L’Italia liberata.. il diario di mio nonno..

24 04 2008

… Intanto passavano i giorni e in città le forze armate tedesche erano diventate sempre più feroci con i civili fiorentini; vi lascio immaginare con i militari, fra l’altro in borghese. Si erano svegliati i fascisti con i "comitati di zona" per asservirsi agli exalleati ed erano diventati spietati aguzzini con i loro stessi concittadini. E non si contavano più i fermi con esagerate esecuzioni.

Continua con la lettura »




Meme: il post che avrei voluto scrivere io..

23 08 2007

Quel gran mattacchione di Simone ( http://365albe.blogspot.com/ ) oggi mi ha invitato a rispondere ad uno dei soliti MeMe. Non spiego più cos’è un meme, tanto ormai lo sapete tutti. Quelli di oggi ha per titolo "Il post che avrei voluto scrivere io". Un modo come un altro perfar pubblicità ad altri blog che magari voi non conoscete. Ma oggi devo dire che calza a pennello, perchè stamattina ho letto una pagina molto toccante scritta dalla mia concittadina Anna ( http://nonsapreidavvero.blog.tiscali.it/ ) dal titolo "Dolce nonna". Parla del rapporto tra lei, sua nonna e suo nonno. E’ molto molto dolce e l’ho sentito particolarmente mio, perchè ciò che Anna scrive è quasi del tutto uguale ad una situazione dolorosa che sto vivendo anche io. Invito tutti ad andare nel suo sito e leggere l’articolo che ho citato. E naturalmente passo doverosamente la palla ad Anna, affinchè citi un post.

Continua con la lettura »




Come mio nonno si innamorò di mia nonna…..

18 06 2007


Alcuni giorni prima di partire per il convegno di Messina mi è capitato di rovistare tra libri ed appunti, ritrovando l’autobiografia che il mio adoratissimo nonno scrisse, poco prima di morire, donando poi una copia ad ogni nipote ed ogni figlio.
Durante il convegno mi è poi capitato di ripensarci e mi son detto che appena tornato a Palermo, avrei copiato alcune pagine del manoscritto.
Gran parte della biografia che lui scrisse è dedicata al ricordo della seconda guerra mondiale, e al periglioso viaggio di ritorno a piedi, da Firenze a Palermo, dopo lo sbarco degli americani in Sicilia.
Qui copio due pezzi, che spero piaceranno a chi passa da qui.
Mio nonno è morto poco più di 6 anni fa. Circa un anno dopo la sua morte mia nonna si è ammalata di una malattia, che purtroppo alcuni di voi conosceranno, la malattia di Alzheimer.
Talvolta tutto sembra svanire.. sembra che niente riesca ad arginare l’onda distruttiva che tutto spazza via, tutto porta con sè… nomi.. ricordi.. emozioni.. parole..
Emozioni…
Parole…
Come quando mio nonno e mia nonna, più piccoli di me, si innamorarono.. poco prima che Hitler invadesse la Polonia..
Ecco il racconto di come mio nonno si innamorò di mia nonna.. ecco il suo ricordo.. donato ai suoi nipoti…

” Vi racconto tale e quale come è stato il primo incontro ch’io ebbi con Sara. Lei mi disse dopo il saluto: Che desidera?
Ma io dentro i vestiti non ci stavo più.
E mi sono sentito tanto imbarazzato quanto felice! Perchè? Cupido mi aveva ferito!
Dopo circa un mese mi feci avanti e le feci recapitare clandestino un biglietto, dove esaltavo la sua bellezza e il mio imbarazzo.
Attesi qualche settimana ed un’altra ancora, fino a quando lei decise di rispondere alle mie esuberanti constatazioni sincere perchè vere!
Fu l’inizio di un epistolario sempre più esaltante ma pregnante di espressioni e promesse immediate e future circa il nostro incerto futuro avvenire, con una guerra dichiarata ma non ancora vinta. A prescindere dall’allora espressione ricorrente “Vinceremo” “.

Ecco il racconto del ritorno a casa, dopo un mese di marcia, da Firenze sino a Palermo..

“Ormai ero a casa, tutto il resto alle spalle, e questa sensazione è la forza che la vita si ritrova, e che ti fa andare avanti, avendo la natura trasformato fatti tragici e dolorosi , anche recenti, in ricordi che appartengono al passato, ma restano impressi nella memoria finchè vivi!
Tra un abbraccio e un bacio, mi adopererò, almeno lo spero, di trasformarmi dal mio stato pellegrino :sandali senza calze, pantaloni senza svolte. Senza le mutande, lasciate non so dove nè perchè; camicia e pullover non più in condizioni di essere chiamati tali. Da tempo non attendo più all’obbligo della pulizia, al rispetto dei colori, all’interezza dei tessuti.
Si presenta un giovane emaciato, stanco nel fisico, ma raggiante in volto per la piega che così repentinamente avevano preso i fatti alla luce della salute di cui godevano i suoi cari.
Sara, con la sua famiglia mi aspettava, avvertita da mio fratello; da mesi sconosceva se ero arrivato, a suo tempo, a Firenze, e se ero stato catturato dagli alleati o ero libero ma impotente ad arrivare in Sicilia.
(…..)
Sono tornato sano e salvo, forse piegato nello spirito per ciò che ho subito, ma mi sento un fidanzato felice e un figlio in Paradiso”.

Un mese di marcia a piedi, con in testa solo il pensiero di mia nonna.. tra pallottole tedesche, polizia inglese, partigiani e repubblichini..
Chi saprebbe farlo oggi? Chi saprebbe avere tanto coraggio? Tanta forza di volontà?

Ciao nonno…. un bacio….