ?70, le commedie sexy che avevano gli onorevoli fedifraghi come protagonisti avevano gente come Renzo Montagnani, Banfi o Buzzanca. E la bellona non era la Santarelli, ma la Fenech (oh? la Fenech.. oh..), o la Bouchet. O al massimo Janet Agren.
Anche i titoli erano ben altra cosa.. ?L?onorevole con l?amante sotto il letto?, ?La moglie in vacanza.. l?amante in città?, ?La Pretora??
Vabbè.. ho deciso d?esser clemente con sto film e lo sarò.
Assolto.




manifestazione "miglioriamo i nostri blog". aderisco.

3 12 2006

Cari gestori di Tiscali.Blog,

I bloggers della community, in quanto utenti-fruitori dello spazio da voi offerto e al tempo stesso artefici-creatori dei rispettivi blog, chiedono un miglioramento del servizio offerto da Tiscali, relativamente a gestione, utilizzo e funzioni dei propri blog.
Nel dettaglio le richieste che abbiamo raccolto da tutti i bloggers che aderiscono all?iniziativa concernono:

I nostri blog personali:
- Più colori e nuovi modelli per i nostri template.
- Più strumenti per la scrittura ( tavolozza dei colori, caratteri, dimensioni, emoticons, testo al centro?ecc.)
- Aumentare il limite delle immagini fermo a 60Kb. Poter postare più di una immagine nei nostri articoli.
- Una gestione dell’Area Personale più veloce.
- Poter caricare le foto dal proprio PC al box-colonna con la stessa semplicità con cui aggiungiamo immagini e gif nei post.
- Semplificare e velocizzare il sistema per ordinare l?elenco dei nostri link.
- Una seconda archiviazione dei nostri post per categorie da noi denominate.
- Deve restare preservato il diritto di avere commenti liberi sul proprio blog anche se il post verrà pubblicato su blog.tiscali.
- Non bloccare codici htlm nel box-colonna, come accade per le gif e le immagini con link.
- Scegliere il numero di post da tenere nella Home Page del nostro blog.
- Un cestino dove recuperare eventuali pagine cancellate.
- Poter modificare sempre i vecchi post ed anche le immagini
- Poter memorizzare la passward come nei migliori Forum.
- Affiancare alla attuale versione dell?Area Personale, la possibilità per i più esperti di averne una in htlm.
- Più servizi multimediali, chiediamo video e musica. Abbiamo pensato ad un lettore mp3 multimediale su cui caricare la nostra musica dal PC.
- Una tagboard offerta da Tiscali.
- Consigliamo di sostituire il classico logo con una barra di navigazione, permetterà a Tiscali di continuare a pubblicizzarsi, e sarà utile per noi consentendoci di ?accedere ai blog successivi? in modo da aumentare la socializzazione fra blogger.
- Un “cerca” con due opzioni: cerca nel blog e cerca in Tiscali.blog.
- Tools di inserimento sfondi
- Inserire nei blog un pulsante che permetta di aggiungere automaticamente il blog che stiamo visitando nella lista dei nostri blog amici.

La Sicurezza:
- Un visualizzatore di indirizzi IP con referrer , l’automoderazione dei commenti, motore di ricerca indirizzi IP , l’autenticazione dei commenti, blocco dell? IP dei visitatori molesti.

Blog.Tiscali:
- Le categorie di blog.tiscali vanno aggiornate, in molti richiedono la rimozione di ?Attacco in Iraq?. Inoltre, considerato l?interesse per la POESIA e gli ANIMALI che moltissimi utenti dimostrano, è consigliata la creazione di queste categorie.
- Rendere più evidente l?accesso al blog personale dal post che appare su blog.tiscali
- Nella Home Page di Tiscali deve essere premiata l?originalità, la simpatia, l?attualità e l?importanza sociale.
- La Redazione dovrebbe visitare ogni categoria e scegliere il meglio, con equilibrio in modo tale che non manchino mai dei ?rappresentanti? per categoria.
- Un cambiamento settimanale dei “Blog raccomandati”.
- Più minuti di visibilità nell?elenco ?Ultimi post?.

Non chiediamo molto, solo alcuni miglioramenti e ritocchi, nuove potenzialità per i nostri blog che incrementerebbero anche il vostro sito.

Sicuri che ascolterete con attenzione le nostre proposte.
Attendiamo fiduciosi una risposta.

Distinti saluti

I bloggers aderenti alla proposta «Miglioriamo i nostri Blog».




"zeitgeist": lo spirito del tempo…

13 09 2006


Nell?ultimo numero della Settimana Enigmistica, e precisamente nelle Parole Crociate n° 85137, ho trovato la seguente definizione: ?Lo spirito del tempo nel moderno linguaggio filosofico?. Naturalmente non avevo idea di quale fosse la risposta giusta, ma con un po? di pazienza e l?incrocio di orizzontali e verticali sono giunto alla parola ?Zeitgeist?.
Ciò che più mi ha incuriosito allora (al di là del termine teutonico che ha come sempre un mix di forza, crudezza e intellettualoide malinconia) è stato il sapere cosa mai fosse lo spirito del tempo. Così mi butto a capofitto su ?google immagini?, digito ?zeitgeist? e vedo che ne spunta fuori. All?inizio spero non esca fuori nulla, perché forse lo spirito del tempo è qualcosa di indescrivibile, che si sente, ma non si può raffigurare o fotografare. La mia speranza dura più o meno due secondi. Poi sadicamente giungono i risultati sotto forma di piccole icone. E con esse la consapevolezza che anche l? odierno spirito del tempo è stato tradotto in fotografie.
In ordine spuntano le seguenti immagini (provare per credere..):
Zeitgeist è?
1) una foto della giovane attrice americana ?neoninfetta? Lindsay Lohan
2) un disegno in bianco e nero, romantico, con ragazzi trascinati dal vento
3) un scritta in grigio come homepage del sito ?Zeitgeist?
4) l?elaborazione al pc di una foto virata in rosso di un tal Marc Sardin
5) una modella in vestito da sera nero, dal sito ?zeitgeist-models.de?
6) il disegno del personaggio di un cartone animato (probabilmente), vestito di marrone-grigio, con sguardo truce, che imbraccia un mitra ed al braccio ha una fascia simil-nazista
7) un grafico della google sulle ricerche attuate negli ultimi mesi 8) altri disegni in bianco e nero, similmedievali, stile Yeronimous Bosch
9) una foto della galleria d?arte ?Zeitgeist?
10) il disegno a pastello di una ragazza dai capelli rossi, che in qualche modo ricorda (quasi in una filosofica circolarità degli eventi) Lindsay Lohan.

Dunque cercando su google un?immagine del nostro contemporaneo spirito del tempo spuntano fuori: un?attrice (più nota per gossip che non per film), due disegni di tipo medievale e globalmente 3 disegni a matita, un grafico, la prima pagina di una homepage, un?elaborazione artistica di foto, un vestito da sera, una galleria d?arte ed un cartone animato violento.
Attraverso un procedimento veloce e semplice sono giunto a quelle che sono le icone del nostro tempo, le immagini che incarnano lo spirito della nostra vita odierna.
Resta da vedere quanto noi ci rispecchiamo in questi simboli e quanto ci rappresentano, dunque.
Siamo amore per i vip? Per lo spettacolo inteso come gossip ? Siamo internet? Siamo cartoni animati violenti? Siamo gallerie d?arte?

Confesso che da anni ho un po? perso amore per la filosofia, a favore della sociologia e più che altro della psicologia. Se mi chiedessero qual è lo spirito del nostro tempo, probabilmente farei riferimento ai disturbi d?ansia che vedo negli occhi e nelle parole della gente tutte le mattine.
Probabilmente il mio punto d?osservazione è ristretto e in giro non c?è solo ansia. Ma non pensavo che lo spirito del nostro tempo fosse personificato da Lindsay Lohan.. Non me lo aspettavo proprio.. Eppure a pensarci bene, forse ce lo meritiamo?