glenn ford

31 08 2006


Con classe infinita hai alimentato i nostri sogni..
Nessun oscar, ma stile, dolcezza, ruvidezza dei grandi.. e quella splendida gelosia in “Gilda”.. un mito!!
Grazie Glenn.. buon riposo..




il lavoro rende liberi?

30 08 2006


Negli ultimi giorni è nato un caso politico, piccolino con tante potenzialità di divenire grosso, abbastanza interessante, riguardante il Presidente della Provincia di Chieti, tal onorevole Coletti (Margherita).
Il presidente in questione ha avuto la simpatica idea di organizzare una campagna pubblicitaria in favore di taluni centri d?impiego della provincia, utilizzando come slogan la frase ?Il lavoro rende liberi?. A chi gli chiedeva (probabilmente canzonandolo) da quale cilindro si fosse uscito quella frase, egli ha risposto : ?Non ricordo dove lessi questa frase, ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano subito?.
E infatti l?onorevole Coletti ci è rimasto fulminato, in quanto si è abbattuta su di lui una vera e propria tempesta di proteste e polemiche, allorché centinaia di persone gli hanno ricordato che il posto dove aveva letto la suddetta frase era un campo di concentramento nazista.
La frase ?Il lavoro rende liberi?, o meglio ?Arbeit macht frei? per dirla in tedesco, campeggiava infatti sui cancelli d?entrata dei campi di concentramento, uno su tutti quello di Auschwitz, ideata proprio dal responsabile di quest?ultimo immondo luogo, tale Rudolph Hoss, affinché traesse in inganno, ed ancor di più umiliasse tutti coloro che venivano lì deportati e uccisi.
Naturalmente le polemiche si sono accese e si stanno espandendo ovunque e comunque nella nostra bella penisola, ed allora utilizzerò questo mio spazio gentilmente offertomi da Tiscali per dire la mia.
L?onorevole Coletti è probabilmente un ignorante, o certamente una persona disattenta che si circonda di uno staff di collaboratori ignoranti .
Il nazismo è stata un?immonda barbarie, una vergogna per tutta l?umanità, ed ogni momento della nostra vita speso a ricordare e riflettere su ebrei, musulmani, zingari, omosessuali, detrattori del regime morti nei campi di sterminio è un momento speso bene. La vita ed il sacrificio di queste persone sono valori universali che dovrebbero divenire linea di condotta del nostro quotidiano.
Dette e ribadite queste cose, vorrei fare una considerazione rispetto al fatto che a mio avviso bisognerebbe comunque sempre distinguere tra il significato di una frase e l?utilizzo che nel passato se ne è fatto.
Valori importanti, idee universali di giustizia possono essere utilizzate da dittatori e regimi come slogan, ma col tempo bisogna essere in grado di distinguere tra il senso di un?idea, il suo valore assoluto e l?utilizzo distorto che se ne è fatto o se ne fa.
Per un istante solo, uno solo, mettiamo da parte il terrificante cancello di Auschwitz, e guardiamo la frase in sé: il lavoro rende liberi.
Il lavoro rende liberi ?
Personalmente penso di si. Certo, le distorsioni del lavoro (come il carrierismo, lo stress, il mobbing) non donano libertà ma anzi la imprigionano, pur tuttavia il lavoro, come valore universale è un qualcosa che ci dà la possibilità di esprimerci ed essere al servizio di noi stessi come della collettività. Attraverso il lavoro ognuno fa del suo per il miglioramento della società ed ottiene anche la libertà di poter avere un guadagno, di poterlo usare per raggiungere i nostri sogni e tradurre le nostre aspirazioni in benessere concreto.
Non mi sembra di dire nulla di scandaloso con queste mie parole. La libertà ci è data per natura e nessuno può privarcene, ed un lavoro onesto ed onestamente retribuito ci permette di viverla appieno.
Lo scandalo sta nel fatto che una frase giusta che ripropone un valore ed un?idea democratica è stata sfruttata da un regime ignobile all?interno di una catastrofe disumanizzante.
Ma una società moderna e democratica non ha anche il dovere di ribadire che certi concetti sono giusti ed universali?? Una società viva, basata sull?ugualianza e sul diritto, non ha il dovere di dire che il nazismo è una cosa orrenda, che ogni forma di intolleranza e razzismo (anche le più piccola e inosservata) è criminale, ma che un giusto lavoro dona a tutti la possibilità di attuare nella realtà concreta le nostre aspirazioni e la nostra piena dignità di uomini liberi?
E allora, posto che Coletti ha sbagliato per ignoranza (ed il suo staff è composto da gente incapace, soprattutto), possiamo dire che comunque un giusto lavoro rende liberi e le idee giuste hanno un loro valore al di là dell?uso distorto che se ne è fatto??
Io penso sia arrivato il momento di dirlo.




quanto è bello giudicare!!!!!!!!!

30 08 2006


Prima di tutto la notizia, tratta da Repubblica.

Le famiglie contro la docente che pubblica le foto hard in Rete
“Non la vogliamo come insegnante dei nostri ragazzi”
Pordenone, prof senza veli sul web
I genitori degli alunni protestano
Il legale della donna: “Si tratta di discriminazione, come verso i gay”

PORDENONE – “Fuori dalla scuola, vada a insegnare altrove”. E’ ancora protesta in una scuola media di Pordenone per la presenza, nel corpo insegnanti, della professoressa con la passione per le foto hard. La vicenda si trascina da un paio d’anni – anche con risvolti giudiziari – ma le proteste sono riprese recentemente quando, appunto, si è saputo che la docente era stata assegnata, per il secondo anno consecutivo, alla stessa scuola media.

I genitori dei ragazzi non si fanno una ragione del fatto che la professoressa di Lettere, assolutamente integerrima sul lavoro, quanto disinibita fuori, tornerà a insegnare ai loro figli. Le famiglie, già nel mese di giugno, avevano chiesto e – secondo quanto riferito da alcuni testimoni ottenuto dal dirigente scolastico – rassicurazioni sul fatto che la docente sarebbe stata trasferita in un altro istituto. Ciò non è avvenuto e ora a Pordenone si è scatenata una sorta di “caccia alla porno prof”.

La professoressa non è nuova ai clamori suscitati dalle sue foto. Quattro anni fa, i suoi alunni avevano scoperto le immagini ‘hard’ su internet e, dopo averle stampate, le avevano appiccicate sui muri del bagno della scuola, con didascalie non proprio rispettose della loro insegnante.

Quest’ultima aveva presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione e ingiurie, sostenendo fra l’altro di non essere il soggetto ritratto nelle foto. Nei mesi scorsi, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pordenone l’ha però condannata a cinque mesi di reclusione (pena sospesa) per simulazione di reato in quanto, durante il procedimento penale, è stato accertato che era effettivamente lei la donna ritratta senza veli. La vicenda è ora all’esame dei giudici di secondo grado ai quali la professoressa ha presentato ricorso.

Secondo il legale della donna, Sergio Gerin, “siamo di fronte a un tentativo bello e buono di discriminazione: è come se si lamentassero che un docente è gay o musulmano”. Nell’annunciare che tutelerà in ogni sede la sua assistita, Gerin ha spiegato che, a suo parere, “non è possibile arrivare a dare giudizi sulla sfera personale dell’insegnante”. “Qualora il dirigente scolastico o il Provveditore dovessero adottare dei provvedimenti contro la professoressa – ha anticipato – interpelleremo il giudice del Lavoro e, se servirà, anche il Tar”.

(30 agosto 2006)

Ora qualche considerazione spicciola, mia personale .

La notizia è di quelle succulente, che inevitabilmente mi fanno stare fermo su di un articolo e leggerlo. Spesso nel mio lavoro mi capita di incontrare gente che ha segreti più o meno nascosti, che magari ha un?immagine sociale integerrima e poi nei meandri della propria esistenza ha bisogni o giochi o dipendenze mal viste dalla collettività. Personalmente non so farmi un?idea della persona in oggetto e di certo non voglio giudicarla. Mi permetto di dire che solitamente in casi del genere mi chiedo :
1) la persona provoca sofferenza a se stessa attraverso una specifica pratica?
2) la persona provoca sofferenza ad altri attraverso una specifica pratica?
3) la persona permette che certe sfere della sua vita privata entrino in modo pervasivo e deviante nella sfera lavorativa?
4) la persona svolge il suo lavoro al meglio delle sue possibilità e competenze?
5) gli utenti traggono svantaggio morale o materiale dal fatto che la persona abbia delle sue ?pratiche nascoste??

Credo che prima di giudicare e marchiare di infamia una persona sia giusto almeno porsi queste domande.




E L’Iraq?? Io tengo il conto!!

29 08 2006


Ammetto che ultimamente ho pensato quasi esclusivamente alla mia fidanzata. Ammetto che ho pensato al mare ed alla vacanza ed al relax più che agli eventi di cronaca.
Ammetto che non ho guardato tanto la tv, anche se qualche tg in giro l’ho pure visto.
Fatte queste ammissioni di base, resta comunque il dubbio più totale: ma che ci andiamo a fare in libano? Oggi Prodi dice che è un momento storico del nostro paese.. un momento di grande condivisione.. ne sono lieto, ma qualcuno mi può spiegare di cosa debba io esser orgoglioso? se qualcuno me lo spiega io prometto di diventarlo.. Ho sentito che abbiamo il controllo delle operazioni strategiche e la francia delle operazioni sul terreno..mhà.. insomma nel pratico che andiamo a fare? Disarmiamo gli hezbollah?? Sinceramente non ne ho capito una mazza e tutto sommato non mi sembra che chi vive vicino a me ne sappia poi molto più di me..
Io so solo una cosa, e a quella cosa ci tengo perchè su questa ho anche basato il mio voto ad aprile: VIA DALL’IRAQ !!!!!
Si è detto e scritto mille volte che a Settembre si andava via da Nassirya.. e allora??? A che punto stiamo?? Io tengo il conto eh!! Le promesse son promesse.. si è detto a settembre via dall’Iraq.. facciamolo!!!!




il Giudizio Universale

29 08 2006


Il giudizio universale..

Tutte le volte che guardo un affresco riguardante il giudizio universale in una chiesa medievale o rinascimentale, mi viene spontaneo fare un paragone tra come le regole e le pene, le leggi e le colpe siano rappresentate diversamente nel medioevo rispetto ai nostri anni confusi.. mi viene da riflettere su somiglianze e differenze.. tutto sommato il senso di colpa è sempre lo stesso e la morale è mutata ma pur sempre sino ad un certo punto? una volta s diceva che la differenza fondamentale stava nel fatto che nel medioevo c?erano le crociate e si guerreggiava per ogni motivo mentre ora no, ma mi sembra che quest? idea vada ormai rivista..
E così è interessante integrare idee moderne di giudizio e castigo all?interno del contesto medievale.. prendiamo il giudizio universale dipinto da Signorelli, ad esempio, denso di angeli e demoni egualmente castigatori della gente? una marmaglia nuda e talvolta difficilmente definibile, seppur macchiata dal dolore..
In un certo senso quegli affreschi all?interno delle chiese avevano lo stesso valore didascalico che oggi è (talvolta) svolto dalla televisione e dalle reti che fanno telegiornali a tempesta, tipo la CNN.. certo se il giudizio universale fosse oggi, sarebbe ripreso in diretta dalla CNN, o da Al-Jazeera, o da Skytg24.. nel medioevo gli affreschi, ora il satellite perpetuo..
E il rapporto con la nudità? Si dice sempre che il corpo nudo in epoca classica greca o romana era molto più libero e meno peccaminoso rispetto all?epoca medievale, ma nell?epoca moderna c?è un qualcosa di aggiunto, che non era presente né in epoca classica, né in quella medievale, e cioè la finzione, la plastica, le tettone rifatte e gigantesche come meloni.. non più l?idea dell?armonia, ma dell?eccesso, del grande e del grosso, nel corpo come nella vita.. e allora ecco che due diavoli nudi castigatori armati assumono le fattezze di pinup strabordanti, la cui cattiveria aggiunge peccaminosità alla loro caratterizzazione.. nel medioevo c?era il corpo istintuale, passionale, nascosto e sorprendente? ora c?è il corpo di plastica..
E la legge? Che idea c?è della legge ora? Probabilmente l?ideale moderno è quello presentato dagli sceneggiati tv, dai vari marescialli, commissari e detective? demandiano a queste integerrime figure illusorie la forza di una giustizia che nella realtà è spesso lenta e terribilmente imprecisa.. nel medioevo gli angeli ed i cavalieri, ora i marescialli catodici?
E poi c?è Silvio.. perché tanto Silvio c?è sempre.. nel bene e nel male è icona della nostra era, immagine del nostro paese, e giudicare lui è un po? giudicare tutti noi? nel bene e nel male.. colui che ha riportato il termine cavaliere sulla bocca di tutti e pur tuttavia è distante secoli dalla grazia di una figura cavalleresca? nel medioevo cavalieri, ora cavalieri.. con qualche differenza?

Il Giudizio Universale? bhè.. mi basterebbe ce ne fosse almeno uno di giudizio, anche solo in Italia andrebbe bene.. anche solo uno.. ma ci fosse?.




minchiagooooooooollllllll

29 08 2006


?Tu ami la tua squadra più di me!?
?Ma no stellina, che vai dicendo? Per me sei l?unica, lo sai. E poi è un amore diverso. Ti amo perché sei la mia donna. Corini è una divinità, è un amore diverso!?

Come si arriva a dire frasi del genere? Come si giunge a tanto?
Proverò a spiegarlo.
Tanti sono i sottotitoli che potrei usare per questo assurdo e irripetibile ?Minchiagooool?.
Potrei dire ?le trame del calcio e dell?amore?. Oppure ?un urlo atteso trent?anni?. O semplicemente ?la favorita?.
La verità è che in questo giallo senza delitti, in questa love story senza baci, in questo poema senza scudi o elmi, si parla di pranzi domenicali frettolosi, di sabati sera piovosi, di campi in terra battuta e di piazze festanti. Il tutto sotto due colori. Il rosa e il nero.
Se è vero come è vero, che gli eroi omerici avevano una specifica tonalità di colore delle armature, che già in nuce ne designava il destino. E se è vero, come è vero, che una tale simbolica costituzione si viene a rintracciare nei poemi cavallereschi del tardo medioevo, come nel rinascimento, allora va subito detto che la squadra di calcio della mia città porta già nella sua divisa il segno del suo destino glorioso ed infame. Il rosa della gioia, della vita, della luce, della natività. Ed il nero della tristezza, del dolore, della tragicità, del tradimento.
E nel roseo futuro, e nei neri presagi, è abituato a vivere il palermitano ogni istante della sua esistenza, e particolarmente il tifoso del palermo.
Tutto ha visto il tifoso rosanero e tutto ancora vedrà senza mai sorprendersene.
Quanti ne abbiamo visti e ne vediamo.. L?Achille Luca Toni, prima eroe, poi traditore, fischiato con dolore, amato ancora di nascosto sempre e comunque. L?Ulisse Eugenio Corini, semplicemente il capitano, il regista, il matematico, che a 36 anni non molla e corre ancora e inventa e costruisce. Il fantasista Santana, che la fascia è un rock and roll, mille dribbling, caracolla, corre e crolla. Caracciolo, l?incompiuto, il sempre atteso, con quelle gambe lunghe di ferro filato e quei goal che deliziano e deprimono insieme.
E che dire degli allenatori? Guidolin, la mente, l?amato e riamato, il palermo più forte di tutti i tempi.. poi la sua fuga incompresa, l?arrivo di Del Neri, le sue interviste da scienziato di cui non si capiva nulla, l?ammutinamento dei giocatori e ancora una volta il ritorno di Guidolin dopo le mille dicerie, dopo i mille pettegolezzi..
Ed ogni fine agosto si ricomincia.. si torna dal mare, si torna dalle ferie e si riprende disordinatamente posto sugli spalti.
Chi tifa palermo sa bene che ogni partita sarà una battaglia.
Chi tifa palermo sa bene che anche le partite più ardue potranno esser vinte e le più semplici orrendamente perdute.
Chi tifa palermo vive di una insana passione che va oltre il campo, per divenire culturale tre d?union tra generazioni lontane.
Chi tifa palermo per molto tempo se ne è vergognato e si è nascosto in altri colori, principalmente tra simboli milanesi e torinesi. Ma a partire dall?anno di grazia 2002 d.C., o meglio dall?anno ?Zamparini 0?, è uscito allo scoperto, rivendicando la sua dignità e il suo diritto al trionfo aspettato per decenni.
Il tifo e il ricordo del tifo di cui parlo io va più o meno dalla metà degli anni ?80, sino al XXI secolo. Altri potranno parlare del glorioso palermo degli anni ?60 o ?70. Del palermo dei grandi storici presidenti autoctoni. Io non c?ero e non ho veduto quella rosea meraviglia, che poi si sarebbe inevitabilmente trasformata in nera malinconia. Io sono nato in quella nera ostinatezza al dolore, che si è trasformata in roseo trionfo, e di questo mi sento di poter essere narratore fedele.

Cosa mi spinge ad una tale disquisizione? Bhè un palermitano può anche saper poco, ma di una cosa è certo: nulla è eterno, tutto cambia quotidianamente e di un tale sublime ed immondo spettacolo egli sa già il finale, sa già come andrà a finire tutto questo fumo. Lasciamo ai napoletani la fantasia quotidiana. Lasciamo ai catanesi le battute di spirito. Noi godiamo del presente e comunque ci lamentiamo, ma in cuor nostro siamo perennemente malinconici e sappiamo che tutto finirà. Per poi ricominciare.
E in questo perpetuo iniziare e finire, nascere e morire, ritorna il rosa e nero delle nostre bandiere.
Un destino nella maglia. Non esistono altre squadre che abbiano il rosa e il nero come colori ufficiali. Non esistono altre squadre con un paragonabile destino. Ci sono miliardi di squadre che hanno vinto coppe e trofei mondiali. Che io ricordi il palermo non ha mai vinto nulla di straordinario. Ma è l?unica squadra autenticamente omerica nella storia del pallone.
Il palermo è una squadra che non ha avversari. Se vince, vince perché ha giocato bene. Se perde, perde perché ha giocato male. E? matematicamente impossibile trovare un palermitano che pensi di aver giocato contro una buona squadra ed averla sconfitta. Non c?è mai la definizione di uno scontro visibile. Lo scontro perenne è del tutto interiorizzato. E? lo scontro del palermo con se stesso, la sua capacità di sorprendere e la sua inusitata tendenza all?autodistruzione. In ogni caso c?è un palcoscenico che ha undici soli protagonisti, nel bene e nel male. E sono il palermo.
Non esiste una tifoseria che come la mia sappia così dolcemente schifare il pareggio o il normale zero a zero. Il tifoso rosanero è senza misure, vive nell?entusiasmo, dell?entusiasmo, dentro l?entusiasmo. Il dolore e la gioia sono il motore del suo stesso pensiero. Il conflitto è la materia prima del suo esistere. In tal senso è un tifoso freudiano, sì come il famoso psicanalista prospettava un apparato psichico che avesse nel conflitto tra bisogno e realtà il suo motore primario. Il tifoso rosanero vive nel suo conflitto perpetuo tra disonore e gloria, e lo indossa, come una maledizione e un?alta onorificenza.
Il palermo vincerà due partite di fila e si dirà che è il più grande palermo di tutti i tempi. Ne perderà due di fila e si dirà che siamo una vergogna sociale, e dovremmo ritirarci dal campionato.
Non ci sono vie di mezzo. O è tutto rosa, o è tutto nero.
Ma si.. è comunque, sempre, rosanero.
E tra poco si ricomincia..




caro nemico mio..

28 08 2006


Di quasi tutto possiamo fare a meno tranne che di nemici, ormai è chiaro..
Si può anche pagare tutti le tasse ed accettare che la nostra squadra di calcio vada in B, ma l’importante è che si continui a dir male di arabi, ebrei e minoranze varie, e ci sia tanta tanta tanta paura in giro.. Va bene che l’euro vada di schifo e guerreggiamo di quà e di là, ma l’importante è che non ci venga tolto questo gioioso senso di panico che tutti ci attanaglia gaudenti.. e vai con ladri strupratori e rapinatori ad ogni angolo, vai col terrorista della porta accanto e con i portatori di handicap che hanno troppi privilegi, vai con le minoranze che ci rubano i danari..l’importante ci siano loro e stiamo bene..
Ma allora Proposta di legge: Visto che i nemici sono così importanti per vivere bene, perchè non istituiamo una bella “Giornata del Nemico”?
Non so.. la festa dell’uomo nero, oppure la domenica della peste gialla, o la giornata del profondo rosso? Una bella giornata in cui festeggiare tutti i nostri adoratissimi nemici.. la lega potrà festeggiare gli arabi, i comunisti potranno festeggiare mussolini e berlusconi potrà festeggiare la guardia di finanza.. e tutti insieme allegramente a dirci quanto è bello aver nemici e quanto è bello guardare in casa d’altri invece che a casa nostra.. I nemici..gli stranieri..come faremmo senza di loro??

Se poi qualcuno avesse tempo e volesse spedenrlo bene, consiglio il breve saggio “Il Perturbante” di Freud, non ve ne pentirete..




Rabbia

28 08 2006


Quanta gente incazzata che c’è in giro.. Comunque e dovunque.. Incazzata..

A tutti dedico le strofe meravigliose scritte e cantate da un vero musicista di pace, Franco Battiato; uno che l’oriente e l’occidente li conosce per davvero e non per sentito dire.

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.




curiosi o morbosi?

28 08 2006


cultura.. sottocultura.. ipercultura..
chi definisce esattemente cosa è cultura e cosa sottocultura? Quali sono le condizioni necessarie per parlare dell’una o dell’altra?
Prendiamo il caso della famigerata, vituperata (e tuttavia amata) rivista “Cronaca Vera”, che da anni se non da secoli vende copie su copie, letta da milioni di persone. Se ne parla sempre come di sottocultura e probabilmente a ragione, almeno secondo me. Ma perchè è sottocultura? Per i titoli strillati? Per l’impaginazione povera? Per l’amore verso l’eccesso? Mi sembra che spesso se ne parli male in quanto abbonda di argomenti tipicamente definiti “morbosi”.. ma la morbosità è data dal giornale o dalla gente che lo legge? Non è che forse definire morboso il giornale è un modo per tenerci buona la coscienza e non dire a noi stessi che siamo noi i veri morbosi? Tutto sommato il giornale risponde in modo coerente negli anni ad una palese richiesta del pubblico: avere davanti un nemico sicuro, un nemico cattivo, sbattuto in prima pagina, la cui bestialità faccia spesso risplendere di limpido perbenismo la nostra identità.
Qual’è il limite tra curiosità e morbosità? E’ una colpa esser morbosi? E se anche lo fosse (e probabilmente non lo è), a chi andrebbe addossata? Ai lettori o al giornale?
E se fosse tutta una questione di libero arbitrio?
ipercultura.. sottocultura.. cultura..




pamela prati nutellata

27 08 2006


Le vacanze tendono inevitabilmente verso la chiusura, ma prima che ciò ancora accada è piacevole andare a rivedere con queli luminose scene ci siamo deliziati in quel di ferragosto e via dicendo..
Tra scandali e scandaletti, coppe del mondo e guerre mediorientali, vulcani berlusconiani e e incitamenti prodiani, c’è una piccola minuscola notiziola che io qui ripropongo affinchè le venga donato il giusto risalto!
In quel di ferragosto la divina sovrana del bagaglino, la sempreverde e sempreabbondante Pamela Prati si è immersa in un megashow di 200 kg di nutella, per lo sguardo e il palato dei simpatici abitanti di una cittadina campana.. Ora io non so se l’immagine e l’opulenza di Pamela Prati siano metafora di qualcosa, del nostro paese, della nostra estate volgarotta, della nostra epoca e nazione…magari si..magari no…
Se qualcuno legge queste pagine, oltre a me, avrà la possibilità di esprimere la sua opinione liberamente..
Personalmente rilevo solo che pamela prati nutellata appare vieppiù somigliante al mostro della laguna nera, allorchè il suddetto fuoriesce dall’omonima palude..




Orione

16 08 2006


La NASA ha fotografato la nebulosa di Orione, che riprendo in foto dal sito di Repubblica. La nebulosa è visibile nella parte scura in basso.
Naturalmente vedendo la foto ho subito ripensato alla magica strameravigliosa frase finale di “Blade Runner”.. diciamola in coro..

IO NE HO VISTE COSE CHE VOI UMANI NON POTRESTE IMMAGINARVI: NAVI DA COMBATTIMENTO IN FIAMME AL LARGO DEI BASTIONI DI ORIONE..E HO VISTO I RAGGI B BALENARE NEL BUIO PRESSO LE PORTE DI TANNHAUSER.. E TUTTI QUEI MOMENTI ANDRANNO PERDUTI NEL TEMPO.. COME LACRIME.. NELLA PIOGGIA.. E’ TEMPO DI MORIRE .

Da brivido.. e che bello ripeterla.. guardando Orione in foto..




falò di ferragosto

15 08 2006


Le danzatrici di Matisse si muovono intorno al fuoco, libere e felici, lontane dai vanitosi, sorvegliate dalla nuova fidanzata di maradona,(s)vestita come un pompiere.




La soluzione Marte

14 08 2006


E se ci trasferissimo altrove? Se piegassimo le nostre resistenze a chi sta rovindando tutto ciò che ci circonda e mollassimo le armi? Se andassimo altrove? Su Marte.. su Giove.. su Saturno.. magari ascoltando Syd Barrett quando cantava “astronomy domine”? Un bel viaggio. Magari ricostruire una società diversa tra le terre rosse di Marte.. costruire una di quelle case di vetro, a forma di cupola, che si vedevano nei film e telefilm di fantascienza degli anni ’70.. Anche allora volevamo fuggire. Alla fine non l’abbiamo fatto.. abbiamo cercato la nostra Marte dentro casa, tra le vetrine, tra le pubblicità.. addormentandoci, risvegliandoci di tanto in tanto.. incazzandoci magari, ribellandoci, per poi riassopirci.. Di chi avere fiducia? Su chi confidare una volta per tutte?
Che facciamo? Ritentiamo? Andiamo su Marte una buona volta? O riproviamo per l’ennessima volta a restare qui e cambiare ciò che non va? Ho trovato una foto dell’Iraq che sembra tanto Marte.. ma forse è Marte che la possiamo trovare dovunque se vogliamo..anche in Iraq.. se non lo distruggiamo prima..
Un pò di Pink Floyd..
“Lime and limpid green, the sounds surround the icy waters underground..”
(Astronomy Domine, 1967)




iran

14 08 2006


Com’è strano il mondo visto dall’alto.. com’è bello il mondo visto dall’alto..
Che senso di pace.. terre.. fiumi..
Linee sinuose, come dolci tratteggi, come dipinti astratti.. pensieri.. sospiri.. poesie..
manchiamo noi.. le nostre invidie.. i nostri interessi…




La Fenech e la moralità…

12 08 2006


Edwige Fenech e la moralità.
Ah che goduria, torna l?estate e tornano i film della Fenech su rete4 di notte. Non venitemi a dire ?che schifo i film della Fenech, che volgarità?, eh!
I ?Fenech movies? sono saggi teorici sulla centralità del corpo e sulla ricerca della libertà. Sono strali lanciati contro la famigliocrazia borghese degli anni ?70. I peti e i rutti sono un?anarchica presa di coscienza dinnanzi alla repressione sociale e le frequenti docce sono emblema di aspirazione alla purezza. La Fenech, unica nel panorama cinematografico italiano, ha preso di mira le categorie forti dello Stato, sbeffeggiandole: l?esercito, la polizia, i medici, gli onorevoli, i magistrati, la scuola, la mafia. Le smorfie sono una dissacratoria critica al vacuo perbenismo.
In tal senso ritengo sia un cinema altamente morale.
Indimenticabile in ?La Pretora?, indelebile in ?La dottoressa del distretto militare?, indiscutibile in ?Vizio di famiglia?.
Per tutti i fans metto una locandina spagnola di un mitico film dei suoi ?Giovannona Coscialunga?? ahhh.. una locandina spagnola.. quando il cinema italiano aveva successo all?estero!!

(..pausa di riflessione..)

Ma che ho scritto?!?!?!