Vasco

5 07 2008

Questa è una dichiarazione d’amore.

La dichiarazione d’amore di un fan sfegatato.. anzi, per dirla come direbbe lui, "col fegato spappolato.." .

Perché ieri è stato il giorno di Vasco. Vasco Rossi a Messina, allo stadio S. Filippo. Io, insieme ad altri, ho preso il pullman alle 12, da Palermo. Alle 16 sono arrivato allo stadio, nella città dello Stretto. Ci siamo trovati i posti a sedere, nelle gradinate di fronte al palco e abbiamo sfidato il caldo ed il sole che hanno picchiato su di noi per almeno 4 ore. Alle 21:30 è iniziato il concerto. Alle 00:20 è terminato (quasi 3 ore filate.. incredibile..). Alle 5:30 ho fatto ritorno a casa a Palermo. Le foto e i video di questo post li ho fatti io (tranne quella che hanno fatto a me).

Qualcuno potrà pensare che fare una cosa del genere sia folle, ma sono certo che qualcun altro leggendo starà tranquillamente pensando "bhè.. mi sembra normale.. per Vasco questo ed altro". Poi, del resto è chiaro che a vedere certa gente allo stadio, si capisce che tanto normale non è.. eheheheh.. Che tipacci.. Ma come la fanno entrare certa gente? Non li controllano?? Vabbè insomma sono in versione rocckettara ecco..

Vabbè.. torniamo seri.. che qui voglio parlare di musica..

Vasco non è fatto per unire le persone, piace o non piace. Vasco il drogato, Vasco l’ubriacone, Vasco lo sbandato, Vasco della vita dell’eccesso. Si può anche dire Vasco il coerente, però. Vasco porta avanti il suo fisico e lo fa senza ritrosie. Vasco è grassottello, eh si. Vasco di capelli non ne ha più, eh si. Vasco è questo, e questo mostra. Ciò che ha preso nella vita lo ha pagato e i segni li fa vedere, non li nasconde mica nel trucco, come fanno in tanti in Italia. Lifting Vasco non ne ha, né fisici, né morali. E’ stato sempre antiproibizionista, può piacere o no, si può esser d’accordo o no, ma comunque lui non ha mai cambiato bandiera, e del resto non si può essere sempre tutti d’accordo.

In Italia tanti fanno rock e tanti si fregiano di essere il numero 1 della musica italiana. E’ chiaro che il più grande antagonista di Vasco, sul versante rock, è il suo conterraneo Luciano Ligabue. Poi ci sarebbe Pelù e la Nannini.  Sul versante della musica leggera, di aspiranti numeri 1 ce ne sono a bizzeffe: Pino Daniele, Baglioni, Eros Ramazzotti, Morandi, Venditti, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Zucchero. In termini di musica d’autore c’è da perdersi: Battiato, Dalla, De Gregori, Guccini, i Nomadi. Se andiamo a vedere il rapporto col pubblico credo che (tolto Gigi D’alessio che.. per favore.. di D’Alessio non voglio proprio parlare..) il solo che ha un popolo, come "il popolo di Vasco", forse è Renato Zero, che ha migliaia di "sorcini" in tutta Italia.

Vasco però è un’altra cosa. Non voglio dire che sia migliore di tutti questi nomi (oltretutto molti di questi li amo io stesso), dico che è un’altra cosa. Vasco ha molta meno voce di molti dei nomi che ho citato. Vasco suona di certo peggio di Pino Daniele o di Claudione Baglioni. Vasco non ha le doti poetiche di Dalla o di De Gregori e non saprebbe mai scrivere "Caruso", oppure "La donna cannone". Ma nemmeno "Dio è morto", oppure "Napule è..", o "La cura". Figurarsi se saprebbe scrivere "Strada facendo". Vasco non ha nemmeno la bizzarra ironia dell’altro suo conterraneo (oh ma quanti sono i cantanti emiliani????) Zucchero, e non avrebbe mai saputo scrivere "Con le mani". Ma Vasco è un’altra cosa.

Vasco è criticabile come doti vocali e come stile di vita, ma è comunque il più grande interprete che ci sia in Italia. Vasco è il buffone, Vasco è l’arrabbiato, Vasco è il dolente e nel palco trasmette questi stati d’animo come nessuno è in grado di fare. A Vasco non interessa l’estensione dell’acuto; gli interessa che il dolore che lui prova, e di cui parla la canzone, sia vissuto in quell’istante da tutti coloro che sono allo stadio. Non ci sono interpreti come Vasco, non ci sono cantanti che siano disposti a mettere "la verità della pancia" nelle canzoni, come fa lui. Basta pensare a canzoni quali Sally, Senza Parole, Liberi liberi, o Un senso. Che sono anche le mie preferite.

In tanti sanno usare parole poetiche per descrivere la vita. Lui parla direttamente della vita, della rabbia, del dolore, degli entusiasmi, dei sogni e della realtà. Non usa la poesia per descrivere la vita, ma va direttamente alla vita, con parole semplicissime, che vanno nel profondo di essa e ne estraggono la poesia. Perché nella nostra vita c’è poesia, ma noi non lo sappiamo, non ce ne accorgiamo. Siamo troppo presi a viverla o a odiarla la nostra esistenza. Vasco non pensa ci voglia poesia per rappresentare la vita, ma pensa che la poesia stia nella vita stessa. In Italia penso che ciò lo creda solo lui (forse lo credeva anche Battisti..) .

E’ un discorso di emozioni, è un discorso di interpretazione sul palco, ma tutto nasce da una scrittura completamente diversa rispetto a quella degli altri. Parole semplici, frasi lasciate in sospeso, talvolta c’è la rima, talvolta no. Periodi e frasi spesso ripetuti all’infinito. Ripenso ad una strofa di "Un senso", in cui dice voglio trovare un senso a "tante cose".. anche se "tante cose" un senso non ce l’ha.. ah.. . In questa frase non c’è un errore della sintassi come in tanti credono: non vuole dire che tante cose un senso non ce l’hanno, ma che spesso assommiamo tante e tante cose e messe tutti insieme, così disordinate e senza nome, solo "tante cose", dire così, un senso appunto non ce l’ha, perché ce lo perdiamo. Dire "tante cose" è come dir tutto e nulla. Ma noi spesso facciamo così.

Ecco il punto. Quelle frasi spezzate, quei puntini di sospensione, quelle parole arrabbiate buttate un po’ lì non ti dicono come sa essere la vita o come dovrebbe essere. Quelle frasi ti dicono la tua vita com’è. La tua. Com’è o com’è stata, in un momento preciso che ricordi bene e che pensavi nessuno avesse vissuto a parte te. E su quel momento preciso che hai vissuto, Vasco ci fa una canzone, come una foto. E ti verrebbe di prendere il telefono e chiamarlo e dirgli "scusa ma mi hai spiato??". Incertezze, emozioni, sogni e bisogni, che ognuno di noi è convinto di avere da solo, perché gli altri "sono normali, mentre noi siamo diversi". E Vasco queste incertezze te le descrive, te le mostra senza fronzoli, te le porta come in uno specchio e tu ci rivedi la tua vita. E ci sono momenti in cui ascolti una sua canzone e senti nel profondo che parla di te, parla di quel tuo momento. Una donna cammina per la strada da sola, ritorna a casa.. ormai è sera.. si accendono le luci dei lampioni.. tutta la gente corre davanti alle televisioni.. ed un pensiero le passa per la testa.. forse la vita non è stata tutta persa.. forse qualcosa s’è salvato.. forse davvero non è stato poi tutto sbagliato.. forse era giusto così.. Non sono parole ricercate, ma dicono tutto, unite alla musica ed all’interpretazione che ne fa Vasco ogni volta, ti spezzano il cuore. Credo che ogni donna possa testimoniare di quanto questa immagine sappia essere potente nella sua precisione. Ci sono artisti che ti dicono come sarebbe bello fosse la tua vita. Vasco ti mostra "quei momenti che passi o hai passato". E ti senti meno solo. Ti senti meno diverso. Ti senti meno malato.

Perché c’è sempre un momento in cui pensiamo che siamo solo noi (…) senza più santi né eroi .

Perché c’è sempre un momento in cui una ragazza si sente come in Alba chiara tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori. Una frase semplicissima, che dice tutto, del malessere, del "tutti contro di me", che si vive in certi anni. Quando esiste solo una stanza, perché tutto il resto della casa (e naturalmente della famiglia) fa parte del "mondo contro". In questa semplice frase c’è messo sia il senso di evitamento che si avverte dagli altri, sia la paura che degli altri si ha. Un po’ ci si isola, un po’ ci si sente isolati dagli altri. E si vorrebbe andare nel mondo fuori, ma si ha paura di farlo.

Io mi commuovo e mi incazzo tutte le volte che canta due canzoni che amo tantissimo: Stupendo e Gli Spari Sopra. E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia.. era giorni di grandi sogni sai.. eran vere anche le utopie.. ehhhh.. ma non ricordo se chi c’era aveva queste facce qui.. non mi dire che è proprio così.. non mi dire che son quelli lì… (Stupendo) ; Voi abili a tenere sempre un piede qua e uno là avrete un avvenire certo in questo mondo qua.. però la dignità.. dove l’avete persa? (Gli spari sopra). Perché è la rabbia che sento io. Perché vedere sempre le stesse facce e pensare che chi faceva sognare un tempo, è diventato il politicante di oggi sempre pronto all’accordo sotto banco, è tremendo.

Perché anche le canzoni più smodatamente sexy e maleducate sono un inno alla fuggevolezza dell’amore. Perché l’amore nella vita vera si alimenta di sensazioni che si rincorrono, che si cercano, si sommano, si annullano, si ritrovano.. con le mie mani tra le gambe diventerai più grande.. e non ci sarà più Dio.. perché ci sono io.. (Gabri) ; mi aiuto con le illusioni e vivo di emozioni che tu.. tu.. non sai nemmeno di darmi.. (Rewind) ; non porti dei vestiti.. tu addosso li possiedi (..) e quando ormai non ti soddisfa più buttami via come sai fare tu (Gioca con me).

Perché c’è sempre il momento in cui tutto sembra perso e si vuole solo stare spenti.. Vivere.. o sopravvivere.. senza perdersi d’animo mai.. e combattere e lottare contro tutto contro.. oggi non ho tempo.. oggi voglio stare spento (Vivere) .

Perché c’è sempre, c’è sempre, quella sensazione in cui non si vorrebbe stare nel posto in cui si è, ma nell’istante stesso in cui si arriva si vorrebbe tornare indietro.. ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei.. ed è sempre quando sono qui che già ritornerei.. (Il mondo che vorrei).

Col tempo ho cominciato ad apprezzare sempre di più una delle sue canzoni più criticate in assoluto "Colpa d’ Alfredo". Credo che sia una canzone attualissima. Descrive bene il nostro Bel Paese in cui tutti son pronti sempre a dare la colpa agli altri se le cose gli vanno male.

Vorrei continuare a scrivere e scrivere ancora di Vasco, ma mi rendo conto che questo post è già lungo e chi mi legge forse si starà rompendo le palle. Allora mi fermo, e per la prima volta ammetto che mi fermo controvoglia. Forse è bene che cominci a riflettere un po’ se in questo blog scrivo per me o per chi mi legge. Ma questo è un altro discorso.

C’è sempre un momento in cui da giovani e meno giovani guardiamo al nostro futuro, alla nostra vita e ci diciamo voglio una vita.. vedrai che vita.. vedrai. Oh… . E in questo finale vedrai c’è tutta la forza e la rabbia e la voglia di affermarsi ed illudersi e lottare e sognare che si ha, quando si ha una strada davanti. Poi alla fine della strada è possibile che ci si incontri tutti oppure no. Ma il senso di "Vita Spericolata" non sta nello sballo, ma in quella voglia di sfidare il destino, che è nella strofa finale. Non nascondo che per ora io questo verso lo sento molto vicino. Mi accorgo che ultimamente ho molto il senso della sfida, ma soprattutto ho tanti progetti per me e per la mia Simona e una gran voglia di farli diventare realtà subito. Non al più presto, ma subito. E quando ieri sera urlavo con Vasco "Vedrai che vita.. vedrai.." pensavo proprio a questo, alla vita che merito, alla vita che voglio, a chi fino ad ora me l’ha ostacolata.

VEDRAI CHE VITA.. VEDRAI..

 

Il video di Sally


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due video di "Un senso"

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16 commenti to “Vasco”

5 07 2008
  violacolBor (20:59:13) :

nulla da aggiungere…

lo hai descritto x cio ke e

e x cm qlli cm te (+me) lo amano

grz anke x qsto post

ciao

v

5 07 2008
  Tali (22:29:29) :

ciao Antonio,

con questo post hai tolto tanti dubbi, tanti pensieri che si sono creati attorno alla figura di Rossi e che penso che molto probabilmente questo cantante finirà per piacere a chi non gli va… non è un tipo che mi piaccia da morire (intendo, nelle sue canzoni) ma posso ascoltarlo per un pò… da sempre ho pensato che dice le cose in faccia e questo è importante!

degli cantautori italiani mi piace soprattutto Baglioni (l’ho visto l’anno scorso a Padova col mio ragazzo… mi ha fatto un bellissimi regalo… eheheh) e Bersani (segreto… lo sto aiutando con delle traduzioni spagnole del suo nuovo disco… ne riparliamo) anche la Mannoia (vista al Palazzo Vecchio di Firenze per puro caso) e Battiato (il siculissimo come te)

poi ricordo che quando avevo 15 anni son andata a Barcellona a vedere i Backstreet Boys… non ammazzarmi! ero una ragazzina! ed era il sogno della mia vita da allora! ;)

niente più… sei venuto simpatico in quella foto… ho degli occhiali di sole molto simili, ma un pò più grandi… sono di Valentino… eheheh… un piccolo regalo che mi son fatta… :D

a prestooooo

Tali

5 07 2008
  Dream (22:44:59) :

Bellissimo….mi hai incatenato al monitor.

6 07 2008
  anonima (00:30:22) :

bel post e belle foto Pippi…ma il tipo rockettaro chi e’ ? potevi sceglierne uno piu’ bello !! ehehehehehe

maoooooooooooooooooooo

6 07 2008
  infondoaimieiocchi (11:09:33) :

Buona domenica Antonio,

hai ricevuto un premio, vienilo a ritirare da me:-)

Ciau, A.

6 07 2008
  nenet (17:18:37) :

Ciao grande Anto!!! c’è qualcosa per te da me!!! mandi e buona domenica … Nenet

6 07 2008
  Dream (18:30:33) :

Questa è una gara a premiarti…anch’io,

ciao Antò

6 07 2008
  Carmen (23:31:08) :

Mi hai fatto commuovere con questo post!!!
Sei tremendo Antò…ma sempre grande!
Un bacio.

7 07 2008
  Paola (09:35:26) :

mah…ora tu ti arrabbierai…amo preciso che adoro Vasco…ci sono cresciuta …:-)
ma il suo ultimo concerto a Firenze, mi ha deluso…stanco…senza voce…a fare l’evento è il pubblico…non più lui…se lo paragono alle tre ore e più di rock a mille di Bruce Spreengsteen ….(che c’ha pure 60 anni…)…mi ha un pò deluso…:-(
non odiarmi eh?…:-)
Buona settimana…:-D

7 07 2008
  Il Giomba (11:46:07) :

Ma come sei “Fashion” con questi occhiali :-D

P.S. Sto blog è sempre più intelligente : parola da digitare VEDEVA ! :-D

7 07 2008
  Layck (13:23:58) :

Caspita dagli occhiali ho capito perchè si vede che sei un fan di Blasco…. io ne avrò visti una decina in tutt’ Italia… soprattutto per l’atmosfera che viene messa in scena…. ogni anno cambiano i giovani gli adulti diventano grandi quelli che erano grandi quasi anziani… e tutti lì con l’accendino in mano….

Noi l’abbiamo visto a Milano un mese fa… all’uscita abbiamo preso pure un acquazzone gigante formato famiglia…. ma ne è valsa la pena… Credo che il successo di Vasco sia identificabile nel fatto che rispetto ai cantautori degli anni 70/80 lui abbia usato un linguaggio diretto, senza troppe parole…

Ciao e grazie per la bella serata ;-)

Lay

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