Oscar del Porno 2006.. la vincitrice

15 01 2007


Ora, a Las Vegas danno gli Oscar del Porno 2006 ed il mio blog non deve darne notizia??? Non sia mai!!!!
Ecco qui: Pepperepèèè la vincitrice dell?oscar 2006 è l?attrice (diciamo così?) Jessica Drake!
Et voilat, comunicazione data..
Ora voglio proprio vedere in quanti mi hanno cliccato per leggere sta cosa e vedere sta foto, porcelloni che siete!! ( e l’ho inserita pure nella sezione cinema…ehehehehehehh..)

P.s. : torniamo seri, stasera ci sono i golden glob! Io tifo will smith e clint eastwood.




una notizia agghiacciante

14 01 2007


La notizia. La terribile notizia.

Livorno, gioca con la pistola del papà
Parte un colpo, muore a sei anni
LIVORNO – Giocava con la pistola del papà: è partito un colpo che lo ha colpito al ventre. Così è morto a sei anni un bambino di San Vincenzo, in provincia di Livorno. E’ accaduto nel pomeriggio. In casa c’erano i genitori che l’hanno subito soccorso e accompagnato all’ospedale ma il proiettile non ha lasciato scampo. Il bambino è morto nel pronto soccorso di Piombino poco dopo essere entrato in sala operatoria.

In qualche modo riesco ad abituarmi a tutto. In qualche modo riesco a sopravvivere a tutte le notizie schifose e meschine che si legge nel giornale ogni giorno.
Ma notizie come quelle di questo povero bambino innocente colpiscono davvero a fondo e fanno male. Viene istintivamente da prendere a martellate il padre, che lascia armi in casa così, a portata di mano di un piccolo. Poi penso alla pena che anche il padre starà passando, alle sue sofferenze, e mi viene da piangere per un destino veramente infame. Ma come si fa? Ma come è possibile che ancora le nostre case son piene di armi, modello ?america? ?
Con dolore ripenso allo splendido film ?Bowling a Columbine? di Michael Moore, che parla proprio dell? insensato proliferare di armi in casa negli U.S.A.. Purtroppo lo stesso discorso può andar bene anche a noi.

Maledetti noi e la nostra paranoia.




"Commediasexi"… sarò clemente…

14 01 2007


Ieri sera sono andato al cinema per vedere il già osannato (prima del tempo) ?La ricerca della felicità?, la nuova muccinata insomma. Visto che a Palermo hanno deciso di proiettarlo in 3 cinema piccoli, naturalmente sono arrivato che i biglietti erano tutti esauriti. Mi son guardato con la mia amica e visto che non volevamo vederlo in piedi né era ormai possibile andarlo a cercare in un altro cinema (tanto sarebbe stato tutto esaurito anche lì) abbiamo sfidato la sorte entrando nella sala accanto, dove proiettavano (ancora) ?Commediasexi?.
E dunque mi son sorbito ?Commediasexi?, di D?Alatri, con Bonolis (in veste d?attore..ebbene si..), il sempre bravo Sergio Rubini, l?ansiogena Margherita Buy, il maialone comicissimo Michele Placido, la bella Stefania Rocca e la nuova bona da copertina Elena Santarelli (biondissima e molto meno popputa di quel che sembra, benché palesemente rifatta).
C?è da esser buoni con questo film. E? un film simpatico, semplice semplice, che nulla pretende e nulla chiede se non un piccolo applauso e due risate. E lo sforzo si può fare, orsù!
Il regista ne aveva parlato come di un film che non era il famoso ?cinepanettone? (stile boldi o de sica), bensì di un ?cinepandoro?, un filmetto simpatico, che in qualche misura ambisce a far satira di costume, riprendendo una certa ?commedia all?italiana? ma senza sbracare nella volgarità pernacchiante di tanti altri film. Un film a suo modo anche zuccheroso. Bello all?inizio, quando fa rivivere la tipica atmosfera degli spettacoli stile ?bagaglino? . Ispiratissimo quando fa entrare in scena Vespa e ?Porta a porta?. Sottile nella morale finale, per cui alla fine il vero vincitore è il manager della valletta e non il politico né il falso fidanzato televisivo.
Che Bonolis copi Sordi è fuori discussione e poco c?è da dire. Fa un personaggio sordiano. Ha sempre fatto personaggi sordiani anche presentando in tv. Ci macherebbe che non scimmiottasse Sordi in questo film.
Il vero protagonista del resto è Sergio Rubini, abituato a tenere sulle sue spalle dei film molto più complicati (a proposito ho rivisto sere fa ?La Terra?, bhè.. splendido film!!). Per Rubini fare un film così è come giocare una partita amichevole contro una squadra senza portiere. Raggiunge il massimo col minimo sforzo. Bravo, ma sappiamo che è bravissimo in cose molto più difficili, quindi la sua bravura qui è scontatissima.
Certo.. inutile far paragoni.. Senza scomodare Sordi, diciamo che negli anni ?70, le commedie sexy che avevano gli onorevoli fedifraghi come protagonisti avevano gente come Renzo Montagnani, Banfi o Buzzanca. E la bellona non era la Santarelli, ma la Fenech (oh? la Fenech.. oh..), o la Bouchet. O al massimo Janet Agren.
Anche i titoli erano ben altra cosa.. ?L?onorevole con l?amante sotto il letto?, ?La moglie in vacanza.. l?amante in città?, ?La Pretora??
Vabbè.. ho deciso d?esser clemente con sto film e lo sarò.
Assolto.




L’amore è un sintomo?

14 01 2007

Sere fa ho partecipato ad una tavola rotonda indetta da una scuola di psicanalisi francese che ha sede a Palermo. Il principale relatore era un professorone psicanalista francese di cui ho ampiamente dimenticato il nome, ma che tutto sommato ha detto due o tre cosette su cui soffermarsi a pensare. Prima di tutto, a scanso di equivoci, ribadisco che io non sono psicanalista, ma semplicemente psicologo. Ritengo Freud importante ma anche sorpassato. E penso che pagare 35.000 euro per far parte di una setta di psicanalisti sia eccessivo.
Detto questo, il bravuomo ha detto un paio di cosette interessanti. Nulla di nuovo sotto il sole, almeno per chi come me vede sofferenti ogni dì, però cose che è sempre bene ricordare.
Innanzitutto il fatto che i sintomi psicologici sono diversi dai sintomi organici, e lo sguardo di uno psicologo è necessariamente diverso da quello di un medico. I sintomi psicologici (ad esempio le ossessioni, le fobie, i vuoti della depressione, gli attacchi di panico e compagnia bella, includendovi anche quelli psicosomatici) sono dei tentativi di comunicazione, dei modi attraverso cui la nostra psiche parla alla società e a noi stessi cercando di palesare un conflitto interiore. Semplificando: qualcosa che abbiamo dentro ci affligge. La nostra mente ha un conflitto e lo mostra attraverso un agire specifico, che noi chiamiamo sintomo. In questo senso il sintomo non è solo un malessere, ma un segno. Un segno di qualcosa che magari neppure noi sappiamo bene che sia (e infatti per gli analisti è inconscio) ma che c?è e ci fa star male. Quando riusciamo a raggiungere la consapevolezza di ciò che realmente ci affligge e ci tarpa le ali, siamo sulla strada della guarigione dei sintomi, perché possiamo mettere pensieri e parole laddove era il disagio, la fobia, il vuoto, l?incomunicabilità.
Siccome gli psicanalisti francesi negli anni 50 erano tutti marxisti, si diffuse subito il paragone società-individuo, per cui, così come in una società c?è il conflitto insanabile tra popolo e padrone, così nella psiche umana c?è il conflitto tra forze diverse (e la psicanalisi parla di Ego, Es e SuperEgo). Nella società il conflitto porta allo sciopero. Nel soggetto porta al sintomo.
E fin qua mi pare che siamo d?accordo tutti, più o meno. Credo sia una grande verità.
I sintomi sono dei tentativi di comunicazione della nostra psiche (o di parti di essa) rispetto a qualcosa che ci fa male e di cui dobbiamo divenire consapevoli.
Ma si va avanti.
Gli psicanalisti francesi si rifanno tutti a quel buon uomo che era Jacques Lacan, un personaggio più o meno odioso (e so che molti mi fucilerebbero per questo) che scriveva testi incomprensibili e parlava in modo ancor più complicato. Un tipo che nella vita ha scoperto mille cose e ne ha teorizzate duemila, ma che certo era un po? pieno di sé (e qui ci sarebbe la seconda fucilata).
Questo bravo Lacan, in sintesi, sosteneva che tutti noi comunichiamo realmente attraverso i sintomi e i sintomi sono la cosa per cui ci indirizziamo verso una persona piuttosto che verso un?altra. E qui la cosa inizia a complicarsi un po?. Nel pratico ci innamoriamo dei sintomi dell?altro. E l?amore stesso viene quasi a diventare un sintomo, se esso significa comunicazione di confronto tra parti diverse di noi.
Detta così, la situazione inizia ad imbastardirsi.
C?è di più. Come ricordava bene il prof dell?altra sera, il tale Lacan si avventurò in questo discorso sino a dire che ?non esiste rapporto sessuale?. Non esiste perché con esso si vorrebbe intendere che è possibile il raggiungimento di perfetta sintonia e complementarità tra due persone di diverso sesso, mentre per lui c?è solo il conflitto e dunque non è raggiungibile la sintonia. Quindi un vero e proprio rapporto sarebbe escluso. Ci sono solo i tentativi.

Per favore non fate le pernacchie o i brontolii perché questo non lo dico io ma uno psicanalista importantissimo. Se qualcuno ha rimostranze da fare invii una mail alla scuola di psicanalisi di Parigi. Io son pronto a controfirmarle, comunque.




Picasso distrutto

13 01 2007


Copio una notizia da Repubblica.

New York, 15:27
USA: DANNEGGIA IL SUO PICASSO E CHIEDE A LLOYD’S 54 MLN
Il magnate Usa dei casino’ Steve Wynn, che con una rovinosa gomitata aveva inavvertitamente danneggiato un Picasso di sua proprieta’, mandando a monte un favoloso affare, ha denunciato la compagnia di assicurazione londinese Lloyd’s, chiedendo un risarcimento di 54 milioni di dollari. In pratica Wynn chiede ai Lloyds di pagargli la differenza tra il valore del quadro, venduto prima dell’incidente per la cifra record di 139 milioni di dollari e il suo valore di mercato dopo il restauro, che Wynn stima in 85 milioni di dollari. Nella sua denuncia, presentata alla Corte distrettuale del Sud di New York, il miliardario Usa, che aveva acquistato il dipinto nel 2001 per 48 milioni di dollari, chiede ai Lloyd di fornirgli una stima ufficiale del valore del quadro dopo il restauro. Il dipinto e’ il famoso “Le reve”, un capolavoro di Pablo Picasso del 1932 che ritrae l’amante del pittore, Marie Therese Walter. Wynn, che nella classifica di Forbes e’ al 107esimo posto tra gli uomini piu’ ricchi d’America, con una fortuna personale valutata 2,6 miliardi di dollari, aveva venduto il quadro, nell’ottobre dell’anno scorso, a Stephen Cohen, un altro miliardario americano. Il giorno dopo Wynn, che soffre di una malattia agli occhi che limita la sua vista periferica, mentre presentava il quadro a un gruppo di amici durante una mostra a New York, ha dato un’involontaria gomitata al dipinto, facendo uno squarcio della grandezza di una moneta nella tela. La regista, Nora Ephron, testimone dell’incidente, ha scritto sul suo blog che Wynn ha alzato una mano per mostrare al gruppo un dettaglio del quadro e in “quel momento ha sfondato la tela col gomito e si e’ sentito un rumore terribile”. Il risultato della gomitata e’ stato che l’affare con Cohen e’ saltato e che il dipinto e’ andato dai restauratori.

Questi i fatti.

Mi vien da dire solo.. che spreco.. che spreco? una bellezza simile dovrebbe stare in un museo, visitabile da tutti, perché è un?opera fatta per l?umanità, per ognuno di noi, per insegnarci l?amore, la bellezza, per farci vivere la vita come uno sguardo unico e meraviglioso. E invece un capolavoro del genere sta nelle mani di un riccastro che organizza le cene con gli amici riccastri come lui e alla fine rompe pure il quadro mentre si pavoneggia. Bel coglione!! E pure noi, forse, che perdiamo capolavori così. Che pena? Ho trovato la foto del quadro su internet…che meraviglia…
Forse è vero che più ci si arricchisce e più si perde la coscienza di cosa sia la cultura. Tutto diventa un bene da amministrare e anche gli oggetti più preziosi (come anche le persone) diventano merce di scambio.




Un simpatico paese: NOVI DI MODENA

12 01 2007


Quest? oggi voglio imbarcarmi nel tentativo, già altre volte ampiamente fallito, di descrivere a parole la beltà e crepuscolare dolcezza di un grigio amabile paesino che ben conosco nella pianura padana: NOVI DI MODENA.
Quei due o tre che mi leggono si chiederanno cosa porti un cittadino di mare a parlare di un paesetto disperso nella nebbia nordica. Presto detto: ci abita la mia fidanzata. Punto. Quindi ci son stato più volte e lo conosco discretamente bene ormai. Va puntualizzato che la mia fidanzata ci abita ma non è nata lì e non ha alcun trasporto emotivo per questo luogo. Diciamo che lo odia con tutte le sue forze. E? felice di parlarne male ed è ben contenta di portarmi lontano da lì, che ci sia nebbia o ci sia il sole.
Ma andiamo a sviscerare meglio la situazione novese.
Novi va cercato per benino, perché, seppur disteso dalle parti del Po, a prima botta non si trova. Si distende ampio e rigoglioso con i suoi grigi ipercolorati palazzi tra Rolo (che fa provincia di Reggio Emilia), Carpi (che fa provincia di Modena) e Moglia (che fa provincia di Mantova). Da qualche parte là non troppo lontano c?è il Po, ma i novesi non sembrano badarci più di tanto. Almeno da quel che ho visto, mi sembra che i rolesi ci siano più affezionati. Vicino Novi c?è il vecchio campo di concentramento di Fossoli, quindi se per il Giorno della Memoria (e non solo per quello) si vuol capire qualcosa in più sullo sterminio nazista, passare da queste parti è utilissimo.
Negli stessi pressi, purtroppo, c?è il centro di compostaggio, che invade di puzza tutta la zona, particolarmente nelle sere estive, che se uno vuol stare con le finestre aperte e non è abituato alla situazione diventa un dramma.
Là vicino da poco anche una grande centrale elettrica, che a vederla di sera fa molto effetto Los Angeles.
Minori legami invece ci sono con la Festa della Liberazione. Andandoci in quei giorni ho visto che altri paesi si riempiono di bandiere, mentre i novesi sembrano curarsene poco. E? pur vero che comunque molte strade e stradine son dedicate al ricordo partigiano.
La struttura urbana di Novi è oltremodo semplice: un grande spiazzale, con una stele alla memoria dei caduti in guerra (e una pizzeria dove qualunque cosa tu chieda ti dicono subito ?venti minuti ed è pronta?, a qualunque ora tu ci vada), poi un grande viale (con un semaforo che segna sempre rosso per i pedoni, quindi è bene infischiarsene e passare, tanto al massimo passa una bicicletta), quindi la piazza principale e a seguire il corso. Alla fine del corso c?è già la strada per andare da qualche altra parte. Dritto e semplice. Il bello è che in questa drittezza e semplicità non si incontra una chiesa che sia una. Il comunismo a Novi è arrivato in pompa magna ed ha fatto piazza pulita di simboli religiosi. Mi vien detto da amici che il prete di Novi è un bel tipino. Bhè poverino, l?hanno confinato chissà dove.. vorrei ben vedere! A Rolo la chiesa la trovi subito. A Brescello (il paese dei film di Don Camillo) anche. Nel gran vialone di Novi trovi invece un vecchio teatro (stile quasi liberty direi) che sta lì bello bello come una torta quasi ad ammonimento sull?importanza della cultura laica rispetto alla teologia.
Altro luogo importante, sito proprio nella piazza della cittadina, è il bancomat. Ci vanno tutti, e direi che è il tempio pagano del paese. Altro tempio pagano è naturalmente la ?Coop?, che impera sovrana sull?economia del paese.
Vicino alla piazza centrale c?è la villa, o parco cittadino. Una piccola oasi di verde con altalene ed uno strano, quasi metafisico, arcobaleno fatto in cemento. Bella l?idea di questo arco colorato, che attraversa il giardinetto. Un po? meno bella l?idea di farlo in cemento.
A memoria mia ci sono due tabaccai a Novi. Con uno di questi ho passato il Capodanno giorni fa e posso dire che è persona simpatica. L?altro lo conosco meno, ma mi sento di dirne bene.
Nel corso principale ci sono i negozi principali. Mi permetto di ricordare soprattutto: la giornalaia (che ha sempre il corriere della sera e mai repubblica), il farmacista (sulla cui avarizia si sprecano voci e voci, nonché sulla sua passione per l?astronomia) e la venditrice di vestiti . Anche con quest?ultima ho trascorso il Capodanno ed anche di lei mi sento di parlar bene. Gran simpaticona. In buona misura mi ricorda certi personaggi felliniani, spontanei e gaudenti.
Dal punto di vista economico, tuttavia, Novi si basa essenzialmente su un?attività: le scale. Negli anni la cittadina si è specializzata in scalifici e all?entrata del paese è tutto un pullulare di industrie che fanno scale, di tutti i tipi e dimensioni. In legno, in ferro, a chiocciola.. tutto. Son sempre rimasto affascinato da questa unicità e più volte mi son trovato a immaginare trasognato come possa essere una persona che di lavoro fa il collaudatore di scale e sale e scende tutto il giorno. Chissà com?è.. chissà se esiste soprattutto.
Qualcuno usa l?auto a Novi, ma i più vanno in bicicletta. Per me che vengo da Palermo, dove se uno va in bicicletta lo prendono per scemo e lo ricoverano alla Salute Mentale, all?inizio è stata una realtà difficile da comprendere. Signore anziane. Anche più che anziane, che in pomeriggi anche invernali ed anche nebbiosi inforcano la bici e scompaiono oltre i confini del paese. Ma dove vanno? Mistero?.
Due grandi eventi attraversano Novi, ed entrambi son legati al mangiare. Uno, più altisonante e reclamizzato è la Festa della Rana, l?altro un po? più micragnoso è la sagra del pescegatto.
Perché la Rana attiri più del Pescegatto non so dirlo con certezza. La mia idea è che la prima sia una cosa più popolare e tradizionale. Il Pescegatto è roba per palati fini, viene consumato in giornate speciali in cui il circolo del paese compila un menù tutto a base di paescegatto.
La rana, porca miseria, ho provato a mangiarla una cinquantina di volte. Mai che mi sia riuscito. In gran parte ciò è dovuto al fatto che i miei tentativi vengono biecamente boicottati dalla mia diletta fidanzata, la quale odia le rane e l?idea di mangiarle forse ancor più di quanto odi il paese. Nel pratico accade che ogni volta che vengo a sapere che c?è la Festa, puntualmente finisce che sta festa c?è già stata o inizierà quando io sarò tornato a Palermo. Col tempo ho capito che in merito alle rane ormai si ride alle mie spalle, ma purtroppo le lunghe tavolate piene di rane fritte restano solo nella mia immaginazione.
Altro punto forte della storia del paese, poi, sono le mondine. Ricordo ancora con allegrezza di aver assistito ad un concerto (diciamo gospel?) di un nutrito gruppo di arzille vecchiette, che cantavano canzoni anche famose, tipiche della risaia. L?apice è stato sentirle cantare con gioia il loro inno di battaglia ?Noi siamo le Novesi, non siamo piemontesiiii..?.
Inutile dire che i carpigiani (che pure non sono abitanti di una metropoli?diciamo..) guardano i novesi con un misto di sufficienza e superiorità. I novesi tutto sommato sembrano comunque non curarsene più di tanto e guardano al loro orticello nebbioso. In linea di massima direi che sono poco propensi a parlare alle spalle, a ?sbragherare? come dicono loro. Mi vien detto che in altri paesi limitrofi i pettegolezzi girano più veloci e divertenti.
Comunque sia, mando un bacio ed un abbraccio ai noveri che mi leggono e dico a tutti che se passate di là, fermatevi 5 minuti e salutatelo per me.
Ciauzz!!




Prodi Borbone alla Reggia di Caserta

12 01 2007


Prodi decide di fare una megariunione con i suoi amici e per farlo opta per la reggia di Caserta.. Mannaggia.. e io come faccio??? L?avesse fatta Berlusconi una roba del genere sarei qui tutto contento a prenderlo in giro, dicendo che si atteggia a Napoleone o a Borbone.. e allora mi devo trattenere?? Bhè ci ho provato tutto il giorno a trattenermi, ma non ce la faccio..non ce la faccio proprio, e allora ecco che scatta il fotomontaggio ad hoc su prodi borbonico, perché comunque se lo merita!! Prodi ricordati perché ti ho votato mannaggia a te!!




Strage senza colpevoli… VERGOGNA!!!!!!!!

10 01 2007


Inorridito.. incazzato.. incredulo.. profondamente vergognato del Paese in cui vivo..
Con questi sentimenti ricopio la notizia appena letta sul sito di Repubblica, in merito all?ultima (definitiva) decisione giudiziaria sulla strage di Ustica.
Vergogna!! … parafrasando Mercuzio, l?amico di Romeo in ?Romeo e Giulietta?, ?LA PESTE.. LA PESTE ALLE VOSTRE FAMIGLIE? LA PESTE!!!!?

Cassazione, sentenza definitiva 27 anni dopo l’incidente costato la vita a 81 passeggeri
Confermato l’appello: “Non ci sono colpevoli”. Gli ufficiali erano accusati di alto tradimento
Strage di Ustica, processo finito
Tutti assolti, niente risarcimenti
ROMA – La strage di Ustica non ha colpevoli. Ventisette anni dopo l’esplosione in volo del DC9 dell’Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha impiegato cinque ore per dichiarare definitivamente innocenti i due generali dell’Aeronautica accusati di aver depistato le indagini. Resta preclusa quindi la possibilità di riaprire il processo anche per la parte relativa ai risarcimenti civili. I familiari delle 81 vittime del disastro non avranno alcun indennizzo dallo Stato. Così ha deciso la Suprema Corte.

Stupore e rabbia tra i familiari delle vittime; soddisfazione tra gli imputati: “E’ la fine di un incubo”, ha detto il generale Franco Ferri, imputato di alto tradimento insieme al collega Lamberto Bertolucci. “Finalmente la mia onestà è stata riconosciuta definitivamente”.

Resta così confermata definitivamente la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 15 dicembre 2005 che aveva assolto con la formula “perchè il fatto non sussiste” i due alti ufficiali dell’Aeronautica. Al cambiamento della formula puntava invece la Procura generale e anche il governo difeso dall’Avvocatura dello Stato che chiedevano di modificare la formula con la dizione “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato” che avrebbe lasciato aperta ai familiari delle vittime la strada per la richiesta di risarcimento.

La prima sezione penale presieduta da Torquato Gemelli ha invece optato per lasciare l’assoluzione piena e definitiva ai generali, precludendo in questo modo la possibilità di qualsiasi richiesta di risarcimento.




mostre a brescia: bellissime

9 01 2007


Anche quest?anno, come negli anni passati, il museo di ?Santa Giulia? di Brescia ospita (fino a metà marzo) una mostra di grande valore. Anzi due. La mostra dedicata a Turner e il paesaggio nella pittura impressionista, e quella dedicata alla pittura di Mondrian. Davvero due belle mostre, che ho avuto la possibilità di vedere per l?Epifania.
La prima di queste, come dicevo è dedicata alla pittura paesaggistica nel periodo impressionista o immediatamente precedente. Si apre con una prima parte dedicata alla pittura inglese, di Constable e di Turner, soprattutto. Ottima scelta, perché più o meno tutti quanti abbiamo nella mente cosa sia un paesaggio di Monet o di Van Gogh, ma in pochi ci ricordiamo del forte ruolo avuto da Turner nella diffusione dell?impressionismo. Le figure di Turner spesso vanno al di là del paesaggio, divenendo quasi dei quadri astratti, soprattutto come avviene nelle tante raffigurazioni di albe e tramonti sul mare. La pittura di Turner è davvero una pittura moderna, da arte contemporanea, probabilmente anche più dirompente di quella che poi è stata la grande stagione di quelli che sono un po? i suoi ?figli francesi? (Monet, Cezanne, Pizzaro..). Grande idea, davvero. Dopo Turner è possibile vedere l?evoluzione del paesaggio nella fine dell?800, dal naturalismo di Corot e Courbet, alla grande scuola impressionista con Monet (da vedere le splendide ninfee, le rappresentazioni dei fiumi, la cattedrale di Rouen), Degas, Cezanne, Pizzarro, Signac (splendido nel suo ?puntinismo?), fino alle esperienze di Gaguin e di Van Gogh (del quale è presente una straziante raffigurazione del sole su covoni di grani, davvero commovente). Un grande percorso, da vedere con calma e serenità. Meglio ancora se da soli e lontani dai gruppi organizzati caciaroni.
Nello stesso museo è poi allestita una mostra dedicata a Mondrian. Breve, ma interessantissima. E? possibile vedere gli esordi della sua carriera, la sua attività figurativa, spesso collegata alla sua profonda religiosità. Da ciò poi a seguire la sua famosa figurazione astratta, con i famosi quadri con griglie colorate che lo hanno reso unico.
Due belle mostre. Mostre più che mai tra loro non confrontabili. L?impressionismo colpisce dritto al cuore. Le sfumature di Monet, le pennellate acide di Van Gogh, la dolce tristezza di Turner son fatte per commuovere in modo matematico. La pittura di Mondrian colpisce la mente solo se si ha presente che si tratta di un?altra epoca e di un altro stile creativo. Eppure forse l?involontaria astrattezza di Turner ha molto in comune con la ricercata astrattezza di Mondrian. Molto più di quanto si pensi.
Ad ogni modo, per evitare paragoni inutili ed effetti stranianti, consiglio a tutti di vedere prima Mondrian e poi gli impressionisti. E tra l?una e l?altra un bel caffè.




Apocalypto. Mel ridammi i soldi o ti strappo le viscere!!!!

8 01 2007


Venghino venghino, siore e siori alla gran festa degli squartamenti!!!!

A distanza di qualche giorno, mi son ripreso dalla visione del filmettino del benamato Mel, ?Apocalypto? e mi seggo sulla seggiola a scrivere la mia recensione.
Si parla e si straparla di sto film e come accade per tutte le bufale colossali, lo si fa per portare gente al cinema, altrimenti non ci andrebbe nessuno. Pur se consapevole della gran violenza a cui avrei assistito, son andato al cinema, accompagnato dalla mia fidanzata (e di questo mi sentirò sempre in colpa?) perché sia io che lei pensavamo che al di là del copioso spargimento di sangue avremmo anche capito qualcosina in più sulla civiltà maya. Tutto sommato anche ?Braveheart? e ?La Passione di Cristo? erano violenti, ma a mio parere anche dei bei film.
Ed invece, per la serie ?chimelafattofare?, ho visto sto film in cui succede di tutto. Si comincia con lo scannamento di un tapiro. Si continua con la guerra tra due tribù, in cui un gruppo di maya cattivi e sadici rapisce, uccide (in tutti i modi in cui è immaginabile.. ma proprio tutti..) e sevizia un gruppo di maya buoni. I maya cattivi portano i maya buoni in città, dove saranno sacrificati in cime alle famose piramidi a gradoni, in onore ad un non ben specificato dio sole. Segue particolareggiata rappresentazione di codesti sacrifici umani, con tanto di apertura toracica ed estrazione del cuore palpitante dal vivente e susseguente decapitazione con testa che rotola allegramente per le scale della piramide, per poi essere impalata. Si prosegue con l?eroe che, con un colpo di culo scioccante, viene salvato dal fatto che c?è l?eclissi e i maya cattivi pensano si tratti di un segno divino, dunque basta sacrifici. A questo punto l?eroe fugge per tornare dalla sua moglie che aveva lasciato nella foresta.
Qui è finito il primo tempo. La mia fidanzata aveva iniziato ad avvertire conati di vomito sin dall?inizio quando i cosiddetti buoni si erano mangiati i testicoli crudi del tapiro. Per 5 volte le ho chiesto, durante l?intervallo, con tono comprensivo ?vuoi che ce ne andiamo??. Lei, per 5 volte mi ha risposto ?No, voglio vedere dove va a parare sto film?.
Dunque il secondo tempo. Da questo punto in poi, il film diventa un ipotetico quarto episodio di rambo, o un gioco a livelli della playstation. L?eroe viene inseguito da un gruppo di cattivoni e ad uno ad uno li sconfigge. Salta giù da una cascata, esce dalle sabbie mobili, fugge da una pantera che poi si mangerà la faccia di uno dei cattivi (naturalmente con un bel primo piano). Nel frattempo la moglie uccide un gorilla a bastonate, rischia di annegare e partorisce da sola, in mezzo all?acqua e al fango, naturalmente in modo doloroso. Il sangue scorre ad ettolitri. Quei due o tre che restano in vita saranno certamente sterminati dagli spagnoli che nel frattempo stanno arrivando sulle coste.
Questa la trama.
Dove stia la descrizione della civiltà maya proprio non lo so. La parte migliore è certamente il quarto d?ora dei sacrifici umani, perché almeno si vedono dei bei costumi e delle splendide maschere. E poi c?è la rappresentazione di una città maya. Per il resto nulla. Nulla come nulla. Non qualcosa, né qualcosina. Nulla.
Un videogioco con eroe in perizoma che fugge e uccide un gruppo di cattivi dentro la foresta.
Se non fosse per la pubblicità dovuta alle polemiche volute e ricercate per fare pubblico, non ci andrebbe nessuno.
Non è solo un film inutilmente violento. E? una bufala colossale. Mi viene da pensare ?Brutto Mel ridammi indietro i 15 euro di biglietto o ti strappo le budella!?, ma poi mi dico no?sta bella immagine non gliela regalo proprio. Potrebbe fargli venire in testa la trama per un altro film!