Quattro parole sulla pedofilia

24 06 2007


Come si era detto settimane fa, oggi dovremmo riflettere un attimo sul tema della pedofilia, in risposta a quella terrificante idea della giornata dell’orgoglio pedofilo, partita dall’olanda e girata poi un pò per tutta l’europa. La quale giornata sarebbe oggi. Onestamente mi sembra che pochi blogger ne stiano parlando al momento.. Vabbè, magari mi sbaglio io, voglio sperare di essere io il disattento. Mi limito solo a dare un mio piccolo contributo, che spero ragionato. Confido nel fatto che le mie parole forse disturberanno qualcuno, ma onestamente me ne frega molto poco. Credo che mettersi ad urlare di fronte a temi così gravi sia inutile, scontato e controproducente. La pedofilia è un problema serio, terribile, gravissimo. Coinvolge la società, gli individui, la politica. E va, secondo me, analizzato nelle sue diverse dimensioni. E non generalizzato. La parola pedofilia è una delle espressioni che più disturbano la gente, che più creano disgusto tra i cittadini. L’idea di un atto sessuale, consumato con violenza, da un adulto su di un bambino, è talmente insostenibile da generare una voglia smodata di prendere il soggetto in questione e farlo in mille pezzettini. Temo, però, che ormai con questo termine si tenda ad indicare troppe cose tutte insieme. E questo non aiuta la risoluzione del problema. La pedofilia cos’è? E soprattutto il pedofilo chi è? E’ chiaro che se proviamo ad immaginare un uomo di 50 anni che abusa sessualmente di un bambino o una bambina di 9, nn v’è dubbio si tratti di pedofilia. Questo è il caso più chiaro e lampante. Ma intorno a questo caso esemplare, c’è una costellazione di mille altre situazioni più complesse ed indefinibili. Un signore gira internet in cerca di siti con immagini pedopornografiche. Non abusa sessualmente di bambini, li guarda esclusivamente in rete. E’ pedofilia? Un signore fa affari mettendo su internet fotografie e vendendole al miglior offerente. Non gliene frega niente dei bambini, nè dei clienti. Vuole solo i soldi. E’ pedofilo? Un bambina di 12 anni è costretta a prostituirsi in periferia. La costringono il padre e la madre. I clienti sono pedofili? I genitori sono pedofili? Un signore ha rapporti sessuali con la moglie, l’amante e ogni tanto anche dei bambini. E’ pedofilo? Un signore non ha rapporti sessuali con bambini, ma raggiunge l’orgasmo soltanto in solitudine, guardando videotape in cui si torturano bambini. E’ pedofilo? Un signore vende bambini al miglior offerente. I bambini possono essere uccisi per venderne gli organi, possono essere schiavizzati, fatti prostituire. E’ pedofilo? Si potrebbe continuare per righe e righe, dicendo cose insostenibili, che tolgono il fiato e fanno rivoltare lo stomaco. Non dico tutto questo per il gusto di complicare le cose. Lo dico perchè il mondo della violenza sui bambini è un abisso senza fine. E più lo guardi e più ti rendi conto di come sia strisciante nella nostra società moderna. Mi preme solo sottolineare che il tema della pedofilia coinvolge un ampio spettro di problemi. Usare il termine pedofilia per definire tutta una serie di diverse condizioni serve solo a semplificare il problema e generare paura tra la gente. Non voglio dire che alcuni siano dei cattivoni mostruosi, mentre gli altri sono anime buone. Voglio dire che ci sono reati diversi e gradi di responsabilità diversa, a cui bisogna rispondere necessariamente con misure penali diverse. Immagino che molti saranno contrari a quanto dico, ma ritengo che via sia una certa differenza tra chi crea siti internet per far soldi con immagini di bambini, oppure chi li vende, da coloro che abusano di loro. Credo che in quel primo caso gli sfruttati non siano solo i bambini ma i pedofili stessi. Chi fa certe cose solo per scopo di lucro, senza che vi sia una patologia di base, merita il carcere e basta. Non ci sono discussioni. I pedofili MERITANO UGUALMENTE il carcere, ma al contempo credo sia necessario anche un percorso di cura rispetto ad una patologia che hanno in atto. Il carcere è necessario come misura che li allontani dalla società. Ma non ha effetti rispetto alla loro condizione. I pedofili in carcere vengono massacrati di botte giornalmente. Per alcuni cittadini la cosa può anche andar bene. Per chi, come me, crede che La detenzione debba essere non solo pena per un reato, ma anche tentativo di riabilitazione, allora non va bene. Si può anche pensare che i pedofili debbano stare in galera, gettando via la chiave. La cosa succede sempre, ma la verità è che non ha alcun effetto, nè nei soggetti in questione, nè nella società. Ciò che andrebbe fatto è quello di reprimere con forza il mercato. Ed agire in modo preventivo con i soggetti patologici. Il chè però è assolutamente difficile, perchè chiaramente un pedofilo non dirà mai di esserlo. L’abuso sull’infanzia, soprattutto quello all’interno della famiglia (purtroppo molto frequente) può in qualche modo essere collegato anche agli strati sociali. Spesso avviene per ignoranza, per miseria, per frustrazione. La pedofilia però non è così semplice da definire. E’ un problema che coinvolge tutti gli strati della popolazione, ed anzi spesso è presente proprio tra le fasce più ricche. Questo perchè non è solo una gravissima forma di reato, ma anche una psicopatologia. Non voglio tediare i possibili lettori di questa pagina, con diagnosi psicologiche. Mi permetto solo di dare alcune indicazioni, per chi vuole cercate di capire un problema specifico, oltre la semplice dicitura "mostro". Un pedofilo non nasce "mostro". Nessuno lo nasce. Lo si diventa per mille ragioni. Può esser semplice e rassicurante pensare che un pedofilo sia l’incarnazione del demonio sulla terra, o sia guidato dal maligno. Ma non è così. E lo sappiamo. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratti di persone che sono state vittime di abuso nell’infanzia. Questo è un elemento fondamentale. La prevenzione è importante. Denunciare gli abusi sull’infanzia non serve solo per mandare in galera i responsabili, ma anche e soprattutto per evitare che questi piccoli innocenti diventi un domani gli aguzzini di altri bambini. Ripenso alla grande lezione della Montessori: una persona giusta ed onesta è un bambino sano che è cresciuto in un ambiente sereno, che gli ha dato l’opportunità di crearsi una buona identità. Se non si capisce questo, non si risolve il problema. Si arriverà sempre al fatto compiuto, senza togliere il dramma alla radice. Il pedofilo è spesso un soggetto affetto da un disturbo narcisistico di personalità, con grave tendenza al sadismo. Soffre di una grave forma di disistima. Internamente si percepisce vuoto. Spesso sceglie un lavoro che lo possa portare a stretto contatto con i bambini. Cercherà di ottenere da loro delle risposte idealizzanti, che lo aiutino a costruire un’immagine positiva di sè, nel tentativo impossibile di raggiungere un’immagine ideale. Allo stesso modo il pedofilo spesso idealizza l’immagine dei bambini, e attraverso l’unione con essi cerca di raggiungere l’oggetto ideale fondendosi con esso. Spesso il soggetto pedofilo è di età avanzata ed ha una paura feroce della morte. Attraverso l’unione con un soggetto molto più giovane cerca di ristrutturare la propria identità negando l’idea stessa della morte. Spero sia chiaro che qui non voglio perdonare nessuno e non voglio minimizzare niente. Vogliodire che la pedofilia va analizzata nelle diverse forme che la compongono. Va affrontata con legislazioni serie, sia su scala sociologica, sia psicologica. Perchè coinvolge sia il sistema della società attuale, sia i problemi psichici di individui specifici. E vanno date risposte differenti. Necessarie, adeguate, serie. Ma diverse. Va sanzionato e represso con fermezza il mercato che si fa dei bimbi, a tutti i livelli. Vanno incarcerati e, se possibile, curati i pedofili. Vanno seguiti i bambini che sono vittime di abusi. Vanno seguiti soprattutto tutti i bambini che sono potenziali vittime di abuso. Quelli che vivono nell’indigenza, quelli più deboli, quelli più soli..