Il Partito Democratico non mi convince

21 04 2007


Cerco di seguire con attenzione il convegno fiorentino dei Democratici di Sinistra.
Ieri Fassino ha dato il via, declinando quelle che, a suo dire sono, sono le linee guida del futuro Partito Democratico.
Oggi è stato il turno delle voci fuori dal coro di Mussi e Angius e di quelle a favore di Veltroni, D?Alema e Prodi. In concomitanza, a Roma, è iniziato anche il congresso della Margherita.
Magari tra qualche mese cambierò opinione, ma al momento mi sento critico rispetto al futuro partitone di centrosinistra.
Innanzitutto non ne capisco la necessità. Perché un partito? La confederazione Ds+Margherita presentata alle elezioni non andava più bene? La necessità primaria del centrosinistra è quella di ricompattare le forze, su questo non ci piove? ma il partitone raggiungerà l?obiettivo? Al momento mi sembra che si stiano solo perdendo dei pezzi, e questo non sarà utile alla causa.
I DS sono un partito di sinistra, il PD nasce per spostarsi verso il centro.
I DS erano ben saldi all?interno di una storia di sinistra italiana ed europea, organizzati nel PSE.. il PD non potrà seguire questa via, né in campo nazionale, né in campo europeo, perché la Margherita non mollerà le sue radici cattoliche radicate nel PPE.
I DS son stati un partito laico, che teneva sempre presente nella sua politica la consapevolezza che l?Italia è uno Stato sovrano, che ha rapporti con la Chiesa, ma non si fa comandare da essa. L?anno scorso i DS si son battuti per il referendum sulla fecondazione assistita. La Margherita, inutile ribadirlo, vede questi argomenti in modo molto diverso.
E soprattutto.. la prima necessità era quella di avviare un dialogo forte e costruttivo con il gruppo rifondazione-verdi.. la prima impressione è che questo partitone aumenterà le dissonanze, piuttosto che alleviarle. Si corre verso Rutelli (che a sua volta vuole imbarcare Follini), piuttosto che creare le premesse di una politica attenta all?ambientalismo ed al pacifismo, discutendo seriamente con quella che con troppo disprezzo viene definita sinistra radicale.
Chi è convinto del ruolo del socialismo, chi crede nei valori della sinistra (al di là delle belle parole di Veltroni su Gandhi o Martin Luther King?), chi ritiene fondamentale l?impegno sindacale, non potrà che spostarsi verso Rifondazione, o attendere di capire quali sono i reali obiettivi di Angius e Mussi.
Io starò alla finestra a guardare.. ma onestamente la prima impressione non è positiva.




Faccioni elettorali

20 04 2007


A memoria mia, la primavera era la stagione in cui spuntano i fiori.
Mhà? quest?anno a Palermo le cose vanno diversamente, si vede.. non so..
Quest? anno a primavera son spuntati i cartelloni.. anzi i faccioni.. Taaantiiii? trooooppiiiii!!!!!!
Dovunque tu vada c?è gente che ti guarda e ride. Detto così sembra che ho un disturbo paranoide di personalità, ma è la verità!!
Da almeno 3 ? 4 settimane la città è invasa dai manifesti elettorali, di tutti.. ma proprio di tutti.. aspiranti sindaci, aspiranti assessori, aspiranti consiglieri comunali.. aspiranti consiglieri di circoscrizione? il delirio!! E ne abbiamo fino al 13 e 14 Maggio.
Che strano però? giorni fa ero a Genova.. anche lì mi sembra si voti.. qualche manifesto l?ho visto qua e là, ma mica a questo modo!!!
A guardare tutti gli slogan c?e da perdersi.. di tutto e di più.. tutti che amano Palermo, tutti che hanno fatto tanto e vogliono fare di più, tutti che hanno ?un sogno in Comune?, ?un sogno per il Comune?, ?una voglia Comune?.. insomma tutti giochi di parole con il termine ?Comune?, visto che di elezioni comunali si tratta.
Forza Italia, come sempre, ha grandi rassicuranti cieli azzurri dietro i candidati.
Molti del centrosinistra, che si vergognano di farsi vedere col colore rosso, si sono buttati sull?arancio. I verdi usano il verde.
Tutti sorridenti. Qualcuno con sguardo fiero (soprattutto quelli di alleanza nazionale).
Tutti, comunque, con uno sguardo che secondo loro (e dico, secondo loro) dovrebbe essere rassicurante.
Il massimo dell?effetto rassicurante è nel manifesto divertentissimo di un tale che di cognome fa Piampiano. Mentre cammini in auto a velocità sostenuta per la città leggi continuamente ?pian piano pian piano pian piano pian piano..?.. più che un cartellone elettorale è un ammonimento dei vigili urbani.
Qualcuno con una foto che ormai risale a vent?anni prima. Quasi tutti con viso sbiadito, ritoccato, truccheggiato qua e là col computer.
Certo, qualcuno hanno provato a renderlo guardabile, ma l?impresa era titanica e non è riuscita. Alcuni sembrano magri, ma si capisce che sono ciccioni. Altri hanno fatto la foto di gruppo, così non si è sicuri di chi sia il vero candidato: chi con due amici, chi con un intero battaglione di comparse. Qualcuno che a colori veniva palesemente male lo hanno messo in bianco e nero, con evidente effetto mortifero.
Le candidatesse tutte con capelli lunghi e vestito da sera.
Tutti c?hanno il sito internet col blog.
Il bello è che nello stesso periodo in cui hanno iniziato ad appendere i cartelloni politici, con l?arrivo della primavera, sono iniziate anche le supercampagne pubblicitarie dei costumi da bagno e intimo, con un gradissimo effetto collaterale.. mentre giri in macchina tra le centinaia di faccioni sorridenti a destra e sinistra ti capita di imbatterti in una donna che ti guarda tentatrice e in modo matematico e sibillino scatta il pensiero ?VOTO LEI !!!?




Il 7 e l’8

20 04 2007


Da buon palermitano che si rispetti, sono andato a vedere il film di Ficarra e Picone. Sento dire che questo film sta facendo dei buoni incassi. Di certo il 60 % di essi è dovuto al pubblico palermitano che ha intasato strade e marciapiedi pur di accorrere nelle sale dove erano in programmazione i loro beniamini. Ne so qualcosa, visto che abito vicino ad un cinema dove lo proiettano, e la sera non so dove cacchio mettere la macchina.
Detto questo, il film è simpatico, piacevole, ma niente di più.
Non so bene se l?intento fosse di fare un film comico o una commedia brillante o che cosa.. probabilmente tutte queste cose, usando lo schema collaudato dello scambio di culla (e quello ancor più antico e classico dello scambio di persona).
Diciamo che è un film in cui più che ridere si sorride. E non è neanche un sorriso amaro, a denti stretti, un po? cinico come accade nella ?commedia all?italiana? classica.. più che altro siamo dalle parti di Pieraccioni, ma senza love story. Per di più il film è incompleto, molte sottotrame sembrano non chiudersi. Non so se sia voluto oppure no. Personalmente l?ho notato.
Da concittadino mi fa piacere vedere che per una volta c?è un film ambientato a Palermo in cui non muore nessuno, in cui non ci sono pistole né sparatorie.
Per il resto, poco altro? è una comicità pulita, talvolta basata sulle battute e , molto più spesso, sulle smorfie di Ficarra. A teatro onestamente riescono meglio, perché sono molto più cattivi.
Inutile far paragoni con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Meglio lasciarli riposare in Santa Pace, quei due miti assoluti e per tanti anni incompresi (soprattutto per quanto riguarda Franchi).
Ficarra e Picone sono due ?comici buoni?.
Spero che la tv non li rabbonisca troppo. Potrebbe accadere se non stanno attenti.
Il tipico film da domenica pomeriggio. E ho detto tutto.




democrazia da farwest

19 04 2007


E quello sarebbe il paese delle libertà? Il paese della democrazia?
Un paese dove un ragazzo, solo perché ha i nervi a pezzi per una delusione d?amore, entra in un campus universitario girando per ore indisturbato per le classi e alla fine fa 32 morti e decine di feriti?
Un paese dove chiunque con un licenza troppo semplice da ottenere compra armi come se dovesse andare in battaglia?
Un paese dove vige ancora la pena di morte e vengono uccise pure persone riconosciute come malati psichiatrici o minorati mentali?
Un paese dove si falsificano le prove pur di avere motivi per andare a fare guerra nei paesi ricchi di petrolio?
Che bella democrazia da farwest!!! Complimenti! Bella schifezza?davvero!




Gatti malefici e padroni masochisti

15 04 2007


Lettrici tiscaliane amanti dei gatti, questo articolo è per voi! Scrivo questo articolo con l’intento di parlare di un fatto accaduto ieri pomeriggio, e con l’obiettivo ancor più dichiarato di farmi odiare da tutte quelle gentili ragazze che non fanno che scrivere su tiscali dei loro gattini adorati, dei micini abbandonati e di tutta questa felinità tanto tenera che viene sempre apprezzata dalla redazione di tiscali. Non se ne può più. Onestamente non so bene che registro adottare, se usare un linguaggio comico per descrivere una stronza tigre che ieri pomeriggio mi ha letteralmente sminchiato la mano sinistra, oppure usare un linguaggio clinico professionale per descrivere la tendenza masochista della padrona del gatto in questione. Cercherò di descrivere gli eventi dosando entrambe le esigenze. Partiamo dai fatti. Una mia amica ha deciso di far castrare il suo gatto perché con i suoi schizzetti d’amore impuzzava la casa. Verrebbe da dire che la natura va tutelata e se la puzza di gatto non ti sta bene allora tanto vale che prendi una femmina, oppure non ne prendi. La mia amica (che spero non legga questo articolo, altrimenti non mi parlerà mai più) con il tipico istinto da “Io ti salverò”, mesi fa ha trovato un gattino zoppo in mezzo alla spazzatura e ha deciso di salvarlo e così facendo sentirsi migliore. Il mondo è pieno di donne e ragazze che non resistono alla tentazione di salvare i gatti per strada, per sentirsi migliori, ed inconsciamente credere di salvare se stesse. Andiamo avanti. Il gatto è stato salvato, ma dopo mesi di vita normale la sua naturale puzza è diventata di troppo, quindi..zakkk!..castrazione! Il gattone è stato castrato venerdì. Il veterinario gli ha messo il collare di plastica affinchè non si leccasse le ferite, ma siccome glielo ha messo largo, il gatto appena arrivato a casa se lo è tolto ed ha iniziato a leccarsi come un maiale. Sabato mattina la mia amica tenta di rimettergli il collare. Non sa che i gatti odiano (com’è naturale che sia) il collare e sono disposti a qualunque cosa pur di non indossarlo. Tranquilla come una Pasqua lei ci prova e il gatto le si rivolta contro impazzito, mordendola. La mia amica resta traumatizzata.. “ma com’è possibile che il mio gatto, che tanto amo, mi graffi e mi morda?? Non mi riconosce più? E’ impazzito?? Oddiiiooooo!!!!!!”. Il panico. Mia sorella ed io veniamo chiamati in causa. Lei, in quanto buona amica dal cuore generoso che sa farla ridere. Io, in quanto amico psicologo che in passato ha avuto gatti e sa maneggiarli. Neanche il tempo di un caffè dopo pranzo, che già parto per la missione. Appena arrivati nella casetta, la situazione è chiara. Il gatto dorme tranquillo. La padrona finge tranquillità, ma è terrorizzata dal suo gatto. Ha paura di lui e si sente in colpa per 1001 motivi. Si comincia a chiacchierare del più e del meno. L’amica si tranquillizza ed il gatto dorme beatamente. Ogni tanto si muove, lei lo guarda preoccupata (anche se sta benone), lui lo capisce, ne gode, e si riaddormenta. Psicologicamente la domina del tutto. Passa un’ora, passano due ore, passano tre ore, ad un certo punto mi rompo le palle e dico “allora proviamo a mettergli il collare?”. Il terrore si dipinge negli occhi dell’amica. Inizio a spiegarle che il gatto è normale che non voglia il collare, ma va messo per il suo bene, che l’importante è che l’operazione sia andata bene e questo è solo un effetto collaterale, che gli animali per quanto affettuosi siano con noi, prima o poi un morso o un graffio ci scappa perché comunque sono pur sempre animali (e in tal senso le mostro le cicatrici che mi ha procurato il mio cane adorato in passato sul polpaccio). Macchè! Come sempre accade lei mi dice “si..si..anto lo so..hai ragione..ma..ma…” ma questo e ma quello.. L’indecisione regna sovrana. Convinciamo l’amica a fare un tentativo. Siamo in tre persone contro un gatto. Si prova.. Il gatto reagisce.. graffia a destra e sinistra.. fugge e s’intana sotto un mobile. Classico primo tentativo fallito. Nessuno di noi sperava di riuscirci a prima botta, serviva più che altro a tastare il terreno. Con la faccia più serena del mondo mi volto dalla mia amica, che invece è in stato tremante e dice “e ora che si fa, resterà la sotto, e magari là sotto si lecca e non si può impedire.. sono rovinata!”. Le dico che deve semplicemente prendere una scopa e lo facciamo uscire. E che ci vuole? L’idea terrorizza la mia amica che si sente odiata dal suo gatto, si sente immeritevole del suo amore, si sente una persona schifosa che ha deciso di castrare il suo animale adorato, si sente in colpa. Dopo mille storie arriva la scopa. Come tutti i gatti del mondo, anche questo inizia a litigare con la scopa e dopo 10 secondi esce da sotto l’armadio. Classico. Normalissimo. “Il mio gatto non ha mai fatto così, devo farlo ricoverare!”. Mi volto, la guardo, le dico “ricoverare per quale motivo? Sto gatto sta meglio di me!”. Lei mi guarda come se fossi un pazzo. “Ma non lo vedi come fa? Non ha mai fatto così! Lasciamolo stare”. Mantengo la calma e le dico “Guarda che nessun gatto ha piacere ad aver messo il collare di plastica, lo odiano tutti, è normale. Mica lo vogliamo ammazzare, dobbiamo solo impedire che si lecchi il medicinale e si avveleni”. Decidiamo di fare un nuovo tentativo. La nostra amica è contraria, ma non si oppone del tutto, comprendiamo comunque che non parteciperà all’assalto. Indosso due guanti da cucina imbottiti nella mano destra, ed uno solo nella sinistra. Blocco la testa al gatto, lasciando che mi morda inutilmente la mano destra, dove non si sentirei nulla. Mia sorella tenta di infilargli il collare. Lui prova a divincolarsi. Gli blocco la testa al muro. La mia amica inizia a piangere. Mia sorella le dice di star calma. Io mi distraggo. Il gatto mi azzanna e trita la mano sinistra. Me la disintegra. Sono costretto a mollarlo. La mia amica sentenzia che dobbiamo lasciare il gatto tranquillo. Come se fossimo andati lì per ammazzarlo. Seguono inutili chiamate al veterinario di turno. Occorrerebbe solo una persona in più e tanti guanti. Il gatto non è pazzo, è solo contrario, ed è normale sia così. La mia amica è sempre più convinta che vada ricoverato. Arriva un altro ragazzo per portarci altri guanti. Il gatto è tranquillo. Proponiamo un nuovo tentativo. L’amica si oppone vigorosamente. Glielo diciamo 5 volte. Per cinque volte dice di no e afferma che preferisce stare sveglia tutta la notte e sorvegliarlo affinchè non si lecchi. In pratica il gatto ha vinto. Se ne starà comodamente a dormire tutta la notte, mentre la padrona starà sveglia con due occhi così a guardarlo. Io ho una contusione nella mano e un dito nero. Meglio sacrificarsi, piuttosto che agire in modo razionale. Meglio sacrificarsi piuttosto che accettare una perdita che non sarebbe elaborabile. Sarebbe interessante andare a guardare perché i gatti siano tanto amati dalle persone che tendono alla depressione e soprattutto al masochismo. Particolarmente tra le ragazze. Da un gatto si dipende, mantenendo sempre l’illusione che ci ami e dicendoci poi che anche lui si fa i cazzi suoi e non ci vuol bene, ma ci sfrutta. E questo per un masochista è roba da orgasmo. Un cane è troppo impegnativo, ti dona troppo affetto e troppe attenzioni. C’è il rischio che ti coccoli, piuttosto che farti sentire una merdaccia come invece fanno i felini. Un gatto è meno impegnativo, al massimo mangia croccantini ed un po’ di pesce. Non devi cucinare per lui, col rischio di ottenere un successo culinario. Non devi scenderlo per fargli fare i suoi bisogni (col sole e con la pioggia) ed hai la possibilità di amarlo senza essere ricambiato, almeno in modo palese. Se hai il gatto puoi usare quei bauletti colorati che sono tanto trendy e puoi andare dal veterinario fusto, senza avere un cane che ti riempie felicemente di pelo la macchina. Il gatto piace ai depressi, perché i depressi non vogliono uscire di casa ed i gatti nemmeno. Entrambi vorrebbero solo dormire e non mangiare mai. Un cane mangerebbe sempre e cerca in ogni modo di farti alzare dalla poltrona. Talvolta c’è anche la soddisfazione tutta masochista di stare svegli per lui, mentre lui se la dorme della grossa. Le ragazze che hanno gatti si riuniscono in circoli, per passare il pomeriggio a parlare di dieta, gatti e delusioni d’amore. Un bel modo per non cambiare mai. Ripenso al film francese “Ognuno cerca il suo gatto”, in cui la protagonista è una ragazza depressissima, che non ha contatti umani, ma vive solo per il suo gatto. Un giorno il felino scappa e lei gira come una pazza per il quartiere per ritrovarlo. Così facendo è costretta ad aprirsi agli altri, a parlare con chi aveva vicino, scoprendo se stessa e ciò che la tratteneva dal costruire relazioni interpersonali. Ripenso ad “Arancia Meccanica”, in cui c’è una signora che vive in una megavilla da sola, con una tribù di gatti. E poi c’è anche “Colazione da Tiffany”. La psicanalisi parla di certi comportamenti utilizzando il concetto di meccanismo di difesa dello “spostamento affettivo”: inconsciamente spostiamo i nostri affetti (positivi e negativi) da un oggetto ad un altro. Così nascono talune passioni sfrenate o in modo speculare talune fobie. Mi fermo qui, penso di essermi già guadagnato abbastanza “vaffanculo” da parte di Tiscali. Alla prossima. .




I film che vedresti sempre (…e ti vogliono bene)

13 04 2007


Ci son film che vedresti sempre. Film che hai visto 50 volte, ma continui a rivedere, perché anche se sai le battute a memoria (o forse proprio per questo motivo) hanno in sé un qualcosa di rasserenante, rassicurante. Ci son film che hanno un effetto medicinale, come pochi altri, ma credo anche che ognuno abbia i suoi. Io ad esempio, in momenti brutti del passato, caricavo la videocassetta di ?Pulp fiction? e la mente si rasserenava per 2 ore e mezzo. Magari molti altri si sentirebbero male solo a vederne una scena, ma per me è terribilmente rassicurante.
Ci sono film che hanno la capacità di coccolarti, di dirti che sei cresciuto, sei diventato grande, ma loro ci sono sempre e in qualche modo ti accompagnano. Mi verrebbe da dire che più che altro sono commedie, ma forse non è neanche così. So per certo che la mia fidanzata, ad esempio, ha visto ?il Padrino? centinaia di volte e tutte le volte che lo rifanno in tv lo vede. Il fatto che ami tanto il padrino e poi si sia innamorata di un siciliano ogni tanto mi da da pensare, ma voglio credere sia solo una coincidenza! Restando in tema, però, io ad esempio non so resistere al richiamo di ?Shining?. Tutte le volte che lo fanno lo vedo. E sono tante. Il percorso del bimbo col triciclo lo conosco a memoria. Anche questa è una coccola cinematografica? Potrebbe sembrare assurdo, ma forse è proprio così.
Ho visto e rivedrei cento volte ?Casablanca?. Ed ?Io e Annie?. E ?The Truman Show?. Ed ?Harry ti presento Sally?. E ?Borotalco?. E ?L?Infernale Quinlan?. E ?Notting Hill?. E ?Quattro matrimoni e un funerale?. E ?Intrigo internazionale?. E tanti tanti tanti ce ne sarebbero da dire.
Li metto e recito le battute con gli attori. Poi in alcuni momenti penso pure ai fatti miei.. non seguo neanche la trama.. è un po? come se sapessi che tanto il film non si arrabbierà con me per questo.. starà lì a continuare per conto suo.. e poi dopo un?oretta ci rincontreremo. Magari ne perderò mezz?ora con la testa tra le nuvole, ma ci sarò quando i personaggi diranno ciò che in quel momento ho bisogno di sentirmi dire. Quei personaggi lì in tv sembrano quasi vecchi amici, di quelli che chiami al telefono e sei sicuro verranno a tirarti su il morale, con discrezione e comprensione.
Ci son film che vedresti sempre. Ci son film che vedi sempre. E in qualche modo ti dicono che sei fatto così. E ti vogliono bene, nonostante tutto.




Pasqua all’Acquario di Genova: Pinguini

10 04 2007


Ecco la foto di un simpaticissimo pinguino con la ali aperte intento a tuffarsi nella vasca :-)




Pasqua all’Acquario di Genova: Il Pesce Sega

10 04 2007


Nella gigantesca vasca degli squali, sostava dormiente sul fondo il famoso PesceSega… a vederlo con questo muso allungato sembra quasi comico!




Pasqua all’Acquario di Genova: Tartaruga

10 04 2007


Placida e tranquilla, come la tartaruga del cartoon “Nemo”, ecco una foto della Tartaruga della Barriera Corallina.. come nuota caaaalma…. Solo a guardarla metteva serenità..




Pasqua all’Acquario di Genova: Delfini

10 04 2007


Ma ci sono animali più dolci dei delfini? Che belli…. Ecco una foto della mamma che nota con la figlioletta vicino..




Pasqua all’ Acquario di Genova: Meduse

10 04 2007


Quest’anno sono andato per Pasqua all’Acquario di Genova con la mia fidanzata… una gran bella gita in macchina di 3 ore, ma ne valeva la pena.. ecco qualche foto..
Le meduse.




300: polvere e sangue ben miscelati

10 04 2007


Negli anni ?50 e particolarmente ?60, andava forte il cinema di stampo mitologico, soprattutto sulle leggende greche e romane. I grandi studios americani, trasferiti a Roma, girarono ?Ben Hur?, ?Quo Vadis?, ?Cleopatra?, ?Gli Argonauti?. Come dimenticare il mitico Ulisse interpretato da Kirk Douglas? Un mito appunto.
Poi c?era la ?mega serie B? del genere, cosiddetto ?Peplum?, per via dei gonnellini portati dagli attori che erano certo poco versatili dal punto di vista espressivo, ma pompatissimi dal punto di vista di massa muscolare. Un nome per tutti: Reg Park, palestratissimo Ercole nei film ?Ercole al centro della terra? e ?Ercole alla conquista di Atlantide?. E nel 1964 Capitani fu il regista del film da apoteosi assoluta: ?Ercole, Sansone, Maciste e Ursus, gli invincibili?. Come dimenticare ?Sansone e il tesoro degli Incas?, che sempre nel ?64, proponeva un film che iniziava peplum e finiva western?
Poi per anni, se non secoli, il peplum è scomparso.. qualche filmetto su Cristo ogni tanto, negli anni ?70 e ?80 ma poca roba. Poi nel 2000 la riscoperta del genere con ?Il Gladiatore? e un ritorno alla passione per il film in toga, con ?Troy? (divertentino-ino-ino) e ?Alexander? (sistematicamente pietoso).
Adesso, complice il precedente film tratto dai fumetti (pardon.. graphic novel!) di Frank Miller ?Sin City? (che a me non era piaciuto per niente), ecco giungere a noi ?300?.
Un film schietto, diretto dal regista videoclipparolo Zack Snyder e interpretato da Gerard Butler e dalla ?niente male? Lena Headey.
Ho visto ?300?, sull?onda della curiosità, delle polemiche abbastanza buffe che sono state costruite ?ad arte? al solo scopo di fare pubblico, e della speranza che il film non mi deludesse così come invece aveva fatto ?Sin City?.
E devo dire che tutto sommato lo ritengo un film migliore del precedente.
?300? discende direttamente da quel sottogenere ?B? che ho prima declamato gioiosamente.
Il re Leonida al posto di Maciste, e i Persiani al posto dei vari nemici. Il fatto storico è uno sfondo, un contesto figurativo, all?interno del quale i personaggi iperstereotipati si muovono seguendo regole semplici ma ferree. Il valoroso, il traditore, il deforme, il giovane. Del resto il film si basa su un fumetto che rilegge a modo suo la battaglia delle Termopili, non è un film sulle Termopili.
E ancor meno è un film sulla guerra in Iraq o sulle insidie dell?Iran. Il tentativo che si fa, di rileggere politicamente un film del genere, mi sembra davvero eccessivo. Gli americani indomiti come gli spartani, gli europei mollaccioni come gli ateniesi, gli iraniani infidi come i persiani.
Messo così, sarebbe un film stupido, noiosamente conservatore e poco altro.
Io preferisco vederla diversamente. Certo, se fosse una partita di calcio si direbbe che è ?una partita maschia?. Certamente è un film maschione, basato sul testosterone, più che sull?ingegno. Ma del resto quasi tutta l?epica classica è così. Lo sforzo muscolare che in sé si propone come sintesi narrativa di un agire mediato dall?intelletto. Non è un film storico e non ha le pretese di essere politico.
Così come accadeva nei film di Maciste, poggia tutto sullo stile, più che sui contenuti. E dallo stile trae la sua forza. Uno stile molto da effetti speciali, certo.. ma uno stile comunque speciale, che tutto sommato lo rende interessante e superiore a tanti altri film colmi di tante alte ed assurde pretese. Non siamo dalle parti del capolavoro, naturalmente, ma un sabato sera o una pasquetta ci posso stare bene. Alcune scene girate al rallenty ad esempio son molto belle. Si potrà dire che dal punto di vista visivo è uno dei tanti ?figli di Matrix?, tuttavia l?uso dell?immagine sporcata di sangue, pastosamente ocra, è affascinante. La sceneggiatura non è data dalla voce narrante (che comunque è molto meno noiosa di quella finto-darkeggiante di ?Sin City?), né dalle poche battute dei protagonisti. La vera sceneggiatura è data dal movimento dei mantelli rossi dei soldati spartani, dalla loro plasticità muscolare. Se già in molti si era insinuato il dubbio che ?Il Gladiatore? non fosse storico ma fantascientifico, qui il dubbio non c?è.. è fantascienza, da godere senza porsi troppi problemi e con una bella montagna di pop-corn.