?The Prestige?. Il trionfo val bene il sacrificio

27 12 2006


Avvertenza ad ipotetici lettori: in questo articolo si svelano i segreti del film?forse?

Visto che il cinema italiano ha deciso di presentarsi a Natale quasi esclusivamente con delle schifezze, mi trovo costretto a pellegrinare fra pochi piccoli cinemini di città, dove proiettano due film stranieri. Resto fermo nell?intendimento di non vedere né Boldi né De Sica, dunque dopo essermi trangugiato ?Eragon?, ieri sera sono andato a pasteggiare ?The Prestige?. Il termine pasteggiare calza a pennello per questo film del bravo Christopher Nolan, dalle atmosfere decadenti e tuttavia romantiche. La trama narra il conflitto senza esclusione di colpi tra due grandi illusionisti di fine ?800. Sotto la direzione del regista (già autore di film oscuri quali l?inarrivabile ?Memento?, il remake ?Insomnia? e il buon ?Batman begins?) si cimentano Christian Bale e Hugh Jakman. Il primo sembra esser diventato l?attore feticcio del regista. Il secondo, una volta tanto, si toglie le unghia da Wolverine e molla gli X-Men . Bravi tutti e due. Fanno ciò che possono, e ciò basta. Tengono bene i ruoli scritti per loro dal regista, in versione di sceneggiatore. Tra di loro il plurisecolare e sempre grande Michael Caine e la prezzemolina (per me sopravalutata) Scarlett Johansonn, che ormai è presente nella metà dei film americani. A ciò si aggiunge un simpatico cameo fatto da David Bowie (che, spero per l?occasione, si è un bel po? incicciottito).
Tuttavia questa volta, più che mai, ci troviamo a parlare di ?un cinema di regia?, più che di un ?cinema di attori?.
Nolan costruisce il suo solito rompicapo pieno di ombre e illusioni, addentrandosi (ancora un volta direi) sul tema del ?doppio? e del ?molteplice?. La sfida tra i due illusionisti serve al regista per rappresentare la sfida tra due ossessioni, in cui la finzione e la realtà diventano del tutto indistinguibili. Più che il trionfo, i due protagonisti cercano la vera magia, consapevoli loro stessi di come i loro trucchi siano illusioni tecnologiche e nulla più. E per ottenere ciò sono disposti al sacrificio. Persino al sacrificio supremo.
A Nolan piace lavorare sui concetti di spazio e tempo, frammentarli, scomporli nella pellicola nella speranza che la mente dello spettatore (talvolta non senza fatica..) li ricomponga.
Frammenta lo spazio a livello semantico e il tempo a livello sintattico. E cioè, a livello di contenuto parla della sfida tra due grandi prestigiatori che cercano di stupire il pubblico attraverso la loro stessa smaterializzazione, scompaiono e ricompaiono, attraverso astuti artifici. A livello sintattico, invece, la scomposizione del tempo avviene attraverso l?uso continuo, perpetuo (quasi asfissiante..) di flashback sulla vita dei due protagonisti, colti in momenti sempre diversi. Lo spettatore dovrebbe aiutarsi a tirare il filo degli eventi (e dico dovrebbe, perché soprattutto nel primo tempo è impresa ardua..) attraverso la consapevolezza che ognuno dei due protagonisti descrive la storia leggendo il diario segreto dell?altro. In tal senso il film probabilmente non è dato da uno sguardo oggettivo, bensì dalla somma di due sguardi soggettivi, con il rischio dell?effetto ?Kaiser Soze?, che io ho tanto temuto per tutto il film.
Ciò che più ho apprezzato, e pur tuttavia è rimasto alla fine un problema del film, è il tentativo di fare un discorso razionale sull?illusione e sul meccanismo che la genera. Qui il regista cincischia un po? e alla fine cade anche (almeno secondo me..). Cade perché mentre in un caso (l?illusione creata da Bale) riesce a spiegare la sua arte attraverso l?utilizzo del sosia, nell?altro (la magia creata da Jackman) arriva ad ipotizzare una fantomatica macchina capace di sdoppiare le persone. Entrambi sacrificano la loro esistenza pur di illudere in modo assoluto il pubblico. Il ?Professore? (interpretato da Bale) condivide la sua esistenza con un sosia, dividendo con lui moglie, amante e figlia, pur di mantenere il segreto fino ad un finale tragico. Il ?grande Danton?, invece, (interpretato da Jackman) uccide a ripetizione i suoi cloni costruiti dalla macchina creata per lui dal personaggio interpretato da Bowie. Bello ed accettabile il tema del sosia. Inaccettabile, visto lo spirito di base del film, l?idea della macchina clonatrice. Peccato.
Un film comunque vedibile. Sarebbe ancor più godibile se il primo tempo non fosse così esageratamente strutturato in flashback.




James Brown (…….e Mario Merola….)

26 12 2006


Ieri è morto il grande James Brown. Un mito più che un uomo. Il divo più scimmiesco che abbia calcato le scene, eppure un grandissimo. Gli americani usano talvolta l?espressione ?larger than life?, per parlare di quelle storie e di quei personaggi incredibili, che son dei veri e propri miti, le cui leggende e dicerie son più grandi della loro stessa vita reale.
Designato da tutti come il Re del rithm?n?blues. A suo modo mix inimitabile di trash e tonalità.
L?appellativo di ?Padrino del Soul?, lo fa quasi sembrare un Merola degli U.S.A. Già? James Brown e Mario Merola.. Anche fisicamente simili, tutto sommato.. E come Merola, non solo musica, ma anche spettacoli e cinema.
Di lui mi piace ricordare quella breve comparsa che fece, come sempre in modo barocco ed ipercolorato, nel tripudio reaganiano di ?Rocky 4?, cantando ?living in america?. Ricordo che fu uno dei primi film che vidi al cinema, più o meno a 8 o 9 anni. Ricordo gli anni ?80, quello schermo gigante di un cinema che adesso non c?è più, ed il faccione di James Brown in un?orgia di coriandoli . Fra le tante citazioni al cinema mi piace ripensare alla sua comparsa come predicatore in ?The Blues Brothers? e l?antifurto con il suo urlo che si sente in ?Il principe cerca moglie? con Eddy Murphy. Antifurto James Brown? bhè un mito davvero..




il prezzo di una politica sbagliata

26 12 2006

Nelle esplosioni a New York, Washington e Pennsylvania morti in 2.973
Più morti Usa in Iraq che in attacchi dell’11/9
I soldati americani caduti dall’inizio del conflitto hanno raggiunto quota 2.978, cinque in più delle vittime degli attentati di Al Qaeda

BAGDAD (Iraq) – L’intervento militare in Iraq è costato agli Stati Uniti un numero di caduti, tra i propri soldati, superiore a quello delle vittime degli attacchi di Al Qaeda dell’11 settembre 2001 a New York, Washington e in Pennsilvanya , che causarono complessivamente 2.973 morti. Con i tre militari caduti nel giorno di Natale e gli altri tre morti questa mattina, secondo il conteggio dell’agenzia di stampa Associated Press, è infatti salito a 2.978 il totale delle perdite registrate dalle truppe americane. La tragica contabilità tenuta dalla Ap non coincide con le cifre ufficiali del Pentagono che registrano 16 morti in meno. Resta tuttavia la sostanza di un numero impressionante di caduti, ormai sovrapposto a quello delle vittime degli eventi che causarono la decisione dell’amministrazione Bush di attaccare prima l’Afghanistan e poi l’Iraq.

La notizia, riportata dal ?Corriere della Sera? può esser importante, importantissima o anche scontata e inutile. A suo modo forse è tutte e tre le cose. Di certo è la fotografia di come si fa una politica sbagliata. E di quali ne siano i tragici effetti. Complimenti Bush !!




Eragon: giàvisto, giàvisto, giàvisto, giàvisto, giàvisto, giàvisto….

26 12 2006


Sopravvissuto, in qualche modo, al pranzo di Natale che come sempre si è prolungato ben oltre l?umana e biologica sopportazione, tracimando ben oltre le 6 ore con liquori, scambio di doni, panettoni e partite a carte, e non pago tuttavia di una tale autodistruzione, bensì ancora incline allo smarrimento, ieri sera sono andato al cinema. E che ho visto? Ho visto ?Eragon?, insieme ad una ciurma di individui ed individue dediti come me all?amore per la sala oscura e lo schermo gigante.
E veniamo dunque a parlare di sto film.
Il film scorre via che è un piacere, un fiume semplice e veloce che non lascia sensazioni né positive né negative direi. Personalmente m?è sembrato un film abbastanza anonimo. Non un film d?autore seppur kolossal, come è stato ?il signore degli anelli?, né un film disney camuffato da fantasy come è stato ?le cronache di Narnia?. Mannaggia sto facendo i paragoni? mi ero ripromesso di fare una recensione tranquilla ed onesta senza fare paragoni con altri film. Ma non si può! Se evitiamo di parlare di paragoni illustri si può solo dire che è un film d?avventura con draghi e magia; prima parte di una trilogia (dunque senza un vero e proprio finale) in cui c?è un ragazzo biondo e belloccio che diventa principe ed eroe. E basta. Ma come si può tacere il fatto che quando Eragon (nome praticamente clonato da ?Aragorn? dell?Anello) trovo suo zio morto per mano nemica e poi esce dalla tenda e guarda il tramonto è in tutto uguale a ?Star Wars? ? E la lingua elfica come la impara? Il povero Jeremy Irons fa quello che può, ma è un Obi-Wan-Kenobi come tanti si son già visti. E comunque perché quando muore deve dire per forza ?io ne ho visto cose che non puoi immaginarti??? Citazione anche questa? Omaggio a ?Blade Runner?? Mhà? L?armatura di Eragon è quella di Richard Gere ne ?Il primo cavaliere? riciclata. I cattivi si chiamano ?Urgali? e lavorano nelle stesse officine con le stesse spade dei quasi omonimi ?Uruk-Hai? del signore degli anelli (avessero almeno cambiato una vocale?).
Scherzando ho detto ai miei amici che un motivo per vedere il film potrebbe essere dato dalla bellezza di Sienna Guillory, che interpreta la guerriera Arya. Tuttavia, anche in questo caso, capelli rossi all?irlandese e niente più.
Ecco, ciò che si può dire di questo film è ?mi aspettavo?di più?, che è quello che dicono sempre a Eragon tutti coloro che lo incontrano. Tralascio gli aspetti psicanalitici di questo elemento di disistima per il povero Eragon, rimandando alla lettura dell?angoscia di castrazione in Freud e Lacan (per chi fosse interessato?). Ugualmente tralascio i doppi sensi su questo eroe che evidentemente sembra avere la spada spuntata.
Si può dire che il fantasy ha ormai detto tutto, quindi non si può che copiare quanto fatto da altri. Probabilmente è vero, ma si pensi a film fantasy originali come ?Il labirinto del fauno? di G. Del Toro, uscito un mese fa, ed assolutamente degno di nota.
Consapevole che il libro, che non ho letto, sarà certamente meglio (come del resto accade sempre), credo che comunque il film sarebbe vedibile se non ci fosse una tremenda aggravante: la voce del drago..anzi della draga. Non so chi doppi i pensieri di Safira in lingua inglese. In lingua italiana immagino che ?Sky? abbia imposto per qualche pubblicitario motivo la voce di Ilaria D?amico, la protagonista delle domeniche calciofile di tutti noi malati di calcio. Il fatto che però noi tifosi spruzziamo di felicità da ogni poro quando la vediamo in quegli abitini stretti a dire ?goal?, non significa che abbiamo decretato che lei abbia una bella voce. Né abbiamo mai detto che abbia una voce così bella da fare la doppiatrice. E allora perchè???????????? Perché dare a questo povero drago (anzi draga) una voce così irritante??? Quanto ha pagato ?SKY? ??? Il drago di ?Dragonheart? era doppiato da Gigi Proietti, eccheccazzo!!!!!

Ok ormai la recensione è fatta. Due cose per finire. La prima: il miglior fantasy che io abbia mai visto, quello più denso di significato e metafore, rimane ?La Storia Infinita?, di W.Petersen. La seconda: per chi voglia vedere draghi belli e cattivi (come è giusto che siano, visto che quando son buoni sono più mielosi di Lassie) si consiglia sempre e comunque il drago nero di ?La bella addormentata nel bosco? e quelli del post-futuristico ?Il regno del fuoco?. In alternativa i vecchi cartoon sempreverdi di ?Grisù?, il draghetto buffo che vuol fare il pompiere.




mi preparo alla battaglia…

23 12 2006

oggi 23 dicembre, oltretutto di sabato, è in assoluto il giorno più compraiolo dell’anno. Tra pochi minuti mi butterò nel mezzo del traffico cittadino nella vana speranza di riuscire a comprare almeno un pezzo di regalo per mia sorella o i miei genitori. Il fatto che il palermo abbia schifosamente pareggiato a siena mi ha leggermente demotivato, ma cercherò di riacquistare morale infrangendo un paio di codici della strada e parcheggiando su di un marciapiedi. Immagino le orde di visigoti che già si accalcano nei negozi pestandosi i piedi. La mia unica speranza è riuscire a non vedere i parenti che mi comprano la solita sciarpa "finto burberry’s" o il tipico portachiavi striminzito. Il fatto che mi regaleranno tali doni è un dato certo…vorrei solo non doverli vedere nell’atto di farlo e riuscire a vivere nell’illusione fino al 25 mattina… speriamo bene…. Sin d’ora buon Natale a chi legge.




Nella notte che nera fuggiva..

20 12 2006

A che riscaldi
dolce sole,
a che brilli e risorgi
nel mio dolore.
Tramutati in nera notte
e raccogli il mio male,
spandi alle terre il mio amaro sapore
e piaga di questa terra
la misericordia a me negata.
La pioggia lenta raccogli
dal pianto alla fatica
e devasta di essa l?umana gente
che il ricordo già annega
nel triste destino che pure li affligge.
Donami un canto,
donami un giglio,
donami il sogno
che venga mio figlio.

Oggi.
E sempre.




Pinochet e i suoi amici

17 12 2006


Un po? per mia natura, un po? per studio non ho mai creduto all?esistenza del diavolo. Tutte le volte che sento parlare di persone indemoniate o in quei rari casi in cui ho visto persone che avevano visioni diaboliche penso sempre a forme di schizofrenia. Ricordo con una punta di sorriso quel paziente che vedeva il diavolo apparirgli tra fumo e fiamme al bar dell?ospedale. Ma quella è un?altra storia e non è di possessione diabolica che voglio parlare qui. Mi è venuto di pensare al diavolo in questi giorni leggendo della notizia della morte di Pinochet e delle (poche per la verità) polemiche conseguenti. Tutti i giornali e i tg son stati concordi nel dire che muore un dittatore ed il fatto che si morto non toglie nulla alla crudeltà assoluta di cui si è macchiato per decenni. Ripensare a cosa sia stato capace di combinare negli anni ?70 ed ?80 è terrificante: migliaia di persone uccise, rapite, torturate. L?immagine dello stadio di Santiago che diventa un carcere. Nella mia mente la foto di Pinochet si confonde con le immagini di film come ?Garage Olimpo?, ?La casa degli spiriti? e ?D?amore e ombra?. Il sogno di Allende svanito, annegato in un bagno di sangue. Il tempo e la storia (forse? ma forse no?) diranno se in questa carneficina la colpa sia stata anche degli U.S.A.. Chi conosce il mio blog può ben intuire come la penso.
Era il diavolo Pinochet? Un dittatore paragonabile a Hitler, Stalin o Mussolini? Non so ben dire perché, ma credo sia stato in qualche modo diverso da loro. Forse perché in gran parte era servitore di altri. Seppur malefico Hitler aveva una mente capace di partorire delle (abominevoli) idee. Pinochet l?ho sempre visto come uno schifoso macellaio che in buona parte proteggeva e gestiva interessi non suoi, che altri (più ricchi e potenti di lui) gli avevano chiesto di difendere. E allora non so se Pinochet sia un?immagine del diavolo e so che purtroppo non sarà mai più processabile per i suoi misfatti orrendi. Ma che almeno si cerchi di capire quali interressi ha difeso con le sue atrocità, si capisca chi si è arricchito e come attraverso di lui, mentre altri venivano seviziati, straziati e alla fine buttati fra le onde dell?oceano. Lo si faccia, prima che sia troppo tardi anche per questo. Che la morte di questo assassino non significhi anche la fine della ricerca della verità.




strategie….

15 12 2006

Da quel che vedo in giro, tra l?aperto delle strade e il chiuso degli ospedali, mi sembra di intuire che si va diffondendo sempre più l?idea che gli adulti siano ben consapevoli del loro ruolo e razionali, mentre i bambini sarebbero esserini quasi del tutto inconsapevoli delle loro condizioni, o comunque da mantenere all?oscuro della loro reale condizione di salute, e più che altro dediti al gioco.
E? divertente vedere in che modo tendiamo a crearci illusioni al fine di proteggerci dalle domande scomode e dalla necessità di dover dire le cose.

Si dice sempre che i bambini pensano a giocare, mentre gli adulti accumulano notizie. Soprattutto in corsia. L?elemento del ?gioco? è, probabilmente, uno dei cardini fondamentali per ripristinare la continuità casa- ospedale . E allora si colorano i corridoi, si creano ludoteche e si lascia che i ragazzini si portino la playstation da casa. Secondo me ?gioco? non significa automaticamente ?beneficio?. I bambini in ospedale non vogliono divertirsi, vogliono capire perché sono lì e non a casa. Vogliono capire se la puntura è necessaria e a cosa serve quel dolore che provano.
La mia esperienza in diversi ospedali cittadini mi consente ormai di differenziare un bambino, o un adulto, che gioca per trascorrere il tempo, da uno che gioca per sfogare la propria frustrazione. Spero non sembrerà troppo strano che io parli di ?adulti che giocano? in ospedale come a casa. In molti casi gli adulti sono più ?monelli? dei bambini. Basti pensare a quanti pazienti giocano a ?fumare di nascosto?, o a quanti giocano a ?farsi belli? con le infermiere o ad ?allontanarsi dall?ospedale ma solo per poco?. I bambini in confronto sono angioletti.

E poi è sbagliato dire che i bambini siano del tutto disinteressati alla loro condizione. Spesso attivano delle tattiche sopraffini per riuscire a giungere a delle informazioni che gli adulti negano loro. Stamattina ero con un ragazzino di 14 anni, bello e grosso (più o meno il doppio di me) che era letteralmente ?fottuto dalla paura? per un?iniezione di ?Rocefin? (che sarebbe un antibiotico). In modo sublime faceva delle domande sempre diverse a tutti i medici ed infermieri che passavano dal suo letto, e naturalmente anche a me. Domande che partivano da lontano e che miravano lentamente a scoprire se l?iniezione fosse dolorosa e quanto tempo ancora mancava all?evento. Direi che lo sforzo intellettuale e tattico progrediva sempre più senza portare ad una maggiore serenità, bensì ad un aumento dell?ansia. In modo astuto, quasi in una mirabile architettura dialettica, il piccolino girava e rigirava con domande sempre diverse che alla fine terminavano con la chiosa ?ma quindi la puntura me la fanno nel culetto!?. Naturalmente allo scopo di sentirsi dire ?no?. Arrivati al quinto interrogatorio di questo tipo, la madre non è più riuscita a contenersi ed ha sbottato ?Noooooo non te la fanno nel culooooo!!!!!?.




Ciao piccola dolce Manuela?

9 12 2006

Ciao piccola dolce Manuela,
oggi per la prima volta ci troviamo senza di te. Ieri mattina hai fatto la tua ultima seduta di dialisi e dopo tre anni di sofferenza il tuo cuoricino, che per un mese ha cercato di battere sostenuto da mille e più macchine e tubicini, si è fermato. Il tuo viso è finalmente sereno e non più contratto in tutte le smorfie di dolore che purtroppo hai dovuto subire. Chissà come hai visto tutti quei camici bianchi che per tanti anni ti son girati intorno, chissà come ci avrai creduto tutti cattivi intorno a te quando facevi la dialisi e piangevi e sudavi. Non c?è più dolore dentro di te adesso. Il caso ha voluto che ti spegnessi proprio l?8 Dicembre alle 15:00 e forse ha ragione la tua mamma a dire che è stata la Madonna ad essere pietosa e a toglierti finalmente dalle sofferenze che sentivi.
Sentire il tuo dolore, sentire le tue urla era una sofferenza che provavamo tutti insieme a te e ti chiedo di perdonarci se qualche volta abbiamo fatto finta di abituarci al tuo pianto, come a quello di tanti altri bambini. Purtroppo lavorare in ospedale porta anche a questo. So che non dovrebbe succedere, ma è un qualcosa che forse noi grandi dobbiamo fare per cercare di non impazzire.
Mi piace ricordare come mi stringevi il dito quando venivo a salutarti di mattina appena entravo in stanza dialisi. Mi piace ripensare, ora, a come canticchiavi e muovevi le braccine questa estate quando per radio passava la tua canzone preferita. Mi piace pensare a come erano lisci e morbidi i tuoi capelli quando ti accarezzavo quando andavi via alle 13.
Tutti noi del reparto ti mandiamo un bacio ovunque tu sia.




Fare ricerca : una scelta difficile

6 12 2006

Ci sono volte in cui si vince e non si riesce ad esser felici.
Nell?ultimo mese ho partecipato al concorso per dottorato di ricerca in psicologia all?università di Palermo. 6 posti disponibili, di cui solo 3 coperti da una borsa di studio e gli altri a titolo gratuito. Su 21 candidati abbiamo passato la prima selezione in 9 e ci siamo ritrovati ieri mattina per la seconda prova orale. Io ho presentato la mia ipotesi di ricerca sull?analisi della ?complessità psicologica del soggetto affetto da malattia cronica ed invalidante necessitante il trapianto d?organo?. Son stato il primo ad esser interrogato ed alla fine professori e colleghi mi hanno riempito di complimenti. Ragazze e ragazzi sulla trentina, proprio come me. Tutti in cerca di qualche barlume di soldi o piccoli spiccioli anche solo da mettere da parte per il futuro, perché certo con 10.000 euro l?anno non ci riesci a vivere. Al massimo li metti da parte. Nei loro occhi le mie stesse speranze. Sorrisi e congratulazioni a denti stretti, perché per gentilezza ci dicevamo a vicenda ?sei stato bravo? e dentro di noi pensavamo ?spero di batterti?. Una cosa umana, comprensibile, ma comunque dolorosa. Pronti ad ucciderci se necessario, per due euro lordi.
Come era prevedibile, di mezzo c?erano dei bei giochi di potere, spartizioni tipiche del modo di fare universitario. Tuttavia il mio progetto è piaciuto e ho ricevuto un punteggio alto. Alto ma non tanto da raggiungere i primi tre posti. Ho vinto arrivando 5°, quindi tanti complimenti ed auguri di ?fare una buona ricerca?, ma spiacente ?niente soldi per te?!
Che fare? Accettare? Rifiutare?
E? giusto scegliere di intraprendere una ricerca complessa della durata di tre anni, tra università ed ospedali, senza alcuna copertura finanziaria? Seguire il proprio sogno, intraprendere la strada che si è sempre desiderata, senza guadagnare nulla?
E? una scelta difficile e credo che molti altri giovani ricercatori universitari si trovino nella mia stessa condizione, quindi mi potranno comprendere. Purtroppo la situazione della ricerca in Italia è questa, e c?è poco da fare. Come se non bastasse, si parla di sempre ulteriori tagli alle facoltà ed alla ricerca.
Al momento ho deciso di continuare lo stesso, perché il progetto mi piace, ci credo molto e son convinto che possa portarmi visibilità, oltre che una bella esperienza e qualche titolo.
Ma non si vive di sola esperienza, e con la carta dei titoli non ci compri né il pane né il salame.
Cercherò di avviare questa ricerca continuando a fare altro nel tempo rimanente, in modo da riuscire a guadagnare qualcosa. Dio solo sa se sarà stancante una tale sfida, ma non voglio gettare al vento una possibilità che mi sono meritato, solo per colpa di un?università che in passato si è mangiata i soldi ed ora non può pagare i ricercatori.




manifestazione "miglioriamo i nostri blog". aderisco.

3 12 2006

Cari gestori di Tiscali.Blog,

I bloggers della community, in quanto utenti-fruitori dello spazio da voi offerto e al tempo stesso artefici-creatori dei rispettivi blog, chiedono un miglioramento del servizio offerto da Tiscali, relativamente a gestione, utilizzo e funzioni dei propri blog.
Nel dettaglio le richieste che abbiamo raccolto da tutti i bloggers che aderiscono all?iniziativa concernono:

I nostri blog personali:
- Più colori e nuovi modelli per i nostri template.
- Più strumenti per la scrittura ( tavolozza dei colori, caratteri, dimensioni, emoticons, testo al centro?ecc.)
- Aumentare il limite delle immagini fermo a 60Kb. Poter postare più di una immagine nei nostri articoli.
- Una gestione dell’Area Personale più veloce.
- Poter caricare le foto dal proprio PC al box-colonna con la stessa semplicità con cui aggiungiamo immagini e gif nei post.
- Semplificare e velocizzare il sistema per ordinare l?elenco dei nostri link.
- Una seconda archiviazione dei nostri post per categorie da noi denominate.
- Deve restare preservato il diritto di avere commenti liberi sul proprio blog anche se il post verrà pubblicato su blog.tiscali.
- Non bloccare codici htlm nel box-colonna, come accade per le gif e le immagini con link.
- Scegliere il numero di post da tenere nella Home Page del nostro blog.
- Un cestino dove recuperare eventuali pagine cancellate.
- Poter modificare sempre i vecchi post ed anche le immagini
- Poter memorizzare la passward come nei migliori Forum.
- Affiancare alla attuale versione dell?Area Personale, la possibilità per i più esperti di averne una in htlm.
- Più servizi multimediali, chiediamo video e musica. Abbiamo pensato ad un lettore mp3 multimediale su cui caricare la nostra musica dal PC.
- Una tagboard offerta da Tiscali.
- Consigliamo di sostituire il classico logo con una barra di navigazione, permetterà a Tiscali di continuare a pubblicizzarsi, e sarà utile per noi consentendoci di ?accedere ai blog successivi? in modo da aumentare la socializzazione fra blogger.
- Un “cerca” con due opzioni: cerca nel blog e cerca in Tiscali.blog.
- Tools di inserimento sfondi
- Inserire nei blog un pulsante che permetta di aggiungere automaticamente il blog che stiamo visitando nella lista dei nostri blog amici.

La Sicurezza:
- Un visualizzatore di indirizzi IP con referrer , l’automoderazione dei commenti, motore di ricerca indirizzi IP , l’autenticazione dei commenti, blocco dell? IP dei visitatori molesti.

Blog.Tiscali:
- Le categorie di blog.tiscali vanno aggiornate, in molti richiedono la rimozione di ?Attacco in Iraq?. Inoltre, considerato l?interesse per la POESIA e gli ANIMALI che moltissimi utenti dimostrano, è consigliata la creazione di queste categorie.
- Rendere più evidente l?accesso al blog personale dal post che appare su blog.tiscali
- Nella Home Page di Tiscali deve essere premiata l?originalità, la simpatia, l?attualità e l?importanza sociale.
- La Redazione dovrebbe visitare ogni categoria e scegliere il meglio, con equilibrio in modo tale che non manchino mai dei ?rappresentanti? per categoria.
- Un cambiamento settimanale dei “Blog raccomandati”.
- Più minuti di visibilità nell?elenco ?Ultimi post?.

Non chiediamo molto, solo alcuni miglioramenti e ritocchi, nuove potenzialità per i nostri blog che incrementerebbero anche il vostro sito.

Sicuri che ascolterete con attenzione le nostre proposte.
Attendiamo fiduciosi una risposta.

Distinti saluti

I bloggers aderenti alla proposta «Miglioriamo i nostri Blog».




aids

1 12 2006


Oggi è la giornata mondiale per la lotta contro l’aids. Preferisco evitare appelli perchè è un male talmente grave che non saprei io stesso cosa dire senza apparire banale.
Lascio spazio a chi sicuramente sa esprimere meglio di me ciò che io e milioni di persone sentiamo nel cuore.
Vai Boss…..

I was bruised and battered and I couldn’t tell
what I felt
I was unrecognizable to myself
Saw my reflection in a window I didn’t know
my own face
Oh brother are you gonna leave me
wasting away
On the streets of Philadelphia

I walked the avenue till my legs felt like stone
I heard the voices of friends vanished and gone
At night I could hear the blood in my veins
Just as black and whispering as the rain
On the streets of Philadelphia

Ain’t no angel gonna greet me
It’s just you and I my friend
And my clothes don’t fit me no more
I walked a thousand miles
just to slip this skin

The night has fallen, I’m lyin’ awake
I can feel myself fading away
So receive me brother with your faithless kiss
or will we leave each other alone like this
On the streets of Philadelphia

(B. Springsteen)