Tony’s Restaurant

20 10 2007

Picciotti… picciotti e cumpari… viniti tutti a manciari!!!!!!!!!!!!!

Un saluto a tutti i buongustai del blog. Visto e considerato che non si sa più se qui siamo in una testata giornalistica oppure no e se si può parlare di politici oppure no (e io per starmene buono non ne parlo, così non mi si può dir nulla) trasformo il blog per qualche giorno, facendolo diventare un ristorante. In tempi così non resta che mangiare!

Apre le porte, dunque, il "Tony’s Restaurant"

Lascio qui a disposizione di tutti due belle ricette di cucina tipica palermitana. Il piatto di pasta tipico del palermitano, ovverossia "la pasta con le sarde" e un dolce tipico, le cosiddette "sfinci".

Chi passa da qui e vuol lasciare un commento potrà farlo solo a patto di lasciare una sua ricetta tipica regionale, così facciamo un bel giro d’Italia. Forza, vi aspetto… così poi facciamo un libro di cucina e ci facciamo i quattrini.

E buon appetito!!!

 

Ricetta della Pasta con le sarde

Ingredienti:

- Mezzo chilo di sarde

- Un mazzetto di finocchietti selvatici

- Una acciuga

- Passoline e pinoli

- Cipolla

- Olio

- 2 bustine di zafferano

- Sugo di pomodoro

- Mollica "atturrata"

Preparazione:

Lavare i finocchietti, tagliarli a pezzi, cuocerli e scolarli. Lavare le sarde (meglio se sono alici) levare le lische e farli a pezzettini .

In un tegamino fate rosolare in olio abbondante un bel po’ di cipolla, poi acciughe, un po’ d’acqua e sciogliere l’acciuga fatta a pezzettini. Aggiungere lo zafferano o il sugo, i finocchietti, la passolina e i pinoli, pepe, poco sale.

Quando tutto bolle aggiungere sarde, farle cuocere, poi cuocere la pasta bucatini, scolarli, mescolarli con le sarde, lasciando un po’ di condimento sopra il piatto. Una spolverata di mollica tostata e il piatto è servito.

 

 

Ricetta delle " sfinci "

Ingredienti: – ½ kg di farina di grano duro

- 750 gr di acqua tiepida

- 1 cucchiaino di zucchero

- 2 uova

- la "scorcia" di limone grattugiato

- 1 dadino di lievito di birra

- cannellaPreparazione:

Per prima cosa preparare la farina con 1 cucchiaino di zucchero. Aggiungere 1 dadino di lievito.

A parte sbattere le uova. Impastare farina con acqua e poi uova.

Lasciare lievitare, aspettando che gonfi, per circa un’oretta .

Poi prendere tocchi dell’impasto con il cucchiaio e immergerli in olio abbondante.

Quindi depositare in carta assorbente. In una ciotola preparare zucchero e cannella, dentro cui immergere i pezzi.

Mangiare caldi e croccanti…

 


Azioni

Informazioni



94 commenti to “Tony’s Restaurant”

20 10 2007
  bambolina barracuda (16:30:49) :

mamma mia qnt mi manca mangiare le sfingi…

mia adorata sicilia

fatta di panelle!

:) che nostalgia

20 10 2007
  Elle (19:51:03) :

Ciao carissimo. Bello questo post e partecipo molto volentieri alla tua iniziativa. Lo chef propone: “Fegato alla veneziana” : per due persone: 1 cipolla di media grandezza, pomodorini ciliegini o meglio passato di pomodoro fresco o al limite pomodori pelati 1 scatola circa; 3 cucchiai d’olio; 3/4 etti di fegato di vitello (assolutamente di vitello) sale; un pizzico di cannella in polvere.

Preparazione: olio, cipolla tagliata a fettine sottili e pomodoro a cuocere a fuoco lento per 20/25 minuti circa, aggiungere il fegato tagliato a pezzettini (dopo aver rigorosamente tolto l’eventuale pellicola naturale). Continuare la cottura per altri 10/15 minuti al max. Prima di terminare la cottura aggiungere il sale q.b. e un pizzico di cannella in polvere. N.B. il sugo deve addensarsi ma non troppo…andrebbe servito con la polenta di contorno.

Spero di essermi ricordata tutto. Ho proposto questa ricetta così come la conosco poichè è breve, semplice e gustosa….BUON APPETITO!

Bacione Antonio…sei veramente originale quando ti ci metti :)

20 10 2007
  carmen (19:56:23) :

La pasta con le sarde l’ho mangiata fatta da un messinese,pensa tu,il gusto era buono ma poichè non amo le alici e roba del genere,capirai…
Le sfinci le adoro,qua a casa le facciamo spesso!!!
Complimenti!!!

20 10 2007
  Carmen (20:56:57) :

Questa sera casa Costa propone la GIOTTA DI PESCESTOCCO ALLA MESSINESE.

ingredienti:

1 kg di pescestocco
1 kg di patate
1 cipolla grande
olive verdi
capperi
sedano
1/2 litro di passata di pomodoro
olio sale

Preparazione:

Tagliare la cipolla in un tegame,farla rosolare e aggiungervi il pescestocco a pezzi, farlo dorare e sfumarlo col vino bianco. Aggiungere la passata di pomodoro, le olive verdi, i capperi e il sedano. Far cuocere per un pò,quindi aggiungervi l’acqua giusta per la rimanente cottura e le patate,precedentemente tagliate a pezzi grandi e fritte in un tegame a parte.Salare a piacere.

Invece, caro Antonio, le sfinci che faccio io sono leggermente diverse dalle tue,perchè ci aggiungo 500 gr. di zucca gialla e due uova…infatti sono “i sfinci gialli”!!!

Buon appetito e buona serata,

Carmen.

20 10 2007
  Esidra (21:20:48) :

Visto che ci avviciniamo alle feste di Natale ti offro la mia ricetta del panettone alla genovese che faccio tutti gli anni:

Ingredienti

1 Kg. fi farina

2 bustine di lievito

3 hg. di zucchero

3 hg. di uvetta

3 hg. di burro

3 hg. di canditi

1 hg. di pinoli

1 bicchiere di latte

1 bicchiere di liquore

2 uova

1/2 hg. di semi di finocchio

Preparazione

Impastare la farina con il lievito ed il burro ammorbidito, lo zucchero, il liquore ed il latte e lavorare finchè l’impasto non diventa morbidissimo, quindi aggiungere tutti gli altri ingredienti, suddividere in tre parti e dare ad ognuna la forma di panettone, lasciarli riposare per 1/2 ora e quindi infornare per circa un’ora e mezza a 1180 gradi.

Vedrai che se avrai voglia di farlo ti leccherai le dita!

Bacissimi

21 10 2007
  sergio (00:15:16) :

C’è una preparazione caratteristica napoletana che però, oggi, si fa raramente perché richiede molto tempo (circa 6/7 ore), pazienza ed amore. Però, se lo volete e riuscite a farla vi leccherete baffi, mento, naso e …orecchie! Vi consiglio di utilizzare il pomeriggio del sabato per deliziarvi il pranzo domenicale.

Partiamo infatti con un classico: O’ Raù

1 kg di tracchiolelle e gallinelle di maiale

300 gr. di cipolla

50 gr. di sugna

30 gr.di lardo

60 gr. di pancetta salata

50 gr. di prosciutto

1 spicchio d’aglio

1 bicchiere e mezzo di vino rosso

300 gr. di concentrato di pomodoro

prezzemolo

sale, pepe, e mezzo misurino d’olio

Tagliare in due pezzi grossi la carne e bucando i pezzi con la punta di un coltello introducete il prezzemolo tritato, 30 grammi di pancetta, prosciutto e pepe. Legate i pezzi con spago alimentare (se non lo trovate potete fare diversi giri con del robusto cotone bianco). Tritate finemente la restante pancetta, il lardo, lo spicchio d’aglio e le cipolle. In un tegame dal bordo alto versate il tritato con la sugna, l’olio e i due pezzi di carne. Chi non ama il pepe può farne a meno e sostituirlo con un cucchiaino di olio di peperoncino rosso. Coprite il tegame e fate cuocere lentamente fin quando la cipolla non imbiondisce. Scoperchiate e lasciate rosolare aggiungendo ogni tanto un poco di vino e mescolando con un mestolo rigorosamente di legno. Dopo circa un’ora e mezza il liquido sarà evaporato, aggiungete 50 grammi di concentrato di pomodoro sciolto in una tazza di acqua calda. Lasciate soffriggere e continuate a mescolare, con il fuoco un po’ più alto, fin quando la salsa diventerà scura. Aggiungete altro concentrato e continuate così per circa due ore fin quando il pomodoro non sarà finito. Aggiungete due bicchieri d’acqua, un poco di sale, mescolate, abbassate la fiamma al minimo, incoperchiate e fate “pippiare” (sobbollire) per altre due ore aggiungendo se volete un altro poco di vino e controllando, di tanto in tanto se occorra altra acqua. Controllate la cottura della carne con una forchetta e, quando è cotta, toglietela (servirà per un secondo piatto con un contorno di abbondante purè di patate). Lasciate pippiare il ragù fin quando non diventerà denso e molto scuro (ci vorrà ancora diverso tempo). A questo punto è consigliabile togliere il tegame dal fuoco e conservarlo, incoperchiate, per il giorno dopo.

La mattina dopo, se volete, cremate con un cucchiaio l’eccesso di grasso in superficie, controllate che il sale sia giusto, scaldate il ragù versatene quanto basta in una padella, ponetela sul fuoco e mantecate i maccheroni al dente appena scolati che avrete preparato a parte. Impiattate, imbiancate con abbondante parmigiano e…buon appetito. (se ingrassate non date la colpa a me, se vi leccherete…etc. etc. sarà gradito un versamento a piacere o un pagamento in natura. …Uhè che cavolo avete capito? Intendo cassata, cannoli, sfinciuni e al limite anice per acqua dei fratelli Tutone)

21 10 2007
  sergio (00:18:07) :

Al posto dei punti di sospensione sono apparsi dei punti interrogativi. Vabbè, si capisce lo stesso.

Ah Tiscali, Tiscali quante ne combini!

21 10 2007
  Ciceruacchio (06:27:57) :

Toniuzzu beddu!Ho sempre detto e sostenuto, che l’unico posto dove può trasferirsi un romano, anzi un romanaccio verace, è appunto la Sicilia. Siccome io sono uno di quelli, cioè romanacci e pure ‘ncazzati, agiungo la ricetta per un piatto di bucatini “all’amatriciana”; ma come-potreste obiettare-una ricetta non romana? “Te credo,basta che se magna!” Eccola:

Ingredienti per un buon piatto di “spaghetti all’amatriciana”:

spaghetti (meglio se alla chitarra)

pancetta

1/2 tazza Parmigiano grattugiato

4 tuorli e 2 albumi un po’ di panna (facoltativo) olio extra vergine d’oliva, sale, pepe.

Mettete a bollire l’acqua e preparate gli spaghetti

Tagliate e dadini la pancetta e friggetela con un po’ d’olio fino al punto di cottura preferito ( meglio ben cotta ). Cuocete gli spaghetti. Battete i tuorli e uno o due albumi (solo uno se usate la panna).

Aggiungete il formaggio, il sale e il pepe e la panna (se proprio volete usarla).

Appena gli spaghetti sono pronti, scolateli e trasferiteli immediatamente in un contenitore riscaldato.

Aggiungete la pancetta e versate il contenuto della tazza sulla pasta mescolando velocemente per non far addensare o cuocere le uova.

Servite immediatamente.

La ricetta è originale di Amatrice, e non contiene nessuna influenza culinaria di altre tradizioni.

In fede! Ciceruacchio

21 10 2007
  Ciceruacchio (06:31:31) :

“me coreggo!, so spaghetti alla carbonara!”

Che figura!!!

21 10 2007
  ulz (10:09:29) :

ecco la reincarnazione della sora lella!

l’indirizzo del blog di devil buio è:

http://devilbuio.blog.tiscali.it/

p.s.: devo scrivere ‘burro’, sarà un caso?

21 10 2007
  ulz (10:36:24) :

la mortadella è da edile. il metalmeccanico è più legato alla pancetta coppata anche se, lo riconosco, all’interno del mondo in tuta blu il cotto ha i suoi estimatori come ne ha il salame a pasta grossa. le differenziazioni sono soprattutto dettate dal tipo di orario lavorativo, insomma chi fa i turni predilige il cotto e mi sembra normale data la sua alta digeribilità, chi invece fa l’orario normale sceglie i sapori forti.

mavaff…

21 10 2007
  antonio76 (10:37:11) :

Meravigliosi cuochi ! Ricapitolando fino ad ora abbiamo: pasta con le sarde e sfici di palermo, fegato alla veneziana di Venezia, la Giotta di pescestocco di Messina, il Panettone di Genova, il ragù d Napoli, la pasta alla carbonara di Roma. E poi una dotta disquisizione sui salumi e il mondo del lavoro. Mitici! Avanti con le portate…

21 10 2007
  infondoaimieiocchi (10:43:22) :

Caro Antonio,

spero che la tua influenza stai già per passare.

Ti ringrazio per il pensiero rivolto a T., arriverà a lei.

Per la ricetta…che faccio sicula o lombarda?

Meglio sicula: Involtini alla siciliana.

5 etti di girello di vitello

3 etti di pan grattato

pinoli

uva passa

3 uova sode

1 uovo intero

2 cipolle

50 gr di pecorino

50 gr di grana padano( così ci mettiamo pure la parte nord d’Italia)

sale e pepe quanto basta

6 cucchiai di latte.

Tagliare le fettine di carne a straccettii più o meno quadrati e stenderli( non sullo stendino mi raccomando).

Preparare un impasto con il pan grattato appena abbrustolito in pochissimo olio d’oliva(extravergine e siciliano), le uova sode tagliate apezzettini, i pinoli, l’uva passa, una cipolla tagliata a piccolissimi pezzetti, il pecorino, grana, sale e pepe.

Incorporare il latte e l’uovo intero per legare il tutto.

mettete un pò d’impasto dentro ad ogni straccetto di carne che verrà passato all’olio e poi sul pan grattato. Infilzate gli involtini in uno stecchino lungo, dividendoli con una fetta di cipolla ed una foglia d’alloro.

Salate leggermente anche sopra e mettete o in forno o sulla piastra per gli arrosti.

Successo garantito!

Ora vado a preparare i miei peperoni ripieni …

Buon pranzo:-D

21 10 2007
  Frida (12:15:29) :

Va bene, Antoine: noi ti forniamo le ricette, ma ci devi promettere che poi tu cucinerai e ci inviterai tutti a cena! OK ?!!

Spaghittus cun cocciula

(Spaghetti con le vongole)

x 4 persone

350 g spaghetti (ovviamente, la quantità dipende dalla voracità di chi mangia)

600 g di vongole fresche

1/2 baffa di bottariga di muggine

2 spicchi d’aglio

prezzemolo

1/2 bicchiere di vino bianco

olio extra vergine d’oliva

-Fate spurgare le vongole x circa 1/2 ora in acqua e sale.

-In una casseruola fate imbiondire un trito d’aglio con 4 cucchiai d’olio, aggiungete le vongole, mettete il coperchio e abbassate il fuoco al minimo. Di tanto in tanto rimescolate, finchè si schiudono le valve.

-Versate il vino, fate sfumare e poi spegnete. Sgusciate una parte delle vongole

-Ripulite la bottariga dalla pellicina che la ricopre, e grattugiatela in una ciotola (si può usare anche la bottarga che vendono già grattugiata). Tritate il prezzemolo.

-Nel frattemppo avrete messo a cuocere gli spaghetti, scolateli bene al dente, uniteli al condimento e fateli scaldare a fuoco vivo x uno o due min. date una spolverata di prezzemolo e condite con un velo di bottariga.

PS: se non riuscite a reperire la bottariga, non importa, è buona anche senza!

Ciao

21 10 2007
  oltreituoiconfini (12:16:31) :

Amico mio come stai?

l influenza è passata ?

Noi diciamo che ” A FAMI E SALUTI ”

e queste ricette non fanno altro chi dapiri u pitittu ( aprire la fame ) :-)

maya

21 10 2007
  Esidra (13:34:35) :

Passa da me.

21 10 2007
  Tali (14:34:56) :

ciao Antonio! e anche a tutti che leggono o postano ricette… come saprete sono una ragazza spagnola e visto che mi ha contattato questo disordinato x collaborarci, non posso farne a meno di lasciare una ricetta tipicamente mia, anche se ne lascerò un’altra per altre ricette altrettanto buone… intanto qui avete la

TORTILLA DE PATATAS (frittata di patate)

X 4 persone:

7 patate né grandi né piccole

1 cipolla piccola

1 spicchio d’aglio

6 uova

tagliare le patate a fette piccole e friggerle assieme all’aglio e la cipolla spezzettata, a fuoco basso in olio abbondante.

quando le patate saranno morbide, versarle su un recipente in cui ci saranno le uova sbattute. mescolare bene l’impasto e mettere tutto in padella con un filo d’olio. si lascia che tenga la forma rotonda.

appena ci si arrivi da un lato, metterci dall’altro e fai altrettanto.

appena fatto, si versa in un piatto ed è fatta!

¡ QUE APROVECHE !

(buon appettito)

p.s. va bene anche con un pò di succo di pomodoro o un’insalata verde.

21 10 2007
  giraffa (14:58:25) :

Quelle “sfinci” sembrano buonissime!! Ti preparo una ricettina sarda e poi torno a scriverla:-)

21 10 2007
  carmen (15:35:05) :

Noto con piacere che il ricettario si gonfia e il ristorante va alla grande!
Venghino signori,venghino!!!
Oggi sugo alla bolognese,ma diciamo alla siciliana,chè mia madre ci và sempre pesante…ahiuthathemi!!!

21 10 2007
  simona (15:40:01) :

Non ho sottomano la ricetta delle lasagne della zia Veneranda, e siccome non sono una gran cuoca, come ben sai, non mettero qualcosa di emiliano tipico, ma lascio la ricetta oer il creme caramel, una ricetta doc perche’ me l’ha insegnata un cuoco del ristorante “Fini” di Modena…

Ingredienti per 6/8 stampini :

6 uova

6 cucchiai di zucchero

buccia di un limone grattugiata

1 bustina di vanillina

2/4 cucchiai di zucchero per caramellare

Portare a ebollizione latte con la buccia di limone;

Mettere i 2/4 cucchiai di zucchero in un tegamino con po’ d’acqua e scaldare fino a quando diventa scuro, poi versarne il contenuto suddiviso nei 6 stampini (vanno bene quelli di alluminio rotondi)

Sbattere le 6 uova e unirle allo zucchero, versare il composto nl latte intiepidito, mescolare e versare negli stampini in cui abbiamo messo prima lo zucchero caramellato.

Mettere gli stampini in una teglia a bagno maria, nel forno a 180 gradi per un’ora.

Quasi quasi vado a farmelo…

Complimenti ai tuoi amici per le ricette, aggiungo una cosa sfiziosetta che mi ha indicato mia zia come antipasto semplice semplice:

adagiare in una coppetta (tipo da macedonia) un po’ di rucola tagliata a pezzettini per fare il fondo, aggiungere gamberetti lessati, pinoli, noci a pezzettini piccoli,scaglie di grana a volonta’ , condire tutto con olio e sale precedentemente mischiati e aggiungere un goccio di aceto balsamico – ma di quello buono (modenese doc vecchio di almeno 30 anni)!!!

Che fame !! non avevo nemmeno pranzato visto lo stomaco in subbuglio di questi giorni , adesso rimedio !

Smack ! Gnamm !

21 10 2007
  Melania (15:59:01) :

Non potevo non partecipare. Mi piace cucinare anche se non trovo sempre il tempo per farlo. Sono sarda quindi questa ricetta mi è stata tramandata dalla mia nonna paterna. Semplice, buona, veloce e nutriente.

frittata di carciofi:
12 carciofi sardi (con le spine)
6 uova
cipolla tritata
prezzemolo tritato
olio extra vergine d’oliva
un goccio di latte
un cucchiacio di pecorino grattato
sale

pulire i carciofi eliminando il gambo, le spine e le foglie esterne più dure. tagliare a metà i cuori di carciofi ed eliminare la lanuggine interna. tagliare i carciofi a fettine sottili. farle soffriggere in una padella con un po’ d’olio e con la cipolla, salare.
sbattere le uova in una ciotola con del sale, aggiungere il latte e il pecorino. infine i carciofi (che nel frattempo si saranno raffreddati) e il prezzemolo. mescolare il tutto. mettere sul fuoco una padella antiaderente unta di olio. non appena calda versare il composto e coprire con un coperchio. dopo un po’ abbassare la fiamma. dopo circa 10 minuti, aiutandosi con un piatto, girare la frittata, per fare cuocere e dorare anche l’altra parte. Non fare cuocere troppo. la frittata deve risultare, a cottura ultimata, con una leggera crosticcina esterna ma morbida all’interno.

21 10 2007
  infondoaimieiocchi (16:01:30) :

X Simona:-)

La parola chiave è “seduce”! Ok diciamo pure che lo prendi, anche, per la gola :-) )))))!

E poi …psssssss…meglio abbondare che desiderare.

La cucina emiliana è straordinaria ed il creme caramel… uhmmmm! Quasi quasi lo preparo subito.

Ciau

21 10 2007
  antonio76 (17:24:56) :

Siete meravigliosi…

Abbiamo antipasti, abbiamo paste varie, carni, frittate, pesce pochino e dolci bene.. Qui ci scappa fuori un bel manuale di cucina davvero… manca una bella pizza però, qualcuno ne ha una in mente?

21 10 2007
  Rita, la madre di antonio76 (17:51:21) :

Ciao a tutti, in quanto mamma di antonio aderisco pure io all’iniziativa..

Cozze cu l’agghiuzza e u pitrusino (con aglio e prezzemolo)

Comprate le cozze… Tante, specie se avete ospiti di altre regioni a tavola. Non vi fate fregare.. compratele grosse! Però nostrane!

Pulitele bene, raschiandole con un coltellino. Mettetele in un grande tegame senza acqua, con il coperchio. Per pochi minuti. Rimestatele senza mestolo, ma agitandole fortemente con tutto il tegame. Quando le cozze si saranno aperte, lasciatele qualche minuto a riposo.

A parte fate un soffritto di spicchi d’aglio (preferibilmente con la buccia rossa ) e abbondante prezzemolo. Togliete con un mestolo soltanto un pò dell’acqua depositata dalle cozze (ma soltanto un pò eh!) e unite il soffritto alle cozze nel loro tegame. Continua ad essere proibito usare mestoli… il tutto va “mmiscato” (unito, amalgamato) agitando il tegame.

Se nessuno è allergico alle spezie, impepate il tutto.

Servire caldo in un grande sperlungo fondo. Mangiare il tutto con le mani, che si devono necessariamente “‘nsivare” (ungere) e non dimenticare di mettere a tavola almeno due piatti vuoti ove “sdivacare” (apporre) i gusci vuoti.

Fortunati voi se le cozze si comportano bene e si aprono tutte e fortunati voi se i commensali, trovandone qualcuna chiusa, ed essendo comunque ghiottoni, se le aprono con strumenti di fortuna “a zittu tu e zittu iu” (in opportuno silenzio) per poi dire alla fine “Che mangiata!!! Mi posso lavare le mani?”, tralasciando il fatto di avere la faccia per così dire “incozzata”.

La cuoca sarà soddisfatta quando sentirà piccoli eruttini soffocati e i commensali non vorranno mangiare altro, specie se avranno “abbagnato” il pane nel sughetto.

Buon appetito!

21 10 2007
  sergio (18:55:46) :

Mammuzza bedda di Antoniuzzo, macari a ricetta d’a capunata di melanzani? Ma matri m’a facia ma nun’mmarricuordo!

Vasamo le mani

21 10 2007
  Raz (19:43:14) :

Grazie Antonio della visita e dei complimenti ke ricambio per il tuo variopinto e interessante Blog.
Tra “creativi” ci intendiamo.
Ciao.

21 10 2007
  grazia (22:27:51) :

ops, arrivo in ritardo, colpa di Nettuno che mi vuole sempre con se anche nelle giornate fredde…eccoti la mia ricetta:

Aragosta alla Catalana:

x 6 persone:

4 aragoste

1 kg. di cipolle rosse dolci

1 kg. di pomodori ciliegino

sale, olio extravergine d’oliva, limone

legare le aragoste e immergerle nell’acqua bollente per 20 minuti, scolarle dall’acqua e lasciarle raffreddare, nel frattempo affettare le cipolle e i pomodori a fettine sottili, spremere un limone e versarlo in un bicchiere d’olio d’oliva extravergine con un pizzico di sale, frullare fino ad ottenere un liquido giallastro semi denso, appena la aragoste sono raffreddate ( esclusa l’influenza) aprirle per lungo facendo attenzione ad estrarre il cordulo grigio, separare le chele e adagiare il tutto su un piatto da portata, versare sulle aragoste il liquido ottenuto con il limone e l’olio spennellandolo per ben amalgamarsi con la polpa dei crostacei, infine versare un filo d’olio su tutto..

(piatto altamente afrodisiaco)

buon appettito e addio allo stipendio di un mese :-) )

21 10 2007
  infondoaunacozza (23:17:02) :

Buona sera mamma di Antonio76:-D,

a proposito di cozze, ricordo che due anni fa, feci 7 cene a base di cozze! Sono finita in ospedale l’ottavo giorno:-(((! Sono ghiotta di cozze e nel mio caso direi che trattasi di cannibalismo:-)))).

Una volta, ad Aspra, mangiai tre chili di cozze e poi feci la scarpetta:-)))!

Però il pronto soccorso di Palermo non mi ebbe ospite perchè digerii tutto e con il ruttino:-D!

Insomma chi dice cozza dice infondo;-P!

Sambenerica.

22 10 2007
  Anna (09:50:03) :

Credo che tu mi abbia letto nel pensiero, è da ieri che sento il bisogno di postare la ricetta dello sfincione palermitano, il problema è che non sono molto brava con le dosi, io cucino ad occhio.

Allora gli ingredienti sono:

- estratto di pomodoro q.b.

- cipolla bianca mooolto abbondante

- cacio cavallo stagionato q.b.un pò a dadini e un pò grattuggiato

- salame

- acciughe (facoltative)

- pasta per pizza

- pepe q.b.(facoltativo)

In un tegame abbastanza capiente inserite la cipolla tagliata come meglio preferite, l’importante è che sia abbondante, tanta, tanta cipolla. Certo per tagliarla sarà dura, verserete tante, tante lacrime.

Fatela dorare e poi versate l’estratto di pomodoro, allungatelo con un pò d’acqua e lasciatelo cuocere. Un fattore importante nella preparazione dello sfincione è che la salsa non dev’essere troppo liquida, deve avere una certa consistenza.

Tagliate il salame a rondelle sottili, il caciocavallo tagliato a quadratini.

Dopo aver fatto ben lievitare la pasta x la pizza (mi raccomando dev’essere molto spessa) sistemate qualche rondella di salame, qualche cubetto di caciocavallo, le acciughe, stendeteci sopra la salsa, una spruzzata di caciocavallo grattuggiato, un pò di pepe e fatelo cuocere in forno a 220° finchè non è cotto.

La lavorazione è uguale a quella della pizza, la particolarità sta nella salsa, dev’essere piena di cipolla, mi raccomando.

“E’ Cavuru ra bella vieru, chi ciavuruuuuuuu, scarsu ri ogghiu e chinu i pruvulazzu, chi ciavuruuuuuu”.

22 10 2007
  S.B. (13:17:15) :

Mi vuoi vedere morto !! Dillo !!

22 10 2007
  sergio (13:36:42) :

…la caponata di melanzane please…la caponata…

22 10 2007
  simo (14:30:29) :

che mito mia suocera !! mentre leggevo la ricetta delle cozze mi sembrava di rivivere quella sera d’estate…. 4 kg ne ha fatte ! Uno spettacolo per gli occhi e le papille !!! Una bonta’ infinita, ed e’ proprio come dice lei, ci si addanna ad aprirle perche’ non ne deve rimanere nemmeno una, e dopo l’abbuffata e’ un’eresia pensare di mangiare qualcos’altro…..

OOOOOOOHHHHHHHHHHHHH che nostalgia……

22 10 2007
  Giovanna (14:32:49) :

Eccomi qui, nel tuo ristorante ! Ma proprio perché tuo non dovresti cucinare solo tu :-) ? Un bel menù completo, dall’antipasto al dolce non ci starebbe male ! Darò anch’io il mio contributo, scegliendo tra le tante, una ricetta della nostra tradizione, che tutto è tranne che ricca ! La cucina sarda è infatti di natura povera per certi versi,ma l’intelligenza e la creatività e probabilmente il bisogno… ;-) dei contadini e dei pastori hanno saputo trasformare pochi elementi sempre presenti nelle nostre tavole in piatti ricchi di sapore ! Vi descriverò la SUPPA KUATA o GADDURESA, ovvero, la zuppa gallurese , che come dice già il nome è il piatto classico di tutta la Gallura. Non ci sono dosi precise…, per cui ingegnatevi con gli ingredienti che sono i seguenti:

Pane casereccio preferibilmente di alcuni giorni;

Brodo di pecora

Formaggio fresco ( che viene lasciato inacidire in maniera che poi diventi filante)

Menta

Dopo aver preparato il brodo con gli aromi soliti, si taglia a fette sottili il pane e si dispone in una teglia ! Prendere il brodo caldo con un mestolo e versarlo sopra il pane facendolo assorbire in maniera che il pane diventi morbido, successivamente spolverizzatevi sopra il formaggio precedentemente tagliato a pezzi piccoli, insaporito con la menta. Continuare così con gli strati sino ad esaurimento degli ingredienti. Mettere la teglia in forno caldo finchè la superficie non sarà dorata e il formaggio sciolto ! Questo piatto si può gustare a casa mia ;-) e negli agriturismi della Gallura, ed è come fare un tuffo nel passato ! Non credo nessuno si cimenterà in casa propria forse anche per la difficoltà a reperire la pecora con la quale fare il brodo,e il formaggio fresco :-) ma se proprio qualcuno del “ continente” vuol provare, può usare dei surrogati… tipo un misto di fontina, mozzarella e pecorino, mentre per il brodo può usare quello che si fa solitamente ! Naturalmente mi dissocio da questo suggerimento, ma in ogni caso di NESSUN piatto si potrà gustare la bontà, la fragranza, il profumo se non lo si mangerà nella terra d’origine ! :-) Concludo dicendo che “ S’APPETITU EST SU MENZUS KUNDIMENTU ( il miglior condimento è l’appetito ) Ciaoooooooooooooooo

22 10 2007
  antonio76 (15:10:29) :

E allora, vado a fare un aggiornamento su piatti, cuochi e località (ed è proprio un gran bel vedere….) :

ANTIPASTI

- scelta di salumi (Ulz, milano)

- antipasto con gamberi e noci (Simona, reggio emilia)

PRIMI PIATTI

- pasta con le sarde (Antonio, palermo)

- ragù (Sergio, napoli)

- pasta alla carbonara (Alvaro, roma)

- spaghetti con le vongole (Frida, cagliari)

- zuppa gallurese (Giovanna, cagliari)

CARNI

- fegato alla veneziana (Elle, venezia)

- involtini alla siciliana (A.S , palermo in trasferta a milano)

PESCE

- giotta di pescespada alla messinese (Carmen, messina)

- cozze con aglio e prezzemolo (Rita, palermo)

- aragosta alla catalana (Grazia, cagliari)

FRITTATE

- tortilla de patatas (Tali, spagna)

- frittata di carciofi (Melania, cagliari)

PIZZE

- sfincione (Anna, palermo)

DOLCI :

- sfinci (Antonio, palermo)

- panettone genovese (Esidra, genova)

- creme caramel (Simona, reggio emilia)

p.s. : Sergio amico mio, sto cercando di intercedere in tuo favore, riguardo alla caponata… mia madre è restia a farla e soprattutto a parlarne, ma farò ciò che posso per soddisfare il tuo desiderio

22 10 2007
  sergio (15:31:17) :

Sconsiglio molto, molto vivamente di aprire a forza Cozze o vongole rimaste chiuse, (se sono solo socchiuse si può anche provare). I mitili chiusi sono quasi certamente pre morti alla cottura e mangiarli potrebbe provocare un gravissimo avvelenamento. Attenzione, non è uno scherzo, è un dato medicamente accertato.

Meglio una cozza o una vongola in meno che una lavanda gastrica.

sergio

ps. non voglio tediare oltre la mamma di Toniuzzo, ma non c’è una palermitana verace che sappia fare la caponata di malanzane?

22 10 2007
  titania (17:54:36) :

ed eccomi qua finalmente,

con la mia brava ricetta,

catanese, che più catanese non si può:

la pasta alla norma

Quantità per 5 persone

Ingredienti:

500 G Pasta Tipo Maccheroni

1000 G Passato Di Pomodoro

5 Cucchiai Olio D’oliva

2 Spicchi Aglio

1/2 Cipolla

1 1/2 Bicchiere Olio Per Friggere

2 Melanzane

100 G Ricotta Salata Grattugiata

Sale

Basilico

918 Calorie per persona

Preparazione

Tagliate a pezzetti le melanzane disponetele in un colapasta e spruzzatele un po’ di sale. Lasciatele colare per circa mezz’ora. Asciugatele e friggetele in olio abbondante. Soffriggete la cipolla e l’aglio nell’olio e quando sono dorati versate il passato di pomodoro, le foglie di basilico e il sale. Fate restringere. Cuocete al dente i maccheroni, scolateli e conditeli con la salsa. Versateli sul piatto di portata e ricopriteli con le melanzane. Serviteli spolverati di ricotta salata.

E buon appetito

22 10 2007
  infondoaimieiocchi (17:58:30) :

Comprendo bene la mamma di Antonio che è restia aparlare di caponata…ci vuole una vita a prepararla!

Il primo ingrediente è l’amore per la cucina, il secondo “tempo a volontà”.

La parola chiave è “reni”, fosse stata milza potevo raccontare di come si prepara un pani ca meusa…SOB!

ahahahaha

22 10 2007
  Giovanna (18:15:07) :

Manca una cosa…manca una cosa…a questo menù ! Non c’è ristorante degno di questo nome che non ti offra un digestivo a fine pasto…ci starebbe bene un liquore al mirto e con questo CAGLIARI batterebbe PALERMO :-) che te ne pare ??? Parola chiave… sdegna.. che fa rima con Sardegna :-)

22 10 2007
  Elle (20:06:35) :

Bene!!! Quand’è che mi inviti da Tony’s? Ho un certo appetito! Ciaoo ;)

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