the departed: gran bel film

31 10 2006


Gran film sto ?The Departed?.
Ieri sera mi son recato al cinema con tante belle speranze che si sono davvero ben esaudite.
Il film è un po? difficile da descrivere, direi quasi impossibile per il gran numero di colpi di scena. Tutti spiano tutti, tutti tentano (in modo più o meno velato) di fottere tutti. Poliziotti infiltrati nella mala. Malavitosi infiltrati nella polizia. La bugia e la verità. La difficoltà di essere se stessi, il pericolo di perdere se stessi, il senso di colpa per aver perso se stessi. Grande Di Caprio che interpreta un personaggio sempre sul filo dei nervi, grandi sguardi che grondano sofferenza, il dolore del dovere accettare un ruolo che vorrebbe solo un aspirante suicida. Ben in parte Matt Damon, più misurato di Di Caprio, ma comunque buon doppiogiochista. Come sempre geniale Nicholson, luciferino e gigione come solo lui sa essere. Intorno ad una tale perfetta piramide un cast di primo piano, con Mark Walberg, Alec Baldwin e Martin Sheen.
Sceneggiatura quasi alla Tarantino, in cui situazioni complesse oltre ogni dire si risolvono con colpi di scena anche semplicissimi. Regia attenta e meno onirica del solito, da parte di Scorsese quasi in versione documentaristica (e non a caso il film inizia con immagini di un documentario.. in effetti..). Bel film, anzi bellissimo. Complicato ma coinvolgente. Difficile sapere per chi tifare in questa lotta oscura tra un bene ed un male i cui limiti sono davvero indefinibili, tanto che l?uno penetra nell?altro. Difficile non farsi rapire dalla bravura degli attori. Rappresentano senza falsi pudori una società in cui non si può più aspirare alla fiducia, né ricerne. Pessimista fino al midollo. Cattivo quanto basta. Adeguatamente nevrotico.




Bush nega l’ Habeas Corpus… ma siamo matti?????

18 10 2006


Leggo su Repubblica una notizia che credo sinceramente terribile. Una nuova legislazione firmata da Bush a favore della CIA, che nella pratica dei fatti arriva a negare l? ?Habeas Corpus?, diritto fondamentale che è base delle costituzioni di tutto il mondo, nonché della Carta dei Diritti dell?Uomo.
Riporto qui la notizia.

Ammesse le prigioni della Cia e interrogatori duri. Abolito l’Habeas corpus
Critiche dall’Unione europea e dall’opposizione democratica
Guantanamo, Bush firma la legge
sui processi per terrorismo
WASHINGTON – Firmata oggi dal presidente Usa Bush la contestata legge sugli interrogatori “duri” contro i sospettati di terrorismo. La legge contempla l’utilizzo di prigioni segrete della Cia, dure pratiche di interrogatorio e processi militari. ”E’ un’occasione rara quando un presidente può firmare una legge sapendo che può salvare la vita a degli Americani. Io stamattina ho questo privilegio”, ha detto Bush alla Casa Bianca durante la cerimonia per la firma, fiancheggiato da alti ufficiali militari e dell’intelligence statunitense.
Il presidente americano ha dedicato la firma della legge alle vittime dell’11 settembre e nel suo discorso ha più volte ricordato la tragedia del World Trade Center, nel chiaro intento di ricordare agli americani, a meno di tre settimane dalle elezioni di medio termine, l’impegno dell’amministrazione americana sul fronte della sicurezza. Un impegno simbolizzato nel cartello che campeggiava nell’East room della Casa Bianca, che ha ospitato la cerimonia, “Proteggere l’America”.
Il provvedimento protegge i prigionieri nelle mani degli Usa dal ricorso negli interrogatori a qualunque trattamento “crudele e disumano”. Nello stesso tempo, non è però previsto per loro il diritto di appellarsi a corti federali negli Usa e non è riconosciuto l”habeas corpus’, cioè il ricorso per contestare una detenzione ritenuta ingiusta. Quanto ai processi, sono stati introdotti durante il dibattito in Congresso vari diritti che la Casa Bianca non era in un primo momento disponibile a concedere: il ricorso a fonti di prova estorte con la forza o a materiale coperto dal segreto è stato per esempio fortemente limitato (ma non cancellato).
Fortemente voluta dall’inquilino della Casa Bianca, la nuova legge ha subito durissime critiche da parte dell’opposizione democratica e creato dissensi anche fra i repubblicani, al punto da rendere tortuoso fin qui l’iter di approvazione. La normativa istituisce delle Commissioni militari, ossia dei tribunali speciali (dichiarati illegali dalla Corte suprema lo scorso giugno) per i processi dei detenuti a Guantanamo, e convalida tutte le ”procedure alternative”, ovvero gli interrogatori in segreto e senza garanzie fatti dalla Cia.
Per i detrattori di Bush, fra cui la stessa Unione Europea che ha richiamato gli Usa al rispetto della Convenzione di Ginevra, lo scopo della nuova legge e’ soprattutto quello di evitare ai militari e agenti segreti americani di essere incriminati per crimini di guerra in relazione alle stragi dei civili in Iraq, le sevizie nel carcere di Abu Ghraib e gli orrori del carcere speciale di Guantanamo, a Cuba. A difesa della legge, il presidente ha sempre citato il caso di Khalid Sheik Mohammed, ideatore della strage delle Torri Gemelle, che a Guantanamo, sotto tortura, rivelò altri suoi piani di attacco agli Usa.
(17 ottobre 2006)

Per maggiore scrupolo riporto qui di seguito il significato del termine ?Habeas Corpus? e la sua storia. Per ricordarlo a me stesso e a chi vorrà leggere queste pagine.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Nel sistema anglosassone di common law si indica con la locuzione ‘habeas corpus l’ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto.
Comunemente con habeas corpus ci si riferisce a un particolare tipo di ordine (in inglese: writ) denominato, in forma completa, habeas corpus ad subjiciendum; esistevano tuttavia altri tipi di writs dello stesso tipo, quale il writ habeas corpus ad testificandum.
Il writ di habeas corpus è detto anche Great writ per la sua importanza fondamentale nel sistema di diritto inglese. La sua importanza può meglio essere compresa se si considera che nel diritto delle origini ogni suddito poteva essere soggetto a una pluralità di giurisdizioni locali e signoriali, le quali tutte potevano disporre fisicamente del soggetto. con l’emissione del writ di habeas corpus una corte reale poteva ordinare a qualsiasi altra giurisdizione la consegna del prigioniero garantendolo dall’arbitrio signoriale.
Il diritto (right) di habeas corpus è il diritto di richiedere ad una corte reale l’emissione del writ corrispondente: tale diritto è stato sempre celebrato come il più efficiente sistema di salvaguardia della libertà individuale.
Il writ di habeas corpus è citato nelle fondi di diritto inglese (Blackstone) fin dal 1305, sotto il regno di Edoardo I, per quanto anche anteriormente a tale data fossero stati emessi writs di contenuto analogo.
L’Habeas Corpus Act, emanato il 27 maggio 1679, ha successivamente codificato la procedura per l’emissione del writ, ripristinando la piena efficacia di tale strumento, che nel tempo si era parzialmente affievolita nella pratica delle corti giudiziarie.
L’incipit dell’Habeas Corpus Act documento è il seguente:
WHEREAS great delays have been used by sheriffs, gaolers and other officers, to whose custody, any of the King’s subjects have been committed for criminal or supposed criminal matters, in making returns of writs of habeas corpus to them directed, by standing out an alias and pluries habeas corpus, and sometimes more, and by other shifts to avoid their yielding obedience to such writs, contrary to their duty and the known laws of the land, whereby many of the King’s subjects have been and hereafter may be long detained in prison, in such cases where by law they are bailable, to their great charges and vexation.
Dal corpus legislativo inglese l’Habeas corpus è passato in tutte le costituzioni occidentali, fino ad approdare alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, che all’Articolo 9 recita: Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Ora mi chiedo…
Ci sarà un qualche politico italiano o quantomeno europeo capace di indignarsi dinnanzi a tutto questo?? Quanto ancora dobbiamo continuare a subire i capricci di questa persona?




L’Italia all’ ONU

17 10 2006


L’Italia è stata eletta come membro non permanente dell’ONU per il prossimo biennio. Congratulationssssss.. very very good!! A che si deve tanta benevolenza? Non conosco i meccanismi interni alle elezioni dell’ONU.. (del resto chi li conosce?) ma certo mi sorge il dubbio sulle motivazioni di base a tanta lode. Sarà che l’impegno dell’Italia sul fronte internazionale viene finalmente premiato? Sarà che l’Italia appare ora più che mai una nazione politicamente affidabile? Chissà per quale motivo ho in testa l’immagine di Sordi che gioca a fare lo sceriffo e alla fine butta l’hamburger e mangia i maccheroni… Ad essere sincero non ho una grande opinione dell’ONU.. per usare una parafrasi gentile mi sembra che sia abbastanza schiacciato sulle posizioni americane.. insomma è un organismo nato con tante buone intenzioni, ma che nella pratica dei fatti è diventato sempre più servo degli U.S.A. . Ho sentito che il probabile futuro segretario generale dell’Organizzazione sarà un coreano voluto fortemente dagli U.S.A. perché Kofi Annan era un oppositore eccessivo alla politica bushiana. Se Annan era un oppositore figuriamoci sto coreano com’è.. Staremo a vedere.. speriamo bene.. La verità è che ho come il sospetto ci abbiano messo lì per premiarci per quanto siamo stati cagnolini con gli U.S.A. nei passati anni berlusconiani e per come li stiamo sotto sotto aiutando nel conflitto Israele-Libano ora… mhà.. sicuramente esagero.. vado sempre a pensar male…  




il secchione ed i sogni di plastica

16 10 2006


Sciaguratamente ho avuto modo di vedere questo pomeriggio ?Studio Aperto?. So bene che è qualcosa da non fare, da evitare mortalmente soprattutto se l?intento di base è sapere le notizie del giorno, pur tuttavia l?ho fatto. E facendolo ho assistito ad una scena che non so se definire raccapricciante o esilarante. Probabilmente entrambi gli aggettivi stanno bene per descrivere la bolgia infernale che era presente in una festa in una discoteca in cui l?ospite d?onore era il tal giovane Rampinelli, fresco divo televisivo fuoriuscito dall?ormai celebre programma televisivo ?La pupa e il secchione?. ?Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi..?, diceva il film. E ben gli sta. La discoteca in questione era totalmente invasa da ragazzi in delirio per questo piccolo gentile ragazzo, il cui merito credo sia solo quello di esser rimasto vergine fino ai 25 anni e di non sapere che cacchio fare quando ha una donna ad un metro di distanza .
Tutto sommato poco ci importa comunque dei problemi di costui. Ognuno ha la sua vita e le sue fasi di sviluppo. Non nego che la mia parte di psicologo si incuriosisce davanti a certe dimensioni infantili della personalità e mi viene in testa di fare una psicodiagnosi del Rampinelli, ma evito per me stesso e per i pochi lettori di passaggio da sto blog.
Vorrei anche evitare di fare discorsi un po? qualunquisti del genere ?che televisione degradata, che televisione volgare?. Vorrei tanto esimermi dal dire che ogni paese ha la tv che si merita e dunque se abbiamo una televisione volgare è colpa di noi stessi, del fatto che tutto sommato ci piace vedere morire di fame quelli dell?isola dei famosi, oppure sbertucciare quattro verginelli che non sanno che fare dinnanzi a quattro ragazze poppute incapaci di dire chi è l?attuale Presidente della Repubblica.
In fin dei conti ognuno ha diritto, se lo ritiene giusto, ad andarsene in discoteca e piangere per un divo televisivo, anche se quel divo televisivo non è bello, non sa cantare né presentare né fare alcunché. Basta così poco per diventare dei divi? Ma soprattutto (ciò che più mi chiedo) è così importante essere dei divi?
Tutto sommato non me ne frega nulla del fatto che le pupe non sappiano chi è il Presidente della Repubblica. Sono ignoranti. E non me ne frega nulla del fatto che le gente vada in delirio per Rampinelli. Tra 6 mesi andranno in visibilio per qualcun altro .
Ciò che mi disturba nel profondo e mi preoccupa non poco è vedere che vivo in un paese in cui si vuole il successo facile. In cui il divismo repentino da calcio o da tv è qualcosa a cui aspirare. Accumulare. Soldi, donne, macchine?coca?
Mi accorgo che questo articolo scivola pericolosamente verso la frase ?i soldi non danno la felicità?, quindi smetto di scrivere prima di arrivare a dirla. Però tutto sommato lo penso e lo dico fra me e me. Rampinelli probabilmente è pure una brava persona.. il problema non è lui e forse nemmeno il programma tv. Mi sembra che in questo paese non ci sia più passione civile, non ci sia voglia di lottare. I modelli da seguire diventano solo ragazzini televisivi e si fanno i sondaggi per dire che essi solo lo specchio di questo paese e la nostra massima aspirazione.
So che non serve dirlo, ma scrivo ugualmente che né pupe né secchioni mi rappresentano e andare in tv non è il mio obiettivo esistenziale . Sinceramente aspiro ad altro.
A poco a poco diventiamo sempre più parte di una massa. Rinunciamo alle nostre originalità per accogliere sogni di plastica. E questo mi addolora.




la testa……dello stilista

14 10 2006


Articoletto di Repubblica:
?Preservativi gonfiati come acconciature per le modelle e creste di siringhe per gli indossatori. Lo stilista ucraino Oleksiy Zalevsky porta la provocazione in scena alla settimana della moda a Kiev?.
Seguono foto di donne con preservativi in testa e uoni con siringhe piantate tra I capelli.
Bravo Oleksiy, non ne potevamo più dei berrettoni di lana che ci facevano diventare tutti pescatori. E poi è giusto avere un?occhio attento alla realtà. Hai ben compreso la lezione di Oliviero Toscani. Bravo Oleksiy. Stupire sempre. Bravo! Brava testa di cazzo!




Don Minchio De la Vega, vendicatore solitario

14 10 2006


Pepperepèèèèèèè è in arrivo in tutti i luoghi malfamati Don Minchio De La Vega, vendicatore solitario!!!!
Quale pena vi affligge? Avete subito un torto?
La direzione vi ha costretto al prepensionamento iperanticipato? Vi tassano e tartassano? Il vostro amico vi impone quali film vedere al cine? La vostra fidanzata vi obbliga a trascorrere mezz?ore davanti a vetrine di scarpe? Il vostro calciatore preferito non segna più? Il vostro cane non fa che abbaiare per scendere e poi quando lo scendete non fa nulla per strada? I vostri parenti non fanno che regalarvi portachiavi? Il vostro vicino di casa vi bussa continuamente per il sale? La fidanzata del vostro amico vi odia?
Uscite in balcone ed urlate a squarciagola ?MINCHIA DON MINCHIO HO BISOGNO D?AIUTOOOOOOO!!!!? .
Lui giungerà subito in vostro soccorso?. Ormai c?è rimasto solo lui?.




Federico Fellini e Milo Manara

13 10 2006


Oggi mi sono regalato un?oretta di sogni ad occhi aperti.
Ho letto in assoluta tranquillità il primo libro di fumetti di Milo Manara in uscita con il ?Sole-24 ore?. In questo numero due storie dense di fascino, ?Viaggio a Tulum? e ?Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet?, entrambe disegnate da Manara su sceneggiatura di Federico Fellini. Siamo ad alti livelli, non c?è che dire. Il disegno morbido e sensuale dell?artista veneto, al servizio della struggente fantasia di uno dei più grandi cineasti della storia. E? noto che ?Mastorna? doveva essere un film, ma la lavorazione fu più volte interrotta sino al blocco totale. Molti fanno un parallelo tra il ?Mastorna? di Fellini e il ?Napoleone? di Kubrick. Due grandi film incompiuti.
?Tulum? ha per protagonista Mastroianni, ?Mastorna? ha le fattezze di Paolo Villaggio. Due oniriche meditazioni sul tema del viaggio, dell?arte, della morte? Oltre alle avventure, anche i disegni preparatori e gli storyboard. Davvero una splendida idea.
Al di là del fumetto, al di là del cinema.. sogni su carta? da vedere e rivedere.. da assaporare con gli occhi?




è un convegno? no è un buffet!

13 10 2006

Uno dei momenti più assurdi e geniali che avvengono nella vita di chi a vario titolo lavora nel settore sanità ed ospedali è dato dalla stagione dei convegni internazionali.
Chi mi conosce e ha letto i miei ?mi gusta? e ?mi disgusta? sa bene cosa penso dei convegni e dei soldi che si spendono per essi e potrebbero certo esser spesi meglio. Del resto adesso abbiamo questa meravigliosa scusa degli E.C.M. come crediti che non servono ad una mazza ma bisogna accumularli per forza come i punti del benzinaio. Ed allora così sia?
Vengo fresco fresco da uno di essi, svoltosi nella mia ridente metropoli di Palermo, voluto dal primario del mio reparto che l?hanno fatto presidente del congresso di nefrologia pediatrica.
Ho gli occhi ancora pieni di sbalordita meraviglia, dinnanzi ai 700 e più delegati provenienti da ogni parte del globo, stile congresso dell?ONU. Neppure nei miei sogni più orgiastici ho mai immaginato una simile ciurma. Tutti con un solo scopo e uniti da un solo grido: FACCIAMO IL CONGRESSO IN SICILIA CHE Lì FA CALDO E CI FACCIAMO IL BAGNO.
Naturalmente ha piovuto tutta la settimana.
Due giorni prima dell?inizio dei lavori ho visto dipingersi il terrore negli occhi del mio primario, che avido di notizie andava guardando le previsioni del tempo su internet, quasi ogni ora.
Giunto il giorno fatidico, atteso da circa un anno con fremente partecipazione da tutto il reparto, abbiamo visto dinnanzi a noi aprirsi sterminata una variopinta popolazione, composta da coreani, tedeschi, russi, francesi, inglesi e chi più ne ha più ne metta. Tutti naturalmente a parlare inglese. Consapevole dell?evento avevo ripreso dalla vecchia panca il mio libro d?inglese della scuola media per non sfigurare. Consapevole che termini medici neppure a parlarne, ma in quanto a ?what time is it? non mi doveva fregare nessuno.. e così è stato.
Il primario ha aperto i lavori ringraziando un suo caro amico, presidente dell?associazione internazionale dei nefrologi pediatrici, dicendogli ?you?re not my godfather, but my good father?.. bene così, dai.. ci vuole proprio di cominciare un convegno internazionale citando il padrino! Giusto per non smentirci mai?
Il momento più grande è stato naturalmente il buffet di gran galà la prima sera. I russi pallidissimi e biondi. I coreani tutti anziani; anche quelli giovani avevano un tale ammontare di rughe che sembravano moribondi, magri e secchi che in confronto io sembro un obeso e con occhiali stile televisore degli anni ?60. Gli inglesi con camice a fiori tipo Florida. I tedeschi convinti di venire al caldo si erano portati solo le infradito e cocciuti come sono hanno deciso di metterle anche se faceva quantomeno fresco. Gli spagnoli divertiti non facevano che chiacchierare e ridere con quel vocione grosso che si ritrovano.
Tutti naturalmente ad ingozzarsi di specialità siciliane. Ora.. qui sta il problema: il fatto che nei tavoli ci siano tante cose da mangiare non significa necessariamente che debbano essere mangiate tutte insieme e soprattutto nello stesso piatto. Gli stranieri hanno qualche problema a capire sta cosa. Avevo già notato questa stramba dinamica mentale nei villaggi turistici in passato, ma pensavo fosse dovuto al caldo. E invece no . Gli stranieri in Italia pensano che le pietanze siano tutte parti di un grande piatto unico e così si creano situazioni come la seguente: un solo piatto con uova sode nella salsa russa, frutti di mare, mozzarella, arancine di riso con la carne, melanzane fritte e cannoli. Terrificante!




snakes on a plane

1 10 2006


SNAKES ON A PLANE

Ieri sera son stato al cinema a vedere ?Snakes on a plane?.
Viva viva viva!!!!! Ah che bello, il ritorno del buon vecchio cinema senza pretese e con pochi soldi. Chiamatela serie Z, chiamatela serie B, chiamatela come cacchio vi pare, ma ogni tanto fa piacere vedere un film in cui non si vuol fare nessun discorso particolare, ma si vuol solo terrorizzare e divertire in modo ironico lo spettatore. Niente e nessuno si prende sul serio in questo filmetto filmaccione.
Direi che si tratta innanzitutto di un film sincero.Non straordinario, nè forse di culto, ma sincero quello si. Sin dal titolo ti dice di cosa parla e cosa gli interessa: serpenti ed aerei. Un disaster movie insomma, unito a tutte quelle situazioni in cui un gruppo di persone si trovano in trincea, sotto attacco, come nei film di rapine o in quelli di serial killer. Se i serpenti non vi piacciono oppure avete paura dell?aereo allora andate nell?altro cinema. O altrimenti vedetevelo per terrorizzarvi ancor di più.
Il bello è che non c?è alcun piacere per il realismo. In nessun punto del film viene spiegato alcunché, ma si lascia semplicemente che scorra il testo per immagini. Lo spettatore potrebbe anche farsi domande e smontare il giocattolo subito?ma alla lunga chi glielo fa fare? E allora, visto che si parla di serpenti e serpentacci, volete vedere un boa che stritola un tipo grosso? Accontentati. Volete vedere quello che uccide la coppia che sta facendo l?amore (e lei è abbastanza nuda..) ? Va bene. Il Must, poi? Il serpentaccio che esce dal water a romper le palle (anzi a mangiargliele credo..) al signore che fa pipì?
Insomma non manca nulla? Samuel L. Jackson fa il suo, senza particolari patemi. C?è l?hostess al suo ultimo volo. C?è il ragazzo che diventa pilota, ma ha solo guidato le playstation in passato. C?è la ragazza col neonato, ed i bambini piccoli che si salvano in estremis. C?è la ricca col cagnolino e la coppia di ritorno dal viaggio di nozze.
Molto meglio di quel film di pirati, pieno di mille navi, attori tutti belli e miliardi di dollari, in cui si genera una confusione incredibile e alla fine neanche ha il finale perché continua nel numero 3.
Meglio la sincerità di sti serpentacci.