Con che canzone inizi la giornata?

30 01 2007


Uno dei momenti fondamentali della giornata è quando di mattina ci si infila in macchina e si comincia la giornata. E’ un momento complicato perché, almeno per chi vive in città caotiche come la mia, si tratta di immettersi nel traffico, nel rapporto con gli altri, con i drammi quotidiani di una macchina che ha sempre qualcosa che non va . Fondamentale allora è avere una colonna sonora adeguata, che ti faciliti la partenza. Io ho un gruppo di canzoni che tengo apposta. Hanno una partenza più o meno dolce e poi piano piano vanno in crescendo e riescono a darti quell’energia fondamentale affinché tu possa entrare in contatto con il mondo civilizzato senza voler uccidere chiunque ti capiti sotto a tutti i costi. Spesso, ma non sempre, la vita del mio primario o del mio tutor del dottorato è stata salvata dalla canzone che avevo ascoltato.. Queste sono le 10 canzoni che più spesso utilizzo per partire la mattina ed ascolto nei 20 minuti che ci sono tra la casa e l’università (o l’ospedale, che tanto è attaccato all’università): – Jeeg Robot d’acciaio (la preferita… ah… un pizzico d’infanzia prima di gettarmi nei drammi altrui.. ripensare al cartone animato.. ah! che momenti.. a quei tempi Freud non sapevo neanche chi minchia fosse…) – Shine on you crazy diamond ( morbida .. lunghissima.. infinita.. pinkfloydiana oltre ogni dire.. buona per cominciare la giornata in modo psichedelico, ed ottima per il traffico, visto che dura 17 minuti..) – Little green bag (che sarebbe la canzone dei titoli di testa del film “Le Iene”, buona soprattutto d’estate, quando si può tenere il braccio fuori dal finestrino) – Un gran bel film (canzone battagliera del Vasco nazionale, ottima quando si è incazzati soprattutto perché all’inizio dice “io un fucile ce l’ho.. lo tengo sotto il letto!”) – Giudizi Universali (di Samuele Bersani.. più adatta alla primavera forse..) – Where the streets have no name (gli U2 vanno sempre bene.. questa canzone parte lenta e poi sfodera chitarre a tutto spiano) – Bohemian Rapsody ( oddio.. l’urlo in falsetto di Freddy Mercury ogni tanto può esser fuori luogo, però se si è in giornata sorridente è una canzone ottima per iniziare col piede giusto.. diciamo che va ben dosata.. ma se la predisposizione c’è allora l’effetto è grandioso) – Bolero (il Bolero di Ravel..oh bhè.. quello va bene per le giornate in cui ti prefiggi un grande obiettivo.. l’effetto è quasi quello della cavalcata delle valchirie, però ti dà meno istinto assassino secondo me.. diciamo che ti fa sentire il superuomo nietzchiano) – Mi fido di te (grande canzone di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Personalmente la uso per partire nelle giornate in cui sono un po’ malinconico. Quando sento la necessità di dire a me stesso “mi fido di te.. cosa sei disposto a perdere?”) – Gli ostacoli del cuore (diciamo che è quella che sento più spesso per ora, perché è novità della classifica.. la voce di elisa è bella.. ma il modo in cui il liga entra nella canzone.. bhè.. da applauso… )




35 anni fa la "domenica di sangue" di Derry

30 01 2007


35 anni fa, il 30 Gennaio 1972, a Derry, nell?Irlanda del Nord, vi fu quella che venne storicamente chiamata la ?Bloody Sunday?, la domenica di sangue.
Era domenica ed era stata indetta una manifestazione cittadina di protesta contro l?imposizione di una legge inglese sulla carcerazione preventiva di sospetti terroristi politici irlandesi. La manifestazione pacifica fu interrotta dal sopraggiungere del 1° reggimento dei paracadutisti provenienti da Londra. I soldati iniziarono a sparare sulla folla. 13 persone morirono negli incidenti ed un?altra morì poco dopo in ospedale a causa delle ferite subite. La maggior parte di loro erano semplici ragazzi.
La giustizia inglese fu ferrea nel dire che i soldati erano innocenti e dopo tanti anni non si è ancora avuta la verità dei fatti, benché Blair abbia istituito una commissione d?inchiesta nel 1998.
Al tragico evento fu dedicata la famosissima canzone degli U2 ?Sunday Bloody Sunday? del 1985 (inserita nell?album tematico ?War?). Nel 2002 il regista Paul Greengrass ha descritto gli eventi nel commovente film ?Bloody Sunday?, che consiglio a chiunque non conosca la vicenda.
Spesso si dice di quanto sia grande la giustizia inglese rispetto a quella degli altri paesi. Bhè neppure gli inglesi son poi così innocenti. Irlandesi e scozzesi ne sanno qualcosa.

Copio l?inizio della canzone degli U2.

?Non posso credere alle notizie oggi
non posso chiudere gli occhi e mandar via tutto
per quanto, per quanto dovremo sentire questa storia?
per quanto? Stasera possiamo essere già uniti
i bambini scalzi calpestano i cocci di vetro
i cadaveri allineati per la strada senza uscita
ma non fuggirò al richiamo della lotta
mi sento, mi sento messo con le spalle al muro
Domenica, domenica di sangue
domenica, domenica di sangue?

Inserisco la foto di un murales di Derry in cui sono ritratti i visi dei civili caduti.




Una notizia che fa riflettere. Vivere o sopravvivere?

29 01 2007


Ecco una notizia che fa riflettere. La copio da Repubblica.

“Vorrei fare sesso almeno una volta nella vita”. Suore trovano prostituta a un giovane malato.
Oxford, la bizzarra missione delle religiose di un ospizio per disabili che hanno fatto felice Nick, 22 anni, affetto da una grave forma di distrofia.

LONDRA – Papa Wojtyla l’aveva detto: la persona disabile, come e più delle altre, “ha bisogno di amare e di essere amata, di tenerezza, di vicinanza, di intimità”. Parole prese alla lettera, sembrerebbe, da un gruppo di suore inglesi. Che di fronte a un ragazzo, che probabilmente non arriverà a compiere trent’anni, e che ha chiesto con insistenza di provare le gioie o comunque l’esperienza del sesso, hanno collaborato alla ricerca di una prostituta che assolvesse al compito. “Voglio fare sesso almeno una volta nella vita”. E così è stato.
Nick Wallis, 22 anni, costretto alla carrozzella da una forma devastante di distrofia muscolare, lo aveva chiesto più volte alle suore del Helen and Douglas House Hospice di Oxford, un ricovero per bambini e ragazzi affetti da handicap e malattie gravi, fondato nella celebre città universitaria da suor Frances. E’ stata lei a spiegare, in un’intervista alla Bbc, che “siamo arrivati alla conclusione che era nostro dovere sostenere Nick sotto il profilo emozionale, e aiutarlo a garantirsi una certa sicurezza fisica”.
Non è stata una decisione facile, è chiaro. La religiosa ha raccontato come in un primo momento si sia sentita completamente spiazzata di fronte alla richiesta del ragazzo. Che ha animato più di un dibattito fra suore, medici, infermiei, amministratori della struttura. Che prima di tutto hanno preso in considerazione l’ipotesi di commettere un reato, assecondando la richiesta di Nick e aiutandolo a organizzare un incontro a pagamento.
Dopo aver ricevuto rassicurazioni a questo proposito, il gruppo ha “sondato” il comitato etico dell’Hospice. Che, pure, non ha avanzato obiezioni sostanziali quando è stato informato che le condizioni cliniche non avrebbero mai consentito a Nick di avere una fidanzata e di poter, quindi, sperimentare le gioie dell’intimità, di un legame d’amore e reciproca attenzione. “Era pronto ad andare avanti con o senza il nostro sostegno – racconta suor Frances – e siamo giunti alla conclusione che era nostro dovere morale assisterlo”.
Un’infermiera dell’ospizio, Chris Bloor, ha aiutato il ragazzo a trovare, via internet, una donna all’altezza del compito. L’incontro è avvenuto a casa del ragazzo, con l’assistenza un’infermiera del Douglas House Hospice e un secondo assistente, in un’altra stanza, “in caso di bisogno”.
“Tutto è andato per il meglio – ha detto il ragazzo – lei si è rivelata una donna affascinante, intelligente e piacevole. Aveva circa trent’anni. Sapeva come fare con le persone nervose. Sono state due belle ore. Certo – ha ammesso – dal punto di vista emotivo non è stata un’esperienza al cento per cento appagante, ma mi ha dato fiducia e un certo grado di normalità. Non credo che necessariamente ripeterò l’esperienza. Ma nemmeno scarto del tutto l’ipotesi”.
Suor Frances è contenta di quanto accaduto, e anche della pubblicità che il caso sta avendo: “Nick ha messo la società di fronte a un tabù. Anche le persone portatrici di handicap vogliono amore a pieno titolo ma troppo spesso sono vittime di pregiudizi sociali”.
(27 gennaio 2007)

Ecco una notizia che fa riflettere. Mille domande girano per la testa, leggendo una notizia del genere. Probabilmente la più scontata è se sia eticamente giusto operare così.
Naturalmente ci si potrebbe fermare alla domanda ?ma è giusto che una suora vada a cercare una prostituta per un malato??. Potrebbe anche essere, a suo modo, una notizia pruriginosa, di quelle che fanno emergere risatine più o meno sommesse, ma secondo me apre ad un argomento importante. Sarebbe facile e stupido deviare il discorso sulla Bellucci che si tromba Scamarcio nella sedia a rotelle. Guardiamo la cosa senza ridere. Parliamo di qualità della vita per i pazienti terminali.
Quanta parte è giusto che una malattia si prenda di un essere umano? Tutti noi, credo, in prima battuta, siamo tentati dal dire che una malattia non dovrebbe prenderci mai, o quantomeno dovrebbe prendersi poco di noi. Ma è pur vero che talvolta ci si trova dinnanzi a malattie devastanti, che a poco a poco si prendono tutto, senza sosta, senza tregua. Si prendono il nostro corpo, la nostra mente, le nostre relazioni sociali. Inesorabilmente. A poco a poco anche i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri desideri.
Certo il modo in cui le suore e i medici hanno operato è estremo e poco ortodosso, questo è innegabile. Ma è pur vero che ci sono situazioni speciali, situazioni ?limite?, in cui anche un operato estremo non mi sento di condannarlo.
Quando certe azioni si esplicano nella condivisione di intenti tra tutti coloro che ne fanno parte (in primis il ragazzo e la ragazza, in questo caso).
Quando ciò che muove non è il pietismo, ma l?obiettivo di far restare, per quanto possibile, un malato terminale in una condizione di socialità residua.
E? giusto che anche dinnanzi ad una male feroce, incurabile, progressivo, si abbia il coraggio di seguire (almeno per quel poco che è possibile) la strada dei desideri, dei bisogni.
Si parla spesso del problema della libertà di scelta nelle cure, da parte del malato irreversibile. Si parla spesso di eutanasia e libero arbitrio. Giorni fa ne ho scritto anche io qualcosa rispetto alla Sclerosi Laterale Amiotrofica, riportando i dati di alcune ricerche americane.
Questa notizia va ancora più a fondo nel problema.
Non solo libertà di scelta rispetto alla morte, ma rispetto alla vita, alla possibilità di vivere e non solo sopravvivere. Il problema non è solo se sia possibile scegliere quanto vivere. Il problema vero è quello di poter garantire in ogni sua parte una qualità della vita che sia almeno sufficiente.
Certe notizie si fanno sempre più frequenti e credo che sempre più lo saranno, perché la società che viviamo, l?aria appestata che respiriamo, i cibi schifosi che mangiamo sempre più spesso creeranno purtroppo malattie gravi ed irreversibili.
Urge che il governo italiano ne prenda atto. Urge che il governo, il Ministro della Salute in primis, compia delle scelte necessarie in modo ragionato. E? giusto che i malati terminali non si limitino a sopravvivere, ma vivano al meglio delle loro possibilità, sino all?ultimo.
E non si dica, come al solito, che certe cose fanno parte della libertà di coscienza ed il governo non può entrare nel merito. Vi abbiamo votato per questo! Perché entrate nel merito di scelte difficili, complicate e urgenti.
Migliaia di malati, migliaia di familiari, aspettano risposte sull?assistenza domiciliare, sulla sostenibilità dei farmaci con effetti collaterali gravi, sull?inclusione in esperimenti di ricerca, sul libero arbitrio dinnanzi alla terminalità, sugli aiuti sul lavoro. Si fa finta che il problema non ci sia, si lascia che il peso delle scelte dure ricada sui familiari che sono già altamente stressati .

Bisogna vivere, non solo sopravvivere.




il VIAGRA e il rischio di una morte del cazzo!!!!!

28 01 2007


Prima di tutto la notizia, tratta dal sito di ?La Repubblica??

SCIOGLIE IL VIAGRA NEL VINO DEL MARITO E L?UOMO FINISCE IN OSPEDALE PER INFARTO.

FROSINONE – Se avesse dato ascolto agli esperti inglesi (e alla tradizione popolare) secondo i quali l’aglio – e il peperoncino, e lo scalogno – avrebbe un sostanzioso effetto afrodisiaco, forse la sua notte di passione l’avrebbe consumata fra le lenzuola di casa piuttosto che in una corsia d’ospedale. E invece una signora di Frosinone, stufa di un marito pantofolaio e catatonico e soprattutto dimentico delle gioie del sesso, ha optato per l’effetto-bomba: ben due compresse di Viagra sciolte nel bicchiere dell’ignaro consorte. Con un risultato imprevisto e devastante: la corsa in ospedale.
“Infarto”. Questa la diagnosi dei medici, pronunciata senza ombra di dubbio. E’ finita così la serata che una donna della cittadina ciociara aveva immaginato un po’ diversa. Voleva movimentare un menage un po’ spento, e risvegliare i sensi di un marito distratto, che la televisione e la pigrizia distoglievano ormai, da troppo tempo, dai doveri coniugali. E durante la cena, ha sciolto due pillole blu nel vino, somministrando poi all’uomo il pepato calice.
Il marito, come d’abitudine, durante il pasto ha bevuto, senza sapere che cosa quel bicchiere contenesse. E mentre la signora già pregustava le gioie delle ore a venire, a sorpresa il marito ha pronunciato la frase che, almeno per quella volta, era tutt’altro che un pretesto: “Non mi sento bene”. Dolori forti al petto e al braccio e la moglie, piuttosto che staccare il telefono per non essere disturbata, l’ha dovuto agguantare per chiamare il 118.
Soccorso dai sanitari, l’uomo è stato condotto presso il pronto soccorso di Ceprano. Dove i medici hanno diagnosticato l’infarto. La moglie non ha potuto più tacere e, fra le lacrime, ha confessato il misfatto. Per fortuna la vittima, anche se in prognosi riservata, non corre pericolo di vita. Però gli è stato prescritto riposo assoluto, a tempo indeterminato. E la moglie, costretta a rassaegnarsi, dovrà reprimere, a tempo indeterminato, le proprie pulsioni.
“E’ stata una prova d’amore da parte di mia moglie”, ha però detto il cinquantatreenne operaio edile. “Per me, – ha spiegato – è stato un periodo di forte stress che mi stava allontanando da lei, al punto da trascurarla anche sessualmente. Non ho mai avuto problemi del genere, tengo a precisarlo, forse solo problemi cardiaci, visto che ho rischiato di morire d’infarto. Ma passerà anche questo, ne sono certo. Ora che ho visto la morte in faccia ho capito che non c’è cosa più importante della famiglia”.
(28 gennaio 2007)

E questi sono i fatti.. se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere.

Domanda: Ma parlarsi non è meglio??
Per chi ancora non lo sapesse, approfitto dello spazio per dire che il Viagra è un farmaco, e come tutti i farmaci ha controindicazioni che andrebbero lette attentamente. I medicinali non vanno presi a caso (anzi per meglio dire..non vanno presi a cazzo!) perché poi se ne pagano le conseguenze. Checché ne dica Alvaro Vitali, che nei suoi film combinava pozioni anche peggiori pur di ottenere effetti da superuomo, il Viagra è un vasodilatatore, il che significa che aumenta anche le pulsazioni sanguigne. Ora.. capisco che sia bello avere il sangue che galoppa, ma spesso il rischio di infarto, di emorragia, di ictus è fortissimo. E si prende una pasticca sola..maledizione..non due!!! ma che siamo impazziti?!?!?!
Il Viagra non serve per chi non fa l?amore per noia.
Il Viagra non serve per chi è stanco.
Il Viagra non serve per chi non ama il partner.
Il Viagra non serve per chi vuol diventare il futuro Rocco Siffredi.
Il Viagra..porca miseria!.. serve solo per chi ha problemi di erezioni dovuti a complicanze vascolari!
E va comprato con prescrizione del medico curante e possibilmente dopo una consulenza andrologica!
Ma è mai possibile che nella società di oggi si vuol risolvere tutto con le pillole, quando basterebbe anche solo parlarsi un pò di più???

MENO FARMACI E PIU? CREATIVITA? !!!!!!!




Giornata della Memoria – 3

27 01 2007


In silenzio una preghiera.

(foto tratta dal “museo del deportato”, di Carpi)




Giornata della Memoria – 2

27 01 2007


In silenzio una preghiera.

(foto tratta dal “museo del deportato”, di Carpi)




Giornata della Memoria -1

27 01 2007


In silenzio una preghiera.

(foto tratta dal “museo del deportato”, di Carpi)




Sclerosi Laterale Amiotrofica ed Eutanasia: una ricerca U.S.A.

25 01 2007


Si parla sempre (e a sproposito secondo me?) del problema delle malattie terminali, dell?eutanasia, del testamento biologico, del suicidio assistito..
Sono argomenti che meritano profondo rispetto e credo che in ogni modo andrebbe evitata la strumentalizzazione politica o ideologico-religiosa.
Personalmente, quando c?è stato il ?caso Welby? ho preferito dire la mia sottovoce e in tempi lontani. Al momento del decesso ho preferito tacere perché il blog tutto (e non solo questo) era infestato da urla, post e commenti a tutto spiano.
Stamattina al dipartimento dell?università ho trovato un articolo pubblicato in una rivista scientifica del 2002, narrante una ricerca svolta sui pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (ALS) in Oregon e a Washington . Ne riporto l?abstract, magari a qualcuno interesserà.
Come sempre, sottolineo che non ho interesse a convincere nessuno. Metto solo a disposizione di chi può esser interessato, un articolo che non è facile da trovare.

Predittori e correlati d?interesse nel suicidio assistito nel mese finale di vita tra i pazienti ALS in Oregon e Washington (Gancini, Silveira, Johnston) ? Settembre 2002 _ tratto da Elsevier Science Inc. in accordo con ? U.S. CANCER PAIN RELIEF COMMITTEE?.

Abstract:
Per capire i fattori associati con l?interesse al suicidio assistito tra i pazienti con malattia terminale, abbiamo contattato 50 caregivers di pazienti deceduti con Sclerosi Amiotrofica Laterale (ALS) in Oregon e Washington, riguardo alla percezione di interesse del paziente nel suicidio assistito ed il loro stato fisico-emotivo nel mese di vita finale. Per 38 caregivers abbiamo informazioni di base fornite dai pazienti stessi, risalenti a circa 11 mesi prima della morte, riguardanti la depressione, l?assenza di speranza, il senso di peso emotivo, il (bisogno di) supporto sociale, la qualità di vita, la sofferenza e la pena. Un terzo dei pazienti ALS ritenne di ricercare il suicidio assistito nell?ultimo mese di vita. L?assenza di speranza e l?interesse al suicidio assistito era predittore di un desiderio per successivo suicidio assistito. I pazienti ALS che erano interessati al suicidio assistito, comparati con coloro che non lo erano, avavano un maggior stress nell?esser di peso agli altri e maggior insonnia, sofferenza e sconforto.
ALS è una malattia altamente letale, risultante in progressiva perdita del controllo motorio che porta alla paralisi e all?insufficienza respiratoria. Per quanto sia una patologia rara, i pazienti che ne sono affetti sono stati preminenti nel dibattito riguardo al suicidio assistito. Nel ?99 il suicidio assistito legalizzato ha contato lo 0,4% dei decessi tra i pazienti oncologici, ma il 5% dei morti tra pazienti ALS in Oregon.
Pazienti solitamente di razza caucasica, ben scolarizzati, più depressi e privi di speranza, meno religiosi. Si percepiscono come meno supportati socialmente e distrutti dall?esser un peso per gli altri membri familiari.
Nel 1997 nello Stato dell?Oregon ha emanato il ?OREGON DEATH WITH DIGNITY ACT?, come prima regolamentazione in materia, poi confermata dalla consultazione elettorale nello Stato.

(allego diagramma relativo all?aumento della prescrizione di assistenza al suicidio farmacologico in seguito all? Act ) .




Uno stratega di 85 anni?.

25 01 2007


Oggi pomeriggio, per motivi di lavoro mi son recato in un centro per anziani, in centro città. Ho avuto modo di stare a contatto con un nutrito gruppo di vecchietti molto più che arzilli, che davvero mi hanno fatto bene al cuore. Non so quanto son riuscito a donare loro in un pomeriggio, di certo loro mi hanno donato tantissimo. Soprattutto tanta tanta speranza. E? sempre bello vedere dei signori ultrasettantenni che anche col brutto tempo escono di casa per recarsi in un locale dove poter chiacchierare, giocare, cantare piuttosto che stare a vegetare davanti alla tv. Sento sempre parlare di sindromi demenziali, di badanti straniere, di case di riposo e vedere dei signori anziani con il sorriso in faccia fa davvero bene. Riconcilia con la vita e da tanta tanta forza interiore.
Chiacchierando con uno di loro si è scoperto che era innamorato del gioco della dama. Gli ho proposto di fare una partita e lui tutto saltellante, urlando ?ho trovato un compagno, ho trovato un compagno? è andato da una volontaria a chiederle la scacchiera. Che tenerezza?
Detto fatto, abbiamo iniziato a giocare.
Prima partita.
Io volevo più chiacchierare che giocare, in verità, ma temevo che fare le due cose insieme fosse complicato per l?anziano signore. Naturalmente all?inizio mi son detto fra me e me ?come faccio a farlo vincere senza fargliene accorgere??. Abbiamo iniziato a giocare ed ho avuto, fortunatamente, sin da subito la percezione che il signore conosce bene il gioco. ?Meglio così?, mi son detto.
La prima partita l?ha vinta lui facilmente.
Mi son chiesto quanto avessi barato e non sono riuscito a darmi una risposta. ?Magari al prossimo giro mi impegno di più, così vediamo meglio..?.
Seconda partita.
E? durata meno della prima. Praticamente ho avuto il tempo di iniziare, che lui subito mi ha mangiato i pedoni a due a due, e si è diretto a dama, veloce e sicuro. Quasi sbeffeggiandomi.
?Il signore è bravo?, mi son detto. ?Da quanto gioca a dama??, ho chiesto. ?Da 27 anni, quasi tutti i giorni? è stata la risposta. Minchia?
Terza partita.
Il signore ha iniziato a raccontarmi di avere 85 anni e problemi di vista. Praticamente da un occhio non vede quasi nulla. Nel frattempo che raccontava vinceva come un indemoniato. Poco prima di battermi sonoramente per la terza volta ha iniziato ad impietosirsi e mi ha voluto aiutare, dandomi consigli. Io mi dicevo ?qui una devo vincerla, altrimenti crede che lo prendo per il culo?.
Oltretutto, da un punto di vista sia formativo che educativo era importante che il signore non conoscesse solo la vittoria, ma anche la sconfitta. Mi sono impegnato al massimo. Ho dato tutto. Macchè? Terza vittoria, senza se e senza ma.
Quarta partita.
Il signore ha iniziato a perdere tempo nelle giocate e a dirmi che mosse dovevo fare. In pratica lui giocava per se stesso e per me. Finché le cose sono andate così eravamo quantomeno in una situazione di pareggio. Come a dire che lui pareggiava contro se stesso. Poi ha creduto potessi ormai camminare sulle mie gambe. Illusione.. Una disfatta.
Quinta partita.
A questo punto era questione di non diventare ridicoli. Temevo che se avessi perso ancora mi avrebbe tirato il tavolo addosso. Nel frattempo un po? di signori si sono avvicinati. Con finta naturalezza li ho invogliati a sedersi al tavolo con noi, in modo da potere poi lasciare che giocassero fra di loro. Altri signori sono venuti in mio soccorso, cercando di aiutarmi a battere almeno una volta l?imbattibile anzianotto. Non c?è stato verso. Nel frattempo il bravuomo mi invitava a prestare attenzione, a non giocare a casaccio. Me lo diceva lui che praticamente non ci vedeva nulla.
Cinque partite, cinque vittorie.
Insomma il buon 85enne mezzo ciecato mi ha fatto un culo così!




"La ricerca della felicità" : Muccino tu vvuò fa l?americano??

22 01 2007


Al secondo tentativo son riuscito a vedere il tanto acclamato film del mito italiano Muccino. Son cattivo? Ma nooo.. eddai su Muccino si deve pure poter scherzare altrimenti finisce come Benigni che deve esser applaudito sempre e comunque qualunque cosa faccia.. Dopo un film sui ragazzi contestatori okkupanti e urlatori, uno sui 30enni indecisi ed urlatori ed uno sulla borghesia romana insoddisfatta ed urlatrice pensavo che il prossimo film sarebbe stato un bel ?grande freddo? con 60enni urlatori.. ed invece no!! Ecco che Muccino ha fatto bye bye ed è finito in U.S.A. a fare un film con Will Smith? Qualcosa non quadra?? Bhè no.. tutto sommato quadra tutto perché anche il povero Smith è costretto ad urla familiari (con moglie in crisi tipicamente mucciniana), pianti e corse.. corse.. corse.. La corsa è un marchio di fabbrica dei film del nostro eroe nazionale, ed anche in questo film i momenti di corsa tra strada e metropolitana son davvero tanti..Non solo come trama, ma anche come stile. Bello, ad esempio, il fatto che sin dall?inizio vi siano delle presenze inquietanti (come i disperati senzatetto) che occupano uno spazio minimo e poi progressivamente invadono la scena sino a che anche il protagonista diventa uno di loro. Grande Will Smith nelle due scene da commozione che valgono da sole il prezzo del biglietto: quella in cui si trova a dormire nei bagni della metropolitana e quella dell?assunzione.
Le scene che però mi son rimaste in testa e ?nelle ossa? sono la scena in cui risolve il cubo di rubik nel taxi con il capo e quella in cui va a vedere la partita di football. In entrambe c?è una malinconia davvero struggente: il protagonista tenta il tutto per tutto per far piacere ai capi, sperando che ciò possa servire ma si scontra con l?indifferenza di una società arrivista. Attenzione, non è escluso che in buona parte anche il protagonista sia un arrivista. Ma il tutto è pervaso da una tale consapevolezza del dolore e da una tale voglia di lottare per il proprio sogno che quasi si fatica a chiamarlo arrivismo. Ed anche per lui si accenderà una luce. Anzi.. anche lui saprà accenderla per se stesso.
Bravo il bimbo (che nella realtà è il figlio di Smith)
Bella la fotografia, che riprende proprio lo stile visivo degli anni che descrive, i primi anni ?80.
Dunque per la felicità bisogna lottare. Bisogna ferirsi e rialzarsi.
Come tutti i film belli che trattano temi universali, in verità questo film descrive gli anni ?80 e parla di oggi. Delle difficoltà nel lavoro, dell?indigenza, del precariato. Non a caso un vagabondo matto è convinto che l?apparecchio che Smith porta con sé sia una macchina del tempo. Tutto il film è una macchina del tempo, usa il linguaggio ed i contenuti dell?era reaganiana per parlare dell?era bushana (che tanto diversa non è). Finge di portarci in un?altra epoca e invece siamo sempre qua, con i guai che ci portiamo addosso (un po? come fa il protagonista del film inventando per il bimbo dinosauri e grotte, laddove è solo lo squallore di una metropolitana notturna).
Bhè Muccino sa il fatto suo. Complimenti.




Dr. House salvaci tu !

20 01 2007


“Questo posto è pieno di malati, se mi sbrigo riesco a evitarli”.
“Preferisce un medico che le tiene la mano mentre muore o che la ignora mentre migliora?”.

Due massime del mito moderno, Dr.House, per dire a tutti (ma tanto tutti lo sanno..) che il mito è tornato in tv con la 3° serie. Ieri, seppur con una sola puntata invece delle due canoniche, ha battuto Massimo Ranieri (che pur di acchiappare pubblico ha fatto pure la ?Carrambata?) e di poco è stato sorpassato solo dal collaudato ?Scherzi a parte?. Per fortuna tra il trash scherzaiolo e le canzoni stantie c?era House.
Di House si parla e si parla tanto, perché piace e mette in seria agitazione quelli di canale 5. Già in autunno Italia1 ha dovuto spostarlo di programmazione un paio di volte. Roba simile è accaduta anche su Fox.
Liquidare il successo con la bellezza dell?attore sarebbe delittuoso. Hugh Laurie è certo bello (e non casualmente me lo son trovato messo nel desktop del pc da mia sorella), ma al di là dell?avvenenza fisica c?è ben altro. Ho anche letto che piace alla donne perché è un uomo che mira a salvare il mondo ma non riesce a salvare se stesso e fa scattare il complesso del tipo ?io ti salverò?.
Diciamo che House è un burbero dal cuore d?oro. Un medico che.. miseriaccia.. non sbaglia mai un colpo. Bravo, bravissimo. Cinico ma onesto fino al midollo con i pazienti, probabilmente molto più con loro che con se stesso. Una persona che conosce il dolore e cura i pazienti partendo proprio dalla consapevolezza di cosa sia il dolore. Le malattie che cura son sempre cose complicatissime e strampalate, ben diverse dalle ferite sanguinanti da gang di ?E.R.? (che alla lunga era tutto ritmo concitato ed inciuci tra medici ed infermiere).
Diverso è soprattutto lo stile delle storie. L?impressione è che le storie di House siano delle specie di gialli camuffati, in cui la diagnosi della malattia rara assume i connotati della ricerca del detective. Non a caso un momento cardine delle storie è quando House si mette alla lavagna con i suoi (schiavizzati??) collaboratori e passa uno per uno i sintomi della persona come se fossero indizi di un omicidio. La malattia è il colpevole da trovare e per quanto ciò possa sembrare normale, tuttavia mi sembra che sia la prima volta che un telefilm proponga la realtà ospedaliera in questo modo. Dopo anni di medici stile dottor Kildare , ecco uno che lavora ma non sfrutta il suo potere, che corre poco e riflette assai. Che corre i rischi e se sbaglia paga.
Da incorniciare.




Dottorato di ricerca (…..tra i faraoni…..)

19 01 2007


Con gran squillo di trombe e tante speranze (si spera riposte nel luogo giusto) ho iniziato il dottorato di ricerca all?università.
Prima settimana. L?effetto è quello di essere entrati in una specie di loggia massonica. I dottorandi ed i ricercatori sono una folla spropositata, che riempie le stanze dei professori. Più o meno credo che il rapporto sia quello di 4 dottorandi per professore. Senza contare i tirocinanti, che hanno la funzione di somarelli che invece di portare l?acqua portano fotocopie. Chi nella vita ha smesso di fare il dottorato e la ricerca è sopravvissuto come assegnista o assistente.
Tra i dottorandi che ho visto io la maggior parte scarica canzoni da internet. Quelli che non lo fanno sono a telefono con l?addetto ai computer del dipartimento per capire perché non riescono ad installare ?eMule? e scaricare pure loro.
Scherzi a parte ( ma mica tanto?) al momento sono entrato con tutta la diplomazia che riesco ad avere, un po? come faccio all?inizio in tutti i posti dove vado. Col fatto che ora pratico in contemporanea ospedali, università e sindacato mi sento un po? io stesso un?associazione a delinquere, ma voglio sperare che questa autopercezione svanirà nel più breve tempo possibile. Il mio tutor universitario è tutto sommato persona allegra e cordiale. Al primo giorno mi ha donato una quantità spropositata di articoli scientifici su psicologia ed oncologia, rigorosamente in inglese. Mi ha anche fatto capire in che stanze posso vagare e che posti occupare. Le sedie dei dottorandi mi ricordano un po? il ?gioco dei 15?, o anche il gioco del ballo con la sedia, che si faceva alle elementari. Detto in poche parole: le sedie sono 3 in meno dei posti da occupare, quindi o ti svegli presto e vai presto all?università, oppure resti in piedi. Per fortuna l?ospedale è vicino la facoltà, quindi ho già capito che tutte le volte che non dovessi trovare posto in dipartimento me ne andrò a far ricerca in ospedale, che lì almeno una barella la trovo.
La cosa bella è che puoi entrare dovunque senza aspettare. Non sei più un tirocinante o un tesista, o peggio del peggio un alunno. No! Adesso posso entrare scavalcando file e filette e magari magari senza bussare..tiè!!
Ragionandoci su, l?altra mattina ho riflettuto che l?università è un po? come la società egiziana dell?era dei faraoni. Lì c?erano faraone, religiosi, scribi, mercanti e schiavi. Il faraone è il professore. I religiosi sono gli assistenti. Gli scribi son ricercatori e dottorandi di ricerca. I mercanti sono i tirocinanti. E gli schiavi sono gli studenti.
Ecco. Faccio lo scriba.




latte bastardo: il dramma continua…

19 01 2007


Seconda parte del guaio.
Ieri notte ho sognato di essere un topo immerso beato dentro una forma di formaggio asiago. Svegliandomi ho compreso che la realtà andava ben oltre l?immaginazione. Non che mi fossero cresciute le orecchie o i denti stile topolino, per carità, ma certo la sensazione di vivere dentro un formaggio l?ho avuta.
Dunque.. come narrato nel primo episodio, mi son messo sotto a ripulire la macchina tremendamente impuzzata da un po? di latte caduto ahimè nel bagagliaio.
Trascorsa una mattina con detersivi spugne e secchiate d?acqua ho confidato nella buona sorte.
Ebbene.. la notte è passata e il risultato è stato: UN CAZZO! O meglio? un po? il problema è diminuito, ma pochino, specialmente al mattino l?effetto rimane demoniaco.
E che fare? Naturalmente dove si va a chiedere consiglio quando tutto sembra perduto? la mamma è sempre la mamma, e ?chi?, dico ?chi?, può sapere come togliere un cattivo come la propria madre? Ed ecco che il consiglio c?è stato : ?Mettici questo sacchetto di sali alla lavanda.. andrà via tutto!?.
Detto fatto. Da ormai 3 giorni, sotto lo specchietto retrovisore fa bella mostra di sé un sacchetto viola che spande profumi con tutta la forza che ha. Il problema è quanta forza ha. A prima sniffata direi non quella necessaria.
Il cattivo odore sembrava sterminato, ma così non è stato. L?infido latte ha saputo ancora una volta attendere, studiare il nemico e poi contrastarlo con le sue stesse armi. Così come accade nei film di fantascienza tipo ?matrix? o ?independence day? in cui si inietta un virus dentro un sistema per disarmarlo da dentro e distruggerlo, diciamo che il puzzo di latte ha saputo contrastare il profumo di lavanda, insinuandosi dentro di esso e destrutturandone la forma chimica, per poi integrarsi in esso come avviene in una mutazione genetica.
L?effetto finale qual è? Non credo più di guidare un formaggio pecorino, bensì un prezioso formaggio francese. L?odore non è più acidulo e sgraziato, ma sembra di essere dentro un formaggio della provenza, morbido, da spalmare.
Che seguito avrà sta storia non lo so.. ma a questo punto credo potrei chiedere una borsa di studio alla salumeria vicino casa mia.




Una maledetta goccia di latte

16 01 2007


Dunque.. in verità il vero titolo di questa pagina avrebbe dovuto essere ?una maledetta stronza goccia di latte?, ma siccome non si possono mettere parole tipo ?stronza? nei titoli altrimenti la redazione di Tiscali si incazza, ho evitato e mi son fermato a maledetta.
Vediamo di spiegare gli eventi.
A casa mia, come in tutte le case, accade di accumulare oggetti. Gli oggetti si vanno disperdendo un po? dovunque e col passare del tempo invecchiano per legge di natura. Non ci si può far niente.
Successivamente, poco prima di passare a miglior vita, cominciano ad esser spostati in luoghi più nascosti, in modo da esser meno visti. Così naturalmente si impolverano di più e la loro morte si accelera. Un po? come accade ai cadaveri dei film thriller, vengono qui avvolti in sacchi neri per avere la degna sepoltura nel cassonetto dell?immondizia.
Tutto sommato è un percorso comune, che avviene agli oggetti di tutti credo.
A casa mia però, non sempre ma spesso, c?è una specie di anticamera della morte, che sarebbe il bagagliaio della mia auto. Overossia, talvolta questi sacchi neri con cadaveri di oggetti una volta amati, entrano nel bagagliaio della mia auto e ci permangono per un tempo talvolta breve talvolta lungo.. inizialmente indefinito. Naturalmente ?trista fine? attende anche loro.. però restano in questo limbo per un po? di tempo. Il problema è quando ci si dimentica di avere ste cose nel bagagliaio. Il che succede sempre.
Darsi il caso che mesi fa ho ripulito un po? i cassetti di maglioni vecchi e ormai compianti ed inutilizzati. Ne ho fatto un bel sacco nero che è stato depositato in veranda per un po? di tempo. Poi naturalmente dalla veranda al bagagliaio.
E lì i moribondi maglioni son rimasti. Sospesi?.
Giorni fa la mia famiglia è andata a far spesa. Merende, pelati, carne, frutta, buste di latte? e compagnia mangiando?
Ma..opsss.. il bagagliaio è pieno di maglioni? uffff..e come si fa..?? Vabbè stringiamo tutto e le cose entreranno. Del resto non sarebbe stato giusto buttare i maglioni nell?immondizia e far spazio, bisognava cercare il contenitore per i rifiuti differenziati con su scritto ?PER I MAGLIONI DI ANTONIO?.
Stringendo stringendo le cose sono entrate. Stringendo però !!
L?effetto è stato che al chiudersi del bagagliaio una cosa ha fatto pressione sull?altra e così via finché una stronza busta di latte ne ha fatto le spese disintegrandosi.
Come un veleno minaccioso eppur gentile il latte si è insinuato nel sacchetto che nel fondo aveva un buco.
Ha oltrepassato il buco.
Denso e carogna lo stronzo latte ha piano piano invaso i maglioni.. piano piano..dolcemente.. mentre l?auto camminava ignara..
Con lentezza e consapevolezza, direi, ma soprattutto con estrema perizia il latte ha infettato alcuni maglioni, quindi si è rivolto al fondo del bagagliaio dove è andato a risiedere paziente.
Lì, seppur con piccole gocce, ha formato qua e là piccole quasi invisibili pozze di lattosio, che a poco a poco hanno scavato sino ad arrivare alla ruota di scorta.
Un percorso lento ma costante, di un sadismo infinito secondo me.
Il mio adorato padre ha visto che si era bucata una busta di latte e ha subito buttato tutto, quando se ne è accorto, ma non ha compreso, nella fretta, che il latte infido e stronzo aveva passeggiato per tutto il bagagliaio.
Dopo 3 giorni, una mattina, precisamente lunedì inforco l?auto ed esco per andar all?università.
LA PUZZA!! LA PUZZA IMMONDA!!! LA PUZZA TREMENDA AVEVA APPESTATO ORMAI TUTTO!!!! UN FETORE ORRENDO!!!!!
Io che ancora ero all?oscuro della ?vicenda latte? comincio a guardare come un cretino per tutta l?auto in cerca della causa di quel nauseabondo odore.. non so.. una testa mozzata.. un formaggio scaduto? un topo morto? Scemo come sono guardo con disinteresse al bagagliaio, giusto un rapido sguardo ?tanto ? mi dico ? lì ci sono solo i maglioni, ma son lì da un mese, non hanno mai fatto cattivo odore, non ha neanche piovuto in questi giorni, quindi non si son bagnati?.
A casa la confessione genitoriale sul latte e la comprensione dei tragici eventi.
Naturalmente ho buttato via i maglioni che un tempo tanto amavo dentro il primo contenitori per i rifiuti. Sepoltura veloce e necessaria!
Poi ho portato la macchina a lavare. Fosse servito a qualcosa. Il benzinaio, che certo non è un amico, mi ha detto che per pulire dentro per bene voleva un?aggiunta di 70 euro ai 10 che già gli avevo donato.
Ma siamo pazzi??????? 160.000 lire?? dico 160.000 lire per una stronza fottuta bastarda goccia di latte???? Nemmeno a parlarne.
Stamattina mi sono armato di pazienza oltre che di detersivo e mi sono improvvisato ossessivo compulsivo. Tralascio la nausea provata allorché il latte, ormai a suo agio nella moquette, ha deciso di rivoltarsi contro il mio intento da lavandaio. Insomma son stato un?ora e mezzo a pulire bagagliaio, sottobagagliaio, vano ruota di scorta e ruota. Anche ora a scriverlo mi sento male.
Il notiziario dice che la macchina è ancora ferita ma non più in pericolo di vita.
Come diceva Eduardo De Filippo, ?A ?da passà a nuttata!?.
Tutto questo per un poco di latte. Un poco di stronzo maledetto latte.




Classifica singoli più venduti e brani più scaricati 2006

15 01 2007


Classifiche a confronto. Dove sta la verità?
Negli ultimi due giorni sono uscite due classifiche musicali: quella relativa ai singoli più venduti e quella dei brani più scaricati. Ecco i verdetti. Io naturalmente gioisco per gli U2?e per chi sennò ?

Classifica dei singoli più venduti nel 2006.

1 SVEGLIARSI LA MATTINA ZERO ASSOLUTO
2 HIPS DON’T LIE (FEATURING WYCLEF JEAN) SHAKIRA
3 SEI PARTE DI ME ZERO ASSOLUTO
4 SORRY MADONNA
5 CRAZY GNARLS BARKLEY
6 STOP! DIMENTICA FERRO TIZIANO
7 I BELONG TO YOU (IL RITMO DELLA PASSIONE EROS RAMAZZOTTI & AN
8 HUNG UP MADONNA
9 SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMI ZALONE CHECCO
10 CUORE AZZURRO POOH

Classifica brani più scaricati da internet nel 2006.

1) One ? U2/Mary J Bridge
2) Hips don?t lie ? Shakera
3) Crazy ? Gnarls Barkley
4) Sei nell?anima ? Gianna Nannini
5) Mas que nada ? Sergio Mendez/Black Eyed Peas
6) I don?t feel like dancin? ? Scissor Sisters
7) Me voy ? Julieta Venegas 8) Gli ostacoli del cuore ? Elisa/Ligabue
9) Sorry ? Madonna
10) Svegliarsi la mattina ? Zero Assoluto