Pathos e Creatività in ospedale

8 12 2007

Prima di ogni altra cosa devo ringraziare il mio amico blogfriend Sergio, che ieri mi ha conferito un premio virtuale come uno dei 5 blog che, a suo dire, "fanno pensare". Lo ringrazio qui pubblicamente. Mi sembra una cosa che non credo di meritare, ma grazie di cuore; prometto che a breve farò anche io 5 nomi, di blog che ritengo utili alla mente.

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stamattina

14 09 2007

this is the end.

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Spiegatelo ai bambini..

30 06 2007


Spiegatelo ai bambini.
Cari signori delle tv. Spiegatelo ai bambini. Dovete.
Spiegate ai bambini italiani che uno dei loro miti, il lottatore di Wrestling, Chris Benoit, l’altra notte ha ucciso moglie e figlio. E poi si è suicidato, in uno squallido motel.
Già che ci siete, spiegate anche che un anno fa era morto un altro lottatore, di nome Guerrero, in un altro zozzo alberghetto sulla statale della provincia americana. Strafatto di cocaina.
Spiegatelo.
Spiegategli perchè Benoit ha sterminato la sua famiglia e poi se stesso ed invece Batman non lo fa. Spiderman non lo fa. Superman non lo fa. Supermario non lo fa. Paperino non lo fa.
Per anni, cari signori delle tv, avete inculcato nella testa dei bambini italiani che questi lottatori americani erano dei supereroi speciali. Li avete spronati a comprare le loro magliette ed i pupazzi che avevano le loro sembianze.
Adesso spiegategli che Benoit, a differenza di Superman, non aveva superpoteri.
Spiegategli che Benoit, a differenza di Spiderman, non lottava per il trionfo del bene, contro dei cattivoni, ma era un uomo come tanti, con mille dubbi e quintali di debolezze. E l’alcol e la droga erano l’unico modo che aveva per poterle cancellare.
Glielo dovete spiegare, ora.
Perchè non basta dire “sospendiamo il programma”. Non basta.
I bambini hanno diritto a comprendere le cose. Li avete sfruttati. Avete sfruttato i loro genitori che si sono sfracellati nei negozi natalizi in cerca dell’ultimo pupazzo semovibile di “The Undertaker” o “Ray Misterio”.
Gli uomini sono uomini, non sono supereroi. Soffrono, sbagliano. E morendo maledicono se stessi.
Spiegateglielo.
E’ un vostro dovere. E’ un loro diritto.




Mostra dei disegni dei bambini in ospedale

25 05 2007


Alcune settimane fa, nell’ospedale dove svolgo la mia attività di dottorato, abbiamo inaugurato una mostra fatta con i disegni dei bambini di tutti i reparti. Oncologia, Nefrologia, Pediatria.. tutti quanti…
Mi ero ripromesso di mettere un link alla pagina del sito dell’ospedale per dare a tutti la possibilità di vedere le foto dell’evento. Poi tra un evento e l’altro non l’ho più fatto. Lo faccio oggi.
Non descrivo qui l’attività fatta con i bimbi, perchè tanto è tutto spiegato sul sito.
Chi vuole vedere le foto della mostra e tutta la spiegazione dell’attività può andare su:

http://nuke.nefrologiapediatrica.it/ASBN/IniziativeASBN/Giornalinoaltreattività/MOSTRATiraccontolospedale/tabid/88/Default.aspx

Nelle stesse pagine, chi è interessato, può dare uno sguardo alle altre attività svolte in questi mesi in ospedale.

saluti per tutti !!




No videogiochi violenti ai bambini

6 09 2006


Stamani solita scena.
Entro in una stanza di degenza della corsia e trovo un bimbo in pigiama intento a giocare con la playstation portatasi da casa. Per allacciare un rapporto con lui inizio a parlare partendo da ciò che sta facendo, dunque dal videogioco. Come spesso accade, l?immagine che mi si presenta è un piccolo frammento del suo quotidiano riportato dentro la dimensione dell?ospedale: lui da solo ?depositato? davanti alla tv, con la madre in corridoio.
Mi parla del gioco che ha caricato in quel momento: lui ha il ruolo di un gangster che deve farsi strada tra la malavita, uccidendo giudici, rapinando auto e sporcando la città in ogni modo; può uccidere i nemici col coltello, con la pistola, con il martello, con il mitra. Vicino a sé ha un sacchettino di plastica contenente tutti i suoi videogiochi e orgoglioso me li mostra. Tra di essi noto con chiarezza dei giochi che hanno in copertina il marchio ?18+?, che significa inadatti per i bambini, per linguaggio e crudezza delle scene. Il bambino ha molto meno di 10 anni ed è affetto da una sindrome specifica dalla nascita, che in concomitanza all?assunzione di farmaci ?pesanti ma necessari? ha causato anche la rapida perdita dei capelli .
Parlando sempre di più inizio a proporgli alternative più creative al videogioco e lui in breve se ne distacca, mettendosi a parlare e giocare con me.
Mi aveva detto di non saper disegnare. Invece disegna benissimo e farlo lo diverte.
Capisco che ad un bimbo malato non è sempre facile dire di no, specialmente riguardo ai giochi, ma è pur vero che mettere in mano a bambini giochi violenti è da banditi.
Non sono uno che criminalizza in tutto e per tutto i videogiochi, neppure quelli violenti. Per una persona adulta, magari anche per un 16enne possono essere un passatempo divertente e tutto sommato innocuo. Ma penso che la mente di un bimbo non sia perfettamente in grado di elaborare le differenze tra regole di un videogioco e quelle della convivenza civile. Naturalmente sa distinguere gioco da realtà, ma non gli è facile capire che le regole di un gioco non valgono per la realtà. Proporre ad un bimbo di 8 anni di identificarsi in prima persona con un malavitoso che vuol fare carriera è stupido e pericoloso. Questo penso sia anche peggio in quei bimbi con sofferenze dovute a malattie croniche, che già non si sentono del tutto uguali agli altri.
Non è la prima volta che vedo bambini ?posteggiati? davanti alla playstation, con la scusa che l?ha richiesta lui.
Non è la prima volta che vedo accadere ciò in ospedale, con la scusa che così si sente più a casa sua.
Non è la prima volta che li vedo giocare con giochi violenti, senza battere ciglio, con la scusa che ormai non li spaventa niente.
I bimbi non chiedono la playstation, chiedono affetto, pazienza e tempo. Se non li trovano si dirottano sulla playstation.
I bimbi lo sanno che l?ospedale non è casa loro e non chiedono che si cerchi di ricrearla. Chiedono di sapere di cosa soffrono e quanto tempo devono stare in ospedale.
I bimbi perdono forse il senso della sorpresa, a causa della tv, ma di certo non perdono le loro paure a causa di quest?ultima. Semmai le dirottano su nuovi elementi .
Troppe volte vedo dei papà che comprano videogiochi in cui si organizzano rapine, in cui si diventa assassini a pagamento, serial killer o soldati. Se vogliono comprarli per sé, allora nulla da dire, fatti loro. Ma evitassero di farci giocare i figli di 8 anni. Sono piccole cose che non costano nulla e si possono evitare tranquillamente se uno ci sta attento.

Il bimbo che ho incontrato oggi uccide nemici a raffica, però (come mi confida la madre) ha paura della pioggia. In tv ha visto l?uragano Katrina e da allora ha paura della pioggia quando batte forte. I mostri artificiali vanno bene, mentre gli eventi naturali spaventano.
Il bimbo di oggi ha pollici d?oro se si tratta di guidare personaggi dei videogame, ma poi ha difficoltà se deve piegare un foglio per fare un origami . Manualità artificiale e manualità naturale.

Il bimbo di oggi. I bimbi di oggi. E i genitori di oggi.

A chiunque legga queste pagine faccio un piccolo appello: NON COMPRATE VIDEOGIOCHI VIOLENTI AI VOSTRI BAMBINI .