una storia di piccioni affamati

28 03 2007


Ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti per le storie che ho pubblicato nei giorni passati.
Allora pubblico una storia monotona così la smetterete una buona volta con questi complimenti e potrò tornare ad urlare contro i politici come faccio sempre. Ecco!

Il piccione atterra sulla piazza, intorno alle 15:47. Sgambetta tranquillo, beccando qualche piccolo pezzetto di pane, lasciato in terra dalla folla giapponese, appena passata di lì, fermatasi a pranzare per strada. Lento, con quello strambo movimento della testa, avanti e indietro, passeggia, pure lui come i turisti, ossevando intorno a sè i visitatori, quelli di cui fidarsi, e quelli da cui star lontano. A pochi passi da lui Paolo e Antonio litigano. Il piccione è metodico, capisce che da quei tre francesi c?è da aspettarsi molte briciole, e così li studia, li osserva, li raggira. Poco dopo ne giunge un altro, che osserva i francesi e capisce che di quei grandi panini che mangiano, un bel pò andrà a finire nella pancia di qualche uccello, e spera che quell?uccello sia lui stesso. Ma sa anche, questo secondo piccione, che per riempirsi lo stomaco dovrà prima combattere il primo piccione. I due piccioni, allora iniziano a studiarsi. Si muovono in tondo, si studiano. Lì vicino Paolo e Antonio smettono di litigare e vanno a prendere un caffè. Il secondo piccione comincia a girare intorno alla signora francese, mentre il primo piccione si avvicina al marito, che sembra sazio, ma in verità ha tutta l?aria di essere un signore che mangia molto. Nessuno dei due piccioni si preoccupa del figlioletto, che mangia voracemente. Poco lontano Anna ricorda d?aver dimenticato il toast a casa e attraversa la strada senza guardare l?auto che sta arrivando. Il bambino francese mangia senza sosta il suo panino, progressivamente si sporca senza vergogna e pezzi di pomodoro iniziano a piovere dal panino sul terreno. I due piccioni, però son troppo intenti nei loro rispettivi obiettivi, dunque non prestano attenzione al rosso pomodoro sul terreno. Il primo piccione comincia a trotterellare intorno al signore francese, facendosi bello. Gira e rigira intorno al signore dalla grossa pancia, che sembra sempre più sazio, e quasi comincia a guardare il suo panino con disgusto. E? un panino con tanta mollica. Dentro sembrano esserci almeno due fette di salame, e tra i due strati, forse anche una fetta di provola dolce. Nelle vicinanze Simona schiva una donna che attraversa la strada senza guardare, perde il controllo dell?auto ed entra con la macchina dentro una caffetteria. Il secondo piccione vede la signora francese sorridere mentre lo guarda, allora si avvicina e capisce che in modo strano quella signora sta parlando con lui. Il piccione non può capire cosa gli stia dicendo la signora, ma spera che ella si stia affezionando e ciò la convincerà a dargli qualche mollica di quel panino. In una strada vicina Anna apre gli occhi, ritrovandosi distesa sull?asfalto, ringrazia il cielo di esser ancora viva e maledicendo se stessa per aver attraversato la strada senza guardare alza lo sguardo e vede un gruppo di persone che corrono verso un bar lì davanti. I due piccioni si sentono ormai vincitori, son sicuri che l?uomo o la donna daranno loro sicuramente qualche mollica. Magari non riusciranno ad avere del prosciutto, o del formaggio, ma un pò di mollica sembra ormai certa. Nel frattempo il bambino francese si è macchiato camicia e pantaloni, all?insaputa dei genitori. Sua madre è intenta a mangiare guardando un piccione grosso grosso. Ogni tanto la signora si chiede se può dar al piccione un pezzo di pane, ma poi evita di farlo, ritenendo che tutta quella senape dentro il panino potrebbe far male al povero uccello. Il marito, invece, è intento a vedere una massa di persone che corrono verso il bar dove poco prima aveva comperato i panini per sè, sua moglie e loro figlio. Il bambino guarda due piccioni vicino ai suoi genitori e li chiama, per dargli qualche pezzo di panino, ma gli uccelli sembrano non sentirlo. Vorrebbe avvicinarsi loro, ma quel becco e quelle ali gli mettono un pò di paura. Nel locale lì vicino Paolo apre gli occhi e vede il cruscotto di una macchina che ha sfondato il bancone, e la macchina del caffè che emana un gran vapore. Il primo piccione comincia a spazientirsi. Capisce che il signore sta mangiando un panino davvero buono. Il secondo piccione capisce che dalla signora può ricevere tante carezze, ma niente pane, e quindi si decide a volar via. Il bambino vede che un piccione è scappato e allora sconfigge la sua paura e decide di avvicinarsi verso l?unico rimasto, per dargli un pezzo di panino. Si avvicina piano piano, un pò per non spaventarlo, un pò perchè ha ancora un pò di paura . Nel frattempo sopraggiunge un?ambulanza e dei bianchi infermieri si fondano dentro il bar semidistrutto. Il piccione ha ancora voglia di lottare, perchè vede che quel grassone di un francese è ormai troppo sazio e non riuscirà mai a finire il panino. Tuttavia c?è un nuovo problema: c?è un uomo più piccolo,un bambino, che si avvicina in modo minaccioso. Il piccione non sa cosa fare. La voglia di quel panino è tanta, tantissima, e sta combattendo da un?ora per averlo. Al tempo stesso, però, si dice che non vuol morire per un panino, e quell?uomo piccolino è sempre più vicino, sempre più . Non c?è tempo. Scappa. Il bambino vede il piccione alzarsi e pensa che volare dev?esser splendido. Al terzo piano di un ospedale, in una via vicina, Antonio apre gli occhi e vedendo Simona si dice che non ha mai visto un viso così dolce.




Tu sola mi spogli…e rivesti da Re

23 03 2007

<Che visi bianchi…tutti visi bianchi…si certo le donne son truccate…ma pallide…gli uomini son tutti infilati in quei vestiti da gangster…tutti in gessato…con i baffi ben lucidati…i capelli perfetti e le scarpe nuove nuove…e aspettano…aspettano la mia voce…o forse neanche…aspettano che la pupa che gli sta davanti gli dica si…oppure il capo del capo del capo del loro capo gli dica che cosa devono fare domani…se vivere o morire…se quel negozio di cinesi va ripulito…o se quel banchiere va rovinato…mhà…la borsa…e chi ci capisce nulla…corrono corrono…e poi arrivano qui la sera…per scordarsi la giornata…per scordarsi che domani devono fare questo e quello…o magari non devono fare nulla…aspettare…aspettare…e aspettando fumano…fumano e bevono…magari bevono di nascosto…che quella pupa lì di fianco non è certo bionda…e non è certo la moglie…fumano e dimenticano…anche che sono qui si dimenticano…anche ste note del cazzo dimenticano>.
Questi, più o meno, erano i pensieri di Antoine La Paglia, detto Antoine Black .
Antoine cantava nella piccola band ?The 10th Street band?, ed era esattamente il 3 di febbraio del 1934. Ed erano le 20 e 46. Ed era Chicago. Fino al 7 dicembre erano stati a San Francisco, da lì poi a Minneapolis fino al 12 di gennaio, poi erano giunti lì, a Chicago. Che freddo in quella città. Troppo freddo in quella città.
Il “New Firelight Club” non era in centro. Era in mezzo a palazzi vecchi, rifatti a nuovo, che la gente che voleva trovarlo, questo posto, sapeva come trovarlo. E chi non doveva saperlo, non lo sapeva. Un club per pochi. Lo gestiva Paul Zorowitz, un polacco che sudava e beveva e gestiva i suoi guai e i suoi malanni. Si era inserito bene in città, non voleva guai e non si metteva in condizione di averne. Un capo dei capi, voleva far fruttare un vecchio scantinato, ma non voleva guai. Voleva qualche soldo, ma non ce li voleva rimettere. Paul si era presentato come uno che sapeva il fatto suo. Nessuno gli chiedeva da cosa fosse scappato, forse i brutti venti dalla Germania, o forse qualche polacco cattivo che gli voleva male. Poco importava. Paul gestiva bene quel posto, faceva in modo che la gente si divertisse per qualche ora, chiamava qualche amico per suonare, e magari riciclava qualche dollaro sporco, facendolo tornare pulito come un pannolino.
Paul aveva conosciuto Antoine il mese precedente, a Minneapolis. Gli era sembrato bravo e l?aveva invitato a suonare per un pò da lui.
Le pareti del club vedevano tanta gente tutte le sere, gente di tutti i tipi, bella e brutta.
C’era Ron Bennis, il capo della zona sud. C?era la piccola veditrice di sigarette Jenna Limpton.
C’era Simòn Lanoise, che tutte le sere scendeva al locale, dimenticandosi la sua vita. Simòn non pagava per entrare. Non avrebbe mai pagato. Aveva salvato la vita di Paul quando il polacco appena arrivato in città stavano per accopparlo. Non era stato un gesto eroico, ma Paul le doveva la vita e Simòn non avrebbe mai pagato per entrare al “New Firelight”. Simòn, occhi intensi e stanchi, mani lunghe e curate, conosceva la vita, e sapeva come la si deve prendere, con i suoi alti e bassi.
Lavorava tutto il giorno, e ogni mese faceva un lavoro diverso, o quasi. Forse lo faceva per fuggire, forse per non farsi ingabbiare dalla noia. O magari semplicemente era un modo per divertirsi.
Al momento sgobbava come stiratrice. La sera, anche se stanca, andava a farsi offrire un bicchierino da Paul e sentiva un pò di musica. Amava la musica. Dolce, lenta, di quelle che poteva anche chiuder gli occhi, e sentirla scorrere dentro, leggera.
<Di tutte le stelle…mia dolce bambina…tu sei la più grande…tu sei la regina..>, al buio, nel silenzio, Antoine iniziò a cantare. Senza accompagnamento musicale, solo la voce, nel buio.
Entrata ad effetto. Paul aveva chiesto di evitare canzoni politiche e canzoni trasgressive. Ma Antoine se ne infischiava.
In un angolo in fondo Anna Teredova, bionda, e troppi gioielli, scrutava tra i tavoli, se c’era qualcuno da spennare. E mentre osservava, sognava una vita migliore.Anche lei dell’Est, anche lei a cercar fortuna. Ma non posso essere tutti fortunati.
Iniziò la musica. Un pianoforte, una piccola batteria, un contrabbasso. Una piccola luce illuminò Antoine.Vestito nero. Camicia bianca. Papillon slacciato. Spettinato.
<Di tutti quei sogni…che scorrono in me…tu sola mi spogli…e rivesti da re>.
Paul fece una smorfia. Non era contento di quello “spogli”, ma pazienza.
Anna sognava e rubava, Paul sopravviveva, Antoine e Simòn si guardavano, nei loro misteri .




Una vecchia storia di spiriti e coltelli

22 03 2007

 Riprendo dal cassetto una vecchia storia che tenevo conservata in mezzo alla polvere…. un racconto circense..

Paulus Gorzius era grosso e aveva baffi lunghi. La mattina si svegliava e rimirava allo specchio la sua calvizie. Poi, prima che la moglie si svegliasse, si metteva la parrucca rossa, e si avviava alla vita. Usciva dal suo carrozzone e guardava cavalli e cammelli. Li accarezzava. Si svegliava presto, all’alba, e prima di fare il thè alla moglie, accarezzava gli animali. Così cominciava il giorno, e forse era il miglior momento della giornata, quando era solo coi suoi pensieri. Il sole freddo sorgeva e lui camminava lento e silenzioso, con un vecchio cappotto. Paulus era il padrone del circo “Zambaràn”, l’ultimo di una dinastia. Suo padre, Augustus, aveva ingrandito il circo, comprando i cammelli, ad una fiera di Parigi. Il nonno Gorzius, aveva inserito il numero dei giocolieri bendati. Il trisavolo Augustus, era stato il grande Augustus Gorzius, che aveva dato vita al circo. Ogni mattina rifletteva sul fatto che anche a lui toccava di rinnovare il circo in qualche modo. Ma ancora non aveva capito come fare.

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Ma che bel perbenismo!!! Tutti santi !

21 03 2007


Per la serie ?quanto mi piace guardare dal buco della serratura.. fammi spazio!!? .
Sfoglio i giornali e vedo con quale e quanta insistenza si parla del portavoce del governo Sircana, delle sue foto compromettenti e del fatto che secondo alcuni dovrebbe dimettersi dalla sua carica pubblica. ?Vizi privati e pubbliche virtù? si diceva una volta.
La faccenda mi fa pensare all?inizio del film ?Piume di struzzo? (che poi sarebbe il remake americano dello spassoso ?Il vizietto? con Tognazzi?) in cui un senatore ultraconservatore americano scappa da Washington travolto dallo scandalo del collega trovato in compagnia di una prostituta nera minorenne. Alla fine il senatore (interpretato dal grandissimo Gene Hackman) finirà col ballare in una discoteca per travestiti.
Fossimo in U.S.A. il povero Sircana sarebbe già allo spiedo. Gli americani perdonano si vada a bombardare allegramente in mezzo mondo, ma se un onorevole c?ha un?amante, o un vizietto qualunque, è la disgrazia.
Qui siamo in Italia, ma non ci possiamo lamentare. In 50 anni di Democrazia Cristiana, non c?erano più armadi così capienti da mantenere tutti gli scheletri da nascondere. Che onorevoli e starlette di vario titolo siano sempre stati un?accoppiata malefica non lo scopriamo certo ora.
Ora, il Sircana in questione (che detto tra noi mi è sempre sembrato il sosia di Fassino, ed essendo magro da far schifo ha tutta la mia simpatia) che cosa ha fatto? I fatti son questi: ci sono 3 o 4 foto in cui lui si accosta ad un marciapiede vicino ad un transessuale, parla brevemente e poi se ne va. Se ne va solo. Oooohhh ma che peccatoreeee!!! Ooohhhhh ma che diavolacciooo!!!!! Il problema dove sta? In che modo una cosa del genere rientra nella sua attività governativa? In che modo un fatto del genere significa che lui non è più in grado di adempiere al suo ruolo istituzionale?
Sircana fa sfruttamento della prostituzione? Direi di no.
Sircana fa uso di droghe? Non lo possiamo dire, ma certo da queste foto non si evidenzia.
Sircana è un gran diavolaccio curiosone che una sera d?estate gli è venuto in mente di chiedere ad un transessuale quanto prende per le sue pratiche? Si, magari è così. Il reato dov?è?
Sircana è un peccatore che si compiace nel godere sessualmente con dei transessuali? E se anche fosse? Se anche Sircana si facesse un transessuale a notte, questo che c?entra con la sua attività di governo?
Se non ci fosse stato (purtroppo) il rapimento di Mastrogiacomo, da dieci giorni non parleremmo d?altro!
Viviamo in una società dominata dalla cocaina e facciamo finta di niente. Viviamo in una società dominata dall?usura e dal racket e nessuno confessa di pagare. Viviamo in una società in cui tutti si accordano sottobanco con tutti per interesse privato in atti d?ufficio e stiamo dieci giorni a parlare della foto di Sircana??
Ma stiamo scherzando?? Capisco che parlare di cose serie alla lunga diventa noioso, ma qui la campanella di fine ricreazione non suona mai ?




MASTROGIACOMO LIBERO !!!!!!!!!

19 03 2007


Che gioia vedere certe immagini.. che gioia sapere che tutto è passato :-) Grazie a tutti coloro che si sono impegnati per favorire il rilascio.. e grazie soprattutto ad un grande grandissimo uomo Gino Strada.. grazie!!!




si nasce..si cresce..s’impara…

18 03 2007


Si nasce.. si cresce.. si impara… si impara che quando abbiamo un bisogno impellente e non lo sappiamo più trattenere ci viene da urlare e iniziamo a piangere, ed il più delle volte la mamma viene a toglierci quel bisogno che ci fa star male e allora mangiamo o veniamo dondolati o veniamo puliti.. si impara che c’è la sofferenza e c’è la soddisfazione… si impara a guardare i visi della gente e si notano gli occhi, le sopracciglia, le labbra, i baffi… si impara a rispondere al sorriso della madre e poi a quello del padre e si sorride a loro a nostra volta.. si impara che la bocca è morbida e ci sono cose morbide e cose dure e mettendo le cose dentro la bocca possiamo capire cosa è morbido e cosa duro e possiamo iniziare a classificare il mondo.. si impara a percepire un contatto con chi ci sta vicino, a tenerlo dentro come regola di vita e così nascono i modi di costruire legami di attaccamento con gli altri per il resto della vita, attaccamento sicuro e attaccamento insicuro, di chi ti puoi fidare, di chi non puoi fidarti e se una fiducia è davvero possibile.. si impara a muoversi da soli in luoghi sconosciuti staccandosi dai genitori, convinti che poi si può far ritorno alla base e li si ritroverà, il più delle volte è così, ma talvolta no.. si impara che ci sono cose che si muovono da sole e hanno la vita dentro e per questo sono vive ed animate, ed altre che non sono così… si impara a stare senza il ciuccio perché non possiamo conoscere più il mondo solo attraverso le labbra ma dobbiamo usare le mani, gli occhi, i piedi.. si impara che quando vediamo qualcuno con una siringa avvicinarsi a noi e poi scompare perché va alle nostre spalle e poi sentiamo un gran dolore, tutte queste cose sono collegate e ce la prendiamo con chi ci teneva fermi mentre ci facevano la puntura… si impara che si può fare finta che si è in tanti anche se si è soli, usando la fantasia ed una sedia può diventare un treno e un bastone un cavallo e tutto questo si chiama gioco si impara che possono nascere altri figli ai nostri genitori e questo significa che non siamo i più importanti del mondo, ma siamo comunque importanti… si impara ad esprimere le proprie emozioni e le proprie necessità non solo piangendo ma lallando, sillabando, infine parlando… si impara a dire di no… si impara a fare cacca e pipì nel water e a sentire che bisogna anticipare le necessità del proprio corpo e nelle cose della vita bisogna essere capaci di autogestirsi con autocritica talvolta ma senza colpevolizzarsi per ogni errore che si fa.. si impara che ogni anno c’è un compleanno e questo significa regali ma significa anche che abbiamo un anno in più… si impara che esistono altri bambini simili a noi e con loro si può giocare mettendo degli oggetti in comune ed usandoli insieme.. si impara che entrando in relazione con gli altri qualcosa si perde e qualcosa si acquista… si impara a mangiare a tavola, che le cose vanno mangiate con gusto quando piacciono, ma non si può dire “che schifo” e buttare tutto in aria, perché ci sono cose necessarie.. si impara ad imparare, si va a scuola e si incontrano un sacco di bambini che sono come noi, che parlano più o meno come noi, ma che magari sanno parole diverse, ed allora le nostre parole aumentano a dismisura perché la voce non serve più solo a chiamare i nostri genitori o i nonni o i fratelli, ma si capisce che oltre che ad esaudire un bisogno, quella voce serve per comunicare… si impara che per ottenere una cosa si può scegliere di essere violenti o fermarsi alle parole… si impara che c’è una voce che abbiamo dentro che ci dice quello che dovremmo fare, che talvolta è piacevole ascoltare e talvolta no, che talvolta ha la voce grossa e quella voce sembra ricordarci tremendamente quando da piccoli venivamo sgridati da mamma e papà… si impara che c’è il giorno e la notte, la luce e il buio, il bene ed il male, il caldo ed il freddo, il maschio e la femmina, e la possibilità di decidere… si impara che ci sono gli esami e dopo gli esami viene l’estate e l’estate è piacevole ma prima o poi gli esami ritornano sempre… si impara che c’è la morte, che qualcuno la chiama paradiso, qualcuno la chiama cielo, qualcuno la chiama lontano, ma in ogni caso significa che qualcuno a cui volevamo bene non lo vedremo mai più… si impara che l’uomo e la donna son diversi e questa diversità rende possibile la nascita dei bambini e questi bambini nasceranno dalla donna e i figli non nascono solo da persone sposate… si impara che quello che ti hanno detto i tuoi genitori è diverso da quello che ti dicono i tuoi compagni e le tue idee si iniziano a complicare e la vita ti sembra meno semplice… si impara che c’è una persona che chiami amico del cuore e di essa ti puoi fidare, ma anche con essa ci sono momenti in cui litighi… si impara che c’è chi sa essere appariscente in un gruppo di amici e chi per timidezza evita di parlare, che confondersi nella folla è più facile ed utile e ci si sente più protetti, ma spesso ci fa perdere la nostra originalità si impara che non sempre si ha la forza che si vorrebbe avere e che ci sono giornate in cui succedono delle cose che valgono una vita e non dimenticherai mai… si impara che l’amore fa perdere l’appetito e fa sognare ad occhi aperti… si impara che la prima volta che baci qualcuno sulle labbra ti sembra che le labbra stiano brillando e poi esplodendo… si impara che i compiti per casa invece di diminuire vanno sempre aumentando… si impara che ci sono gli onesti e i disonesti e ogni giorno devi decidere da che parte stare, se scegliere ciò che è facile o ciò che è giusto.. si impara… .




Santo subito? Ma perché?

15 03 2007


Premessa. So bene che ciò che scrivo non piacerà a molti. E’ una cosa che metto sempre nel conto quando scrivo, ma mi permetto di ricordare che qui esprimo solo una mia libera opinione, che ritengo tale e non una verità assoluta. Accetto che altri la pensino diversamente da quello che dirò. Non è mia intenzione irritare nessuno, ma voglio usare questo spazio per dire la mia. Domanda. Ma perché Karol Woytila deve essere santificato subito? Quale è la necessità? Vogliamo dire che è stato un grande Papa? Diciamolo, io sottoscrivo. Per me è stato un buon Papa. Certamente meglio del suo successore. E’ stato un Papa che ha girato il mondo, che ha patrocinato azioni umanitarie, che in più occasioni si è speso per l’Africa ed il medioriente. Anche grazie a lui le dittature comuniste dell’est europeo sono crollate (oltre che per il fatto che erano destinate a crollare naturalmente.. ma vabbè..soprassiedo). Giovanni Paolo II è stato un grande Papa. Lo ribadisco. Si.. ma perché farlo santo? Dico.. non c’è nessuno che si alza e pone almeno la domanda?? Perché deve essere fatto santo? Dire che è stato un grande papa non basta?? A me non sembra cosa da poco. Cosa c’entra la santità?? Ha fatto grandissime cose.. si d’accordo.. anche Gandhi ne ha fatte, anche Kennedy, anche Martin Luther King, anche Mandela, anche tanti tanti altri. Ma perché santo? E perché subito? Io non lo capisco..




Liberati Francesco Arena e Cosma Russo in Nigeria.

15 03 2007


Con piacere.. con molto piacere copio la notizia appena letta dal sito di repubblica, sperando sia di buon auspicio anche per Daniele Matrogiacomo.
Francesco Arena e Cosma Russo, entrambi dipendenti dell’Agip erano
nelle mani dei guerriglieri dal 7 dicembre. “Ci hanno trattati bene”
Nigeria, i ribelli del Mend
liberano i due tecnici italiani
La moglie di uno dei due rivela: “Mi ha detto che per il loro rilascio i guerriglieri
hanno ricevuto dei soldi”. Ma l’Eni nega: “Non è stato pagato alcun riscatto”
ROMA – Francesco Arena e Cosma Russo, i due tecnici dell’Agip sequestrati il 7 dicembre scorso in Nigeria, sono stati liberati. “Una notizia che suscita vivo compiacimento”, ha commentato il ministro Massimo D’Alema. “Grande, grande piacere” è stato espresso dal presidente del Consiglio Romano Prodi. Il Premier ha inoltre rivelato che buone speranze in questo senso gli erano state date lunedì scorso dal presidente nigeriano Obasanjo, il quale gli aveva parlato della liberazione “entro 48 ore”, come poi è avvenuto. E “viva soddisfazione” per l’esito della vicenda è stata espressa anche dal presidente della Repubblica Napolitano, che si è dichiarato anche molto soddisfatto per l’impegno delle istituzioni italiane e dei loro rappresentanti in Nigeria.

Per quanto riguarda il pagamento o meno del riscatto, ci sono informazioni contraddittorie. “Ho parlato a lungo al telefono con mio marito – ha rivelato infatti Angela Fiaccabrino, moglie di Francesco Arena – mi ha spiegato che li hanno trattati bene ma ha aggiunto che per il loro rilascio sono stati pagati dei soldi. I sequestratori, che per il rilascio hanno ricevuto del denaro, hanno consegnato i due prigionieri al giornalista del ‘Corriere della Sera’ Massimo Alberizzi”. Ma poco dopo è giunta la secca smentita dell’Eni: “Ribadiamo che non è stato pagato nessun riscatto”.

Arena, 54 anni, di Gela (Caltanissetta) e Russo 55 anni, di Bernalda (Matera) erano stati rapiti – insieme ad un altro italiano, Roberto Dieghi, liberato il 17 gennaio per motivi di salute, e a un libanese, Imad Saliba, rilasciato il 21 febbraio – vicino una stazione petrolifera Agip nei pressi di Port Harcourt. Il sequestro era stato rivendicato dalla guerriglia del Movimento per la liberazione del Delta del Niger (Mend), in lotta contro il governo federale nigeriano. Accusato di privare la popolazione locale Ijaw degli ingenti proventi del petrolio.
Subito dopo la sua liberazione, Francesco Arena ha dichiarato: “Stiamo bene, e siamo stati trattati bene, nel modo migliore in cui si possono trattare le persone nella giungla. Spero di rientrare in Italia al più presto. Non ci possiamo lamentare: abbiamo vissuto nella foresta e hanno fatto in modo che noi stessimo meglio di loro, a noi davano l’acqua minerale e loro bevevano l’acqua sporca”. E anche Anna Maria Carella, moglie di Cosma Russo, ha espresso grande gioia: “Io e miei figli siamo al settimo cielo, per questa stupenda notizia”.

Parallelamente alla liberazione di Arena e Russo, il Mend ha annunciato che in futuro prenderà in ostaggio altri stranieri e che continuerà i suoi attacchi contro impianti petroliferi nello stato nigeriano di Bayelsa. Soprattutto contro quelli gestiti dall’Eni. Il leader e portavoce del movimento, Jomo Gbomo, ha sempre sottolineato, nei frequenti contatti con i media internazionali, che gli obiettivi del sequestro erano esclusivamente di natura politica. Ancora pochi giorni fa, Gbomo aveva fatto sapere in una mail all’Ansa che i due ostaggi stavano bene, ma che i tempi del loro rilascio potevano essere assai lunghi. Lunedì scorso il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, in un incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi, si era impegnato ad “adoperarsi anche personalmente” per la liberazione dei rapiti. Prodi aveva parlato di prospettive “incoraggianti”.

Il sequestro dei tecnici dell’Agip si era brevemente intrecciato con quello di altri due italiani, Lucio Moro e Luciano Passarin, entrambi friulani, dipendenti della PGH, società collegata alla Impregilo, catturati il 23 febbraio e rilasciati dopo tre giorni. Il Mend ha negato ogni coinvolgimento in quest’ultima azione.

Il Mend è venuto alla ribalta lo scorso anno con rapimenti, sabotaggi di oleodotti e attacchi alle piattaforme di Agip, Chevron e Shell, le principali compagnie petrolifere che operano nella regione. Il suo obiettivo dichiarato è la separazione dalla Nigeria e una redistribuzione dei redditi petroliferi a favore della poverissima comunità Ijaw, che conta circa 14 milioni di persone.

L’origine e la reale forza del movimento sono misteriosi. I suoi membri si definiscono combattenti per la libertà. Attribuiscono ogni responsabilità della attuale situazione al presidente federale Olusegun Obasanjo, che li costringerebbe alla lotta armata (sono una trentina i soldati nigeriani uccisi nel 2006 in scontri con la guerriglia).

La regione del Delta del Niger dove è attivo il Mend è un territorio della Nigeria del sud dai forti contrasti. Poverissimo, galleggia su un lago di greggio (stimato in 34,5 miliardi di barili) e gas (circa 2,7 miliardi di miliardi di metri cubi). In Nigeria, di gran lunga il più popoloso stato dell’Africa con circa 130 milioni di abitanti, oltre la metà della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. La ricchezza del petrolio nelle regioni del Delta del Niger resta per lo più confinata nelle mani delle multinazionali del petrolio, che ne sfruttano i giacimenti, e del governo centrale di Abuja. I progetti di estrazione petrolifera stravolgono spesso antichi equilibri e l’inquinamento distrugge estesi territori.

(15 marzo 2007)




FIRMA PER MASTROGIACOMO !!!!!!!

14 03 2007

Ho firmato l’appello in favore di Mastrogiacomo.. fatelo anche voi.. facciamo lo tutti.. è importante!!!! Nel mio blog trovate il link per farlo.. andateci e diffondete notizia!!!




DICO e nonDICO? Ora dico io!!

10 03 2007


Prometto di mettere in questo piccolo articoletto tutta la mia buona volontà? prometto di esser accondiscendente e comprensivo.. prometto di non esser polemico, o almeno prometto che cercherò di esser meno del solito.. ma due parole su sti DICO devo pure dirle.. e su questa maggioranza..
Fortuna ha voluto che quando è caduta la maggioranza io fossi senza computer.. è stato un bene.. io mi sono evitato di passare giornate a maledire internettianamente i due sciagurati astenuti e chiunque mi legge si è evitato di sorbirmi i miei lamenti.
Qui non si tratta più di fare inviti al centrosinistra, qui non si tratta più di fare avvertimenti, ammonimenti, insulti o preghiere? Tutto ciò è stato già tentato.. no.. siamo arrivati alle suppliche in ginocchio.. ed allora io con tutto il mio blog mi inginocchio davanti a Dalema, a Prodi, a Pecoraro Scanio, a Luxuria, a Capezzone, alla Bindi, a Mastella, a Giordano, a Rutelli, e pure a Di Pietro.. si pure a lui.. e vi supplico: CAZZO STATE UNITI !!!!! STA-TE-U-NI-TIIIIIIIII !!!!!!!!!!! VI PREGO VI SUPPLICO STATE UNITI !!!!!!!!!!! E CHE FINIAMO CON L?AFGHANISTAN E RICOMINCIAMO CON I DICO??????? MI SONO SORBITO L?INDULTO E NON HO DETTO NIENTE.. LE LIBERALIZZAZIONI E NON HO DETTO NIENTE.. LA MISSIONE IN LIBANO E NON HO DETTO NIENTE.. LA FINANZIARIA CON IL TICKET AL PRONTO SOCCORSO E NON HO DETTO NIENTE? MA CAZZO ORA DICO DICO DICO E DICO!!!!!
Ohhhhhhhh!!!!!! Eccheccazzo!!!!
Confrontare i PACS con i DICO è quasi avvilente? più o meno sono confrontabili come la coca cola e la coca cola senza caffeina? praticamente sono i fratelli scemi dei PACS, ma vabbè pazienza.. ce li sorbiamo.. ma almeno che si facciano!!!! Si tratta solo di dare qualche giusto sgravio fiscale a migliaia di coppie eterosessuali e qualche sparuta minoranza di coppie omosessuali che vivono pacificamente nella loro casa da anni? e che sarà mai!!!!! Mica si chiede di dare il potere al diavolo!!! Ma non è giusto che se uno muore e ha vissuto tutta la vita con una persona, questa persona possa avere dei giusti diritti??? E? così difficile da capire??
Ma veramente siamo così ottusi da credere che per questo motivo la gente smetterà di sposarsi??? Davvero si pensa che così poco potrà togliere potere al clero ????
Mi viene da pensare al romanzo (ed al film) ?Il Gattopardo? (e invito chiunque volesse a riprenderseli), nel momento in cui il Principe di Salina e Padre Pirrone si trovano a colloquio e il prete si lamenta delle terre che verranno tolte allo Stato Pontificio per esser date allo Stato Italiano. Il Principe gli ricorda che tutto ciò è niente in confronto all?eternità che così è implicitamente donata alla Chiesa. L?eternità?. e ancora arruolate Mastella e Andreotti per evitare una piccola legge che vuole solo mettere l?Italia al passo con i tempi?? Ma che cazzo siamo nel XXI secolo !!!!




Keyra Knightley s’incazza!!!!

9 03 2007


La giovine attrice Keira Knightley si è molto lamentata perché una casa editrice di fumetti sexy.. diciamo anche porno.. inglese.. tal ?Sinful Comics? ha fatto dei fumetti sporcaccioni basati sulla serie ?I pirati dei caraibi?. Nei fumetti in questioni lei apparirebbe disegnata in posizioni disdicevoli con orlando bloom, johnny depp e tutta una serie di zombie, scheletri e mostri vari presi dai film.
La giovine si è lamentata da morire e vuol fare a causa a tutti.
Mhà? Sarà? Io ho visto alcuni di questi disegni incriminati nel sito del corriere della sera.. Onestamente mi sembra che la Knightley più che querelarli dovrebbe ringraziarli? quando mai che la signorina ha avuto delle tette simili????? Pura fantasia?
Keyra ringraziali che ti hanno fatto un favore!!!

(allego disegno della Keyra con l?uomo-polipo)




La follia, la libertà, l?amore e il diavolo..

9 03 2007


Come è noto (basta guardare il mio gruppo di ?mi disgusta..? alla destra del blog), mi irritano molto tutti gli autori che in modo più o meno letterario parlano della follia come di uno stato di libertà, di vitale poesia rispetto alla pesantezza della nostra società.
Mi irritano perché ho sempre ritenuto che parlare di follia sia una cosa estremamente seria, e la follia la conosco in pochi, davvero in pochi.. giusto quelli che l?hanno vista per davvero. Ora, dire follia, non è come dicevano i romani ?semen in anno licet insanire? (mi pare si scrivesse così..) e cioè che una volta all?anno è lecito impazzire e fare quello che cazzo ci pare. Quella è giusto una piccola follia, più un carnevale privato diciamo, che nulla ha a che fare con il dolore di chi ha una sofferenza di tipo psicotico. Follia, malattia mentale, stato psicotico, comunque lo si voglia dire, stiamo parlando di una sofferenza acuta, tragica, che ingabbia non solo dei soggetti ma delle intere famiglie. Ho la netta impressione che certe cose meriterebbero un rispetto maggiore di quello che spesso danno loro giornali, canzoni, romanzi.
La follia non è uno stato di beatitudine. Non è un momento di libertà. Per quanto una persona che si crede un?aquila e decide di vivere in un albero possa commuoverci e darci l?idea di una libertà a cui anche noi aspiriamo senza mai arrivarci, tuttavia quella persona non è per nulla libera, ed anzi soffre in un modo che non possiamo neppure immaginare.
Mi viene da pensare a queste cose perché devo dire che ho ascoltato ed apprezzato, anche molto, la canzone di Cristicchi, ?ti regalerò una rosa?. Mi sembra una canzone delicata, che al di là del motivetto simpatico, sa parlare di una cosa complessa con naturalità ma anche con molta sensibilità, il che non è poco. Anni luce da quella canzone di Povia in cui si diceva ?evviva i pazzi che hanno capito cosa è l’amore è tutto un fumetto di strane parole che io non ho letto?. Mi sembra una frase sdolcinata che non dice nulla sul vero dolore che prova certa gente. Ci andrei cauto prima di dire che solo i pazzi sanno cos?è la poesia, cos?è l?arte e cos?è l?amore. Uno psicotico assassino può avere dentro di sé molto più amore di uno che compulsivamente parla con i piccioni. Un serial killer cannibale ama così tanto l?oggetto d?amore (e odia così tanto se stesso) da doverlo mangiare, nella speranza di tramutarsi in esso.
Pensiamo prima a capire cosa sentono e soffrono, che è più importante!
Poi ho anche saputo che Cristicchi ha scritto questa canzone dopo aver osservato alcuni ospedali psichiatrici ed essersi confrontato con dei pazienti.
Bravo ragazzo! Proprio bravo ragazzo!

?Ti regalerò una rosa? inizia con una persona che racconta di esser stata rinchiusa perché riteneva di parlare col diavolo. Ascoltandola mi è ritornato alla mente di quando incontrai in ospedale un signore che parlava col diavolo. Allora sbircio tra gli appunti del passato e ricopio qui alcune cose che scrissi allora.

Da una settimana la situazione è peggiorata. Le allucinazioni sono aumentate in modo grave, ed hanno tono persecutorio- mistico.
Il signor *** è giunto accompagnato dalla moglie ed ha svolto il prelievo con le tipiche complicazioni dovute al suo stato.
A causa delle sue aggravate condizioni si è scelto di fargli svolgere una visita psichiatrica, per favorire un cambiamento degli psicofarmaci, e così è andato a far colazione e poi è tornato per aspettare. L?attesa però è stata molto stressante per lui, lo stato agitatorio è aumentato freneticamente e la iniziale paura è diventata terrore gigantesco.
Per la prima volta ho potuto passare un po? di tempo con lui e la moglie, ottenendo informazioni.
Il soggetto era l?unico figlio maschio della famiglia, coccolato da tutti. La figura paterna è particolarmente presente nelle sue ideazioni, come figura protettiva.
I figli accettano con molta difficoltà la condizione del padre.
La moglie lo supporta in tutto, cerca di tranquillizzarlo, ed ormai conosce le condizioni del marito e le risposte più adatte da dargli. Ella è purtroppo, anche il bersaglio privilegiato del marito, da lui colpevolizzata in modo delirante: la moglie non lo fa mangiare, si allea col diavolo contro di lui, tenta di ucciderlo.
La patologia del signor **** procede per fasi alterne: in alcuni momenti il paziente è capace di svolgere discorsi sensati, ha piacere a stare in luoghi affollati, particolarmente in chiesa. Nelle ultime settimane, invece, la situazione è molto grave. La notte sono costretti a chiudere porta e finestre a chiave, perché potrebbe fuggire.
La minaccia è il diavolo. Il signor **** lo allucina spesso e il risultato è un terrore incredibile. Lo descrive molto bene, uscire dalle fiamme, rosso, oppure nero con occhi cattivi. Durante la pausa dopo il prelievo lo ha visto nel bar dell?ospedale.
La scelta mistica non è casuale, perché il signor **** è stato sempre un fervente religioso. L?unico che sembra proteggerlo un po? è la figura paterna, (il padre è morto dieci anni prima).
Vorrebbe tornare a casa al più presto, ogni rumore, anche lo squillo del telefono lo terrorizza. Guarda continuamente verso la finestra, per vedere se il diavolo ritorna.
Tutti cercano di calmarlo, di dirgli che i cattivi non torneranno. Lui fa dei ?si? che non appaiono veri. L?impressione che ho (dovuta all?automatismo del ?si?, al suo parlottare da solo, al suo tendere di tanto in tanto l?orecchio verso il vuoto) è che anche in quel momento egli senta delle voci, obbedisca a degli ordini mistici.
Decido allora di smettere di esser falsamente protettivo e provo a capire la condizione, chiedendogli di descrivermi il diavolo, di dirmi se nelle ultime volte si è fatto vedere più spesso (risponde di si), gli chiedo il favore di avvertirci se lo vede arrivare dalla finestra (lui dice che lo farà), gli chiedo come fa a combatterlo (la risposta è che di solito scappa, oppure si fa compulsivamente il segno della croce), e soprattutto gli dico che la mia impressione è che in quel momento lui sta sentendo il diavolo. Lui allora cambia espressione, dice un deciso no, ed allora (stupito quasi del fatto che anche io possa sentire certe cose) mi chiede più volte, con tono più alto, chi sono io, e se anche io sono cattivo, temendo che anche io sia un alleato del diavolo.
Lo rassicuro delle mie buone intenzioni e lui inizia a scusarsi.
Durante tutto il tempo il signor **** tiene in mano un tovagliolo, che va stropicciando sempre più, ma non vuole assolutamente tolto. Ne parlo con la moglie, e concordo con lei che quando anche a casa tiene degli oggetti così è bene non toglierglieli, poiché gli danno sostegno affettivo, in un certo senso è come se fosse il suo cuore, che tiene in mano e protegge. Il nucleo di sé.
Più volte non ricorda il suo nome e il numero dei figli.
Ama molto i cibi dolci.

Per certa gente, per il dolore che patiscono, per le sofferenze che danno a loro stessi inconsapevolmente, ci vuole GRANDE RISPETTO? GRANDE RISPETTO?.




Sentitamente ringrazio?

8 03 2007

Per la serie ?sentitamente ringrazio..? oggi porgo i miei ringraziamenti al mio tecnico del computer che più di due settimane fa mi ha detto ?Tranquillo Antonio, prendo il pc, te lo aggiusto e tra due giorni te lo riporto?. SE L?E? TENUTO DUE SETTIMANEEEE!!!!!!!! E poi stamattina ridandomelo mi ha detto ?Non sono riuscito ad aggiustartelo, secondo me devi comprarne uno nuovo?. Per fortuna non si è voluto far pagare perché dice che è un amico?.
Sarà?. vabbè.. comunque son tornato nel blog dopo l?ennesima pausa prolungata.. speriamo sia stata l?ultima?
Un saluto a chi mi legge .