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22 01 2010

Ci sono delle opere d’arte che, per quanto tu le possa guardare innumerevoli volte, saranno sempre all’altezza della situazione, delle aspettative che avevi. Giusto per dirne una, è classico che chi va a vedere la "Gioconda" al Louvre pensi "ma è così piccola??", mentre chi vede la "Pietà" di Michelangelo a San Pietro pensa "è davvero così bella.. anche di più..". Però la Gioconda è la Gioconda e non si discute. Perché è la Gioconda, e l’immagine culturale che ne abbiamo è infinitamente più grande e potente della realtà della tela. La Pietà è un capolavoro tridimensionale che non ha bisogno di altro al di là di se stesso per imporre il suo valore assoluto. La sua grandezza è nella potenzialità interna, non nei rimandi esterni. La Gioconda si amplifica nelle citazioni, nelle definizioni, nei libri, nei film, in tutto ciò che di lei parla. La Pietà non necessita di altro se non dell’aria tra il viso della Madonna ed il Cristo morto. Perché in quello spazio d’aria c’è la storia dell’Uomo, tra una Madonna giovanissima che appare ancora partoriente ed un Cristo che è Fine.

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