Buon Natale.. Buon 2010.. a chi..

23 12 2009

A chi…

A chi passa da qui.. a chi domani è già lunedì..

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Io son strano e questo si sa. Pur tuttavia.. in questo strambo reame..

16 12 2009

Io son strano, e questo si sa.

Pur tuttavia, quando, più o meno a Maggio, dissi che il nostro paese è ormai una monarchia lievemente costituzionale e il nostro capo del governo è essenzialmente un re, ero convinto di ciò che dicevo e penso che i fatti mi diano più che mai ragione. Del resto è una monarchia che è stata costruita negli anni con pazienza, soprattutto nella mente della gente. Un popolo che ama il Re, ama scherzare sulla sua altezza, prenderlo in giro per i suoi pochi capelli, invidiarlo per le donne, ed esser rassicurato da lui sull’economia, sugli stranieri che non saranno mai veri italiani, sul campionato di calcio che non finirà mai. Dunque l’ attuale stabilità e tangibilità del regno non ha da stupire. Non viviamo in una dittatura, questo no. Per quanto si possa dir male di chi sta al governo, non credo che le libertà individuali essenziali siano messe in crisi. Ma viviamo in una monarchia nella misura in cui ormai vi è una ripartizione di privilegi e beni che segue logiche e strutture precise. Viviamo in una monarchia nella misura in cui vi è una corte con valletti, vallette, vassalli e valvassori, che imperano tranquillamente, senza correre pericoli. Siamo in una monarchia nella misura in cui anche il gesto isolato e violento di un folle diviene motivo di dibattito scostumato e barbarico conflitto tra fazioni. L’attentato al Re, al capo supremo. Ora, in attesa che si passi dal capo martire, al capo generoso, sino al capo santo subito in quanto dispensatore di amore, è interessante andare a guardare che cavolo succede in questo moribondo paese, in risposta a quanto accaduto.

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3 dicembre giornata mondiale del disabile “Abilmente Diverso”.

3 12 2009

La chiameremo Alessia.

Quando l’ho conosciuta in ospedale, Alessia era una ragazza di circa 24 anni, nel corpo di una bambina di 10. Sindrome della spina bifida, che le aveva causato insufficienza renale e conseguente dialisi. 3 volte a settimana veniva accompagnata dalla madre in ospedale. Aveva una carrozzella fin troppo pesante per le sue braccia e non poteva muoversi da sola, ma sempre spinta da qualcuno. Mi veniva raccontato che la casa dove abitava era inadeguata per le sue esigenze, in quanto troppo piccola. In pratica Alessia stava tutto il giorno a letto ed usciva solo per fare la dialisi. Alle difficoltà fisiche si era unito progressivamente un disagio psicologico, che la portava a non comunicare con nessuno. Parlava solo con i genitori o i fratelli, quando era tra le mura di casa. Per il resto il silenzio più assoluto. Un po’ come la maggior parte delle persone che fanno la dialisi, aveva la fistola al braccio sinistro. Si fa lì per comodità, in modo da lasciare libero al paziente il braccio e la mano dominanti.

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E due?

2 12 2009

Esame di dottorato parte seconda.

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precisazione su proposta per giorno 3

1 12 2009

Forse conviene fare un po’ di chiarezza, visto il caos che si è generato nel post precedente.

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