Gesù che sorride?perché no?

30 05 2007


Di solito son restio a parlare di religione nel blog. Ancor meno sono propenso a parlare di religiosità (che secondo me è cosa ben diversa dalla religione). Penso sia una cosa che attiene al privato di ognuno di noi e ciascuno ha diritto a credere a ciò che ritiene più opportuno; l’importante è che il seguire un determinato credo non comporti una violenza a chicchessia . Su questa idea abbastanza elementare ho basato la mia vita e baso il mio lavoro quotidiano, soprattutto nella pratica ospedaliera. Quando chiedo ad una famiglia su cosa fondi la sua forza di fronte alla patologia del figlio, poco mi importa che mi dicano di trovarla nella fede, o nella consapevolezza del loro denaro, o nella presenza dei familiari. L’importante è che abbiano dei punti di forza, poi a cosa siano collegati è secondario. Sarà un passaggio ulteriore; intanto serve che un appoggio ci sia. Questa pagina non vuole essere una deroga ai principi di base di questo blog. E’, semmai, l’ulteriore conferma che sono una persona curiosa della vita. E questo basta e avanza. La mattina andando in ospedale o all’università, mi capita di sentire alla radio Fabio Volo. Per alcuni Volo è uno strafottente superficiale interessato a poco o niente. Per altri è un geniale artista un po’ naife. Personalmente credo sia un buon intrattenitore radiofonico. Come attore non mi ha mai entusiasmato, e riguardo alla sua attività di romanziere non saprei esprimermi perché non ho mai letto cose sue. Alla radio, comunque, nel traffico del mattino, non mi dispiace. Ad ogni modo, l’altra mattina Volo parlava di religioni e di Gesù e riflettendo ad alta voce si chiedeva come mai esistano così poche raffigurazioni di un Cristo sorridente. In effetti è vero.. ce ne son poche, poche davvero. La cosa mi ha incuriosito e ieri sera ho sfogliato qualche libro di storia dell’arte che ho a casa, in cerca di qualche quadro o affresco con Cristo sorridente. Non dico un Cristo che si faccia grandi risate, per carità (anche se comunque non penso sarebbe una cosa blasfema onestamente). Un sorriso. Un semplice sorriso. Sfogliando, avevo in mente soprattutto la frase “Lasciate che i bambini vengano a me”. Direi che è una frase da pronunciarsi con sguardo lieto. Personalmente ho sempre pensato sia la frase più importante del Vangelo. Credevo fosse anche un grande motivo artistico, ma mi son dovuto ricredere. Non ci sono raffigurazioni legate a questo episodio. L’intera Basilica di S. Pietro , con il colonnato di Bernini, è stata costruita su questa frase.. ma quadri non ce ne sono… Immagini di lietezza (che è diverso da sorriso) son collegate principalmente all’infanzia ed alla resurrezione. Nell’infanzia Gesù è raffigurato come un bimbo, ed i bimbi sono principalmente curiosi e monelli. E così è raffigurato Gesù. Curioso, quasi sempre; e monello, talvolta. In “L’adorazione dei Magi”, di Duhrer, tira in modo birbante la barba a Baldassarre. In “Circoncisione di Cristo”, di Tura, gioca col vestito della Madonna, mentre il sacerdote Simeone lo opera. In “Madonna col cucchiaio”, di David, gioca con un cucchiaio di legno, tenendolo al rovescio, mentre è in braccio alla madre. In “La sacra famiglia col cagnolino”, di Murillo, è biondissimo e riccioluto tiene in mano un uccellino e gioca con un cagnolino. In “Cristo e la Vergine nella casa di Nazareth”, di Zurbaran, è un giovinetto ormai cresciuto, che gioca tranquillo, intrecciando una corona di rovi (che è una premonizione della corona di spine della passione). Più che altro un bimbo giocherellone. In un Vangelo apocrifo, lo “Pseudo-Matteo” troviamo anche un Gesù bambino dolce e commovente quando, durante il viaggio attraverso il deserto, Maria si riposa all’ombra di una palma e desidera assaggiare i frutti che sono in cima all’altissimo tronco. Gesù sorridente leva il capo dal grembo materno e dice: "Piegati albero e con i tuoi frutti dà ristoro alla mia mamma." Più le rappresentazioni definiscono un Cristo adulto, più lo sguardo diventa stranamente altero. In “Resurrezione del figlio della vedova”, di Veronese, ha uno sguardo forse non sorridente, ma comunque compassionevole. Lo stesso accade in “Cena in Emmaus” del Maestro di Hartford. Ma siamo già nella Resurrezione. La vita terrena è passata. Un sorriso glorioso è presente in “Resurrezione di Cristo” di Grunewald. Un sorriso molto più dolce è invece presente nel “Noli me tangere”, del Beato Angelico. E abbiamo concluso. Resta la domanda: perché? La risposta più gettonata, e sincera direi, è “con tutto quello che gli fanno, poverino, perché dovrebbe sorridere?”. Certo. Inoppugnabile. Una risposta più articolata, ma comunque identica nella sostanza, sarebbe “non sorride perché in ogni momento del suo percorso è presente la consapevolezza del martirio a cui va incontro con spirito di sacrificio, come agnello che si immola per la redenzione dell’umanità intera, e come termine ultimo di un’architettura divina”. Innegabile. Pur tuttavia Gesù non è solo simbolo di martirio. E’ simbolo di pace e fratellanza. E’ simbolo di pietà e compassione per i più deboli. E’ il simbolo di chi divide il pane con i suoi compagni e con i suoi nemici. E’ il volto della luce nei momenti più bui. O no? Non cerchiamo tutti noi, prima o poi, un sorriso di speranza? Almeno un istante, nel corso della vita, noi tutti non cerchiamo questo? Da quanto ne so io (e chiaramente io ne so poco) non mi sembra che nel Vangelo Gesù si proponga come essere superiore, altezzoso, cupo. Tutt’altro. Si circonda di poveri, di persone anche perdute. Non si pone come emblema di qualcosa di irraggiungibile, ma come buon esempio da seguire quotidianamente. E su questo versante sono anche le parabole. Ad ogni modo, su questo si potrebbe parlare all’infinito. La vera domanda è un’altra. Inutile chiedersi se Gesù ridesse ogni tanto o meno. I quadri non sono comunque fotografie; sono rappresentazioni mediate dalla mente di un artista. La vera domanda è perché, storicamente, i grandi artisti, dovendo tratteggiare la figura di Cristo, hanno scelto di mostrarlo irraggiungibile, cupo, teso completamente al supplizio. Quanto peso ha avuto la Chiesa nel commissionare sempre raffigurazioni dalle quali si emanasse il senso del sacrificio, piuttosto che il senso della pienezza della gioia? Credere è solo flagellarsi o anche gioire? Voglio davvero sperare che ci sia anche il gioire. E perché allora è tanto presente la raffigurazione del Cristo col cuore sanguinante in mano, piuttosto che un’immagine di un Cristo sorridente tra i bambini? Forse che sorriso significhi emozione? Un Cristo dolce e accogliente, sarebbe tanto controverso da guardare? Le due cose dovrebbero essere compresenti, mi sembra siano compresenti anche nel Vangelo. Ma dalla storia dell’arte emerge innegabilmente un dato diverso. Avessimo avuto nei secoli immagini di un Gesù più sorridente, più impegnato nel predicare la fratellanza (come in verità è stato), forse avremmo avuto una Storia diversa… In fondo non siamo solo esseri umani votati alla sofferenza ed alla sopportazione. Ed esser credenti non dovrebbe significare rassegnazione al dolore. Prima di soffrire e sopportare dovremmo creare le premesse per un modo di pace. Non so.. è solo una sensazione.. un’opinione personale.. O.K., ho detto tutto. Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno di quelli che passano da questo blog. Stasera volevo parlare di questo. Volevo parlare di storia dell’arte e son finito a parlare di religione. Pazienza. Domani torno a parlare del Palermo e della Fenech. .




Azione per la famiglia Caddeo.. inviare una mail non vi costa nulla.. orsù!

28 05 2007

Aderisco all’azione promossa da infondoaimieiocchi (http://infondoaimieiocchi.blog.tiscali.it)

vi prego di farlo anche voi.. è taaanto semplice e fa taaanto bene a chi sta taaanto male! Grazie!

Inviate a

la seguente mail :

” Dieci giorni fa (esattamente l?11 maggio c.m.), confidando nell?
illusione di riuscire, almeno per una volta, a scuotere delle coscienze
sopite o che ignoravano, Vi abbiamo segnalato la drammatica e toccante
situazione della famiglia Caddeo che vogliamo riassumere, qualora la
nostra precedente lettera fosse stata non troppo chiara, come segue:
- Due genitori, Carlo e Luisa, rispettivamente di 46 e 36 anni; 2
figli, Roberto e Sara (13 e 10 anni)giudicati invalidi al 100% in
quanto portatori di handicap grave;
- Luisa casalinga, Carlo disoccupato ( per precisione ha reperito un
lavoro di 4 mesi grazie ad un lettore di blog!!!!) ;
- La famiglia, ha quale unico sostentamento economico, il sussidio d?
accompagnamento previsto per i due bambini invalidi ( 800 euro
mensili), vive in una casa in affitto per la quale corrisponde un
canone mensile di 275 euro ( e, ne rimangono 575 !!!!!) ed inoltre ha
in corso una richiesta di sfratto;
- Carlo, pur avendone fatto esplicita richiesta, non è mai stato
utilizzato nei ?lavori socialmente utili?;
- La famiglia sin dal 2002, ha avanzato formale richiesta d?
assegnazione di un alloggio IACP al comune ove risiede, VALLERMOSA
(CA).

Ribadiamo, ancora una volta (soprattutto al signor sindaco di
Vallermosa, che dovrebbe conoscere alla perfezione le situazioni
familiari dei suoi concittadini con i quali si è assunto l?onere di
governare quel piccolo centro, composto da non più di 2000 anime), che
questa famiglia si trova in un pressoché totale stato d?indigenza e che
non viene ?elemosinato niente? eccetto l?applicazione concreta,
intelligente e scevra da ipocrisie, di quanto naturalmente previsto
dalle normative vigenti ( casa e lavoro, soprattutto diretti alle fasce
più deboli?). Chiediamo, sempre al 1° cittadino di questo piccolo
comune quante sono le famiglie residenti in Vallermosa che versano in
una situazione così disastrosa ( stanno vivendo con 525 euro al mese e
con due bambini totalmente handicappati, se ne rende conto??).
Chiediamo al presidente della Regione Sardegna ( al quale riconosciamo
il merito di essere uno dei più grandi fautori del ?RIFORMISMO?) se
conosce a pieno l?intrinseco significato di questo termine!!!! E
siccome non può sconoscerlo, ci permettiamo di chiederle come mai
consente che nella sua Regione, dei suoi CORREGIONALI che versano in
una così drammatica situazione, non possano usufruire dei tanti
decantati diritti ( questo è il riformismo: sacrosanto principio d?
applicazione ed, addirittura, ampliamento nell?applicazione dei diritti
a coloro che effettivamente ne siano titolari!!!!) che, molto
probabilmente, gli competono!!!!!
Chiediamo agli organi d?informazione, che abbiamo già sensibilizzato
con la precedente informativa, come mai non abbiano ritenuto opportuno
dare visibilità ad una così toccante situazione ( non fa abbastanza
effetto dare visibilità ad una piccola grande tragedia ????).
Di cosa avete bisogno per rendere nota questa situazione che dimostra
l?immobilismo e la totale noncuranza delle Istituzioni??? Avete bisogno
di gesti eclatanti e spettacolari da parte di questi due poveri
genitori???????
Ci stiamo vergognando ( al vostro posto, ovviamente!!!!!!!!) per aver,
molto probabilmente, insediato nel cuore di Carlo, Luisa, Roberto e
Sara l?illusione di vivere in un paese ?civile?, ?democratico?, che si
ammanta e si abbellisce del grande principio della ?solidarietà? ma
che, in fondo, celebra invece, come tanti, solo i sempre vincenti
principi dell?individualismo e dell?emarginazione nei confronti dei più
deboli.”

Questo il blog della Famiglia Caddeo:

http://lalampadadeidesideri.blog.tiscali.it/

La presente lettera è stata inviata ai seguenti indirizzi:
Presidenza Regione Sardegna –

graziano.contu@tiscali.it (Sindaco di Vallermosa)

http://www.regione.sardegna.it

http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni

http://www.tg5.mediaset.it

posta.tg5@mediaset.it
redazionetg5@mediaset.it
segnalazioni@beppegrillo.it
videolina@videolina.it
gabibbo@mediaset.it
cagliari1@lanuovasardegna.it
unione@unionesarda.it
repubblicawww@repubblica.it
larepubblica@repubblica.it
rubrica.lettere@repubblica.it

http://www.corriere.it/scrivi/

http://www.ilgiornale.it/scrivi

lettere@unita.it
tgr@rai.it
fabbricadelsorriso@mediaset.it
antipatico@mediaset.it
secondovoi@mediaset.it
serep@pariopportunita.gov.it

Firmato Vocinelsilenzio
Ilgiardinodelcuore
Lavocedellacoscienza




La Smart ed il traffico di Palermo

27 05 2007


Urge che io mi faccia dei nemici.
Nell’ultima settimana è stato un diluvio di complimenti bloggeschi alla mia persona e al mio sito. Vi ringrazio. So che lo fate perchè avete letto che sono egocentrico e godo nell’aver dette belle parole. Ok.
Ringrazio tutti, ma ribadisco che il mio obiettivo non è di cambiare il mondo, ma di ottenere una borsa di studi per la mia ricerca.
Spero che comunque attravero queste righe si porrà fine alla mia prematura beatificazione. In verità, più che un post, o una pagina, o un articolo, che dir si voglia, questa è più che altro una domanda incuriosita.
Vorrei sapere se nel resto d?Italia si è verificato in questi anni il fenomeno che si è sviluppato a Palermo, ormai da una cinquina di anni abbondanti.
Mi riferisco alla Smart.
Quell’odiosa scatoletta con 4 ruote, che si fotte allegramente pezzi di posteggio, lasciando spazi micragnosi in cui non entra nessuna altra macchina.
Quell’anomala scatoletta con 4 ruote che, almeno a Palermo, viene spesso guidata da gente senza scrupoli che ti sbuca d?improvviso dalla destra. Un autobus lo vedi. Una panda la vedi. Un motore, anche una vespa, lo vedi. Una Smart ti sbuca all?improvviso e non ci puoi fare niente. Le cavallette!
A Palermo, tutti lo sanno quali sono i problemi. Il film di Benigni l’hanno visto tutti. Il traffico! A Palermo ci sono troppe macchine. Ed il palermitano che si sente furbo si è detto “Oh Oh ora li fotto tutti con la Smart”.
E a Palermo le Smart sono imperanti. Ce ne sono un casino, tantissime! Quasi tutte nere, qualcuna grigia. Quelle bianche hanno di solito dei grandi slogan pubblicitari, perché forse sono in affitto.. L?altro pomeriggio passeggiando con il mio cane Camilla (..si .. si chiama Camilla.. e allora??) , mi son messo a contare quante Smart erano parcheggiate nella zona del mio isolato. Ce n?erano 6 o 7. Bhè non son poche.
Ma poi, per carità, ognuno si può comprare la macchina che vuole, chi se ne importa.
Non voglio criticare nessuno.. più che altro son curioso di capire se piacciono tanto anche nelle altre città, o è solo a Palermo che hanno fatto proseliti.
A Modena ad esempio non ne ho visto granchè, neppure a Bologna o a Genova.
Ho sentito dire che a Roma ce ne sono molte anche lì.
La seconda curiosità, poi, direttamente collegata alla prima, è quella di sapere se la ?fauna Smart? è la stessa anche nelle altre città.
Per ?Fauna Smart? intendo una tipologia giovanile (diciamo oltre i 18, ma assolutamente sotto i 30), rigorosamente ?cuffariana?. Overossìa la destra ?bene? palermitana. Che al sabato sera vanno al locale ?la cuba?, col cellulare ultima moda umts all?orecchio. La stragrande maggioranza di ?fauna smart? è composta da ragazze bionde, con capello liscio e curato. Magre come stecchini, in pantaloni corti d?inverno (che fa tendenza). D?obbligo gli occhiali da sole Gucci. O Versace. Insomma quelli giganteschi, tipo moscone. O altrimenti donne cinquantenni vestite in tutto e per tutto come le figlie e che sono del tipo ?io e mia figlia, più che madre e figlia, siamo due grandi amiche e complici? (che non è solo una cazzata, di solito è anche una cosa estremamente dannosa!). I maschi in Smart sono molto più rari. Di solito sono i mariti o i padri di donne smartizzate. Quando ne sono i veri proprietari di solito sono studenti di giurisprudenza, o al massimo avvocati di primo pelo. Il maschio palermitano che vuol fare il riccastro si butta ancora e sempre sulla BMW o sulla Mercedes . C?è niente da fare, certe abitudini son dure a morire.
Ma la ?femminuccia bene?, o il ?ragazzetto che papà gli ha comprato la patente ieri?, non disdegnano di andare al mare di Mondello, specialmente quando c?è il campionato mondiale di windsurf a Maggio, a farsi vedere in Smart.
Ecco, vorrei capire.. altrove la ?fauna smart? è così? Identica? O siamo solo noi i fortunati?
Rivolgo a tutti coloro che passano di qua la domanda, in modo da fare un piccolo sondaggio.
Allego a codeste righe il video sul traffico di “Johnny Stecchino”, così i miei lettori del Nord si faranno una bella risata su noi del Sud (bastardi..vi voglio bene)

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Mostra dei disegni dei bambini in ospedale

25 05 2007


Alcune settimane fa, nell’ospedale dove svolgo la mia attività di dottorato, abbiamo inaugurato una mostra fatta con i disegni dei bambini di tutti i reparti. Oncologia, Nefrologia, Pediatria.. tutti quanti…
Mi ero ripromesso di mettere un link alla pagina del sito dell’ospedale per dare a tutti la possibilità di vedere le foto dell’evento. Poi tra un evento e l’altro non l’ho più fatto. Lo faccio oggi.
Non descrivo qui l’attività fatta con i bimbi, perchè tanto è tutto spiegato sul sito.
Chi vuole vedere le foto della mostra e tutta la spiegazione dell’attività può andare su:

http://nuke.nefrologiapediatrica.it/ASBN/IniziativeASBN/Giornalinoaltreattività/MOSTRATiraccontolospedale/tabid/88/Default.aspx

Nelle stesse pagine, chi è interessato, può dare uno sguardo alle altre attività svolte in questi mesi in ospedale.

saluti per tutti !!




URANIO IMPOVERITO. LA SINDROME DEI BALCANI. Un grande tragedia nascosta.

25 05 2007


Con gioia, attenzione, rispetto e profonda malinconia accolgo la mail di una lettrice di questo blog che mi ha chiesto di utilizzare questo spazio per parlare di un problema grave e purtroppo tenuto fin troppo nascosto.
Le morti dovute all’ utilizzo dell’uranio impoverito. La Sindrome dei Balcani.
Molti italiani sono morti e stanno morendo. Tra di essi ci sono anche tanti ragazzi sardi e penso che Tiscali debba porvi un’attenzione particolare.
Un tema grave e scottante, le cui responsabilità vengono tenute coperte in modo ignobile.
Franca Rame in questi anni ha cercato di porre luce su questi fatti e ha reso possibile la diffusione dei lavori della dottoressa Gatti che si sta impegnando anima e corpo affinchè si sappia di più su questa tragedia nascosta.
Ringrazio Giovanna che mi ha spedito questo articolo e invito tutti alla massima attenzione. Diffondere queste notizie è importante. E davvero, in questi blog non si può sempre parlare di gatti, cani e cuccioli vari. Siamo seri.

Articolo della Dott.ssa Antonietta Gatti, Laboratorio dei
Biomateriali-
Dipartimento di Neuroscienze Università di Modena e Reggio Emilia

Nel 2002 la comunità europea finanziò un progetto chiamato
Nanopathology, un neologismo che portava in sé la discussione di un
problema non ancora avvertito, forse addirittura ignorato del tutto,
vale a dire l?impatto che polveri di dimensioni piccolissime, fino a
poche decine di milionesimi di millimetro, possono avere sulla salute
umana. Nell?ambito di quel progetto si sviluppò una tecnica nuova di
microscopia elettronica che consentiva d?individuare quelle polveri all?
interno di tessuti malati prelevati dal paziente e di determinarne
forma, dimensione e chimica elementare. Con questa metodica si sono
analizzati moltissimi campioni prelevati da soggetti colpiti da
patologie come varie forme di cancro, leucemie, linfomi: tutte malattie
di origine ignota ma che, da queste nuove osservazioni, parevano avere
spesso in comune la presenza di polveri inorganiche. Nel 2002 esplose
vistosa anche in Italia, fra i nostri soldati impegnati in quella che
era stata la Jugoslavia, la cosiddetta ?sindrome dei Balcani?, un
insieme di sintomi, spesso gravi, apparentemente assai difficili da
correlare. A quel tempo i mass media indicavano nell’uranio impoverito,
certamente tossico e blandamente radioattivo, usato per costruire
bombe, il possibile responsabile. Nascevano quindi associazioni che
chiedevano, e tuttora chiedono a gran voce, la sua eliminazione come
mezzo di distruzione.

A quel tempo diverse domande si potevano porre, domande che, però,
nessuno pensò di proporre: se è l’Uranio impoverito a causare queste
patologie, come mai non si ammala anche chi passa la giornata a
lavorare al tornio la punta d’uranio delle bombe? E poi, come fa un
materiale debolmente radioattivo a causare patologie di organi non
raggiungibili dalla debole radioattività? Ancora, come mai lo stesso
materiale provoca alcune volte tiroiditi, altre leucemie, altre volte
ancora diverse forme di cancro? E come mai si ammalano anche alcuni
soldati nei poligoni di tiro dove, però, non si spara Uranio
impoverito? E continuando, come mai esistono patologie simili fra
persone (civili) che non sono mai andate in guerra? Perché scomodare
inneschi diversi per patologie simili, ad esempio, cancro?

Nel dibattere quei quesiti, pensai che se era l’Uranio impoverito, con
la sua pur modesta radioattività, a causare i problemi di salute,
questo doveva necessariamente trovarsi nei tessuti patologici.

Cominciai allora ad analizzare alcuni tessuti di soldati ammalati o
deceduti dopo la malattia che li aveva colpiti al ritorno dalle loro
missioni.

Nei 42 casi esaminati di campioni di soldati (alcuni deceduti, altri
ammalati e poi guariti), non mi accadde mai di trovare l’Uranio
impoverito, ma qualcosa, a mio avviso, di più pericoloso:
l’inquinamento bellico.

Che cosa significa? Quando bombe come quelle all’Uranio impoverito o
al Tungsteno esplodono contro un bersaglio, sviluppano temperature
molto elevate: più di 3000°C per l?Uranio, un dato che trovai in un
rapporto redatto dalla base militare statunitense di Eglin, Florida,
nel 1978, assai di più per il Tungsteno.

A queste temperature, tutto quanto si trova nell’intorno del punto di
scoppio, viene fuso e vaporizzato. Si forma così un aerosol che viene
disperso finemente in atmosfera, in ogni direzione.

Questa polvere finissima contiene tutti gli elementi che si trovavano
all’interno dell’esplosione, però ricombinati in un modo che può essere
anche completamente diverso da quello originale. Ad esempio, se si è
colpito un carro armato, tutti gli elementi chimici che in questo erano
presenti vengono fusi e ridotti a polvere finissima. I soldati si
trovano in zone distrutte, devastate, dove, però, aleggia ancora questa
polvere che non viene mai misurata e che può restare sospesa per tempi
lunghissimi.

Una volta creato questo inquinamento, chimicamente e fisicamente
impossibile da eliminare, non abbiamo strumenti per prevedere quando si
depositerà al suolo e nemmeno dove lo farà, ma, una volta depositato
sul terreno trasportato da pioggia e neve, basterà un minimo soffio di
vento per risospenderlo di nuovo. In pratica, il comportamento di
queste polveri è molto simile a quello di un gas e, dunque, come un gas
vengono inalate ed entrano nei polmoni per uscirne entro poche decine
di secondi e finire nel sangue.

Al momento, per loro non sono stati individuati meccanismi di
eliminazione. Le barriere fisiologiche, compresa quella ematoencefalica
che protegge il cervello, non riescono a trattenerle e a sbarrarne il
cammino.

Dunque, trasportate dal sangue, queste particelle finiscono in ogni
organo o tessuto, dove sono trattate come corpi estranei e dove, per
questo, danno luogo a forme infiammatorie croniche che hanno la
possibilità, senza che questa costituisca una matematica certezza ma
resta confinato alla probabilità, di trasformarsi in tessuti tumorali.
Dato, poi, che queste polveri contengono pure tanti elementi chimici
diversi, è ovvio che alcuni di loro, l?Arsenico, il Mercurio, il
Piombo, ad esempio, saranno tossici per loro stessa natura e questa
tossicità sarà ovviamente espletata a carico dell?organismo.

Corpi estranei di dimensioni così ridotte possono contaminare anche lo
sperma, i cui campioni analizzati provenienti anche da alcuni soldati
deceduti hanno mostrato queste presenze estranee che possono esercitare
una tossicità locale sugli spermatozoi.

Ma la cosa più sorprendente che si è dovuta constatare è che, donando
il seme alla partner, questa ne resta contaminata e sviluppa a livello
vaginale piaghe sanguinanti molto dolorose, ribelli ad ogni trattamento
farmacologico o chirurgico, una patologia nuova denominata ?malattia
del seme urente?.

Quindi, si deve constatare che l’inquinamento creato da bombe
sofisticate, oltre ad essere inalato o ingerito mangiando, ad esempio,
vegetali cresciuti nelle zone colpite, può essere “assimilato” e ,
ritornando a casa, trasferito alla partner, contaminandola. La
malattia brevemente descritta trova la sua spiegazione se si considera
che detriti essenzialmente metallici (Cobalto, Antimonio-Cobalto,
Acciai, Piombo, ecc.) di dimensioni al di sotto del micron, a contatto
con la mucosa vaginale e uterina, per la loro non biocompatibilità,
inducono bruciori, infiammazioni e, nei casi più gravi, anche necrosi
cellulare.

Occorre poi considerare che, mentre nel soldato la concentrazione di
particelle nello sperma diminuisce ad ogni eiaculazione, la partner le
accumula e si contamina sempre di più. La difesa americana consigliava
ai propri soldati di non procreare per un anno (ora sembra che il
consiglio sia esteso a 3 anni) dopo il ritorno dalla missione. Questa
precauzione, tuttavia, non risolve il problema, poiché, se il seme
contaminato rimane in situ, ha la possibilità di estrinsecare la sua
tossicità sia sugli spermatozoi sia sui tessuti circostanti, mentre se
viene donato, il paziente se ne libera ma contamina la partner.
Un’eventuale fertilizzazione, poi, avverrebbe in un sito contaminato e
non si può assicurare che l’embrione risulti sano.

La cosa più sicura e consigliabile è, allora, evitare contatti con
quello sperma usando un preservativo.

Questa precauzione deve essere suggerita subito, perché non deve
essere consentito di portare la guerra in casa senza che il padrone di
quella casa ne sia consapevole e conceda la propria autorizzazione.

Ricordiamo il numero di conto corrente per la sottoscrizione in favore
delle vittime dell’Uranio Impoverito:
conto corrente postale n. 78931730 intestato a Franca Rame e Carlotta
Nao
ABI 7601 – CAB 3200 Cin U




Il video di Cuffaro contro Falcone (buona visione..)

23 05 2007

Ho trovato il video di Cuffaro che attacca Falcone, di cui avevo parlato nel precedente articolo. Ringrazio UcCaBaRuCcA(http://piazzagrande.blog.tiscali.it) per le informazioni che mi ha dato per inserirlo nel blog.. spero solo di aver capito bene come si fa.. incrocio le dita..
E ancora una volta..mi ripeto.. sforziamoci di ricordare Falcone ogni giorno non solo il 23 Maggio.
Ricordiamo Falcone quando andiamo a votare.
Ricordiamo Falcone quando partecipiamo ad un corcorso pubblico.
Ricordiamo Falcone quando c’è da compiere una scelta etica e morale.

Ricordiamo Falcone. Ricordiamolo sempre!

Video importato

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Ricordiamo Falcone tutti i giorni, non solo il 23 Maggio !!!!

23 05 2007


15 anni fa moriva Giovanne Falcone, sua moglie e gli agenti sella sua scorta.
1992.
Pochi mesi dopo sarebbe morto il suo fraterno collega Paolo Borsellino.
Era sabato. Il giorno dopo mia sorella avrebbe fatto la Prima Comunione. Quel sabato pomeriggio io e i miei genitori eravamo in chiesa a confessarci. Tornando a casa sentimmo delle voci strane in piazza. Ci catapultammo dentro casa per accendere la televisione. E sentire quello che non avremmo mai dimenticato. La fine di una speranza.
Ma forse in qualche modo ci sbagliavamo. Ci sbagliavamo perchè quella tragedia in qualche modo seppe avviare un moto di ribellione. Lo Stato che era stato indifferente di fronte alla morte di Dalla Chiesa, Chinnici, Mattarella, Pio La Torre, Cassarà e tanti, troppi, altri finalmente seppe almeno un pò vergognarsi di se stesso e fare qualcosa. Anzi, dico meglio.Prima avrebbe aspettato anche la morte di Borsellino e poi finalmente si sarebbe deciso.
Io abito a Palermo e me li ricordo i carri armati per strada. E mi ricordo i lenzuoli bianchi appesi alla finestra.
L’assassinio di Falcone fu tragico. Fu tragico come lo sono tutti i sacrifici inevitabili. Tutte le cose che nella vita ci prendono e ci sbattono al muro e ci urlano in faccia “Cazzo ma vuoi guardare cosa stai facendo o no??”. E lo Stato almeno in quel momento seppe guardarsi in faccia e capire. Il gran tuono che c’era stato lo aveva risvegliato. Di fronte a quel grande rumore non si poteva non fare nulla.
15 anni.
E il rumore è finito. C’è una grande voglia di fare silenzio. Di fare notare come a Palermo ormai di omicidi di mafia non ce ne sono più (il che è vero), senza parlare del pizzo che silenziosamente e devotamente pagano tutti.
Mi sbagliavo 15 ani fa, perchè la speranza non finisce col rumore. Finisce col silenzio.
Il silenzio di tutti i giorni, di tutti i giorni che non sono 23 Maggio.
Oggi che è 23 maggio si fa rumore di tv e interviste e si pensa che duri tutto l’anno,mentre invece finisce stasera.
Come ogni anno, anche quest’anno manifestazioni in piazza, interviste ai magistrati, bambini con magliette colorate con su scritto abbasso la mafia, concerto serale in piazza di cantanti e cantautori.
Mi piacerebbe che i magistrati fossero ascoltati con attenzione tutto l’anno e non solo per l’anniversario di Falcone. Mi piacerebbe che il loro lavoro fosse aiutato e sostenuto dai governi in carica e non ostacolato, imbrigliato da leggi che mettono loro mille cavilli burocratici.
Mi piacerebbe che i bambini crescessero in quartieri più normali, più attenti ai loro problemi, con servizi sociali adeguati. Chi se ne importa di una maglietta indossata per un pomeriggio e poi posata nel cassetto?
Mi piacerebbe che i politici inquisiti per mafia stessero almeno oggi in silenzio, senza voler avere ragione. Almeno oggi.
Sforziamoci di ricordare Falcone ogni giorno non solo il 23 Maggio.
Ricordiamo Falcone quando andiamo a votare.
Ricordiamo Falcone quando partecipiamo ad un corcorso pubblico.
Ricordiamo Falcone quando c’è da compiere una scelta etica e morale.

Si muore nel silenzio. Si muore quando si è lasciati soli. Così diceva Falcone.

Un anno prima di morire Falcone partecipò ad una puntata famosa del “Maurizio Costanzo Show”.
Si parlava di mafia e politica. In sicilia e in Italia.
Un giovane politico, già in ascesa, si alzò in piedi e cominciò a sbraitare contro Falcone, contro il suo modo di incriminare i politici democristiani senza prove.
Il suddetto politico fu zittito dal pubblico e il suo nome storpiato da Costanzo.
Chi fosse interessato potrà vedere la scena stasera su blob, la trasmettono ogni anno.
Falcone sarebbe morto poco dopo.
Il suddetto politico si chiamava, e ancora oggi si chiama, Salvatore “Totò” Cuffaro.

Ricordiamo Falcone. Ricordiamolo sempre!




Per il nostro amico Riccardo (la Sindrome di West)

22 05 2007


Come avevo detto nei giorni passati, aderisco con forza e convinzione (la stessa che spero abbia chiunque passa di qua in questi giorni) alla campagna in favore della conoscenza della Patologia di West, della quale è affetto il nostro amico Riky, ma anche tanti tanti tanti altri bambini nel mondo.
Non voglio fare discorsi retorici di compiacenza, penso non piaccia neanche al nostro amico Riccardo. Penso che il nostro comune amichetto voglia solo che della sua salute si sappia di più e tanti che soffrono la sua stessa condizione possano avere più informazioni. Nel mio lavoro mi batto ogni giorno per far comprendere che conoscenza vuol dire consapevolezza e consapevolezza significa uscire dall’incertezza, dall’idea di essere soli davanti ad un vicolo cieco.
Per quel poco che posso, allora, ho deciso di fare una ricerca su internet sulla patologia di West e ho messo qui di seguito alcuni link.
Vi prego di andarci. Vi prego di informarvi. Vi prego di diffondere ad altri ciò che apprendete.
L’informazione è fondamentale, è il primo passo per rialzarsi.

http://riccardopio.blog.tiscali.it/

http://www.telethon.it/informagene/dettaglio_malattia.asp?id=65

http://www.mondino.it/Malattie_Rare/malattie/sindrome-di-west.html

http://www.mammaepapa.it/salute/pag.asp?nfile=pr_west

http://www2.xagena.it/xagena/1330_medicoQA012000.htm

http://www.forep.it/infanzia_adolescenza.html

http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=2684

http://www.sosbambi.net/sindrome-west.htm ( questa è una pagina con molti link verso altri siti sullo stesso argomento)

http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_West




Il cinema.. gli U2.. la mia vita che scorre..

21 05 2007


Oggi ho visto le immagini degli U2 che hanno presentato al Festival di Cannes il loro film documentario ?U23D?. Dopo la presentazione c?è stato anche un miniconcerto sulla scalinata del teatro del Festival (il ?sacro? montée des marches) .
Guardando le foto su internet la mia mente ha iniziato a girovagare tra i ricordi.. U2 e cinema.. cinema e U2.. l?inizio della mia passione per gli U2.. l?inizio della mia passione per il cinema..
Qual è il primo film che ho visto nella mia vita?
Uhmmm.. difficile.. difficile? a prima botta potrei dire un ?Cenerentola? visto quando andavo in seconda elementare.. quindi a sei anni più o meno? se lo ricordo c?è un motivo.. mi è rimasto in mente perché al cinema incontrai una compagna di scuola.. se la memoria non mi inganna si chiamava Federica.. ma non ne sono più tanto sicuro..
E poi? E poi qualche altro cartone animato.. ?Il libro della giungla? mi pare? E poi il terribile ?Mad Max? visto con mio padre.. su questo film, e su come siano andate davvero le cose scriverò un giorno un post.. ma quella è davvero un?altra storia..
L?amore per il cinema, però.. l?amore per la regia.. bhè quello credo che sia iniziato.. anzi.. sono certo sia iniziato con il video degli U2 ?Stay (Faraway, so close)?, diretto da Wim Wenders. Inestricabilmente unito ad esso il film ?Così lontano, così vicino?, dello stesso regista tedesco. Siamo nel Natale del 1993. Nel luglio di quello stesso anno avevo fatto il mio primo viaggio all?estero. Parigi. 16 anni. Si, certo, ero pieno di brufoli e con genitori e sorella al seguito, ma era pur sempre Parigi e avevo 16 anni. E tanto basta.
Per la prima volta la sensazione di camminare in strade dove nessuno parlava la mia lingua. Ricordo la prima volta che ebbi questa sensazione. Ero in un boulevard (non chiedetemi il nome) e di fronte, così d?improvviso, mi trovai il teatro ?Olimpià?, grande, grandissimo. Dissi ai miei ?restate lì che attraverso la strada e vi faccio la foto?. Attraversai il boulevard. E per due minuti fui solo a Parigi. Ora che ripenso a quella scena mi viene da dire che in quel momento facevo un passo avanti nel mio percorso di crescita. Com?è strana la vita.. ci son momenti fondamentali che quando li vivi neppure te ne accorgi.. e poi dopo anni capisci che erano così speciali..
Ma torniamo al cinema e agli U2? devo darmi una regolata in questo post, perché potrebbe essere potenzialmente straripante se seguissi l?onda di tutti i ricordi che mi arrivano.
In quell?estate parigina del 1993 comprai il mio primo cd degli U2, ?Zooropa?, ai gloriosi ?Magazines La Fayette?, a Montparnasse. Ho ancora lo scontrino conservato. Non fu amore a prima vista. Li comprai perché ne avevo sentito parlare. Li ascoltai. Gli U2 di ?Zooropa? son U2 sperimentali, ora che conosco ogni loro canzone e ho tutti i loro dischi lo posso dire tranquillamente, ma in quel momento di loro non sapevo quasi nulla (e forse ero l?unico al mondo a non sapere nulla di loro). Nel Natale di quell?anno, complice il film di Wenders, sarebbe nato l?amore per il cinema d?autore e per gli U2.
Tra quel Luglio e quel Natale ero cresciuto di un altro passo, mollando le poche certezze scolastiche che avevo e cambiando sezione di scuola. Per uno timido come me (ebbene si.. a 16 anni ero timido e introverso da morire.. non l?egocentrico narciso di ora!!!) cambiare classe era terribile. Giunsi in una classe dove cominciai a parlare di cinema e di U2 con compagni che in alcuni casi sarebbero diventati veri e propri fratelli. Il quarto anno di liceo, il secondo liceo classico.
U2 e cinema.. quanti legami e quante foto della mia vita.. prima di ?Stay? un?altra collaborazione con Wenders per il film ?Until the end of the world?.. il più immaginifico film di Wenders.. tutto incentrato sul tema del sogno e del viaggio.. e la fine del mondo.. quante volte si pensa alla fine del mondo quando si ha 16 anni?? Taaante volte.. taaante.. la canzone faceva parte di quello che secondo me è il più bel album degli U2 ?Achtung baby?.
Pasqua 1994, il cinema americano presenta agli Oscar una delle più belle sfide a miglior attore mai viste : Tom Hanks in Philadelphia (che poi vincerà), Liam Neeson in ?Shindler?s List? e Daniel Day Lewis in ?Nel nome del padre?. ?Nel nome del padre? ha una splendida colonna sonora, curata da Bono Vox, in cui giganteggiano l?omonima ?In the name of the father?, cantata da Bono con Gavin Friday e la struggente ?You made me the thief of your heart?, scritta da Bono e cantata in modo gigante da Sinead O? Connor. Non esagero, e sono sicuro di quello che dico: questa è per me la più bella canzone che io abbia mai sentito. Una voce assoluta. Assoluta.
Nell?estate del 1995 il mio primo amore serio.. a Cefalù.. di anni adesso ne avevo 18.. quell?estate me ne andai a Praga e in giro c?era la colonna sonora del film ?Batman Forever?.. gli U2 cantavano un gran bel pezzo rock con contorno di archi ?Hold me, Thrill me, Kiss me, Kill me? . Il video era un cartone animato in cui il Bono ?The Fly? ed il Bono ?McPhysto? del ?ZooTv Tour? lottavano contro Batman . In molti, quell?estate, paragonarono quel cartone al più celebre cartone dei Beatles ?Yellow submarine?.
Poco dopo entrai all?università. Il mio mondo cambiava ancora una volta. Non più latino e greco. Non più matematica. Ero a psicologia. Studiavo qualcosa che doveva servirmi non più per cultura personale, ma per il mio futuro mestiere. Altri studi, altri obiettivi, altro metodo. E in quel momento gli U2 se ne uscirono con un piccolo strano cd, che in pochi comprammo e si chiamava ?Passengers: Original Soundtrack 1?. Una fantomatica colonna sonora con film realmente mai esistiti, che nel libretto venivano descritti nei particolari con tanto di nomi fittizi. All?interno la perla assoluta data dal duetto Bono Vox-Pavarotti nella canzone ?Miss Sarajevo?. Ancora U2 (questa volta col nomignolo di Passengers perché sono U2 + brian Eno), ancora cinema (in questo caso immaginato, trasognato), ancora un momento di svolta della mia vita.
Nel 96 gli U2 continuano a macinare film, ma dividendosi. Bono e The Edge si occupano del film di 007 ?GoldenEye? (un giorno scriverò un post sul mio odio contro il personaggio di James Bond?) e Adam Clayton e Larry Mullen si occupano di ?Mission Impossibile? .
Ancora una foto della mia vita che torna prepotente.. Mission Impossibile esce in America a giugno 96 e fa il botto. In quel momento faccio il mio primo esame all?università. Psicologia Generale. 28.
La canzone di ?GoldenEye? sarà magistralmente interpretata dalla leonessa Tina Turner.
Gli anni passano.. gli U2 fanno un disco che, a torto, apparirà di ?secondo piano? come ?Pop?. Io li vedrò per la prima volta nella mia vita dal vivo, a Roma, il 18 settembre 1997.
Nel 1999 Bono da un impulso notevole alla campagna per l?abolizione del debito dei paesi poveri. Diventa sempre più politico e forse la band ne risente un po?. Ma ancora una volta ci si mette di mezzo il cinema. E Wim Wenders. Finalmente, dopo anni, Bono esce dal cassetto una storia e ne fa una sceneggiatura. E? ?The Million Dollar Hotel?. Un film forse dai ritmi troppo lenti, nato durante la lavorazione del mitico video di ?Where the streets have no name?. Bono fa un cameo. La colonna sonora sarà interamente fatta da loro, con una canzone che ha il testo nato dalla collaborazione con Salman Rushdie .Sapevo che era un film di Wenders, sapevo che convincere i miei amici ad andarlo a vedere con me sarebbe stato duro. Li convinsi facendo leva sulla presenza di Mila Jovovich e Mel Gibson. All?uscita volevano picchiarmi.
Nel 2000 un piccolo film ?Entropy ? Disordine d?amore? in cui Bono ha una porticina, ma per il quale non scrivono nessun pezzo.
Nel 2001 la loro canzone ?Elevation? sarà utilizzata come title track del film ?Tomb Raider?.
Nel mezzo.. tanti tanti video.. alcuni belli, altri meno.. E per ognuno di essi un ricordo, un?emozione, un istante della mia vita? sino ad oggi..

U2.. cinema.. colonne sonore.. Più di ogni altro gli U2 sono stati e sono la colonna sonora della mia vita.




iniziativa per il piccolo riccardo

19 05 2007

Invito tutti.. e dico tutti.. ad andare nel sito http://riccardopio.blog.tiscali.it/ e aderire all’iniziativa di martedì 22 maggio. Per maggiori informazioni andate nel blog di ULZ, http://ulzana66.blog.tiscali.it/ne3277538/
fatelo fatelo fatelo
Grazie!




Il Mulino Bianco esiste !! Esiste veramente !!

18 05 2007


Ci sono cose che è piacevole credere anche se si sa che non ci sono. Possono essere cose dolci, entità benefiche (tipo un fantasma di casa che ci vuol bene) o anche presenze più o meno terrificanti, tipo spiriti maligni (che comunque in qualche modo sembrano accompagnarci nella vita, come fratellastri). Io non ho mai creduto in cose di questo tipo, ma mi son sempre divertito un mondo a credere a mostri o luoghi più o meno mitologici. Ad esempio il Mostro di Loch Ness. Oppure Atlantide. O il fatto che le piramidi siano una porta ancestrale per raggiungere un?altra dimensione. Lo so che sono cose da pazzi, ma è così divertente crederlo..
Voglio precisare meglio il concetto. Una tale credenza si fonda su due fattori fondamentali:
la certezza che questi luoghi non esistano
l?essenza mitologica che in qualche modo essi hanno connaturata, tale da renderli luoghi benefici
Il bello di credere in certe cose è intimamente connaturato alla consapevolezza che esse non esistano. Se ci fossero per davvero non darebbero tanta gioia.
Questa è una condizione fondamentale. Da bravo dottorando di ricerca, direi che è ?una relazione univoca tra i fattori di base?. (Intuisco che già la sto tirando per le lunghe e sto perdendo lettori, qui smetto di parlare di statistica).
Ora, fino a ieri sera, nel novero di questi luoghi mitologici includevo anche la casetta del Mulino Bianco.
Un luogo mitico, con il quale son cresciuto dalla tenera età di 5 anni forse. Non so dare una cronologia certa, ma le prime cose che io ricordi risalgono più o meno ai 4 anni (su questo dovrei fare un blog un giorno?) e tra di esse c?è la pubblicità del Mulino Bianco con il piccolo mugnaio che sfornava i saccottini e i tegolini. I tegolini.. non quelli che vendono adesso.. quelli che facevano prima eh! Che erano moooolto diversi!
Insomma io con questa casetta mitica ci son cresciuto. Una casetta piena di fantasia, con la ruota che girava nel ruscello, la vallata tutta intorno, in un perenne tramonto da cartolina.
Splendido.
La forza di questo sogno era rafforzata dalla consapevolezza che un tal luogo non esiste, in quanto i tegolini son fatti nelle fabbriche Barilla, naturalmente. Mica son scemo.. o almeno non così tanto.. lo so che i tegolini non li fanno in un mulino bianco, ma in una fabbrica. E proprio per questo era bello credere al Mulino Bianco. Come il Mostro di Loch Ness, o Atlantide.
Fino a ieri sera.
Ieri sera, come tutte le sere, chiacchieravo a telefono con Simona.
Si parlava del più e del meno, di come era trascorsa reciprocamente la giornata. Poi per un qualche motivo sconosciuto si è iniziato a parlare di merendine. Bhè.. del resto si sa , che i fidanzati quando parlano entrano facilmente in stati di regressione psicologica. Non si scopre niente di nuovo da questo punto di vista.
La regressione è palese ed è ben analizzabile dal sopravvenire di 3 eventi:
1) ci si dondola nella sedia ( o nel divano, o nel letto, o dovunque sia..) .
2) si cominciano ad usare vocine infantili (che a riascoltarsi ci si sente deficienti ma.. oh! è l?amore..) .
3) si comincia a parlare di cose dolci .
E quindi ci siam messi a parlare di merendine. E parlando, parlando, lei tranquilla mi fa ?Ti ho mai detto di quando sono andata al Mulino Bianco??.
Io naturalmente ho pensato alla fabbrica. Mica son scemo.. il Mulino Binaco non esiste, è per questo motivo che ci credo almeno dal 1980.
Ma lei ha continuato, ?ho visto il Mulino Bianco?.
Per un attimo son sbiancato. Come quando Truman Burbank capisce di essere dentro il ?Truman Show?. Uguale.
Le chiedo ?ma perché.. esiste????. Sicuramente era in vena di prendermi per i fondelli.
E lei.. povera stella innocente.. con il candore di tutto il mondo mi fa ?Certo tesoro, è in provincia di Siena, l?ho visto anni fa in gita?.
Cazzo.. che botta!
Il Mulino Bianco esiste. Il Mulino Bianco esiste. Il Mulino Bianco esiste.
La mia fidanzata l?ha visto. E? in Italia.
Esiste.
E lei tranquilla prosegue.. ?Credo di esserci stata anche dentro?.
E io.. rintontito come Rocky contro Ivan Drago in ?Rocky 4?.. ?tu sei stata dentro il Mulino Bianco???? ?.
E lei ?ma si Anto, ci son stata!?.
Cerco di razionalizzare la cosa: la mia fidanzata è stata dentro il mulino bianco della Mulino Bianco.
A quel punto la mia mente urla dentro di me ?chiedile se c?è il mugnaio, chiedile se c?è il mugnaio!!?. Ma mi freno. E le chiedo ?E.. la ruota.. la ruota c?è??.
?Certo che c?è la ruota tesoro?.
C?è la ruota. Quella del disegno. C?è.
?E le tegole rosse del tetto?? ( da cui oltretutto nasce il nome della nota merenda tegolino), chiedo.
?Tesoro c?è tutto. Come nel disegno?.
A quel punto, tenendo il telefono portatile in mano me ne vo in cucina e guardo la confezione dei saccottini.
La scruto.
Incredibile.. quel posto esiste veramente.
Resta il dubbio se ci abiti qualcuno. Questo Simona non se lo ricorda bene. Ma come dev?essere abitare nel Mulino Bianco? Cioè, uno ti incontra, ti chiede dove abiti.. e che rispondi? Abito nel Mulino Bianco! Bestiale.
Non so se è maggiore lo stupore della scoperta o la delusione di un?arcadia che svanisce.
Quel disegnetto tanto simpatico che mi ha accompagnato dalla più tenera età non è l?immagine simbolica di un qualcosa che non c?è, ma magari alberga in un qualche posticino dei nostri cuori. E? la raffigurazione di una casetta che si trova in Toscana.
M?è crollato un mito? Non lo so.. ci devo ancora riflettere.. Può darsi..
Ad ogni modo, per chi volesse andarlo a vedere, il Mulino Bianco è osservabile a Chiusdino, in provincia di Siena. E? bianco, con i tetti rossi e la ruota che (di solito) gira.
Per gli amanti del turismo, aggiungo che lì vicino c?è l?Abbazia di S. Galgano, che dicono sia molto bella.

Caspita? esiste?




Le cataratte di Monet… ma siamo pazzi????

18 05 2007


Riprendo una notizia pubblicata nel sito del Corriere della Sera di oggi.
LONDRA ? Il successo di Claude Monet, uno dei padri fondatori dell?impressionismo, considerato uno dei più grandi pittori del 19esimo secolo, potrebbe essere dovuto ai suoi problemi di vista. La straordinaria ipotesi è stata avanzata da un gruppo di scienziati dell?università americana di Stanford, che hanno cercato di spiegare il mistero del suo genio, scoprendo che l?artista, nato a Parigi nel 1840, soffriva di cataratta in ambedue gli occhi.

Nelle sue meravigliose tele, caratterizzate da giochi di luci e ombre, da riflessi di luce sull?acqua e da effetti quasi sfocati, Monet aveva sempre dichiarato che si lasciava guidare dalla natura stessa, abbandonandosi al suo istinto e rappresentando il soggetto nella sua totale immediatezza. Ma, secondo gli scienziati, Monet non faceva altro che dipingere esattamente quello che vedeva. La cataratta, definita come una progressiva e costante opacizzazione del cristallino umano, ha infatti effetti molto deleteri sulla vista, che comprendono una riduzione della capacità visiva, una sua fluttuazione, un facile abbagliamento e un peggioramento della visione controluce.

Da anni si sapeva che Monet aveva sofferto un forte deterioramento della vista, ma non si sapeva fino a che punto questo avesse potuto influire sulla sua arte. Una simulazione computerizzata dei suoi occhi malati, effettuata da un équipe di oftalmologi all?Università americana ha finalmente rivelato gli effetti di questa complicazione sul maestro francese. Il professor Michael Marmor, a capo del team di studiosi, ha dichiarato: «Nei primi anni del 20esimo secolo, Monet si lamenta in modo esplicito delle difficoltà causate dai suoi problemi di vista. Nelle lettere agli amici, racconta di come i colori gli sembrino più spenti, di come sia ridotto a mettere le etichette sui colori che usa per dipingere, altrimenti non li riconosce».
Marmor spiega che la cataratta avrebbe immediatamente reso più spessa la lente degli occhi del pittore, facendogli apparire tutto più giallognolo. «I colori sarebbero apparsi sfocati e ridotti in intensità», ha spiegato Marmor che poi ha dimostrato come sarebbe apparso, agli occhi di Monet, il suo famoso giardino a Giverny, sfocando una foto presa del luogo.

Monet, che dipinse quadri famosissimi come La Colazione sull?Erba, Regata ad Argenteuil, la Cattedrale di Rouen e le Ninfee, si fece operare agli occhi appena 3 anni prima di morire di tumore ai polmoni, ma poi si lamentò che «tutto era diventato più blu». Un suo biografo ha però ricordato che, anche dopo l?operazione, il suo stile non cambiò, indicando che Monet dipingeva così per suo volere, e non per guai alla vista.
Deborah Bonetti 17 maggio 2007

E questa è la notizia.
Venghino siore e siori al gran festivàl delle minchiate.. venghino!!!!!
Ma è mai possibile?? Monet dipingeva in modo impressionista perchè soffriva di cataratte????
Ma non c’è nessuno che si alza in piedi e dice “Totò hai detto una cazzata!” .
E allora Michelangelo vedeva tutti muscolosi?
Immagino che Wharol fosse iperimpressionabile al colore.. e Mondrian vedesse tutti a quadratoni..
A quando una ricerca di scienziatoni spagnoli per dire che Picasso vedeva tutti con tre occhi e 4 gambe?
E lo mettono pure sul giornale…




Se un marziano vuol farsi il bagno in Italia….

18 05 2007


Mettiamo il caso che un alieno, un venusiano, che ne so un marziano..insomma un alieno, decide che è stanco di stare a ?marte city? e si vuole fare un bel viaggio estivo.
Sto cacchio di alieno si vuole fare i bagni! E decide di venirseli a fare in Italia.
Del resto l?Italia ha km di coste, al centro del mediterraneo, due isole giganti come la Sicilia e la Sardegna, e poi capri, ischia, l?isola d?elba?
Si imbarca nella sua navicella spaziale, si fa tutto il suo tragitto, evita lo scudo stellare voluto da Bush, evita i satelliti della CNN o di SKY, si traveste da persona umana e si infila un bell? apparecchio che gli fa da traduttore simultaneo italiano- marziano. A posto!
Arriva nella base nascosta dei servizi segreti italiani, poi esce in strada e si chiede dove andare per farsi il bagno. Il povero marzianello ha fatto km e km, povera bestia, vuole solo un po? di relax, spiagge pulite e mare cristallino. E niente altro. Non gliene frega niente delle discoteche al marziano. Non gliene importa nulla di camerieri simpatici, alberghi a 110 stelle, autobus e animazione ad ogni angolo. Non vuole abbordare tedesche. Non vuole strade dovunque.
Il marziano vuole caldo. Vuole acqua pulita. Vuole pace.
Colpo di genio? si compra la guida sul mare pulito, le spiagge con la bandiera blu. Un genio.
La sfoglia e vede che il mare da sogno sta al nord, mentre al sud è una pozza fangosa.
?Che strano.. mi ricordavo diversamente??, si dice.
Ma vabbè, le guide sono le guide. Ed allora si imbarca.
Le prime spiagge d?Italia sono in Piemonte e Lombardia.
Ma certo? Come non ricordare lo splendido mare lombardo? le dolci coste piemontesi?.
Si noleggia un?auto e fa rotta verso la lombardia..
Nel frattempo che cammina vede che stranamente tutti quanti vanno in direzione opposta.. ?che coglioni questi lombardi ? si dice fra sé e sé ? ma perché vanno tutti via quando hanno il mare bello? Che bisogno c?è di prendere l?aereo e andarsene a finire in Sardegna, se tanto il mare pulito c?è pure in qui?? .
Ne frattempo che si addentra in lombardia vede che di coste non ce n?è e sono tutte montagne? dubbioso decide di dirottare verso il Piemonte, che ha la bellezza di 2 bandierine?
Ma invece del mare (che incredibilmente in Piemonte manca del tutto!..roba da matti..) trova le alpi.
?Ma sta guida a quando risale??, si comincia a chiedere il marziano spazientito, ?qui spiagge non ce n?è! sarà mica un?edizione vecchia????.
E invece no, è la guida alle spiagge blu 2007.
Allora si decide a seguire la massa e si dirige verso la Romagna. Là son tutte bandiere blu.. ci sarà acqua da favola.. e legge ?Comacchio, Lidi Ravennati, Cervia , Cesenatico, Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica?.
C?ha l?acquolina in bocca.. ed immagina? un sole al tramonto su un mare trasparente? palme.. noci di cocco? spiaggia bianca come in Polinesia?
Dopo due giorni di code nella milano-bologna a 40 corsie (tutte piene).. finalmente arriva.. e vede il mare di rimini?
E qui mi fermo?

Ora? se in questa nazione è iniziato e prosegue felicemente lo sport nazionale di prendersi tutti allegramente per il culo non lo so.. ma almeno posso chiedere che mi sia evitato di partecipare al trenino? Gentilmente.. se proprio devo vorrei fare l?ultimo vagone.. grazie!
Le bandiere blu del mare pulito in Piemonte?? Lombardia?? In Veneto?? E già che ci siamo perché non ci mettiamo la Valle d?Aosta e il Trentino?? Che hanno fatto di male i poveri valdostani per non partecipare a sta festicciola ridicola? Mettiamoci pure loro!
Si.. lo so.. le bandiere azzurre non guardano solo al mare.. guardano all?impatto ambientale, alla sostenibilità, alla gastronomia, alla vivacità culturale dei luoghi, alla pulizia? lo so lo so?
Ma daiiiiiiiii !!!! Comacchio???? Riccione?????
Voglio essere rispettoso dell?Emilia perché ci sta la mia fidanzata e c?ho anche dei buoni amici a cui voglio bene e che leggono sto blog, però signori miei vediamo di non essere ridicoli..
9 Bandiere in emilia romagna.. 13 in liguria.. dico 13.. e vabbè mica le spiagge liguri saranno tutte le cinque terre eh!
Improvvisamente il mare marrone dell?adriatico è diventato quello delle Maldive! Così.. per magia!
Fino all?Abruzzo però.. perché già in Puglia diventa una merda! La calabria poi, nemmeno a parlarne.. Ma è mai possibile?? 12 bandiere blu nelle Marche e 2 in Calabria??
In Sicilia 3 bandiere. Cosa da prendere in blocco tutti i francesi che se ne vanno a Cefalù e dirgli ?dove cazzo andate? Pendetevi un volo per la Malpensa !?.
Porco cane, il nord c?ha le fabbriche, c?ha la qualità della vita, gli asili paradisiaci, gli autobus puntuale da far venire il vomito? almeno il mare.. dico almeno il mare ce lo lasciate???




vendita record per un quadro di Rothko

17 05 2007


Copio una notizia dal sito di repubblica.

Una tela ad olio di Mark Rothko, intitolata “White center (Yellow, Pink and Lavender on Rose)”, comprata per 10.000 dollari 47 anni fa dal leggendario finanziere e banchiere americano David Rockefeller, è stata aggiudicata ad un’asta di Sotheby’s a New York per 72.840.000 di dollari. Questa strabiliante cifra segna un doppio primato: si tratta infatti del nuovo record mondiale per l’artista e al tempo stesso è diventata l’opera d’arte contemporanea più cara del mondo.

Ora.. io amo l’arte moderna.. soprattutto la pop art, mi affascina.. però ad esser sincero sta cifra mi pare un tantinello spropositata… un tantinello molto !!!
Ho messo il quadro in foto .




Disegno di legge contro il Mobbing, in discussione al Senato

16 05 2007


In questi giorni è in discussione al Senato un disegno di legge, a firma Eufemi e Poli (entrambi dell’UDC), contro il mobbing. L’Italia è una delle poche nazioni che ancora non abbia una legislazione seria contro questo grave problema che svonvolge la vita di migliaia di lavoratori, sia del pubblico impiego, sia del settore privato.
Ieri ho avuto modo di leggere la proposta di legge e metto qui una sintesi degli argomenti. A seguire, alcune notazioni personali.

Disegno di legge in discussione presso il Senato, a firma Eufemi e Poli

Premessa

Si ritiene che nel disegno di legge vi siano 3 novità:
mobbing come reato
attenzione specifica al fenomeno del bossing, visto come mobbing attuato contro i dirigenti. Fenomeno che riguarderebbe spesso vessazioni operate da dipendenti sindacalisti senza scrupoli, contro autorità gerarchicamente sopraordinate. Soprattutto ai danni delle donne dirigenti o funzionarie direttive. Tali eventi discriminatori ?esaltano nei sindacalisti artefici del bossing il loro complesso d?inferiorità, secondo una personale vocazione alla tirannide?.
Previsione del mobbing esterno, cioè di una pressione proveniente da organizzazioni. ?Può avvenire che tale pressione motivi, in taluni dirigenti, un?accondiscendenza al sindacato non fondata su ragioni giuridiche ed effettivamente volontaria?.

Disegno di Legge

Art 1
Mobbing come violenza psicologica nell?ambiente di lavoro caratterizzato da ripetitività e durata a medio-lungo termine. Con sistematica non attribuzione di incarichi, compiti squalificanti, critiche alle prestazioni.
L?articolo 1 fa diretto riferimento all?articolo 32 della costituzione su diritto alla salute, nonche art. 41 sulla dignità del lavoratore. Riferimento all?art 2087 del codice civile, nonché decreto legislativo 626 /1994 .

Art 2
Il datore di lavoro che mobbizza dipendenti è punito con reclusione fino ai 4 anni. Aumento fino ad un terzo se egli ha istigato altri a riprodurre i medesimi comportamenti vessatori contro soggetto mobizzato. Aumento di un terzo e fino alla metà, se l?amministrazione pubblica o privata ha adottato strategie mobizzanti per portare il soggetto alle dimissioni per ottenere riduzione del personale. Il giudice può disporre interdizione dai pubblici uffici per 1 anno .
Il dipendente che mobbizza un superiore è punito con reclusione fino ai 4 anni. Aumento fino ad un terzo se egli ha istigato altri (mediante partiti,associazioni o organizzazioni sindacali) a riprodurre i medesimi comportamenti vessatori contro soggetto mobizzato. Aumento di un terzo e fino alla metà, se l?organizzazione sindacale o partitica ha adottato strategie mobizzanti per portare il soggetto alle dimissioni per ottenere riduzione del personale. Il giudice può disporre interdizione dai pubblici uffici per 1 anno .
I comportamenti vessatori sono suscettibili di valutazione medico-legale e riconducibili a dimensione patrimoniale che rende risarcibile il danno e valutabile anche equitativamente.
Il lavoratore può avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai contratti collettivi.
Per il ricorso in giudizio civile si applica disposizioni art. 413 codice procedura civile.
Su istanza dell?interessato il giudice può disporre che il datore di lavoro informi sui procedimenti giurisdizionale di condanna, mediante lettera, i dipendenti interessati del reparto, omettendo il nome di colui che ha subito la violenza, qualora essa lo richieda.

Art 3
Pari responsabilità e pene ricadono su chi denuncia consapevolmente atti o comportamenti inesistenti per ottenerne vantaggio.

Art 4
L?accertamento clinico del fatto è effettuato da consulenti e psicologi facenti capo a struttura pubblica ed esterni all?organizzazione.
Tale personale valuterà se si tratti di: maltrattamento, collusione psicologica tra soggetto ed ambiente lavorativo oppure patologia del soggetto non dovuta a problema lavorativo.
Il lavoratore, qualora si stato accertato il reato, avrà diritto ad un rimborso, da parte dell?amministrazione, per le spese mediche e psicoterapeutiche.

Art 5
Sono nulli gli atti e le decisioni riconducibili alla violenza psicologica, in riferimento a variazione qualifiche o trasferimenti. Ugualmente sono nulli gli atti svolti con chiaro intento discriminatorio per razza, sesso, religione.

Art 6
Datori di lavor pubblici e privati, nonché rispettive rappresentanze sindacali adottano tutte le iniziative necessarie per prevenire le forme di violenza psicologica, attraverso informazione e comunicazione.

Art 7
La legge è applicata anche nel contesto della vita dei partiti politici nonché delle associazioni regolate dall?art 36 del codice civile.

Art 8
Presso presidenza del consiglio di ministri ? dipartimento della funzione pubblica, è istituito lo sportello unico contro gli abusi nell?ambiente lavorativo rivolto ai lavoratori del pubblico impiego.
Presso ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito sportello unico contro abusi nei posti di lavoro privato.
Entrambi gli sportelli hanno un avvocato ed uno psicologo e possono avvalersi di esperti in medicina del lavoro.
Conformemente a quanto definito da decreto legge 626/94 , i sindacati e le rappresentanze delle pubbliche amministrazioni, possono istituire appositi organismi paritetici nazionali, territoriale e di settore per promuovere la cultura della prevenzione contro le violenze psicologiche sui luoghi di lavoro.

Poche righe di notazione personale.
Stupisce che appena c’è un governo di centrosinistra, una legislazione contro il mobbing venga proposta da due dell’UDC. Ma il fine è più importante del mezzo, quindi ben vengano questi due senatori. E’ l’ennesimo paradosso di questo governo di centro-centro-centro-sinistra.
La proposta è ancora in via di discussione, quindi sono ipotizzabili cambiamenti, ma almeno si chiarisce una pena certa e questa è una buona strada.
4 anni di reclusione. Adeguato, rispetto a quello che mi viene raccontato dai pazienti, mi sembra più che congruo.
Si riprendono i fili della legge 626, che non viene rispetta da nessuna parte. Altra buona cosa.
Si ritiene che l’istigazione a far si che altri compiano le stesse vessazioni contro una persona sia motivo di aggravante, con aumento della pena. Giusto.
Si stimola la creazione di sportelli informativi dove la gente possa chiedere aiuto e consiglio, dal punto di vista legale e psicologico. Buono.
L’unica cosa che onestamente mi dispiace è quanto viene detto nella premessa, dove si critica in modo gratuito l’operato sindacale. Si, è vero che alcuni sindacalisti hanno modi di agire censurabili, ma da questo al fatto che il vero bossing o mobbing sia questo ce ne corre! Quelli che vedo io sono spesso utenti che vengono maltrattati al lavoro proprio perchè sono iscritti al sindacato!